di Federica Marengo mercoledì 3 giugno 2026

-Dopo gli intensi bombardamenti russi dei giorni scorsi sulle città ucraine, compresa la capitale, e sulle loro reti elettriche, le forze di Kiev, nelle ultime ore, hanno risposto con raid di droni a lungo raggio sulle infrastrutture strategiche civili e militari a San Pietroburgo , sui poli di stoccaggio energetico e sulle strutture logistiche della Marina russa sul Mar Baltico.
Le autorità di Mosca, quindi, hanno disposto la sospensione di tutte le attività operative presso l’aeroporto internazionale di Pulkovo, rimasto bloccato per oltre due ore, circostanza che ha ostacolato l’arrivo dei delegati internazionali e dei diplomatici attesi per il Forum Economico Internazionale, promosso dal Presidente russo Putin, considerato il “Davos russo”.
Al suddetto Forum parteciperanno i rappresentanti di oltre 130 Paesi, con l’Arabia Saudita nazione ospite e, per la prima volta, dopo diversi anni, un funzionario del governo USA: Rodney Mims Cook Jr., a capo della Commissione Belle Arti, che prenderà parte alla sessione intitolata ‘Russia-Usa: un dialogo culturale’.
In contemporanea, le autorità filorusse della regione di Donetsk hanno reso noto che Kiev , con la sua artiglieria, ha attaccato e centrato un autobus passeggeri in servizio civile, provocando la morte di 7 persone e il ferimento di 11 e ha minacciato una rappresaglia militare sulle infrastrutture strategiche ucraine.
Il Presidente ucraino Zelensky , che , in occasione della Festa della Repubblica italiana ha espresso i suoi ringraziamenti all’Italia per aver considerato come propria la causa della libertà dell’Ucraina, ha rivendicato via social gli attacchi , dichiarando: “Questa notte sono stati colpiti obiettivi importanti sul territorio della Russia. Tra questi, il terminale petrolifero di San Pietroburgo. Dalla nostra frontiera statale ucraina a questo obiettivo dell’industria petrolifera russa, che lavora per la guerra, ci sono circa 1.100 chilometri. Sono stati raggiunti anche obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt”.
Lo stesso leader di Kiev, ieri sera, nel consueto videomessaggio alla popolazione, aveva annunciato: “Sappiamo dai servizi segreti che stanotte potrebbe verificarsi un attacco di vasta portata. Vi prego, vi supplico, prestate attenzione all’allarme. Tutti i partner insieme, tutti in Europa, devono continuare a lavorare per garantire che abbiamo missili per la nostra difesa aerea, che abbiamo i sistemi necessari, informazioni vitali e tutto ciò che contribuisce a salvare vite umane”.
Sul fronte ucraino, il capo dell’amministrazione regionale di Kharkiv, Oleh Synehubov, ha annunciato che il villaggio ucraino di Rokytne, situato nel distretto di Nova Vodolaha, è stato bombardato dall’esercito russo, mentre l’Agenzia Internazionale per l’Energia atomica ha annunciato l’Interruzione temporanea dell’alimentazione elettrica alla centrale di Zaporizhzhia e il Presidente, Grossi ha affermato: “L’incidente sottolinea ancora i costanti pericoli per la sicurezza nucleare”.
A Mosca, il portavoce del Cremlino, Peskov, nel consueto punto stampa, ha detto che la Russia continuerà le sue rappresaglie nei confronti dell’Ucraina, sottolineando: “Voglio ricordarvi la dichiarazione del ministero degli Esteri, che afferma che le nostre risposte saranno di carattere sistematico, e in effetti lo sono già”.
Intanto, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nell’ambito della visita ufficiale del Consiglio Atlantico in Ucraina, è arrivato a sorpresa e, insieme con il Presidente Zelensky, il Presidente del Comitato Militare dell’Alleanza, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, i rappresentanti permanenti e i vice-rappresentanti di tutti i 32 Paesi membri, ha reso omaggio ai soldati ucraini caduti, presso il Muro del Memoria.
A margine della cerimonia, il Presidente ucraino Zelenksy, in un punto stampa con il segretario generale della Nato Rutte, riguardo la ripresa dei negoziati con la Russia, tramite la mediazione degli USA, ha dichiarato: “Attendiamo l’arrivo della squadra negoziale, ma, a mio avviso, ci vorrà ancora molto tempo. Purtroppo, oggi non siamo al centro dell’attenzione. A mio parere, l’Iran è la questione numero uno per gli Stati Uniti d’America, e poi viene la questione dell’Ucraina. Io sono pronto a negoziare direttamente con Putin per porre fine a questa guerra, piuttosto che aspettare che tutti mettano fine a tutti i conflitti del mondo, e poi la questione toccherà anche a noi”.
Poi , alla luce di quanto accaduto in Romania, dove un drone russo ha sconfinato nel territorio di Bucarest, episodio al centro del Consiglio di Sicurezza Onu, ha annunciato: “L’Ucraina invierà i suoi istruttori anti-drone in Lituania, Lettonia, Estonia, mi sembra, e anche in Romania. Abbiamo concordato che prepareremo gli esperti, ci sono date in cui i nostri esperti si recheranno lì per condividere le loro esperienze, proprio come abbiamo fatto in Medio Oriente”.
A tal proposito, secondo il Financial Times, gli USA starebbero discutendo della possibilità che armi nucleari siano schierate in altri Stati Nato in Europa come la Polonia e alcuni Paesi Baltici, per rassicurare gli alleati dopo la riduzione del supporto militare convenzionale.
Ancora, sulle spese per la difesa dell’Ucraina, Zelensky ha detto: “L’Ucraina spende attualmente dai 45 ai 50 miliardi di dollari all’anno per la produzione di armamenti. Siamo riusciti a raggiungere questo livello, a mio avviso, molto elevato. Abbiamo i fondi per finanziare le Forze Armate ucraine. Dobbiamo garantire un livello altrettanto sufficiente sia per la produzione che per l’esercito, e non solo per ora, per questi anni, ma anche a lungo termine. Oggi ,diversi Paesi hanno preso delle decisioni: sei Paesi hanno confermato che contribuiranno al PURL. Siamo loro molto grati. Non diremo quali sono; queste informazioni non sono pubbliche. Dobbiamo acquistare ciò’ che possiamo acquistare dagli Stati Uniti. Oggi tutti i Paesi hanno confermato che il PURL è una priorità”.
In ultimo, il leader di Kiev ha ribadito che le forze ucraine colpiscono esclusivamente infrastrutture militari e industriali russe, evidenziando che “Se continueranno gli attacchi sul territorio, l’Ucraina aumenterà la portata delle risposte” e ha confermato la disponibilità a estendere la cooperazione militare con Paesi alleati, inclusa la formazione di specialisti anti-drone destinati a Stati baltici e Romania e la partecipazione al prossimo vertice Nato in Turchia, ribadendo di essere “pronto a negoziare direttamente con Putin per porre fine a questa guerra”.
Il segretario della Nato, Rutte, dopo il vertice politico-militare dell’Alleanza atlantica, iniziativa che ha segnato l’avvio operativo del nuovo formato di consultazione permanente tra Kiev e i 32 Stati membri della Nato definito dallo stesso Rutte “un segnale molto importante delle solide relazioni tra la Nato e l’Ucraina”, ha evidenziato : “La Russia sta subendo perdite significative, oltre 30.000 al mese. Il ritmo delle operazioni sul campo appare in progressiva diminuzione rispetto alle fasi iniziali del conflitto. L’Ucraina continua a rafforzare la propria efficacia operativa, le sue forze stanno diventando sempre più efficienti sia sul fronte sia nella riduzione delle capacità russe di proseguire la guerra”.
Rutte ,poi, in relazione alla lettera urgente inviata dal Presidente Zelensky al Presidente USA Trump e al Congresso degli Stati Uniti ,riguarda alla critica carenza di sistemi di difesa aerea, ha dichiarato che “La fornitura all’Ucraina dei missili intercettori statunitensi PAC-3 continua giorno dopo giorno e settimana dopo settimana” e che “i missili intercettori PAC-3 sono estremamente importanti per la difesa aerea”, quindi “si vorrebbe sempre che il loro numero totale fosse maggiore di quello attuale”, sottolineando: “La buona notizia è che la fornitura di questi intercettori critici dagli Stati Uniti all’Ucraina continua quotidianamente e settimanalmente. Esiste sempre il rischio che le intense operazioni militari possano influire sulle scorte disponibili di missili intercettori. Al momento, tuttavia, questo non ha un impatto diretto. È possibile che tali rischi emergano in futuro, ma non adesso. Stiamo facendo tutto il possibile per aumentare la produzione, garantire scorte sufficienti in Europa e negli Stati Uniti e poter continuare le forniture. Stiamo anche cercando nuovi modi per rafforzare la nostra sicurezza. L’Ucraina, insieme ai partner europei e a tutti gli alleati della Nato, gioca un ruolo importante in questo, e continueremo a portare avanti questo lavoro”.
Infine , sull’adesione dell’Ucraina all’Ue, Rutte , secondo cui “i giovani russi e le loro famiglie vengono trattati ingiustamente da Mosca, poiché l’arruolamento nell’esercito russo condanna i soldati a un addestramento e a un equipaggiamento scadenti, oltre a scarse possibilità di sopravvivere alle ferite riportate sul campo di battaglia”, ha detto: “Nonostante il percorso di avvicinamento di Kiev all’Alleanza sia irreversibile, al momento non esiste un consenso unanime sull’adesione dell’Ucraina alla Nato.
La Nato, come sapete, è sia politica sia pratica. Quindi, ancora una volta, guardandolo da una prospettiva pratica, ciò che vediamo ora è che le forze armate ucraine sono sempre più interoperabili con la Nato. Ciò che osserviamo è che, quando si parla di standard, stiamo sempre più usando gli stessi standard; per quanto riguarda la nostra industria, è sempre più interconnessa. Quando si parla della piena adesione alla Nato, la risposta quasi definitiva è che al momento non c’è unanimità su questo”.
Quanto agli alleati di Kiev, invece, il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in conferenza stampa da Skopje, in merito all’accelerazione del processo di adesione dell’Ucraina all’Ue e, alla proposta del cancelliere tedesco Merz di assegnare a Kiev lo status di membro associato all’Unione, ha detto: “Non sono sicuro che sia necessario elaborare uno status speciale per l’Ucraina. Ad ogni modo, non posso anticipare le conclusioni del Consiglio Europeo prima che discuta le idee del cancelliere. Naturalmente discuteremo la lettera del cancelliere Merz. A quanto ho capito, Merz ritiene che per i sei paesi dei Balcani occidentali il processo di adesione sia più semplice rispetto a quello per l’Ucraina. Per questo motivo propone di elaborare uno status speciale per l’Ucraina, per superare questo momento. Una volta conclusi i negoziati, l’Ucraina potrà formalmente entrare nell’Unione Europea. L’Ucraina sta collaborando molto bene in questo processo informale di negoziazione con la Commissione Europea, poi, ovviamente, dipende dalla drammatica guerra in Ucraina. La situazione per quanto riguarda i paesi dei Balcani occidentali è fondamentalmente diversa: fortunatamente, non sono in guerra e di trovano in una posizione più avanzata rispetto all’Ucraina”.
In merito alla possibilità che starebbe valutando Bruxelles di un negoziatore che rappresenti la Ue, invece, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, intervistata dall’agenzia di stampa Ria Novosti, ha commentato: “Al momento, non abbiamo visto, né ricevuto nulla di serio sotto forma di proposte o anche solo qualcosa che possa essere considerato veramente degno di attenzione tra le numerose dichiarazioni”.
A tal proposito, il Presidente russo Putin aveva espresso la sua preferenza per l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroder.
Riguardo alla questione della crisi energetica, la Commissione Ue ha aperto all’estensione della clausola nazionale di salvaguardia per la difesa anche a misure per rafforzare la resilienza energetica, come richiesto dall’Italia.
La proposta consentirà di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure energetiche, con “un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell’arco dei 3 anni”, per un ammontare di 14 miliardi di euro.
“Un risultato estremamente importante ,che in molti consideravano impossibile”, ha commentato la Presidente del Consiglio Meloni.
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