di Federica Marengo lunedì 19 ottobre 2026

-Secondo il Wall Street Journal, dopo la revoca delle sanzioni sui fossili e dei dazi sull’import a Mosca da parte degli USA, il Presidente russo Putin ha proposto un vertice trilaterale con il Presidente USA Trump e il Presidente cinese Xi Jinping da tenere nel mese di novembre, per discutere dell’Ucraina e di negoziati per porre fine alla guerra.
Sempre il quotidiano americano, scrive al riguardo: “Il piano rappresenta un tentativo da parte di Putin di trarre vantaggio dal miglioramento dei rapporti tra Trump e il leader russo, che ha allarmato l’Ucraina e i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice di questo tipo , senza il coinvolgimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky , sarebbe senza precedenti e farebbe scattare l’allarme nelle capitali europee e non solo”.
A confermare il possibile trilaterale, il segretario di Stato USA, Rubio, che, dalla missione in Uzbekistan, assicurando che “il Presidente Trump è aperto a qualsiasi cosa che possa fare per aiutare a porre fine alla guerra, e continuerà a cercare opportunità per farlo”, e ammettendo di non aver compiuto i progressi voluti, “ma non per mancanza di tentativi”, ha dichiarato: “Si è parlato di un incontro. Non so se sia stato ufficializzato, ma il presidente è stato chiaro. Vorrebbe che la guerra tra Ucraina e Russia finisse”, per poi replicare a quanto affermato dal Presidente ucraino Zelensky, secondo cui gli USA avrebbero sospeso parte della condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina, dicendo: “Non so da dove tragga queste informazioni né perché le stia dicendo alla stampa. Dovreste tornare da lui e chiederglielo. Non c’è stata alcuna interruzione. Ciò su cui dovrebbe concentrarsi, e ciò su cui vogliamo concentrarci noi, è porre fine a questa guerra. È su questo che dovrebbe concentrarsi”.
In ultimo, Rubio ha precisato che il Presidente Trump ha sospeso le sanzioni per sessanta giorni per verificare se i colloqui in corso con Kiev e Mosca possano produrre risultati e per capire “se esista un’opportunità affinché i colloqui attualmente in corso con Ucraina e Russia portino a qualcosa di positivo ed evitare un altro anno disastroso di guerra e conflitto”.
Inoltre, il Presidente USA Trump, nelle scorse ore, in un post sui suoi social network, ha scritto: “Zelensky sta prendendo di mira le raffinerie di gasolio in Russia, sapendo che questi attacchi stanno danneggiando gravemente i mercati mondiali del diesel, compresi quelli degli Stati Uniti. Agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo ne stanno soffrendo enormemente, ma la Russia sta comunque inviando, a basso prezzo, milioni di barili di gasolio al mondo. A Zelensky non importa e, francamente, con tutti i soldi che l’Europa gli sta notoriamente dando, e che quel disonesto di Joe Biden gli ha dato in passato, non vuole porre fine a questa guerra, e probabilmente non ha mai voluto farlo. Avrebbe potuto concludere un accordo migliore due anni fa rispetto a quello che può ottenere ora. Il suo Paese è in rovina, gran parte del suo territorio è andato perduto, i suoi oceani e mari sono scomparsi e la sua popolazione maschile è ridotta, ferita e/o morta. Voglio che questa guerra finisca!”.
Dichiarazioni , quelle di Trump, a cui ha così risposto, via social , il Presidente ucraino Zelensky: “L’Ucraina non ha mai voluto questa guerra e abbiamo accolto con favore letteralmente OGNI tentativo dei nostri partner di porre fine a questo conflitto in modo dignitoso. Abbiamo risposto positivamente a OGNI proposta di cessate il fuoco. La risposta della Russia, volta dopo volta, è stata quella di lanciare missili balistici, Shahed e compiere uccisioni. Putin non solo non vuole porre fine a questa guerra, ma non vuole nemmeno compiere alcun passo verso un allentamento delle tensioni. OGNUNO dei nostri partner ne ha avuto esperienza diretta quando ha sentito i rifiuti della Russia. Ed è fondamentale chiamare le cose con il loro nome. Chiamare l’aggressore con il suo nome e aiutare l’Ucraina a difendere le vite umane. Quando le forniture di missili per la difesa aerea dell’Ucraina vengono bloccate mentre alla Russia vengono concesse agevolazioni o rinvii nelle sanzioni, si tratta, purtroppo, di un rifiuto della realtà da parte dei nostri partner. La realtà è che la guerra continua, e continua esclusivamente a causa degli attacchi russi e del desiderio della Russia di trascinare questa guerra nel tempo. Ringrazio tutti coloro che riconoscono questa realtà e aiutano l’Ucraina!”.
Il leader ucraino , che ha fatto sapere parteciperà alle elezioni presidenziali ucraine qualora si dovessero svolgere sotto la legge marziale, “poiché è responsabile del destino del Paese finché continuerà l’aggressione di Mosca”, nello stesso post, ha lamentato ritardi nell’invio di forniture essenziali dagli USA, sottolineando: “Al ministro della Difesa ucraino, al ministro degli Affari Esteri e al team dell’Ufficio presidenziale sono stati affidati compiti urgenti riguardanti i contatti con i partner in grado di rafforzare rapidamente la nostra difesa aerea. Vi sono accordi politici che non sono stati attuati a livello operativo. Si registrano inoltre ritardi nella fornitura di determinati tipi di rifornimenti vitali a livello del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti. Abbiamo aumentato la capacità produttiva per le torrette mitragliatrici robotiche usate per abbattere i droni russi a propulsione jet e abbiamo parlato con il Comandante in capo delle Forze armate a proposito del sistema Starlink/Starshield. Purtroppo, abbiamo constatato che le apparecchiature smettono di funzionare a velocità comprese tra 130 e 161 chilometri all’ora in vari settori del fronte. Ciò sta rallentando la nostra logistica in prima linea e limitando l’uso di vari tipi di droni, in particolare i droni da attacco intermedio e gli intercettori degli shahed a a reazione. Questo aspetto deve essere sollevato nuovamente oggi con i nostri partner a ogni livello: la velocità è fondamentale quando si tratta di proteggere vite umane. I ritardi sono stati causati a livello del Dipartimento della Difesa statunitense. Ha inoltre aggiunto che alcuni accordi politici relativi alle forniture di sistemi di difesa aerea non erano stati attuati nella pratica”.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha , che ha lamentato “ostacoli” nell’ottenere dagli alleati i sistemi di intercettazione fondamentali , come sistemi di difesa aerea e intercettori di missili balistici , per respingere gli attacchi missilistici balistici russi, soffermandosi sul possibile trilaterale USA-Russia-Pechino, sostenendo che un percorso di pace potrebbe essere raggiunto con un trilaterale tra Washington, Kiev e Mosca, ha evidenziato: “Un incontro trilaterale tra i leader di Russia, Cina e Stati Uniti produrrebbe l’effetto opposto: incoraggerebbe Putin a proseguire questa guerra. Invitare Putin a un incontro del genere alimenterebbe la sua smania di autoesaltazione e gli conferirebbe un prestigio che non merita. Non è un leader globale: è un criminale di guerra. E la Russia non è una potenza globale: è un problema globale. L’economia russa è almeno 13 volte più piccola di quella americana e 8 volte più piccola di quella cinese, e continua a contrarsi rapidamente, insieme al tenore di vita dei cittadini russi. La Russia ha perso 1,6 milioni di soldati tra morti e feriti in una guerra fallimentare che non può vincere e che si rifiuta di porre fine. Sottoposti a pesanti sanzioni, i suoi settori tecnologico, industriale e commerciale continuano a ristagnare. Secondo qualsiasi criterio pragmatico o morale, Putin non ha alcun posto al tavolo con i presidenti Trump e Xi. L’unica cosa che potrebbe legittimare la sua presenza a quel tavolo sarebbe un passo concreto e serio verso la pace, come l’accettazione di una proposta di cessate il fuoco prima di un eventuale incontro. Invece, stiamo assistendo al contrario: un’intensificazione del terrore contro la popolazione civile. Finché continuerà a terrorizzare i civili, non dovrebbe avere posto a nessun tavolo”.
Tuttavia, quest’oggi, da Mosca, nella consueta conferenza stampa, il portavoce del Cremlino, Peskov ha frenato sulla proposta USA di un trilaterale, dichiarando: “Washington continua i suoi sforzi di mediazione e mantenimento della pace, la Russia li apprezza molto. Naturalmente, una soluzione definitiva del conflitto in Ucraina senza la partecipazione di qualcuno di Kiev, disposto ad assumersi delle responsabilità, è impossibile. Considerando che tutti e tre i capi di Stato potrebbero partecipare al vertice in Cina, il tema di questo ipotetico incontro è stato effettivamente menzionato. Non sono state discusse né formulate proposte concrete o accordi, né sull’incontro stesso né sul possibile ordine del giorno e sui suoi contenuti”.
Il ministro degli Esteri russo, Lavrov, nella conferenza stampa congiunta dopo i colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha detto: “Né Kiev né i suoi alleati europei sono pronti per i negoziati. Ho ringraziato i nostri amici per la loro posizione obiettiva sulla crisi ucraina, li ho informati degli ultimi sviluppi e degli sforzi intrapresi in questo ambito per garantire il raggiungimento incondizionato degli obiettivi dell’operazione militare speciale, preferibilmente attraverso negoziati. Ma né il regime di Kiev né i suoi alleati europei sono chiaramente pronti”.
Poi, Lavrov, smentendo che gli attacchi russi prendano di mira le infrastrutture civili, ha affermato: “Non abbiamo mai colpito le infrastrutture civili in Ucraina, se non nel caso di strutture che forniscono direttamente beni alle forze armate ucraine, le quali compiono poi attacchi terroristici contro i cittadini russi”.
Intanto il Presidente russo Putin ha sostenuto il rimpasto di governo proposto dal primo ministro Mikhail Mishustin, con Anton Siluanov, che ricoprirà la carica di vice primo ministro e quella di ministro delle Finanze.
A tal proposito, il portavoce del Cremlino, Peskov , nella consueta conferenza stampa , ha riferito che “Questa mattina si è svolto un incontro tra il presidente e il presidente del governo Mikhail Mishustin. Mishustin ha presentato proposte di modifiche nella composizione del governo. Sono state sostenute dal presidente. Le candidature saranno ora esaminate dal Parlamento in base alle procedure previste dalla Costituzione. La rotazione degli incarichi governativi è un fenomeno assolutamente normale e Mishustin continua il suo lavoro e promuove i cambiamenti che ritiene necessari per proseguire efficacemente l’attività del governo. Il ministero delle Finanze ha un ruolo centrale nell’attuale fase economica, poiché la necessità di mantenere la stabilità macroeconomica ne accresce ulteriormente l’importanza. La proposta di nominare Anton Siluanov vicepremier oltre che ministro delle Finanze deriva dall’esigenza di un ulteriore coordinamento della disciplina finanziaria e comporterà per lui poteri più ampi. Putin ha approvato la proposta di conferire onorificenze statali ai vicepremier uscenti per il loro contributo al lavoro del governo e tutti i vicepremier continueranno a svolgere le proprie funzioni fino alla firma dei relativi decreti presidenziali”.
A Bruxelles, il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Christian Wigand, nel consueto incontro con la stampa, confermando il lavoro dell’esecutivo Ue sul ventiduesimo pacchetto di sanzioni a Mosca, in merito all’ipotesi di un trilaterale Washington-Mosca-Pechino, ha commentato: “Abbiamo visto la notizia di una proposta di Putin per discutere con i presidenti Trump e Xi Jinping. Sia ben chiaro: se Putin vuole porre fine a questa guerra, può semplicemente fermarla oggi stesso e la guerra potrebbe finire oggi stesso”, seguito dalla capo-portavoce della Presidente von der Leyen, Paula Pinho, che ha aggiunto: “Come è stato ribadito nelle conclusioni del Consiglio europeo della scorsa settimana, qualsiasi soluzione venga trovata per l’Ucraina deve rispettare la sua integrità territoriale. Noi sosteniamo pienamente questa posizione”.
Infine, sulla richiesta del Presidente ucraino Zelensky ai leader Ue di risorse per il prossimo bilancio, a cui mancherebbero 70 miliardi di euro, il portavoce Ue, Balazs Ujvari, ha detto: “Non possiamo farcela completamente da soli. Pertanto, i nostri partner in generale devono fare la loro parte. Devono assumersi degli impegni e rispettarli. Questo è molto importante. Se consideriamo la situazione specifica del 2027, ciò che vediamo ora è che gli impegni attualmente assunti porterebbero a un deficit di finanziamento di circa 70 miliardi di euro. Questa è la situazione attuale, che tiene conto dei 45 miliardi previsti dalla Commissione e dall’Ue per il prossimo anno, nonché di alcuni degli impegni assunti dai nostri partner internazionali. E’ importante sottolineare che questo dovrà essere uno sforzo congiunto. Quindi l’Ue e la Commissione valuteranno cosa si può potenzialmente fare, ma ancora una volta ciò deve essere accompagnato da impegni concreti da parte dei nostri partner internazionali”.
Nel frattempo, sul fronte dei combattimenti, proseguono gli attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Nelle ultime 24h , infatti, le forze di Mosca hanno effettuato due raid missilistici su Kiev, causando la morte di una persona e il ferimento di altre due.
Il ministero della Difesa di Mosca , in comunicato , ha reso noto che le forze russe hanno colpito diverse infrastrutture a servizio dell’esercito ucraino, quali: impianti industriali militari, depositi di missili da crociera e droni, nonché un centro di elaborazione dati.
In merito, il Presidente ucraino Zelensky ha fatto sapere che , oltre 10 strutture energetiche hanno subito danni, lasciando almeno 550.000 famiglie senza elettricità nelle regioni di Vinnytsia, Volyn, Kirovohrad, Kiev, Mykolaiv, Zhytomyr, Khmelnytskyi, Kharkiv, Ternopil, Odessa e Rivne.
Colpito anche un impianto industriale nel distretto di Pokrovsky, a Kryvyi Rih, causando la morte di due uomini e il ferimento di altre sette persone, mentre a Kharkiv, un drone russo ha colpito il parco centrale di Nova Vodolaga, dove si trovavano famiglie con bambini, uccidendo sei persone, tra cui tre bambini, e ferendone altre quattordici.
Mosca, invece, ha reso noto che la contraerea russa nella notte scorsa ha abbattuto 144 droni ucraini su 1.015, su diverse regioni della Federazione, tra cui San Pietroburgo e la circostante regione di Leningrado.
In ultimo, nella regione orientale di Lugansk, controllata da Mosca, un attacco ucraino “ha colpito un veicolo di un’impresa funebre che trasportava una salma. L’attacco è costato la vita a tre persone”
In ambito diplomatico, dopo la telefonata di venerdì scorso di Papa Leone XIV al Presidente russo Putin, il commissario per i diritti umani della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets ha annunciato che Mosca e Kiev hanno “iniziato a coordinare i dettagli finali” per l’evacuazione dei residenti di Oleshky, città nella regione di Kherson in parte occupata dai russi, che, essendo schiacciata tra il fronte e il fiume Dnipro, dal maggio scorso, non riceve cibo o medicinali.
Lubinets ha precisato che le trattative con la parte russa si svolgono quotidianamente con “progressi significativi” e che , oltre ai residenti di Oleshky, è prevista l’evacuazione e il trasferimento diretto verso un territorio controllato dal governo ucraino di persone da altri sei insediamenti vicini.
Al riguardo, la Sala Stampa della Santa Sede ha fatto sapere che, quest’oggi, Papa Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky, Presidente dell’Ucraina e che “Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha richiamato la grave situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, facendo riferimento alla richiesta di una tregua umanitaria già presentata al Presidente della Federazione
Russa” , auspicando che “ la collaborazione di entrambe le parti possa consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”.
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