di Federica Marengo giovedì 5 novembre 2026
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Palazzo Chigi Foto: ©Dissidenza Quotidiana.it
-La settimana politica, si è aperta martedì 3 novembre con la partecipazione della Premier Meloni ,presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, alle esequie solenni dei Caduti nell’incidente elicotteristico in Bosnia ed Erzegovina, cui è seguita una riunione a Palazzo Chigi con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il Direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e i Direttori delle Agenzie di intelligence, per discutere degli attacchi hacker che hanno interessato in Europa alcuni sistemi di refrigerazione commerciale e del rischio per l’Italia.
Al riguardo, si legge in una nota di Palazzo Chigi che: “Dai primi accertamenti emerge che in Italia l’impatto degli attacchi è al momento fortemente limitato: sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull’intero territorio nazionale, per lo più munite ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione. La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole”.
Da ciò, Palazzo Chigi ha sottolineato che: “Non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento” ,che” Ogni eventuale segnalazione di anomalia viene peraltro notificata dall’ACN ai NAS dei Carabinieri, al fine di garantire tempestivi interventi” e che “ L’ACN sta inoltre incontrando i rappresentanti delle categorie interessate e gli amministratori dei principali operatori del settore”.
Infine, Palazzo Chigi ha evidenziato che: “Il Governo, in tutte le sue articolazioni, continuerà ad agire lungo quattro direttrici: monitoraggio e analisi della minaccia, attività peraltro avviata già da mesi; interlocuzione costante con i fornitori e i venditori della filiera alimentare; individuazione e tempestiva notifica dei soggetti esposti; diffusione su larga scala di comunicazioni preventive e indicazioni per la mitigazione dei rischi nei settori interessati”, assicurando che “non sussiste nessun allarme, ma permane la massima attenzione da parte di tutti i soggetti istituzionali competenti”.
Nel pomeriggio, poi, l’incontro a Palazzo Chigi, tra la Presidente del Consiglio Meloni e il Presidente della Repubblica del Cile, José Antonio Kast.
Al centro dei colloqui, come riportato da Palazzo Chigi in una nota, la condivisione da parte del Presidente Kast delle “principali riforme varate dal suo Governo per migliorare il clima per gli investimenti e rilanciare la crescita” e il rafforzamento “della collaborazione tra i due Paesi nel contrasto alle reti criminali transnazionali, responsabili di sottrarre risorse economiche allo sviluppo nazionale”.
Inoltre, “Alla luce della dinamica particolarmente positiva delle relazioni bilaterali, i due leader hanno concordato di elaborare un Piano d’Azione che individui obiettivi concreti da realizzare in settori strategici quali energia, infrastrutture, minerali critici, difesa e spazio, anche con il coinvolgimento del settore privato” e “la Premier Meloni ha sottolineato i benefici, in termini di investimenti e diversificazione, derivanti da una più stretta collaborazione tra Italia e Cile anche nel quadro dei rapporti tra Unione Europea e America Latina”.
Nella mattina di mercoledì 4 novembre , Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, la Premier ha partecipato alla Cerimonia di deposizione di una corona d’alloro, da parte del Capo dello Stato, Mattarella, sulla Tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria.
In occasione di tale ricorrenza, la Presidente Meloni, in un post social, ha scritto: “Il 4 novembre è il giorno in cui l’Italia rende onore alla sua storia, alla sua Unità e a tutti coloro che hanno scelto di servire la Patria, anche a costo della propria vita. Dietro ogni divisa ci sono donne e uomini che hanno fatto una scelta precisa: mettere il bene della Nazione davanti al proprio, assumendosi responsabilità, affrontando sacrifici e, quando necessario, rischiando la vita. In questi giorni, il dolore per la perdita dei nostri quattro militari in Bosnia ci ha ricordato, ancora una volta, quanto possa essere alto il prezzo di questa scelta. E quanto sia importante non considerare mai scontato il coraggio di chi serve l’Italia. Oggi il nostro pensiero va a loro, a tutti i nostri caduti e alle famiglie che portano nel cuore il peso di un’assenza che nessuna parola potrà colmare. Perché una Nazione è davvero tale quando sa riconoscere il valore di chi l’ha difesa, custodirne la memoria e trasmettere alle nuove generazioni l’orgoglio di appartenervi. A tutte le donne e gli uomini delle Forze Armate, che ogni giorno servono l’Italia con dedizione e coraggio, va la nostra gratitudine. Onore ai nostri caduti. Viva le Forze Armate. Viva l’Italia”.
Il Presidente della Repubblica, Mattarella , in un passaggio del suo messaggio, inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato: “Nell’anno in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica, la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate assume un significato particolare. Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica si nutre dei valori della sua Costituzione, patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi. Celebriamo anzitutto il coronamento del sogno risorgimentale dell’Unità della nostra Patria, indipendente e libera, e il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha saputo conquistare libertà e democrazia per il nostro popolo e un ruolo autorevole all’Italia, con la politica di pace e cooperazione internazionale perseguita dalla Repubblica. Oggi, una fase storica di particolare complessità vede le Forze Armate proiettate a livello internazionale per assicurare, nell’ambito di iniziative della comunità internazionale, la pace ove viene compromessa e per presidiare, unitamente ai Paesi alleati, aree critiche per la sicurezza e la prosperità del nostro Paese. Il loro impegno, il loro quotidiano lavoro sono preziosi per contrastare ogni intento esterno rivolto contro la comunità alla quale apparteniamo e per affermare il rispetto del diritto internazionale. Ai conflitti tradizionali, che continuano ad insanguinare ampie aree del mondo, inclusa l’Europa, si aggiungono la disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano oggi in preoccupante e progressiva espansione. É uno scenario che richiede profonda capacità di rinnovamento, nell’integrare rapidamente le nuove tecnologie e nel garantire capacità concrete per le sfide future. Appare urgente, in questo senso, l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica. In questa giornata, il deferente omaggio del popolo italiano va a quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia, consegnandoci un’eredità di libertà e unità che celebriamo con rinnovata consapevolezza e, oggi, rivolgiamo il nostro pensiero con particolare intensità e cordoglio ai nostri militari che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina. Un legame profondo, di fiducia e gratitudine, unisce Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza alla comunità nazionale, di cui sono parte integrante. Con questi sentimenti, rivolgo il più intenso augurio ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri, ai finanzieri, al personale civile della Difesa e alle loro famiglie. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica”.
Poi, in giornata, la Presidente del Consiglio ha pubblicato sui suoi canali social un videomessaggio per la nuova attivazione della Carta “Dedicata a Te”, istituita dal Governo per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie più fragili e in difficoltà, specialmente alla luce della crescita dell’inflazione, dovuta alla difficile situazione internazionale.
La Premier, quindi, ha così illustrato lo strumento: “Con questa carta le famiglie con un ISEE fino a 15mila euro che non beneficiano di altri interventi pubblici, avranno a disposizione un budget da 1000 euro: 500 accreditati oggi e 500 entro aprile 2027, per fare la spesa e acquistare generi alimentari di prima necessità.
In più, se sceglieranno negozi e supermercati convenzionati, potranno avere uno sconto del 15%. Per avere la Carta i cittadini non dovranno girare tra uffici o presentare domanda. Chi ne ha già diritto potrà continuare a utilizzare la Carta di sempre, mentre i nuovi beneficiari riceveranno una comunicazione dall’Inps e potranno ritirarla negli uffici postali. Le nuove carte si attiveranno al primo acquisto, da fare entro il 16 dicembre del 2026. Con la nuova Legge di bilancio abbiamo rifinanziato e stanziato ulteriori risorse per questo strumento e questo ci ha permesso di raddoppiare il budget a disposizione di chi ne ha diritto, allargare la platea dei beneficiari, che oggi arriva a circa 1 milione e 200 mila famiglie. Inoltre, con questa carta raggiungiamo un altro obiettivo: sostenere le filiere produttive italiane, aiutare i nostri agricoltori, promuovere le nostre eccellenze agroalimentari. La Carta non è l’unico strumento a disposizione di chi è più in difficoltà perché la Carta si affianca agli aiuti alimentari, cioè quelli acquistati dallo Stato, donati dagli italiani e che vengono distribuiti ogni giorno con straordinario impegno e generosità dalle associazioni del terzo settore. Sono iniziative complementari, concepite per dare risposte a bisogni diversi. Noi viviamo in tempi difficili, ne siamo perfettamente consapevoli, ma non intendiamo scoraggiarci e continueremo a fare del nostro meglio per moltiplicare gli sforzi, aiutare i più fragili e non lasciare nessuno indietro”.
A seguire , la Presidente del Consiglio, Meloni, in una nota diramata da Palazzo Chigi, ha così commentato l’accordo raggiunto dall’Esecutivo sulla vertenza Electrolux: “L’intesa raggiunta su Electrolux rappresenta un passo importante nell’impegno per la tutela dell’industria italiana e dei livelli occupazionali. Oltre 100 milioni di investimenti, continuità produttiva per gli stabilimenti e uscite esclusivamente volontarie e incentivate. Un risultato significativo per i lavoratori coinvolti e per il futuro industriale dell’Italia. Il Governo continuerà a vigilare affinché tutti gli impegni assunti vengano rispettati”.
Infine, dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato, con 73 voti a favore, nessuno contrario e 64 astenuti (le opposizioni), del ddl ColtivaItalia, la Premier, in un post social, ha sottolineato: “Con l’approvazione definitiva del ddl ColtivaItalia, diventa legge un importante provvedimento a sostegno dei nostri agricoltori. Oltre un miliardo di euro di investimenti per sostenere chi ogni giorno, con sacrificio, passione e dedizione, lavora la nostra terra, custodisce le nostre tradizioni e contribuisce alla crescita dell’economia nazionale. Una delle misure più significative degli ultimi decenni per il settore agricolo, che mette al centro le esigenze di chi produce, puntando su sostegno alle imprese, ricerca, ricambio generazionale e difesa del Made in Italy. Un passo avanti per rafforzare la sovranità alimentare della nostra Nazione, garantire maggiore solidità e prospettive di crescita alle aziende e tutelare la salute dei cittadini. Dietro ogni prodotto della nostra terra ci sono mani che lavorano, famiglie che fanno sacrifici e persone che dedicano la propria vita a una delle più grandi ricchezze dell’Italia. A loro vogliamo continuare a garantire rispetto, sostegno e risposte concrete”.
Nelle ultime 24 ore, invece, sul fronte della politica estera, mentre il ministro della Difesa Crosetto ha confermato che la prossima settimana verrà discusso al Copasir il nuovo pacchetto di aiuti a Kiev, la Presidente Meloni ha inviato al Presidente del Consiglio Ue, Costa, una lettera sulla guerra in Ucraina e sulla necessità che l’Ue parli ai tavoli dei negoziati con una voce sola.
Nella suddetta missiva, si legge: “Caro Antonio, Alla luce dei più recenti sviluppi, sono costretta a tornare su un tema che ho più volte sollevato in Consiglio Europeo. Mi riferisco alla necessità, per l’Europa, di parlare con una sola voce sulla questione ucraina. Necessità ormai improcrastinabile. Consentimi, al riguardo, di ripercorrere solo quanto accaduto nell’ultimo mese. A Miami un incontro “informale” tra i Consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni Stati europei, Ucraina, e rappresentanti NATO e UE è stato confermato solo successivamente, da fonti statunitensi. Poi ci siamo riuniti a Oslo. Pochi giorni dopo, a Helsinki, durante la sessione del Consiglio Nordico, il Presidente Stubb e il Primo Ministro Støre hanno sospeso i lavori per una telefonata “a titolo nazionale” con il Presidente russo Putin. Immediatamente dopo è stata convocata per il 19 novembre, a Berlino, una riunione della Coalizione dei Volenterosi, che riunisce 37 Stati. Ma, una settimana prima, cioè il 12 novembre – a margine della riunione della Comunità Politica Europea – siamo stati convocati a una riunione del cosiddetto “formato Berlino”, che ha una composizione ancora diversa da tutte le altre che ho citato. Come se non bastasse, apprendo che in questi giorni hanno luogo riunioni di livello tecnico a Bruxelles, e che è prevista una non meglio precisata presenza europea ai colloqui previsti ad Abu Dhabi tra ucraini e russi con la mediazione americana. E, nel frattempo, ci saremo visti al Consiglio Europeo informale di Dublino. Ho rimesso in fila gli esempi solo dell’ultimo mese perché penso che spieghino più di qualsiasi parola quanto tutto questo ci stia rendendo poco credibili nella gestione di uno dei dossier più complicati con i quali le nostre Nazioni si confrontano. E sono convinta che tutti ci rendiamo conto di come, dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui. E penso che sia inaccettabile, atteso che in gioco ci sono vite umane e il futuro della nostra sicurezza. Metto nero su bianco queste parole, Antonio, perché voglio che rimanga agli atti che non mi presto a questa dinamica, né intendo restare a guardare mentre si consuma. Allo stesso tempo, voglio sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato. Tutt’altro: se può rendere la mia richiesta più credibile, sono pronta a dire che non chiedo questo ruolo né per me né per l’Italia. Quando abbiamo potuto, non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo, e non lo faremo domani. Ma non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere. Inoltre, il risultato ci sta molto più a cuore del formato, e perché l’Europa possa ambire a determinarlo deve parlare con una voce sola, e autorevole. Quello che continuo a chiedere è che si decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell’Unione Europea, e con quale mandato. Perché procedere in ordine sparso, con iniziative che si rincorrono e si accavallano non ci aiuterà, né con i nostri partner, né con chi dobbiamo convincere a fermare un’aggressione insensata. Pertanto, Antonio, chiedo formalmente che nel prossimo Consiglio Europeo informale di Dublino la questione venga discussa, affinché il Consiglio Europeo di dicembre sia in grado di formalizzare una decisione sul punto, anche dopo un raccordo con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner europei interessati. In caso contrario, temo che rischiamo di condannare l’Europa all’irrilevanza nel processo negoziale. Confido che metterai la questione tra le tue priorità e sai che potrai sempre contare sul mio sostegno”.
Sul fronte della politica interna, nel pomeriggio di oggi, si è svolto a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri, con all’ordine del giorno, l’approvazione , tra gli altri provvedimenti, un decreto legge recante misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Impugnata , la legge veneta sul fine vita, mentre è slittata al 9 novembre l’approvazione del decreto recante Disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, ovvero il “decreto bollette”, per via di dubbi sollevati dalla Ragioneria generale dello Stato.
Nel frattempo, il ddl di Bilancio 2027-2029 è alla Camera da dove partirà l’iter che porterà alla sua approvazione definitiva entro il 31 dicembre. Il termine per la presentazione degli emendamenti al testo è fissato per il 17 novembre alle 18:00 e da lunedì 9 novembre alle 12:00 partiranno le audizioni, che si concluderanno giovedì 12 con quella del ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, prevista per le 16:00.
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