di Federica Marengo martedì 6 ottobre 2026

-Al termine della Santa Messa in Place de la Concorde, Papa Leone XIV , si è recato in auto all’Aeroporto internazionale di Parigi Orly, da dove ,alle 17.59, è partito per Lourdes, seconda tappa del Suo quinto Viaggio Apostolico internazionale.
Atterrato alle 19:00 all’Aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées , il Pontefice ha inaugurato un ponte a Lui intitolato e ha firmato il Libro d’Onore, per poi raggiungere la Grotta delle Apparizioni di Massabielle, dove è stato accolto dal Vescovo di Tarbes e Lourdes, Mons. Jean-Marc Micas, e dal Rettore del Santuario, Padre Michel Daubanes
Poi, come un pellegrino, dopo il raccoglimento in preghiera silenziosa davanti alla statua della Vergine Maria, il Santo Padre si è avvicinato alla roccia della grotta, toccandola, ha bevuto un bicchiere d’acqua della Sorgente , offertogli dal Rettore del Santuario e ha ricevuto un cero, deposto sul candelabro.
A seguire, Papa Leone XIV ha recitato la preghiera, nella quale ha affidato la Francia alla protezione della Vergine Maria, chiedendo per il suo popolo “il dono della concordia fraterna”, “ di una società armoniosa, che bandisca ogni violenza e ogni odio”, “che consenta a ciascuno di lavorare, di fondare una famiglia e di vivere appieno la propria vita nella tranquillità e nella serenità”, in cui “ i più sfortunati e i più poveri siano sempre sostenuti”, così come “governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé, capaci di affrontare le sfide e desiderosi di servire il bene comune. Che la mantengano in pace nel concerto delle nazioni. Che facciano sentire la sua voce per promuovere la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo per sempre le logiche di guerra”.
Inoltre, il Pontefice ha chiesto alla Vergine Maria di rinnovare “la fede e il fervore delle famiglie cristiane, affinché vivano giorno per giorno della presenza di Gesù, della sua grazia e del suo sostegno nelle difficoltà che attraversano”; “Che siano generosamente aperte alla vita” e “che Dio susciti in esse vocazioni, in particolare sacerdotali e religiose” e di concedere alla Chiesa francese “di indicare, specialmente ai più giovani, la via luminosa del Vangelo, per costruire una società giusta e fraterna a cui essi aspirano”.
Infine, il Santo Padre ha affidato alla “ Madre piena d’amore” le persone malate e sofferenti e coloro che le accompagnano, “venuti insieme ad attingere forza e guarigione alla fonte di Massabielle” , nonché i loro familiari e i defunti.
Terminata la preghiera, Papa Leone XIV ha deposto la Rosa d’Oro ai piedi della statua della Madonna, recitando il Padre Nostro e impartendo la Benedizione.
Nella mattinata di domenica 27 settembre, invece, il Pontefice ha incontrato i Vescovi della Conferenza Episcopale di Francia , riuniti nell’emiciclo Sainte-Bernadette del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, dove, al Suo arrivo, è stato accolto dal Presidente della Conferenza Episcopale di Francia, il Card. Jean-Marc Aveline, che Gli ha rivolto delle parole di benvenuto, al termine delle quali, il Santo Padre ha tenuto il Suo intervento.
Il Santo Padre, sottolineando il legame tra la Francia, la sua Chiesa e la Vergine Maria, di fronte ai dibattiti sul fine-vita, alle difficoltà della Chiesa nel compiere liberamente la propria missione, ha così esortato i Vescovi : “Di fronte alle immense sfide del nostro tempo, vi esorto, cari fratelli, a dare prova di coraggio, audacia e creatività missionaria. Non lasciatevi scoraggiare dagli errori, dalle incoerenze, e nemmeno dalle cadute che hanno segnato la storia di questo Popolo in cammino. Abbiate sempre il coraggio di riconoscere gli errori con amore della Verità e determinazione nel medicare le ferite con la carità del Buon Pastore, che conosce le sue pecore e le chiama ciascuna per nome. Alzatevi dunque con speranza e non stancatevi mai di annunciare il Vangelo!”.
Sempre ai Vescovi, Papa Leone XIV ha affidato i giovani , “nutriti di grandi aspirazioni e pronti a impegnarsi con coraggio e generosità per tutto ciò che è bello, vero e buono”, ma anche “preoccupati per il mondo che viene loro lasciato in eredità, ansiosi per il futuro”, affinché indichino loro “la via del Vangelo: l’unica direzione sicura , per quanto esigente , che ha già portato tanti frutti in questa terra di Francia”, nonostante il “carattere proprio” dell’insegnamento cattolico, in questi tempi, venga messo in discussione”.
Infine, il Pontefice ha toccato nel Suo discorso altri tre temi importanti, quali: gli abusi sui minori commessi da membri del clero o nel contesto ecclesiale, cui bisogna fare fronte attraverso “l’ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un impegno risoluto a favore di una cultura della prevenzione e della protezione contro questi crimini”; il calo delle vocazioni alla vita consacrata e alla vita contemplativa , riguardo cui ha sottolineato come “l’approfondimento e il radicamento della vita di fede all’interno delle famiglie siano certamente una chiave che permetterà di risolvere molte delle crisi che la Chiesa e le nostre società stanno attraversando”, poiché è “all’interno delle famiglie che si imparano la vita comune, il rispetto per l’altro, l’accettazione della diversità, il sostegno reciproco, la generosità, la gratuità del dono di sé e lo spirito di sacrificio” e la sfida dell’unità, che si nutre della Tradizione della Chiesa , dai Padri fino al Concilio Vaticano II , e del Magistero postconciliare, da perseguire attraverso il dialogo reciproco, partendo dalla fede, e lo stile sinodale.
Concluso il Suo discorso, il Santo Padre ha salutato i Vescovi della Conferenza Episcopale di Francia e si è recato in auto alla Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes dove, al Suo arrivo, ha compiuto un giro in Papamobile tra i 150mila fedeli presenti, per poi presiedere la Santa Messa.
Nel corso della celebrazione, al termine della Liturgia della Parola, il Santo Padre ha pronunciato la Sua omelia, nella quale, meditando sulle Letture odierne, si è soffermato sul messaggio di conversione affidato dalla Vergine Maria a Santa Bernadette, sottolineando: “Convertirsi significa abbandonare le vie dell’errore per abbracciare la Via della Vita, aprendo così il nostro cuore all’unica Gioia che non passa”, alla promessa della vera felicità, ovvero: quella della Vita eterna.
Da qui, Papa Leone XIV ha proseguito, rimarcando: “Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la Grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana. Qui, nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore infinito di Dio. Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita, poiché qui essa è accolta come un dono prezioso di Dio, chiamato a fiorire per l’eternità nell’amore del Padre”.
Quindi, il Pontefice, evidenziando come la Vergine Maria ci chieda di fare penitenza, non solo per noi stessi, che ne abbiamo bisogno, ma anche “per i peccatori”, per un mondo che va male, in cui si moltiplicano i conflitti, ha esortato anche la Chiesa alla conversione, invitandola ad “avere il coraggio di vivere questa conversione in primo luogo” e a “porsi umilmente sotto lo sguardo purificatore del Signore, per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno”, poiché “riconoscere gli errori è indispensabile per la crescita spirituale, come scriveva sant’Agostino: “Ti dispiaccia sempre ciò che sei, se vuoi guadagnare ciò che non sei””.
Infine, a conclusione della Sua omelia, il Santo Padre, si è rivolto agli ammalati, dicendo: “Cari malati che conoscete la sofferenza, così numerosi a Lourdes, avete la possibilità di vivere le vostre pene e i vostri dolori in questo spirito di offerta per entrare in quel cammino redentore di cui il mondo ha tanto bisogno. In questo senso siete davvero nel cuore della Chiesa, e il vostro ruolo è insostituibile. Pellegrini, fratelli e sorelle, non ripartirete da Lourdes come siete arrivati: ripartirete come missionari della speranza. È il miracolo di questo luogo: suscitare la gioia della speranza proprio nel cuore della prova e del dolore. La Vergine Maria risana i nostri sguardi e trasfigura i nostri cuori donando loro la pace. Siate, nei vostri paesi, nelle vostre Diocesi e nelle vostre famiglie, testimoni attivi di questa forza e di questa tenerezza divine, che ci permettono di proseguire il cammino e di raggiungere la meta. Sostenuti dalla preghiera dei malati e dall’amore della nostra Madre, camminate con fiducia verso il futuro. Non temete le tempeste del mondo: la Santa Madre di Dio veglia sul vostro cammino, avvolge la Chiesa nel suo manto di tenerezza e, come radiosa Stella del mattino, guida i vostri passi per farvi nascere, nella gioia, alla vita stessa del suo Figlio Gesù”.
Terminata la celebrazione Eucaristica, dopo le parole del Vescovo di Tarbes e Lourdes, Mons. Jean-Marc Micas, Papa Leone XIV ha recitato la preghiera dell’Angelus con i Fedeli.
Nel pomeriggio, il Pontefice ha lasciato la Casa Vescovile , recandosi in auto all’Accueil Notre-Dame, per incontrare gli operatori e gli assistiti della struttura.
Qui, il Santo Padre, accolto dal Vescovo di Tarbes e Lourdes, Mons. Jean-Marc Micas, e dalla responsabile, dopo aver ascoltato la testimonianza di un medico, un canto e la testimonianza di un’operatrice, ha pronunciato il Suo Discorso, nel quale ha sottolineato: “ La persona umana è infatti “degna” per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute. So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”.
Poi, rivolgendosi gli operatori sanitari e agli ammalati, Papa Leone XIV ha detto: “Qui a Lourdes, città dei malati e della speranza, invito tutta la comunità degli operatori sanitari a ricordare il significato profondo della propria vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla. Sì, cari amici, siate servitori appassionati della vita! Nessuno ha il diritto, mai, “sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!”. In questo senso, vi invito, da un lato, a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall’altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes, dove medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali dei malati e tanti altri ancora esercitano la loro vocazione al servizio della dignità della persona umana, affinché il mondo abbia la vita. Curando i corpi, voi curate anche le anime. A voi, cari membri delle associazioni di ospitalità, ma anche a voi operatori sanitari, che vi dedicate al servizio dei vostri fratelli e delle vostre sorelle, esprimo tutta la mia gratitudine. Cari fratelli e sorelle malati, ci tengo a dirvi: non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa. Accompagno con la preghiera le prove che state attraversando. Il mio pensiero va a tutti coloro che non possono essere qui e che, dalle loro case o dalle loro camere d’ospedale, sono uniti al nostro incontro. Vi affido tutti all’amore materno della Madre del Signore, chiedendole di procurarvi le consolazioni di suo Figlio Gesù. Che Dio vi benedica e vi protegga!”.
A seguire, dopo la consegna di un dono, la preghiera del Padre Nostro, la Benedizione e il canto finale, il Pontefice ha incontrato alcuni ammalati e rappresentanti delle associazioni che operano nel Santuario, cui ha rivolto parole di saluto e di ringraziamento, per poi raggiungere a piedi il Monastero del Carmelo di Lourdes dove ha incontrato ,in forma privata, le Religiose di vita contemplativa.
Poco dopo le 17.30, fatto ritorno alla Casa Vescovile, il Santo Padre ha incontrato privatamente alcune vittime di abusi da parte di membri del clero e della Chiesa di Francia, accompagnate da Monsignor Gérard Le Stang, vescovo di Amiens, Presidente del Consiglio per la prevenzione e la lotta contro la pedofilia in seno alla Conferenza episcopale di Francia.
Come reso noto dalla Sala Stampa Vaticana: “Il Papa ha incontrato individualmente e in privato ciascuno di loro, dando ascolto alle loro storie, al dolore e alla sofferenza vissuta – talvolta purtroppo con la complicità o il silenzio di quanti avrebbero potuto aiutarli , e alle loro proposte perché questo non abbia a ripetersi. Con alcuni si è trattenuto per qualche momento in preghiera. Al termine, poco dopo le 19:00, il Papa si è raccolto con tutti in una sala della Casa Vescovile, e ha rivolto loro alcune parole, ringraziando per la dolorosa testimonianza e ribadendo il proprio impegno perché il male vissuto non si ripeta per altri. Papa Leone ha espresso la propria vicinanza a loro, e, per loro tramite, a quanti hanno sofferto e soffrono ancora per le ferite degli abusi ricevuti. Infine, auspicando di poter lavorare insieme perché la comunità dei fedeli sia sempre più un luogo dove gli uomini e le donne, di ogni età, possano trovare conforto e guarigione, il Papa ha chiesto ai presenti di pregare per lui e impartito su di loro la sua benedizione. L’incontro è terminato alle ore 19:30 circa”.
In serata, alle 20:50, Papa Leone XIV, si è recato in auto presso il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, dove ha presieduto la Preghiera del Santo Rosario con la processione aux flambeaux e ha pronunciato il Suo discorso, nel quale, ringraziando di poter rispondere all’appello della Vergine Maria a farsi “pellegrino tra i pellegrini”, ha evidenziato come la Madonna sia “un faro nella notte”, una luce , quella della speranza, che ci guida e non ci abbandona mai e come le persone malate siano “testimoni privilegiati di questa trasfigurazione dell’esistenza, attraverso la fede e l’amore per Dio e per il prossimo”.
Il Pontefice, ha poi sottolineato come il sostegno e l’intercessione dell’Immacolata Concezione, “stella del mare”, “che rappresenta per noi l’alba della salvezza”, “non siano secondari per il cristiano che vuole accogliere la grazia della Redenzione ottenuta dal sangue di Gesù e lottare contro il male”, invitando pellegrini e malati, venuti dalla Francia e da tutto il mondo per partecipare alla processione di luce, a presentare le “intenzioni più care e più urgenti” e quelle “personali” e “per il mondo” alla Madonna, affinché , “contemplandola nella sua Immacolata Concezione, una gioia e una speranza invincibile sorgano nel cuore, perché, rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e coronata di stelle, Ella è gloriosa, potente; e, allo stesso tempo, umile, vicinissima a noi, Madre di Gesù e nostra Madre”.
In chiusura del Suo discorso, quindi, il Santo Padre ha rivolto un’ultima preghiera alla Vergine Immacolata, affinché la luce della speranza, rappresentata dalle fiaccole della processione aux flambeaux , non si spenga mai e illumini il futuro, “aprendoci fin da oggi alle promesse della Vita eterna”.
A seguire, Papa Leone XIV ha concluso la processione, pronunciando l’Orazione e la Benedizione e recitando il Salve Regina, per poi fare ritorno alla Casa Vescovile alle 22:00.
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