di Federica Marengo venerdì 16 ottobre 2026

-Al centro della settimana politica appena trascorsa, il Consiglio Ue a Bruxelles, conclusosi oggi.
La Presidente del Consiglio Meloni, infatti, nella giornata di mercoledì 14 ottobre, ha tenuto le sue Comunicazioni alle Camere, illustrando la posizione sostenuta dall’Italia a Bruxelles sulle questioni al centro dell’agenda del Vertice europeo dei leader dei Ventisette: le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, Iran e Paesi del Golfo, la crisi energetica e il conseguente aumento dei prezzi dei carburanti, il nuovo Bilancio pluriennale Ue, la transizione ecologica e le migrazioni.
Ieri, prima giornata del Consiglio, i Ventisette capi di Stato e di Governo Ue hanno discusso di Energia ed Economia, in particolare dell’aumento dei prezzi dei carburanti seguito al blocco dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico, della revisione degli Ets, per tutelare la competitività delle industrie europee e del nuovo Bilancio pluriennale europeo.
In merito all’aumento dei prezzi dell’energia, “è stata riconosciuta la necessità di una risposta europea urgente e coordinata, con misure mirate e temporanee, che tengano conto delle diverse condizioni degli Stati membri, comprese le differenze nei prezzi dell’elettricità ed è stata accolta favorevolmente dai leader Ue l’intenzione della Commissione di prorogare il quadro temporaneo degli aiuti di Stato per i settori industriali maggiormente esposti”.
A tal proposito , la Commissione europea ha annunciato un accordo preliminare con l’Italia sulle misure temporanee del decreto Bollette, previa rapida notifica, conforme al diritto Ue e al quadro METSAF, che ridurranno i costi per famiglie e imprese, compensando solo il rincaro del gas e limitando le distorsioni di mercato. L’Italia notificherà le misure temporanee alla Commissione ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato e la Commissione le valuterà in via prioritaria.
Quanto al sistema Ets, nel 2028 dovrebbe entrare in vigore la seconda parte del Sistema di scambio delle emissioni (“Ets2”), il principale strumento utilizzato dall’Ue per controllare le emissioni di inquinanti e gas serra, attraverso la quotazione monetaria delle emissioni stesse e il commercio delle quote di emissione tra Stati membri.
Se i Paesi , cosiddetti “Amici della Coesione”: Italia, Grecia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia sostengono la necessità di un rinvio dell’entrata in vigore dell’Ets2, che prevede un’estensione delle quote di mercato all’industria all’edilizia e al trasporto su strada, con relativo effetto sul prezzo dell’energia, i Paesi nordici, cosiddetti “frugali” : Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svezia, Finlandia e Belgio, sostengono la necessità di proseguire con le politiche green.
Pertanto, dopo un lungo dibattito, nella nottata, si è arrivati a un compromesso tra i Paesi membri, consistente nell’aggiornamento (non un rinvio) relativo al nuovo sistema e dei suoi impatti, soprattutto riguardo alla struttura e alle misure di salvaguardia.
Nelle Conclusioni del Consiglio, quindi, nella parte concernente al tema dell’Energia, si evidenzia che: “Nel contesto della revisione in corso del sistema Ets, e al fine di sostenere la competitività industriale europea, il vertice Ue ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, di proteggere efficacemente dalla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di mitigarne l’impatto sui prezzi dell’energia elettrica, preservando al contempo il ruolo essenziale dell’Ets nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l’innovazione”.
In merito, fonti di Palazzo Chigi, hanno espresso soddisfazione in quanto sono state recepite diverse priorità indicate da Roma e della Repubblica Ceca, quali: la riduzione dei costi dell’energia, la tutela della produzione industriale europea e , nell’ambito della revisione in corso del sistema Ets, l’intervento sulla volatilità dei prezzi della CO2 e sul loro impatto sui costi dell’elettricità.
Inoltre , sempre fonti di Palazzo Chigi sottolineano che “Sull’Ets è stata ribadita la necessità di tutelare la competitività industriale europea, contrastare il rischio di delocalizzazione delle produzioni, ridurre la volatilità del prezzo della CO2 e attenuarne l’impatto sui prezzi dell’elettricità” ed è stato “ottenuto un riferimento esplicito alla riserva di stabilità del mercato delle quote Ets, con la richiesta di accelerare il negoziato legislativo in corso per contenere l’eccessiva volatilità dei prezzi” e allo stesso tempo “è stata ottenuta la richiesta alla Commissione di aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2 con particolare riguardo alla sua configurazione e alle misure di salvaguardia, mentre è stata accolta favorevolmente l’intenzione della Commissione di definire un quadro di intervento di breve periodo per ottimizzare capacità ed efficienza delle raffinerie europee” e di rinviare alcuni obblighi previsti dal Regolamento, che rischiano di complicare ulteriormente gli approvvigionamenti energetici”.
In merito alla questione del nuovo Bilancio pluriennale Ue (2028-2034), permane la divisione tra i Paesi Nordici o “frugali” (Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svezia, Finlandia e Belgio), e il gruppo dei Paesi degli “Amici della Coesione” (Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna) che, in una nota congiunta, hanno chiesto di: 1)Preservare la capacità di attuazione del bilancio dell’UE. Dopo due riduzioni consecutive, l’entità del bilancio proposto si è ridotta all’1,02% del RNL dell’UE, esclusi i rimborsi del NGEU. Riteniamo che l’accordo finale debba garantire che il bilancio dell’UE possa affrontare le priorità esistenti ed emergenti, preservando al contempo le politiche chiave; 2) Tutelare i settori di intervento dei Programmi nazionali per la cooperazione e la politica (PNRP), compresi quelli della Coesione e dell’Agricoltura, sia in termini di finanziamento che di attuazione. Risorse adeguate devono essere accompagnate da norme che salvaguardino gli obiettivi specifici di queste politiche e consentano agli Stati membri e alle regioni di utilizzare efficacemente i fondi disponibili; 3) Un lato delle entrate più equo, non regressivo e più equilibrato. Siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo sul fronte delle entrate, comprese le nuove risorse proprie, ma i parametri sia delle risorse esistenti che di quelle nuove devono garantire una distribuzione equa ed equilibrata dell’onere finanziario tra gli Stati membri e affrontare la regressività sul fronte delle entrate nel suo complesso; 4) Niente sconti. Le correzioni preferenziali basate sul reddito nazionale lordo non hanno posto in un bilancio UE modernizzato ed equo.
Tuttavia, il cancelliere tedesco Merz, al suo arrivo al Consiglio europeo , ha dichiarato al riguardo: “Dobbiamo ridurre significativamente il bilancio comune rispetto alle proposte della Commissione. Nessuno Stato membro dell’Unione europea può permettersi di versare contributi all’Ue di questa entità”, ringraziando la presidenza del Consiglio per la proposta presentata, che “va nella giusta direzione”, ma “è ancora molto lontana dal punto in cui dobbiamo arrivare”.
Il Premier svedese Ulf Kristersson, a margine dei lavori, ha dichiarato: “C’è chiaramente una divisione molto profonda, un divario enorme tra i due schieramenti. Non si può chiedere a un piccolo gruppo di Paesi, che fornisce circa il 70% del sostegno all’Ucraina e il 40% dei finanziamenti al bilancio Ue, di aumentare ancora il proprio contributo. Un incremento del 60% del contributo nazionale svedese non ci sarà. C’è ancora molta strada da fare prima di arrivare a un risultato”.
Oggi, nella seconda giornata dei lavori del Consiglio Ue, i leader dei 27 hanno discusso di migrazioni e della guerra in Ucraina, con l’intervento in presenza del Presidente ucraino Zelensky.
Riguardo alle migrazioni, a margine del Consiglio europeo, prima della sessione di lavori dedicata al tema, la Premier Meloni, insieme ai Primi Ministri danese, Mette Frederiksen, e olandese, Rob Jetten, ha tenuto una riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio.
Presenti all’incontro : la Commissione europea, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia.
Come riportato da Palazzo Chigi in una nota: “La riunione ha consentito di fare il punto sui progressi raggiunti negli ultimi mesi e sulle prossime iniziative, con particolare attenzione alla prevenzione degli arrivi irregolari di massa, alla strumentalizzazione dei migranti e all’attuazione del nuovo quadro normativo europeo. Con riferimento ai recenti eventi di Ceuta, il Presidente Meloni ha sottolineato la necessità di mantenere alta la vigilanza sulle frontiere esterne dell’Unione, focalizzandosi sulla prevenzione dell’immigrazione irregolare e dei relativi rischi di sicurezza. Ha inoltre posto il tema di una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le nuove procedure relative al trattenimento dei migranti irregolari durante le procedure di frontiera”.
Un diplomatico Ue ha riferito al riguardo che: “ Durante il confronto, il piano in cinque punti di von der Leyen ha ricevuto “molta attenzione e sostegno”, in particolare per quanto riguarda il “meccanismo di emergenza”, e che la Presidente della Commissione Ue ha indicato di essere al lavoro su “una proposta concreta, auspicabilmente già entro la fine di quest’anno”, per consentire la chiusura delle frontiere e la sospensione delle domande d’asilo “in maniera temporanea e mirata”.
Lo stesso diplomatico Ue ha anche evidenziato che i leader hanno riconosciuto l’importanza del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, definito un “passo avanti fondamentale”, e accolto favorevolmente la lettera di von der Leyen sull’immigrazione, giudicata “un testo valido ed equilibrato”, spiegando che “La riunione è servita anche a coordinare i prossimi passi sui rimpatri verso la Siria, in collaborazione con le autorità siriane, e sui centri per i rimpatri nei Paesi terzi, su cui lavora una coalizione composta da Germania, Austria, Danimarca, Grecia e Paesi Bassi”.
Secondo fonti Ue, Italia, Danimarca e Polonia hanno presentato alcuni emendamenti al paragrafo delle Conclusioni dedicato alle migrazioni, concernenti tre punti principali : “riconoscere che la migrazione irregolare come sfida per le società europee”, “accelerare il lavoro per ridurre i pull factor” e un riferimento alla richiesta alla Commissione europea di “valutare se sia possibile trovare strumenti per incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri quando attuano politiche nazionali sulle migrazioni che potrebbero avere ripercussioni sugli altri Paesi”.
Inoltre, fonti della delegazione spagnola, hanno fatto sapere che , nel corso di un incontro bilaterale a margine dei lavori del Consiglio europeo, tra il Premier spagnolo Sanchez e la Presidente del Consiglio Meloni avvenuto ieri, è stato deciso che “i ministri dell’Interno lavoreranno effettivamente per tutta questa settimana per procedere all’eliminazione dei controlli alle frontiere con la Spagna”, prorogati ulteriormente dall’Italia per altri sette giorni, e per l’individuazione di misure alternative.
In merito alla guerra in Ucraina, l’ Unione europea ha ribadito il proprio sostegno all’Ucraina, confermando l’intenzione di non allentare le sanzioni a Mosca, finché la Russia non avrà posto fine alla guerra”, anche alla luce dell’accordo tra il Presidente USA Trump e il Presidente russo Putin sulla revoca temporanea da parte americana delle sanzioni a Mosca sui carburanti.
Il Presidente ucraino Zelensky, dopo un bilaterale con il Presidente del Consiglio Ue, Costa e la Presidente della Commissione Ue , von der Leyen, nel suo intervento ha ringraziato il Consiglio, la Commissione e i leader, definiti “veri leader,” al fianco dell’Ucraina sin dall’inizio di questa guerra”, sottolineando la necessità di un maggiore sostegno europeo: “Nel 2027 la guerra costerà 155 miliardi di euro. Abbiamo bisogno di almeno 70 miliardi da parte vostra: per la difesa, per le armi, per la nostra resilienza. Vi prego di trovare questo sostegno. Ci aiuterà a tenere a bada la Russia”, ma anche evidenziando i progressi nel percorso europeo di Kiev: “Abbiamo coordinato il nostro lavoro sul percorso di integrazione europea. È importante che questa settimana siano stati avviati nuovi gruppi di negoziazione. Stiamo lavorando per avviare i restanti due entro la fine dell’anno”, per poi aggiornare sulle conseguenze degli ultimi attacchi russi, che hanno colpito Kharkiv e Rivne.
Al termine dell’intervento del leader di Kiev, i leader Ue hanno proseguito la discussione sul sostegno all’Ucraina e sulle prossime misure da adottare, tra cui la designazione di un inviato speciale Ue per la pace e l’uso degli asset russi congelati ,che Zelensky ha chiesto restino a disposizione di Kiev e non tornino a Mosca.
A tal proposito, il Premier del Belgio De Wever ha espresso la sua contrarietà all’ipotesi di utilizzare i beni congelati appartenenti alla Banca centrale russa per finanziare l’Ucraina , sottolineando che una discussione in merito potrà avviarsi solo dopo la fine della guerra, poiché “una parte dell’ accordo di pace può prevedere l’utilizzo dei beni immobilizzati”, ricordando che, come da norme vigenti, qualsiasi iniziativa riguardante tali fondi richiede l’unanimità.
Sul fronte della politica interna, presentato alla Camera dal ministro dell’Economia e delle Finanze il Documento programmatico di finanza pubblica , cornice macroeconomica della Legge di Bilancio. L’Aula di Montecitorio ha poi approvato a maggioranza assoluta, con 219 voti favorevoli e 110 contrari la risoluzione di maggioranza che autorizzava lo scostamento di bilancio richiesto dal Governo alla Commissione Ue.
Come si legge nel comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il documento , inviato anche a Bruxelles, prevede: un indebitamento netto incluso l’utilizzo della Nec: 3,4% per il 2027; 3,2% per il 2028 e 2,3% nel 2029; un indebitamento netto escluso l’utilizzo della Nec: 2,8% per il 2027; 2,6% per il 2028 e 2,3% nel 2029.
Riguardo al Pil, negli anni successivi il tasso di crescita programmatico si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028, allo 0,8% nel 2029 e il debito pubblico programmatico al 138,1% a fine 2026; 138,5% nel 2027, per poi scendere al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.
Infine, il Consiglio dei Ministri ha approvato diversi provvedimenti, quali: un decreto-legge che introduce misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto, per la salvaguardia della funzionalità degli impianti dell’area a caldo e per il rilancio industriale del territorio; un decreto-legge che introduce un Piano straordinario per fronteggiare gli effetti dell’evoluzione del fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei, nonché ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile; in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della strada, destinato a sostituire quello vigente ; in via definitiva, gli schemi di intesa tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e nella materia “tutela della salute , coordinamento della finanza pubblica”, approvando disegni di legge, che recano in allegato le intese sottoscritte dai Presidenti relative a ciascuna Regione e in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce interventi di coordinamento e correttivi dei testi unici adottati per il riordino del sistema tributario; in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, per la disciplina dei titoli abilitanti per l’esercizio della professione di biologo; le delibera per la costituzione della struttura di supporto del Commissario straordinario di Governo per la realizzazione del programma di edilizia integrata presentato dal Fondo di investimento “ADD Italy living”, da disporsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ; la proroga, per dodici mesi, dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 10 al 13 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dal 22 al 27 settembre 2025 nel territorio della provincia di Como e dei comuni di Barlassina, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Giussano, Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda, Seveso e Varedo, in provincia di Monza e della Brianza e lo stanziamento di ulteriori 5.600.000 euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, per la realizzazione degli interventi relativi allo stato di emergenza già dichiarato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 16 e 17 novembre 2025 nel territorio delle province di Gorizia e di Udine.
©Riproduzione riservata