di Federica Marengo martedì 16 giugno 2026

-Sabato 6 giugno, Papa Leone XIV, a un mese dall’inizio del Suo secondo anno di Pontificato, è partito per la Spagna, meta del Suo quarto Viaggio Apostolico, il secondo in Europa.
Arrivato all’Aeroporto internazionale di Madrid alle 10:12 (ora locale), il Pontefice è stato accolto dal Re Felipe VI e dalla Regina Letizia, con cui, dopo la Guardia d’Onore e la presentazione delle rispettive delegazioni, ha avuto un breve incontro privato nel Salone d’Onore, prima della visita di cortesia al Palazzo Reale e dell’incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico, presso il Salón de Columnas , all’interno dello stesso Palazzo Reale.
Qui, al termine dell’intervento del Re di Spagna, Felipe VI, il Santo Padre ha pronunciato il Suo discorso, nel quale , sottolineando il legame tra la prima evangelizzazione della Penisola iberica e la predicazione dell’apostolo Giacomo il Maggiore, ha detto: “Vengo tra voi a confermare, incoraggiare, ispirare una rinnovata fedeltà dei credenti al Vangelo e una più profonda riconciliazione e cooperazione fra le diverse anime di questa Nazione. Proprio la sua storia, infatti, suggerisce che non la cultura dello scontro, ma quella dell’incontro genera stabilità e prosperità. A ben vedere, il messaggio della pace, che in questi tempi, purtroppo, risuona per alcuni ingenuo, per altri provocatorio, trova accoglienza in chi non si chiude in ideologie preconfezionate ma si apre alla verità. Come ci ha insegnato Papa Francesco, esiste in effetti «una tensione bipolare tra l’idea e la realtà. La realtà semplicemente è, l’idea si elabora. Tra le due si deve instaurare un dialogo costante, evitando che l’idea finisca per separarsi dalla realtà. È pericoloso vivere nel regno della sola parola, dell’immagine, del sofisma». Infatti – concludeva –, «la realtà è superiore all’idea». La verità è sempre più grande di noi e per questo ci stupisce e ci attrae su sentieri di purificazione e di riconciliazione, in cui il dialogo con gli altri – e con l’Altro con la maiuscola – diventa fondamentale”.
Poi, dopo aver fatto riferimento a San Giovanni della Croce e a Santa Teresa d’Avila, “amici nella passione per il Mistero divino” e nella “mistica dagli occhi aperti, non estranea dalla storia, ma, al contrario, che porta alla radice delle questioni, al cuore della realtà”, Papa Leone XIV ha auspicato la tutela della libertà religiosa e di coscienza, evidenziando: “Oggi, la tentazione di guadagnare popolarità soffiando sul fuoco delle polarizzazioni sembra crescere, invece di diminuire; la dignità umana non cessa di essere violata. Allora abbiamo bisogno di cultura, di interiorità, di educazione libera e di qualità, di trascendenza. Eppure, da queste notti oscure, uomini e donne fedeli alla verità sono stati spinti ad avanzare di stanza in stanza fino al punto in cui, nella coscienza, giustizia e pace si abbracciano. È dalla loro libertà che impariamo a essere liberi. La Chiesa cattolica è a servizio di questa sete del cuore umano. Non in forma impositiva, ma con la testimonianza evangelica sostenuta da una moltitudine di martiri e santi, ed è pronta oggi a mettersi al servizio del futuro di un popolo che cerca riconciliazione e pace”.
Pertanto, il Pontefice ha invitato “Tutti, per amore di verità, ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti della realtà sociale e della sua storia, per passare dalle sterili semplificazioni all’apprezzamento fecondo della complessità”, esortando la Spagna e l’Europa, il “Vecchio Continente”, ad “Apprezzare la complessità e studiarla, imparare a non negarla e ad abitarla come benedizione, rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici”, in quanto “Le nuove tecnologie sono divenute un ambiente artificiale in cui le nostre opzioni fondamentali sono messe alla prova: al suo interno i pregiudizi si esasperano, il pensiero critico si affievolisce, interessi prepotenti seminano pulsioni di morte. D’altra parte, il bene può resistere e comunicarsi”.
Quindi, l’appello del Santo Padre a chi ha responsabilità economiche, politiche e istituzionali, ad attuare “un salto di qualità, un’inversione di rotta negli investimenti su scuola, Università e Ricerca, sulle comunità locali e sulla società civile come vivaio di partecipazione e di mediazione culturale”, sull’esempio di quanto accadde nel Medioevo, nella Penisola Iberica, in città quali Cordoba e Toledo, dove si cercò di creare uno spazio di contatto, conversazione e dialogo sul senso della verità tra cristiani, musulmani ed ebrei, così come nella scuola di traduttori di Alfonso X il Saggio, nella quale esperti appartenenti alle tre religioni, collaborarono alla traduzione del ricco patrimonio arabo, greco ed ebraico, contribuendo alla diffusione di testi come quelli dei filosofi Averroè e Maimonide.
Ancora, citando l’esempio di Sant’Ignazio di Loyola, il Santo Padre ha invitato ad evitare “ parole che umiliano o contrappongono”, a scegliere “la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie”, a non benedire “ entusiasmi ingenui”, non alimentare “ paure sterili”, ma a indicare “ criteri di discernimento , dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace , e a tradurli in prassi: progettazione responsabile, valutazioni d’impatto umano e sociale, inclusione dei più fragili, alfabetizzazione digitale, ricerca e industria, orientate alla giustizia e alla pace”.
Infine, Papa Leone XIV, esprimendo “ apprezzamento per la fedeltà al diritto internazionale e al multilateralismo della Spagna, “che si traduce in un attivo impegno per la pace e la solidarietà fra i popoli” , ha incoraggiato a “ coltivare anche al suo interno il dialogo e l’amicizia sociale, a tenere conto del punto di vista dei poveri e dei giovani nell’immaginare il futuro, a volgere in positiva armonia le istanze di autonomia e quelle di unità, a favorire il processo di unione europea, non in contrapposizione ad altre potenze, ma come dono per l’intera famiglia umana”.
Nel pomeriggio, invece, il Pontefice ha incontrato e pregato con un gruppo di circa quaranta persone con disabilità e ammalati, seguiti da varie Organizzazioni Caritative Cattoliche e dall’Arcidiocesi di Madrid e, successivamente, ha lasciato la Nunziatura Apostolica per recarsi in visita al Centro di informazione e accoglienza “CEDIA 24 horas”.
Accolto all’ingresso principale dall’Arcivescovo Metropolita di Madrid, il Cardinale José Cobo Cano, e dal Direttore del Centro, appreso del funzionamento del Centro e delle modalità di assistenza fornita alle persone fragili e senza fissa dimora, Papa Leone XIV , accompagnato dalla responsabile del progetto e da quattro collaboratori, si è recato nella sala da pranzo, dove lo attendevano alcuni assistiti.
Firmato il Libro degli ospiti, sul quale ha scritto in spagnolo: “Lasciatevi interpellare dallo sguardo di chi ha bisogno del vostro aiuto e accoglieteli con la carità di Cristo. Con tutto il mio affetto, chiedo a Dio di benedirvi”, il Pontefice ha raggiunto il cortile esterno per l’incontro con gli operatori e gli assistiti.
Qui, terminato il canto di benvenuto, dopo l’introduzione dell’Arcivescovo di Madrid, il Cardinale José Cobo Cano, e il saluto di benvenuto del Direttore del Centro , le testimonianze di una madre, di un migrante e di una volontaria e un intervento musicale, il Santo Padre ha pronunciato il Suo saluto, nel quale ha esortato a non disprezzare o ridicolizzare la carità, sottolineando come sia necessario, per evitare ciò, leggere nuovamente il Vangelo, “per non rischiare di sostituirlo con la mentalità mondana”, raccomandando ai cristiani di non lasciarsi “contagiare da atteggiamenti segnati da ideologie mondane o orientamenti politici ed economici, che portano a ingiuste generalizzazioni e a conclusioni fuorvianti”.
Inoltre, Papa Leone XIV , nel suo discorso di saluto, ha anche ricordato Papa Francesco , “che metteva in guardia contro il pericolo di un «cuore piatto, freddo, accomodato nel quieto vivere, che si blinda nell’indifferenza e diventa impermeabile” e chiedeva: “Quando tu dai l’elemosina, guardi negli occhi il mendicante? Gli tocchi la mano per sentire la sua carne?” , per poi concludere: “L’elemosina non è beneficenza. Quello che riceve più grazia dall’elemosina è colui che la dà, perché si fa guardare dagli occhi del Signore”. Coloro che amano veramente “non si limitano a dare qualcosa: ascoltano, dialogano, cercano di capire la situazione e le sue cause attenti al bisogno materiale e anche a quello spirituale, alla promozione integrale della persona”.
Terminato l’incontro, dopo lo scambio dei doni, la recita del Padre Nostro, la benedizione e il canto finale, il Pontefice, che ha ringraziato e salutato i presenti, si è recato nella Chiesa della Crucifixión del Señor, per benedire alcuni rappresentanti delle Associazioni sociali dell’Arcidiocesi metropolitana di Madrid.
A seguire, il Santo Padre ha fatto rientro in Nunziatura Apostolica, lasciata in serata, per recarsi a Plaza de Lima per la Veglia di preghiera con i giovani.
Arrivato in piazza, dopo il giro in papamobile tra i circa 600 mila fedeli presenti, Papa Leone XIV, è salito sul palco ivi allestito, dove , ascoltato il canto di benvenuto, il saluto dell’Arcivescovo Metropolita di Madrid, il Cardinale José Cobo Cano, e , assistito a una rappresentazione scenica Godspell, ha dialogato e risposto a diverse domande di ragazzi e ragazze su temi come la fede, la vocazione e la missione dei cristiani nel mondo contemporaneo e ha firmato il retro della croce portato a braccio dagli stessi giovani, per poi presiedere sull’altare l’Adorazione Eucaristica e la Benedizione.
Al termine della Veglia di preghiera con i giovani, nella quale ha sottolineato il rischio che il rumore e le voci della vita quotidiana distraggano , esortando questi ultimi a coltivare il silenzio come luogo dell’ascolto della voce di Dio e a testimoniare Gesù e i valori del Vangelo anche nella realtà digitale, e nella quale ha invitato educatori e sacerdoti a trasmettere la fede, soprattutto con la propria testimonianza, Papa Leone XIV è rientrato in Nunziatura Apostolica.
©Riproduzione riservata