di Federica Marengo martedì 16 giugno 2026

-Nella mattina di domenica, 7 giugno, solennità del Corpus Domini, Papa Leone XIV ha celebrato la Santa Messa in Piazza de Cibeles, alla presenza di un milione e duecentomila fedeli.
Prima della celebrazione, accolto dal sindaco di Madrid e dai reali di Spagna, Felipe VI e Letizia, il Pontefice ha ricevuto la Chiave d’oro della città e ha firmato il Libro d’Onore, nel quale ha scritto in spagnolo: “Che Madrid continui a essere una città accogliente e inclusiva, dove la vita sociale si ispiri ai veri valori umani”.
Dopo le parole di benvenuto dell’Arcivescovo Metropolita di Madrid, il Cardinale José Cobo Cano, i riti di introduzione e la Liturgia della Parola, il Santo Padre ha pronunciato la Sua omelia, incentrata sul Corpus Domini, in merito a cui ha detto: “Non si tratta di una manifestazione esteriore, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico: qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto, che è vivo e passa ancora in mezzo a noi . Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati. Non è casuale che qui in Spagna, la Chiesa abbia unito per anni la solennità del Corpus Domini con la Giornata della Carità. Non si tratta solo di portare fuori un ostensorio, quanto di lasciarci noi stessi portare fuori dall’egoismo, da una fede comoda e privata, per rispondere al suo invito alla conversione, accogliendo la sua presenza che ci rende costruttori di un mondo nuovo. La memoria storica delle processioni del Corpus Domini non si lascia imprigionare da un ricordo nostalgico; essa diventa invece un invito per l’oggi, per la nostra vita personale, per le nostre relazioni, per la società, per la costruzione del futuro”.
Sempre nella Sua omelia, Papa Leone XIV, ha evidenziato che “Gesù Eucaristico è quell’eterna fonte nascosta: fonte che scorre e disseta ma senza abbagliare, senza imporsi con potenza esteriore, senza presentarsi in modo spettacolare. Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello; una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo”, invitando i fedeli a considerare la religiosità “non un museo da visitare ,ma una scuola di fede che ci porti fuori dall’egoismo cieco e dall’indifferenza, verso i poveri”.
Terminata la Santa Messa, il Pontefice ha guidato la processione del Corpus Domini da Piazza di Cibeles fino alla chiesa di San José , per poi , tornato indietro, concludere con la solenne benedizione eucaristica.
A seguire, il Santo Padre ha fatto ritorno in auto alla Nunziatura Apostolica dove si è riunito con 220 Padri agostiniani delle diverse comunità e vari membri della famiglia agostiniana di Spagna, il cui Superiore Provinciale ha tenuto un breve discorso di saluto.
Il Pontefice, ringraziato per l’incontro, ha posto in rilievo come “la comunione e l’unità di cuore tra gli agostiniani possano essere un messaggio al mondo ,in questo momento storico”, e ai giovani, “come i 600 mila incontrati a Plaza de Lima, che hanno testimoniato le proprie domande e la propria ricerca spirituale”.
Il Santo Padre, poi , vista la presenza alla riunione di alcune sorelle di vita contemplativa, ha evidenziato il valore della loro vocazione, “anche per dare senso all’azione sociale, in un tempo in cui si sta perdendo il silenzio e la capacità dell’uomo di entrare nel proprio cuore”.
Alla fine dell’incontro, Papa Leone XIV ha pregato insieme con i presenti il Padre Nostro e impartito loro la Sua benedizione.
Nel pomeriggio, invece, il Pontefice si è recato in papamobile alla Movistar Arena , per l’Incontro “Tessere reti con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport”, svoltosi alla presenza di 15 mila persone.
Accolto dall’Arcivescovo Metropolita di Madrid, il Cardinale José Cobo, con un discorso di benvenuto, dopo le testimonianze dell’attore Antonio Banderas; del Rettore dell’Università Complutense, José María Coello de Portugal; di Antonio Garamendi, Presidente della Confederación Española de Organizaciones Empresariales (CEOE); di Unai Sordo, Segretario generale delle Comisiones Obreras; e di Ángela Lopez de Miguel, Presidente della Confederación Española de la Pequeña y Mediana Empresa (CEPYME), in rappresentanza del mondo dell’economia e del lavoro, e delle due atlete Carolina Marín e Teresa Perales, intervallate dall’esibizione artistica della danzatrice di Flamenco, Sara Baras, il Santo Padre ha tenuto il Suo intervento.
Papa Leone XIV, quindi, si è soffermato sulla capacità della società contemporanea di produrre, innovare e comunicare e sulla necessità che ciò avvenga senza perdere di vista l’aspetto umano e ha esortato i media a ricordare che le parole e le immagini non sono neutrali e che possono ferire o guarire e portare speranza.
Infine, rivolgendosi al mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport, il Pontefice ha invitato a “tessere reti” fondate sull’incontro , sull’ascolto e il rispetto reciproco e ad essere “fili nuovi”, capaci di costruire relazioni autentiche, per costruire una società fondata sul bene comune, in quanto “è in gioco, che, in futuro , continui a risplendere la nostra magnifica umanità”.
A conclusione dell’incontro, dopo un canto finale e la benedizione, il Santo Padre ha lasciato il palco della Movistar Arena , accompagnato dall’Arcivescovo Metropolita di Madrid, il Cardinale José Cobo Cano, per far ritorno in Nunziatura Apostolica.
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