di Federica Marengo giovedì 17 settembre 2026

-Martedì 15 settembre, dopo aver partecipato in mattinata alle esequie di Stato in forma laica dell’On. Emma Bonino, svoltesi presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, la Presidente del Consiglio Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio europeo, Costa, nella Capitale, nell’ambito del tour per le 27 capitali degli Stati membri, per un confronto con i leader e le leader sui principali dossier dell’agenda europea e internazionale, tra cui il negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, in vista del Consiglio Ue di ottobre.
Proprio in merito al Bilancio europeo, come si legge nella nota di Palazzo Chigi, la Premier “Ha innanzitutto confermato la determinazione italiana a lavorare per un bilancio europeo all’altezza delle priorità strategiche dell’Unione, a partire dalla Politica agricola comune e dalla Politica di coesione che, previste dai Trattati, restano alla base della competitività e della sicurezza economica europea”.
Da qui, “Il nuovo bilancio dovrà inoltre sostenere adeguatamente l’industria e la ricerca nella competizione globale e rafforzare i partenariati con i Paesi di origine e di transito dei flussi di immigrazione irregolare”.
Pertanto, “L’Italia è pronta a fare la propria parte anche sul finanziamento del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale”, ma, sottolinea Palazzo Chigi: “nell’ambito di una soluzione equilibrata che escluda nuove tasse europee e razionalizzi le spese amministrative dell’Unione”.
Condivisa dalla Presidente Meloni, poi, con il Presidente del Consiglio Ue, Costa, la proposta da parte di quest’ultimo “di porre la competitività al primo punto dell’agenda del prossimo Consiglio europeo”, sottolineando in particolare come “il continuo aumento dei prezzi dell’energia richieda azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini europei”.
Infine, la Premier “Ha accolto positivamente l’inclusione all’ordine del giorno di un dibattito strategico sull’immigrazione, che consentirà di fare il punto sul nuovo approccio europeo al contrasto dell’immigrazione irregolare, sulle soluzioni innovative e sull’attuazione del nuovo regolamento sui rimpatri”, ma anche la particolare attenzione che sarà dedicata al tema del “rafforzamento del controllo delle frontiere esterne e al consolidamento dei partenariati con i Paesi di origine e di transito”.
Nel pomeriggio di ieri, invece, la Presidente Meloni ha presieduto il Consiglio dei Ministri e la conferenza stampa , seguita al varo di alcuni provvedimenti, cui hanno preso parte anche i Vicepremier e Ministri Tajani e Salvini e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti.
In particolare, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera, su proposta della Presidente Meloni, del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Pichetto Fratin, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini e della Ministra dell’Università e della Ricerca Bernini, a un “decreto legge recante disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale”.
Il suddetto provvedimento, proroga il taglio delle accise sul gasolio usato come carburante , suddividendolo in due fasi: dal 18 al 25 settembre 2026, pari a 12,2 centesimi al litro e dal 26 settembre al 5 ottobre 2026, pari a 6,1 centesimi al litro.
Nella prima fase, il beneficio è esteso anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel immessi in consumo come carburanti ed è prorogato il sostegno già previsto in favore dell’autotrasporto.
Dal 6 ottobre, una volta disponibile il dato sull’extragettito Iva di settembre, il Governo interverrà nuovamente reintroducendo il meccanismo delle accise mobili, ovvero, come spiegato dalla stessa Premier Meloni in conferenza stampa: “Lo Stato non prende una lira dall’aumento, perché quello che prende in più dall’aumento del costo del carburante lo rimette per tagliare il prezzo alla pompa”.
Ciò vuol dire che il taglio verrà collegato al maggior gettito Iva prodotto dall’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti, come previsto da una normativa in vigore dal 2007, al fine di restituire agli automobilisti parte delle maggiori entrate fiscali generate dai rincari.
Il medesimo decreto legge, contiene inoltre una misura che introduce per il 2027 (dal 1°gennaio al 31 dicembre 2027), “l’esenzione dal pagamento del bollo per un veicolo per le persone fisiche proprietarie di un’autovettura, e i soggetti passivi, quali coloro che utilizzano il veicolo in leasing o a noleggio, a benzina o gasolio, anche ad alimentazione ibrida, di potenza non superiore a 80 kW o un motociclo o un ciclomotore”.
Nel specifico, come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi sul provvedimento: “Quando la persona possiede più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a quello di potenza minore”, mentre “In caso di pari potenza, l’esenzione è applicata all’autovettura per la quale risulta dovuto, in assenza dell’agevolazione, l’importo meno elevato della tassa automobilistica”.
Nel caso di motocicli o ciclomotori, l’esenzione spetta alle persone fisiche che, nell’anno 2027, “risultano soggetti passivi della tassa automobilistica o della tassa di circolazione relativamente a uno o più motocicli o ciclomotori alimentati, anche in combinazione con altra fonte di propulsione, a benzina o gasolio, a condizione che non risultino soggetti passivi della tassa automobilistica relativamente ad alcuna autovettura con potenza pari o inferiore agli 80 kW. Qualora risultino più motocicli agevolabili, l’esenzione è riconosciuta con riferimento a uno solo di essi ed è applicata al motociclo avente la minore potenza, espressa in kW. In caso di pari potenza, l’esenzione è applicata al motociclo per il quale risulta dovuto, in assenza dell’agevolazione, l’importo meno elevato della tassa automobilistica. Qualora risultino più ciclomotori agevolabili, l’esenzione è riconosciuta al ciclomotore con data di prima immatricolazione più remota”.
La misura, che si applica anche nei territori delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome, previo accordo con ciascuna autonomia titolare del tributo, riguarda oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione e tutti i motocicli: si tratta di circa 14,5 milioni di veicoli.
L’esenzione costerà circa 2,36 miliardi di euro e, secondo fonti di Governo, i fondi per la copertura del mancato gettito fiscale per le Regioni e le Province autonome ,le cui entrate sono destinate in gran parte a sostenere la spesa sanitaria e a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) negli ospedali, verranno ricavati anche da economie sul Pnrr, ovvero : dalle “grants” (sovvenzioni) e dai “loans” (prestiti) non utilizzati alla scadenza del 30 giugno 2026.
L’Esecutivo, però, ha precisato che , poiché il decreto legge può prevedere solo misure emergenziali, “L’esenzione è disposta per l’anno 2027, nella prospettiva di una successiva abolizione a regime del tributo, cui il Governo intende dare seguito nell’ambito della prossima legge di bilancio”.
Infine, il decreto legge introduce anche misure per il diritto allo studio, con l’incremento per il 2026 del fondo per le borse di studio universitarie.
La Presidente del Consiglio Meloni ha così commentato l’approvazione del provvedimento, in un post social: “Oggi in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato l’abolizione del bollo per le auto di piccola e media potenza, fino a 80 kW, e per i motoveicoli, con un’esenzione per un solo veicolo a cittadino. Abbiamo scelto di trasformare una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli, muoversi. Una scelta concreta: cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani e continuiamo sulla strada della riduzione del carico fiscale. Mentre altri parlano di patrimoniali, noi togliamo una tassa sulla proprietà”.
Soddisfatta la maggioranza di centrodestra, con il Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvini che , ai microfoni di RTL102.5, ha ribadito che la misura dell’abolizione del bollo per auto e moto diventerà strutturale, evidenziando che è allo studio anche un innalzamento delle potenza delle auto per estendere l’esenzione dal pagamento del bollo.
Critici , invece, i partiti dell’opposizione, Pd, M5S, AVS, per cui la misura è una “mancia elettorale” in vista delle elezioni politiche del 2027, e non una misura strutturale , vista la durata per un solo anno, così come la proroga del taglio delle accise , definito una “toppa temporanea” e non una riforma organica.
Quest’oggi, giovedì 17 settembre, invece, la Premier Meloni è intervenuta con un videomessaggio alla quarta edizione del Forum internazionale “Risorsa Mare”, in corso a La Spezia.
Nel suo intervento, la Presidente del Consiglio ha sottolineato “il legame dell’Italia con il mare, la sua economia, la sua proiezione strategica”, in quanto “infrastruttura naturale che collega l’Italia al mondo, sostiene le nostre esportazioni, alimenta filiere industriali d’eccellenza, custodisce un enorme potenziale in termini di energia, di innovazione, di ricerca”.
La Premier Meloni ha quindi rivendicato la scelta “di costruire una vera politica del mare, che fosse capace di mettere a sistema competenze, risorse, visione”, di cui è “tassello cruciale” la legge per la valorizzazione della risorsa mare appena varata dal Parlamento, che consente “di dare a operatori e categorie risposte che attendevano da decenni e di governare, in modo coordinato, un asset che è decisivo per la nostra competitività”, come pure “ i tanti provvedimenti approvati in questi anni, grazie a cui il valore aggiunto dell’economia del mare è cresciuto di oltre il 22% tra il 2022 e il 2024, sfiorando i 79 miliardi di euro”.
Per questo, la Presidente del Consiglio ha assicurato che il Governo intende “continuare a investire nelle filiere, nelle nuove tecnologie, nella dimensione subacquea, nella protezione delle infrastrutture strategiche”, per trasformare ,”quella che è la naturale vocazione dell’Italia , cioè essere una piattaforma naturale nel Mediterraneo e un ponte tra Europa, Africa e Oriente , in crescita, occupazione, sicurezza”.
Nella stessa giornata di oggi, poi, la Premier Meloni si è recata ad Oslo, in Norvegia (Paese non membro dell’Unione, ma nello Spazio Economico Europeo), per un incontro bilaterale con il Primo Ministro Jonas Gahr Støre, in concomitanza con il centenario della trasvolata artica del dirigibile Norge, guidato nel 1926 da Umberto Nobile e Roald Amundsen, cui è seguita una conferenza stampa congiunta, nella quale è stata rilanciata la cooperazione industriale ed energetica tra i due Paesi, nei settori della difesa, dello spazio e delle materie prime critiche, nell’ambito della strategia italiana per diversificare gli approvvigionamenti di petrolio e gas.
Al centro del colloquio tra la Presidente Meloni e l’omologo norvegese Støre anche questioni come: la guerra in Ucraina, la guerra Medio Oriente e in Iran, con la situazione nello Stretto di Hormuz e le trasformazioni della regione artica, al centro degli equilibri geopolitici mondiali per via delle nuove rotte commerciali delineatesi a seguito dello scioglimento dei ghiacci, per l’accesso alle risorse naturali e per la ricerca scientifica, ma anche il Continente africano in cui cooperare su energia, infrastrutture e sviluppo sostenibile, nell’ambito del Piano Mattei italiano e delle iniziative norvegesi di cooperazione allo sviluppo.
Infine, questa settimana, sul fronte dei lavori parlamentari, via libera del Senato, con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti ,in seconda lettura, alla riforma della legge elettorale, passata ora alla Camera, dove si procederà dal 28 settembre alla terza lettura e all’approvazione definitiva.
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