di Federica Marengo lunedì 29 giugno 2026

-Sabato 20 giugno scorso, Papa Leone XIV, si è recato in Visita Pastorale a Pavia e a Sant’Angelo Lodigiano.
Partito alle 13:00 dall’eliporto Vaticano, il Pontefice è atterrato alle 14:39 nel Campo di Rugby CUS di Cravino (Pavia) dove è stato accolto dal Vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti, e dalle autorità civili, tra cui il sindaco e il Presidente della Regione Lombardia, per poi dirigersi in auto al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO).
Qui, accolto dal Presidente e dal Direttore del Centro, il Santo Padre , prima di visitare la struttura, ha incontrato e salutato alcuni dirigenti e il personale medico.
Quindi, salutati i bambini e le persone in cura con le loro famiglie, il Santo Padre ha tenuto un intervento ,nel quale ha parlato dell’importanza della famiglia e della sua presenza nei momenti difficili e ha sottolineato che “Dio non vuole che nessuno soffra e sarà sempre presente” e che “anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli”, ringraziando il personale del CNAO e ricordando l’importanza della Ricerca.
Infine, dopo aver ricevuto due doni: un’opera in bronzo e ottone ,con al centro una sfera sospesa che rappresenta il nucleo dell’atomo, realizzata dallo scultore Fabio Lissi e un cuore di stoffa e un libro realizzato dai piccoli pazienti con l’artista Stefano Bressani, e dopo aver recitato il Padre Nostro con i giovani in cura e le loro famiglie , Papa Leone XIV, si è trasferito in auto alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove sono custodite le reliquie di Sant’Agostino e dove è stato accolto dal Priore Generale, Padre Joseph L. Farrell, dal Priore Provinciale, Padre Gabriele Pedicino e dal Priore del Convento, Padre Gianfranco Casagrande e dalla comunità degli Agostiniani, con cui ha avuto una breve conversazione, mentre, nel chiostro ha salutato i Vescovi della Lombardia e alcuni collaboratori e ha salutato e ringraziato i fedeli presenti in attesa del suo arrivo.
A seguire, il Pontefice ha raggiunto la Basilica, all’interno della quale erano presenti i Vescovi lombardi, il Clero, i Consacrati e i Diaconi permanenti e un totale di 1800 fedeli, per poi ascoltare i saluti di S.E. Mons. Corrado Sanguineti e di Padre Joseph L. Farrell e la Liturgia della Parola, dopo cui ha pronunciato la Sua omelia, nella quale ha invitato la Comunità ecclesiale a non lasciarsi scoraggiare “dalle fatiche, dal contesto secolarizzato e dalle difficoltà nella trasmissione della fede”, sottolineando che, “Per non scoraggiarsi serve uno sguardo animato dallo spirito della fede, che aiuti a leggere la realtà in modo più profondo rispetto a ciò che appare a prima vista, e a non scivolare in un atteggiamento negativo, pessimista, incapace di generare vita nuova”, ovvero : lo sguardo di Gesù, donato dallo Spirito Santo.
Pertanto, ha proseguito il Santo Padre, una Comunità ecclesiale per rimanere viva deve restare “unita a Cristo” , “pietra viva, scartata dagli uomini, ma scelta da Dio”, in quanto “ Cristo è il fondamento dell’edificio spirituale, è la pietra angolare posta come base del nostro cammino ecclesiale, dell’agire pastorale e dell’evangelizzazione” e, allo stesso tempo, ricondurre tutto al centro, all’essenziale , che è Cristo, evitando “azioni dispersive centrate unicamente su noi stessi e sui nostri sforzi”.
Per questo, ha sottolineato Papa Leone XIV nella Sua omelia, rivolgendosi direttamente ai presbiteri: “ Dobbiamo imparare ad essere comunità cristiane centrate sull’essenziale, anche se ciò dovesse comportare la rinuncia a qualche struttura e a qualche sicurezza del passato”, poiché “L’essenziale è vivere con Cristo, e diffondere il suo Vangelo”.
Ciò, aderire a Cristo, portare l’annuncio gioioso e liberante del Vangelo, ha evidenziato il Pontefice, è importante soprattutto “In un tempo nel quale molte persone sembrano aver perduto il gusto spirituale o, per diverse ragioni, non riescono più ad avvertire come attraente la proposta della fede cristiana per la loro vita”, poiché consente di “accompagnare le persone alla scoperta o alla riscoperta della fede”, annunciando il nucleo del Vangelo, “ cioè Gesù, che nella sua incarnazione, morte e risurrezione ci rivela il mistero di Dio e al tempo stesso il mistero che siamo noi stessi”.
In tale contesto, il Santo Padre ha fatto riferimento alla figura di Sant’Agostino , in quanto : “Il suo pensiero, la storia della sua conversione, la sua spiritualità ci ricordano il valore e il primato dell’interiorità, soprattutto “nella fretta e nella dispersione del vivere quotidiano” e “negli interrogativi dei più giovani”.
Infine, Papa Leone XIV, affidando la Comunità ecclesiale a Maria Santissima, Madre della Chiesa e all’intercessione del Santo Padre Agostino e del Patrono di Pavia, San Siro, ha invitato “ a essere Chiesa ben radicata nel territorio, Chiesa che cammina in mezzo alle fatiche e alle speranze della gente, esperta nell’arte di ascoltare e di accompagnare, curando le relazioni con le famiglie, con coloro che si preparano a ricevere i Sacramenti e anche con chi si affaccia saltuariamente o è lontano dalla vita di fede” e a proseguire i passi in direzione di uno “stile sinodale nella vita comunitaria”, “integrando il cammino tradizionale delle parrocchie con nuove iniziative di evangelizzazione , imparando sempre più a camminare insieme, nel comune discernimento ed elaborando progetti condivisi, coltivando la fraternità e promuovendo la corresponsabilità”.
Terminata la celebrazione, il Pontefice ha venerato e incensato le reliquie di Sant’Agostino e ha acceso la lampada votiva, per poi lasciare la Basilica, salutare a braccio e benedire i fedeli riunitisi nella Piazzale antistante.
Il Santo Padre, successivamente, si è diretto in Papamobile a Piazza Duomo per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione delle reliquie di San Siro.
Arrivato in piazza, Papa Leone XIV , accolto da alcuni bambini e dai loro animatori, che Gli hanno rivolto un breve saluto, come pure la Comunità sudamericana, ha salutato e ringraziato le circa 1500 persone che lo attendevano davanti al Duomo, nel quale è entrato e, accompagnato dai membri del Capitolo, ha presieduto l’adorazione del Santissimo Sacramento e si è raccolto in preghiera davanti all’altare di San Siro, primo Vescovo e Patrono della Diocesi e della Città.
A seguire, il Pontefice ha raggiunto a piedi Piazza Vittoria dove ha incontrato la Cittadinanza e, dopo il saluto del sindaco di Pavia e del Vescovo della Diocesi lombarda, Mons. Corrado Sanguineti, ha tenuto il Suo discorso, nel quale ha esortato a riscoprire il valore del bene comune e a partecipare alla vita civile, sottolineando: “Il nome “città”, dal latino civitas, indica, oltre che un luogo, una condizione umana: la città è una per tutti, è singolare e plurale. Il popolo che la abita vi costituisce una società, cioè un organismo che dev’essere ben ordinato nelle sue relazioni e nelle sue leggi. Essere sociali significa essere solidali, comportandosi da autentici soci: motivati dal bene comune e non da interessi di parte. I cittadini sono sempre concittadini! Difatti, si chiama appunto “Comune” l’ente democratico che si prende cura della città, promuovendo il benessere di quanti vi abitano. Poiché dunque il popolo è responsabile dello spazio pubblico, davanti alle sfide attuali chiediamoci che cosa fortifica e che cosa erode le nostre case: domandiamoci che cosa rende stabile e che cosa ferisce la nostra società. Altrimenti, ciò che è di tutti rischia di diventare di nessuno: quando l’indifferenza sembra disgregare la nostra comunità, occorre rinnovare l’attiva partecipazione di tutti alla vita cittadina. Dinanzi a forme di degrado e di analfabetismo civico, siamo chiamati a condividere linguaggi di dedizione e di servizio, che custodiscono piazze, parchi, strade come luoghi di incontro per eccellenza. Questa buona cittadinanza sa coltivare la concordia attraverso il dialogo e l’incontro costruttivo tra le persone e le culture che animano Pavia. Oggi invito ciascuno di voi a ripetere dentro di sé: mi interessa la nostra città! Mi interessa la salute di chi ho accanto, mi interessa la bellezza del luogo in cui abito, mi interessa la qualità della vita negli ambienti in cui lavoro e dove trascorro il tempo libero. Mi interessa questa pianura così fertile, dove ogni campo e ogni fosso porta i segni del lavoro paziente di chi per secoli ha ascoltato il ritmo del creato, sentendosi in armonia con la natura”.
Quindi, il Santo Padre ha invitato la cittadinanza a costruire il futuro, partendo dal sapere e dalla sete di sapere, di cui fu pieno l’animo di Sant’Agostino: “esempio della sana inquietudine che freme in chi ricerca, in chi studia, in chi educa”, la cui figura, “mentre incarna il dialogo arduo e costante tra fede e ragione, testimonia la loro reciproca appartenenza”.
In ultimo, Papa Leone XIV ha esortato la Cittadinanza a ricordare sempre le radici culturali e spirituali di Pavia, evidenziando a conclusione del Suo discorso: “La Croce, che sta nello stemma della vostra città, è ben più che un simbolo araldico, è una sintesi culturale: ricorda che la storia di Pavia è ancorata al valore universale dell’amore cristiano; ed è una storia da scrivere insieme, esercitando una memoria creativa nell’intesa tra cittadini e associazioni, tra la Chiesa e gli Enti pubblici, tra generazioni e culture”.
Poi, affidata Pavia alla Madonna di Piazza Grande e, salutata una Rappresentanza di Autorità e di fedeli, il Pontefice si è diretto in auto al Campo di Rugby CUS di Cravino, congedandosi dalle Autorità civili ed è partito in elicottero per Sant’Angelo Lodigiano, dove è atterrato alle 18:55 allo Stadio comunale “Carlo Chiesa”.
Accolto dal Vescovo di Lodi ,Mons. Maurizio Malvestiti e dalle autorità civili, tra cui il sindaco, il Santo Padre ha raggiunto in Papamobile la Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini per l’adorazione al Santissimo Sacramento e la venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini.
Qui, Papa Leone XIV ha ricevuto l’accoglienza del Parroco, Mons. Enzo Raimondi e di 1000 fedeli e, dopo il saluto e la preghiera del Vescovo di Lodi, Mons. Maurizio Malvestiti, ha tenuto il Suo discorso, nel quale ha ricordato la figura di Santa Francesca Saverio Cabrini, religiosa nata nel lodigiano e divenuta, la patrona dei migranti, per la sua dedizione missionaria alle migliaia di migranti italiani nelle Americhe, di cui si prese cura su indicazione di Papa Leone XIII , scegliendo così la rotta Occidentale invece di quella Orientale.
Il Pontefice , quindi, si è soffermato sul fenomeno migratorio contemporaneo, sottolineando: “Quel “segno”, cioè il fenomeno migratorio, è entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa”, invitando a guardare alla figura di Santa Cabrini, per cui la missione non consisteva solo nell’assistenza materiale , ma nel tradurre l’amore di Cristo in gesti concreti di vicinanza , accoglienza e cura e al magistero di Papa Francesco e alla Sua Enciclica “Dilexi te” sull’ sull’amore verso i poveri e la carità nella forma di “accompagnare i migranti”.
Al riguardo, il Santo Padre ha rivolto un appello ai giovani e alla Chiesa di Lodi: “Conoscete Santa Francesca Cabrini!. Leggete i suoi scritti, pieni di passione per Gesù e per la missione; le sue lettere, i suoi diari di viaggio, gli appunti dei suoi ritiri. Chi conosce Madre Cabrini, ne rimane conquistato. La sua anima era nello stesso tempo contemplativa e attiva; era immersa nell’amore del Cuore di Cristo e questo le dava una capacità di lavoro e una forza d’animo straordinarie, coerentemente con il motto paolino che aveva scelto per l’Istituto: “Tutto posso in Colui che mi dà la forza”. Questo appello lo rivolgo in modo speciale alla Chiesa che è a Lodi, che oggi mi ha accolto con tanto affetto!. E vorrei esprimerlo in forma di augurio: la Chiesa di San Bassiano si distingua sempre per quei tratti che risplendono in questa sua figlia così gloriosa. Con il suo esempio e la sua intercessione, Santa Cabrini vi aiuti a essere innamorati di Cristo, testimoni del suo Vangelo con stile operoso e generoso, al servizio dei più poveri. Vi aiuti a vivere una sinodalità effettiva, camminando uniti e tendendo insieme alla santità, nella varietà dei doni e dei ministeri. Per questo vi assicuro la mia preghiera”.
Infine, Papa Leone XIV ha affidato al Signore, mediante la preghiera, le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, in ogni loro comunità, affinché “Dio le rinnovi nella fedeltà al carisma di madre Cabrini” e la Chiesa intera possa “ guardare a questa stupenda missionaria dell’Amore, per imparare che cosa significa servire il Regno di Dio nel vivo della storia”.
Conclusa la celebrazione, il Pontefice ha lasciato la Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini per dirigersi verso lo Stadio comunale “Carlo Chiesa” ,dove si è congedato dalle Autorità civili, salutando e ringraziando con un breve discorso a braccio i 2200 fedeli presenti, per poi salire a bordo dell’ elicottero e rientrare in Vaticano.
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