di Federica Marengo venerdì 5 giugno 2026

-Dopo le celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica, il 2 giugno scorso, la Presidente del Consiglio Meloni, stamane, ha partecipato sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, alla cerimonia in occasione del 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, insieme con il ministro della Difesa Crosetto, il ministro dell’Interno Piantedosi, la ministra del Lavoro Calderone, il ministro della Pubblica Amministrazione Zangrillo, il comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, e altre autorità civili e religiose.
La Presidente Meloni, in un post social, ha così ricordato la ricorrenza dell’anniversario: “Da oltre due secoli l’Arma dei Carabinieri è accanto agli italiani con coraggio, altruismo e senso del dovere. Uomini e donne in divisa che ogni giorno servono la Nazione e proteggono i cittadini e il territorio: nella lotta alla criminalità, contro il terrorismo e le mafie, nella difesa dell’ambiente e in molti altri ambiti. In Patria come all’estero non fanno mai mancare la loro presenza, confermandosi prezioso punto di riferimento per le nostre comunità. Nel giorno del 212° Anniversario di fondazione desidero rendere omaggio a chi ha sacrificato la vita nell’adempimento del proprio dovere, a chi è rimasto ferito in servizio e porta ancora oggi le cicatrici e a chi ogni giorno, guidato dal motto “nei secoli fedele”, onora l’Arma con lealtà e spirito di servizio. Grazie per la vostra quotidiana vicinanza e auguri”.
Nel pomeriggio, la Premier avrebbe dovuto prendere parte al Vertice Ue-Balcani Occidentali, in corso a Tivat, in Montenegro, ma ,a causa del protrarsi della cerimonia dell’Arma, la sua partecipazione è stata annullata, come riportato da Palazzo Chigi, che ha reso noto: “Il Presidente Meloni ha informato personalmente il Presidente montenegrino Milatovic e il Presidente del Consiglio europeo Costa esprimendo il proprio rammarico per l’impossibilità di raggiungere in tempo la riunione, la cui conclusione è prevista per le 15:30″.
Al centro del Vertice, tra l’Unione europea e i sei partner dei Balcani occidentali (Montenegro, Albania, Serbia, Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Kosovo), il processo di allargamento, di cui l’Italia è tra i principali promotori , considerato strategico per la sicurezza e la stabilità dell’Europa, ancor più nell’odierno contesto internazionale.
Nella giornata di ieri, invece, si è svolta a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri ,nella quale è stato approvato un decreto-legge con misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024, illustrate, a seguire, in conferenza stampa, dal ministro della Giustizia, Nordio e dal ministro dell’Interno, Piantedosi.
Per quanto riguarda l’ambito della giustizia, il provvedimento interviene sulla disciplina dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato, definendo: l’oggetto delle prove, i criteri di valutazione, le modalità di ammissione alla prova orale, la composizione delle commissioni e delle sottocommissioni d’esame e la disciplina applicabile dalla prima sessione successiva all’entrata in vigore del decreto.
Inoltre , il decreto interviene sulla disciplina dei provvedimenti d’urgenza in materia di proprietà industriale e diritto d’autore e sulle disposizioni relative al pagamento delle prestazioni rese in esecuzione di intercettazioni e funzionali all’utilizzo delle medesime, anche con riguardo agli indennizzi dovuti in caso di ritardo.
Il testo ,poi, proroga alcuni termini in materia di giustizia, relativi al giudice per le indagini preliminari in composizione collegiale, all’utilizzo delle infrastrutture digitali interdistrettuali per le operazioni di intercettazione e all’entrata in vigore delle disposizioni sul Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie e introduce disposizioni sulla permanenza nell’incarico presso lo stesso ufficio dei magistrati giudicanti, sull’organizzazione e la competenza degli uffici del giudice di pace e sulla funzionalità dell’ufficio per il processo.
Infine, il provvedimento introduce ulteriori disposizioni in materia di indennizzi per i danni subiti a causa dell’irragionevole durata di un processo , con riferimento alle somme liquidate nell’anno 2022, nonché interventi per la prosecuzione e il potenziamento del processo di digitalizzazione dell’amministrazione della giustizia, per la continuità dei servizi di connettività e per l’innalzamento dei livelli di sicurezza delle infrastrutture digitali e dei sistemi informativi e interviene anche sul termine massimo per l’esercizio dell’azione di responsabilità professionale nei confronti del notaio.
In merito all’attuazione del patto dell’Unione Europea sulla migrazione e l’asilo, come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi: “Il decreto adegua l’ordinamento nazionale alla direttiva relativa alle norme sull’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e ai regolamenti europei in materia di procedura comune di protezione internazionale, procedura di rimpatrio alla frontiera, accertamenti nei confronti dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne e sistema Eurodac. In particolare, il testo disciplina le fasi della manifestazione di volontà, della registrazione e della formalizzazione della domanda di protezione internazionale, nonché i documenti rilasciati al richiedente. Si interviene inoltre sull’accesso al lavoro del richiedente protezione internazionale, innalzando a 90 giorni il periodo prima del quale l’attività lavorativa risulta preclusa. Si interviene inoltre sul diritto del richiedente a rimanere nel territorio dello Stato, sulla procedura di asilo alla frontiera, sul trasferimento del richiedente sottoposto a tale procedura, sulla domanda manifestamente infondata e sulle controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale nella procedura di frontiera. Il decreto introduce disposizioni relative all’obbligo di risiedere in un luogo specifico, disposto dal prefetto nei casi previsti, al relativo reclamo giurisdizionale, alla valutazione del rischio di fuga, alle misure alternative al trattenimento e alla disciplina del trattenimento del richiedente. Sono inoltre disciplinate le procedure accelerate e le procedure di frontiera, con specifici termini per la loro conclusione, nonché gli accertamenti nei confronti degli stranieri rintracciati in occasione dell’attraversamento irregolare della frontiera o a seguito di operazioni di salvataggio in mare, con riferimento alla conduzione presso appositi punti di crisi, ai controlli sanitari, di vulnerabilità e di sicurezza, al rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico e alla trasmissione dei dati al sistema Eurodac. Il testo introduce anche la disciplina del fermo amministrativo per accertamenti, con comunicazione al procuratore della Repubblica, convalida del giudice di pace e specifiche garanzie per i minori. Il provvedimento adegua la disciplina del sistema Eurodac, prevedendo l’interconnessione del sistema automatizzato di identificazione delle impronte e delle immagini facciali e l’individuazione del punto di accesso nazionale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza. Infine, sono introdotte misure organizzative per l’attuazione del nuovo quadro europeo, tra cui il potenziamento delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, l’ampliamento delle competenze delle sezioni specializzate in materia di immigrazione, l’istituzione di sezioni stralcio presso le medesime sezioni e interventi per il potenziamento dell’amministrazione giudiziaria. Sono altresì previste disposizioni transitorie per la prima attuazione della nuova disciplina”.
Soddisfazione è stata espressa dalla stessa Presidente del Consiglio , che in video-messaggio social, nel quale ha sottolineato il ruolo di apri-strada dell’Italia, ha affermato: “L’accordo raggiunto in Europa qualche giorno fa sul nuovo regolamento rimpatri è un accordo storico, frutto anche del nostro lavoro, grazie al quale chi non ha diritto a restare nell’Unione Europea potrà essere rimpatriato in modo più rapido ed efficace” e dal ministro dell’Interno, Piantedosi, che ha dichiarato: “Abbiamo voluto fare questo intervento normativo con un decreto-legge per accompagnare l’immediata entrata in vigore di queste norme. Riteniamo, come Paese e come governo italiano, di essere stati noi gli attori principali del processo riformatore del sistema di asilo a livello europeo. Lo posso dire come testimonianza diretta dell’impegno che ho fatto io, ma che soprattutto ha fatto il presidente Meloni in tutti i contesti in cui si è discusso, portando molti Paesi europei sulla nostra visione. Siamo molto soddisfatti”.
Sempre nella giornata di ieri, Bruxelles ha erogato all’Italia la nona , e penultima, rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza , pari a 12, 8 miliardi di euro.
A tal proposito, come riferito da Palazzo Chigi in una nota: “Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha firmato, su proposta del Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione Tommaso Foti, gli ultimi 6 Accordi per la Coesione con i Ministeri. L’importo complessivo degli investimenti attivati è di circa 1,7 miliardi di euro. Gli Accordi sottoscritti oggi si aggiungono ai 21 Accordi con le Regioni e le Province autonome e ai primi 7 Accordi raggiunti con i Ministeri nell’ottobre 2025”.
I sei Accordi sottoscritti riguardano: il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che avrà a disposizione 360 milioni di euro del FSC, per interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici attraverso lavori di adeguamento antincendio, bonifica amianto e messa a norma degli impianti e degli spazi per le attività didattiche, laboratoriali, sportive e ludico/ricreative; il Ministero del Turismo, al quale andranno 121,14 milioni di euro, al fine di contribuire allo sviluppo del settore turistico, attraverso progetti di innovazione per lo sviluppo della competitività nel turismo, investimenti per migliorare la qualità delle destinazioni, nonché interventi di sostegno alle imprese per incrementare la qualità e l’innovazione dei servizi turistici; il Ministero della Salute, che beneficia di 90 milioni di FSC, con interventi che si focalizzano sul potenziamento delle strutture sociosanitarie per minori e giovani adulti in carico alla giustizia minorile e sulla riqualificazione/potenziamento del parco tecnologico destinato agli IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico); il Ministero dell’Interno, con una dotazione complessiva di circa 278 milioni di euro, di cui 180 milioni di risorse FSC e 98 milioni di Fondo di rotazione. Nell’ambito dell’Accordo sono individuati interventi in tema di digitalizzazione, energia e riqualificazione urbana, quali l’implementazione del Disaster Recovery (DR) delle banche dati Interforze, il rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza in ambiti strategici e urbani, la digitalizzazione dei processi e dematerializzazione degli archivi della Polizia di Stato e l’innalzamento dei livelli di sicurezza e resilienza dei sistemi informatici della Polizia di Stato; il Ministero dell’Università e della Ricerca, che riceve 381,18 milioni di euro, di cui 306,76 milioni di risorse FSC e 74,41 milioni di Fondo di rotazione. Tali risorse sono destinate al potenziamento delle Infrastrutture di Ricerca (IR) e del capitale umano ad alta specializzazione tecnico-scientifica, nonché a progetti di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico con attenzione in via prioritaria a tecnologie quantistiche, high performance computing (HPC) e intelligenza artificiale; il Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare, con una dotazione di 470 milioni di risorse FSC, ai quali si sommano 28,1 milioni di cofinanziamento con altre risorse, per un totale complessivo di 498,1 milioni. Le risorse sono destinate ad interventi di riduzione del rischio idrogeologico, di potenziamento del Servizio Nazionale della Protezione Civile (SNPC), di mitigazione del rischio alluvionale e di sviluppo, riqualificazione e ammodernamento di porticcioli, approdi e borghi marinari.
La Premier ha dichiarato al riguardo: “Le politiche di coesione rappresentano uno dei tasselli strategici dell’azione di governo. Oggi completiamo il percorso avviato all’inizio di questa legislatura, chiudendo 34 Accordi che valgono complessivamente oltre 50 miliardi di euro. Risorse estremamente preziose, che finanziano interventi strategici per ridurre i divari territoriali e rendere l’Italia più forte, coesa e competitiva”, mentre il ministro Foti ha sottolineato: “Attiviamo oggi 1,7 miliardi di euro in progetti per i nostri giovani nel campo dell’istruzione, per rilanciare il turismo quale fattore strategico della crescita, per rafforzare il nostro sistema sanitario, per aumentare la sicurezza delle nostre città, per promuovere una ricerca orientata alle nuove tecnologie e per rendere i nostri territori più resilienti rispetto agli eventi calamitosi”.
Quanto alla questione energia e crisi energetica, ancora da Bruxelles è arrivato il via libera alle deroghe al Patto di stabilità anche per l’energia, che prevede una flessibilità fiscale limitata (solo per gli investimenti nelle rinnovabili e non per il taglio delle tasse sui carburanti) estendendo l’ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, che conferma la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel triennio 2026, 2027 e 2028, con un limite cumulato dello 0,6% nell’arco dei 3 anni.
In merito, la Premier Meloni ha dichiarato in un videomessaggio social: “La Commissione Ue ha accolto la richiesta italiana di avere maggiore flessibilità di bilancio per affrontare la crisi energetica e questo ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce chiaramente le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, che colpisce gli italiani”.
Soddisfatto anche il ministro dell’Economia Giorgetti, che ha dichiarato: “La Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato. Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo , il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche delle ultime stime fornite dalla commissione e degli elementi contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana”.
Il ministro Giorgetti, ieri , tornando sulla questione, nel corso del Question Time al Senato, ha sottolineato: “L’apertura da parte della Commissione Ue sulla flessibilità costituisce un risultato importante, atteso l’elevato livello di incertezza che interessa sia l‘entità che la durata dello shock energetico in atto, sia appunto l’entità e la durata dei suoi effetti economici e che ,a giudizio di chi vi parla , non si sono ancora pienamente manifestati. La clausola richiederà evidentemente un passaggio parlamentare, in cui si discuterà il quantum e anche evidentemente la destinazione. La Commissione fa riferimento nello specifico a misure strutturali che non alterino il segnale di prezzo e che pertanto non incentivino comportamenti dannosi per l’ambiente. In particolare, si tratta di misure quali il sostegno alle famiglie e alle imprese per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere la decarbonizzazione, interventi volti ad accelerare l’elettrificazione, investimenti nella rete elettrica, nello stoccaggio dell’energia elettrica, nel risparmio energetico e nell’espansione della capacità delle fonti di energia pulita. Ho precisato che il 6 scadono le accise, noi interverremo con il meccanismo delle accise mobili e dobbiamo effettivamente valutare quanto è la disponibilità, e fino al giorno 6 non l’abbiamo e, in base a quello vedremo in qualche modo, date anche le condizioni di mercato, come prorogare”.
Dalle opposizioni, che nelle ultime settimane hanno rilanciato sulla tassazione dei grandi patrimoni, il Pd , però, ha evidenziato: “I miliardi concessi dall’Europa sono un duro colpo per Meloni: quei soldi dovranno essere impiegati per investire su rinnovabili e green, il contrario di quanto fatto finora”.
Restando in tema energia, ieri ,la Camera dei Deputati ha approvato con 155 voti a favore, 86 voti contrari e 8 astenuti, il disegno di legge delega al Governo sul nucleare sostenibile, passato al Senato, dove dovrebbe ottenere l’approvazione definitiva prima della pausa estiva, per poi emanare i decreti attuativi entro la fine dell’anno.
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, in un’intervista al direttore de Il Tempo, Capezzone, ha dichiarato: “Con la delega vogliamo compiere un passo decisivo per riportare l’Italia nelle condizioni di produrre energia da fonte nucleare attraverso tecnologie di nuova generazione, profondamente diverse rispetto a quelle del passato e pensare per integrarsi con lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il nostro Paese ha bisogno di rafforzare la propria sicurezza energetica e di ridurre una dipendenza dall’estero che oggi ci espone a forti potenzialità, sia sul piano economico sia su quello geopolitico. Per questo l’obiettivo è completare entro la fine dell’anno il quadro normativo e i decreti attuativi necessari a consentire una valutazione concreta e consapevole delle opportunità offerte dal nuovo nucleare”.
Critiche le opposizioni, eccetto Azione, secondo cui si tratta di “Una pagina nera per la democrazia”, in quanto “il governo ha fatto carta straccia della volontà popolare di 55 milioni di italiani che con ben due referendum avevano detto no al nucleare”.
©Riproduzione riservata