di Federica Marengo lunedì 14 settembre 2026

-Nella giornata di ieri, droni russi hanno colpito al confine tra Ucraina e Polonia un treno passeggeri, che era stato preceduto da un convoglio diplomatico, temporaneamente fermato, a bordo del quale si trovavano i consiglieri per la sicurezza di vari Paesi, tra cui: Italia, Regno Unito, Germania e Francia e l’ex Premier inglese Boris Johnson.
In merito a tale attacco, condannato fermamente dalla Commissione Ue, Kallas, l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, stamane, al suo arrivo a Rovaniemi, in Finlandia, per un vertice sull’Artico, conclusosi con una dichiarazione congiunta in cui dodici Paesi europei hanno invitato l’Ue a rafforzare la propria presenza nell’Artico, dove si riscontrano forti tensioni geopolitiche ,tra le minacce di Mosca e le rivendicazioni di Washington, ha dichiarato: “Il raid dei droni russi che ieri ha preso di mira un treno ucraino vicino al confine polacco ha chiaramente lo scopo di spaventare i Paesi occidentali, affinché smettano di sostenere l’Ucraina e si astengano dal recarsi sul posto per esprimere il loro sostegno”.
Al riguardo, Petteri Orpo, il Premier della Finlandia, che ha aderito alla deterrenza nucleare “avanzata” proposta a marzo dal Presidente francese Macron ai Paesi europei, ha affermato: “Se i russi pensano di poter minare la nostra unità nel sostegno all’Ucraina, si sbagliano. Perché ,per me, gli attacchi che hanno sferrato ieri sera puntavano a questo. Significa che dobbiamo fare ancora di più per sostenere l’Ucraina. Dobbiamo imporre ulteriori sanzioni alla Russia. Stanno giocando una partita molto pericolosa. La Russia rappresenta la minaccia più grave e a lungo termine per la sicurezza e la stabilità dell’Artico e l’Ue deve considerare l’Artico, in particolare l’esteso confine tra Finlandia e Russia, come una “frontiera strategica”. L’obiettivo finale è che l’Artico rimanga una regione di pace, stabilità e cooperazione costruttiva, fondata sul diritto internazionale e sul rispetto dei diritti delle popolazioni indigene”.
Il Premier polacco Donald Tusk, che , nell’immediatezza del raid, ha convocato una riunione dei vertici del ministero della Difesa, del ministero dell’Interno e dell’Amministrazione e dei servizi di sicurezza, ha dichiarato: “Le prossime settimane e i prossimi mesi saranno un periodo di azioni molto intense da parte russa. Varsavia non può escludere che questa escalation colpisca anche il territorio polacco”, seguito dal ministro degli Esteri polacco, Sikorski, che, sottolineando come sia necessario raddoppiare gli sforzi per sostenere l’Ucraina, in un post social, ha scritto: “In caso di aggressione russa alla Nato, grazie alla nostra superiorità aerea, l’aviazione della parte europea della Nato sarebbe in grado, anche senza la partecipazione degli Stati Uniti, di distruggere metà delle raffinerie russe più velocemente di quanto sta facendo l’Ucraina. Se gli ucraini hanno distrutto metà della capacità di raffinazione della Russia in sei mesi, noi in sei settimane potremmo distruggere l’altra metà”.
Sempre dal vertice di Rovaniemi, in Finlandia, il cancelliere tedesco Merz, nel corso di una conferenza stampa, ha avvertito: “Qui, nell’estremo nord dell’Europa, si può vedere quanto sia a rischio la pace in Europa. Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia. L’ Europa si trova ad affrontare settimane e mesi decisivi per quanto riguarda la “difesa della libertà e della pace del nostro continente” contro la Russia. Farò tutto il possibile per mantenere il nostro sostegno e per convincere le persone che è nel nostro stesso interesse farlo”.
Nello stesso tempo, il portavoce del governo tedesco, Meyer, in conferenza stampa, ha sottolineato: “La Russia ha preso di mira ripetutamente e massicciamente la rete ferroviaria ucraina dall’inizio della sua guerra di aggressione. Abbiamo nuovamente visto attacchi che hanno colpito anche le infrastrutture ferroviarie. Questo dimostra naturalmente che la Russia ha attaccato ripetutamente e in modo mirato e massiccio la rete ferroviaria ucraina dall’inizio di questa guerra di aggressione. Berlino, vede in questi attacchi un’ulteriore dinamica di escalation nella quale la Russia si trova evidentemente anche in questo momento”.
Il ministro della Difesa tedesco ,Pistorius, invece, a margine di un evento nella città di Wolgast, ha dichiarato: “È ancora più importante che manteniamo la calma, che non ci lasciamo provocare, ma che allo stesso tempo non lasciamo alcun dubbio sul fatto che siamo in grado di difenderci e che non faremo marcia indietro se la situazione dovesse aggravarsi. Ciò che sta facendo Vladimir Putin è pericoloso. Lui lo sa, ed è proprio per questo che lo sta facendo. L’attacco con un drone contro un treno nei pressi del confine tra Ucraina e Polonia rappresenta un’escalation calcolata da parte del Presidente Putin per instillare paura in Europa”.
Il ministro degli Esteri francese Barrot , a margine del summit sull’Artico in Finlandia, ha definito l’attacco ferroviario di Mosca “inaccettabile” e volto a “disunire e intimidire gli alleati di Kiev”, evidenziando che: “Tutto ciò è accaduto proprio in un momento in cui l’Ucraina accoglieva un grande Forum di sostegno economico, al quale partecipavano tanti rappresentanti aziendali, rappresentanti diplomatici giunti dal mondo intero e singolarmente dall’Europa”.
A condannare l’attacco ferroviario di Mosca al confine con la Polonia, anche Londra, che ha sottolineato come si sia trattato di “ un atto intimidatorio” e ha assicurato che “Il Regno Unito non si lascerà spaventare né scoraggiare nel suo sostegno inflessibile all’Ucraina”.
Per l’Italia, il Vicepremier e ministro per gli Affari Esteri e la Cooperazione internazionale, Tajani, ai microfoni di Radio24, ha dichiarato: “L’attacco russo di ieri contro un treno in Ucraina vicino alla frontiera con la Polonia è stato un altro segnale della Russia che dice: ‘Attenzione, non aiutate troppo l’Ucraina. Certamente la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente. In questo caso bisogna sempre essere fermi, perché la Russia non può continuare con questa aggressività, ma senza perdere la capacità di mediazione, di dialogo. Certamente non ci facciamo intimidire, ma siamo sostenitori di una forte azione di pace e ci auguriamo che i colloqui si possano realizzare tra Putin e Zelensky e magari con la mediazione americana o ben venga anche mediazioni dell’India, della Cina. E’ importante che si raggiunga la pace. L’Italia continua a sostenere l’Ucraina”.
Successivamente, uscendo dalla camera ardente allestita in Campidoglio per Emma Bonino, Tajani, parlando ai media, ha sottolineato: “Quello che mi preoccupa di più della Russia è la guerra ibrida. Non sono soltanto queste iniziative di tipo militare che puntano a provocare e a dividere gli alleati sull’Ucraina, ma c’è anche la guerra ibrida. Io non credo a una minaccia diretta e alla voglia della Russia di fare una guerra, però, la guerra la sta facendo ibrida e il tentativo di condizionare il voto in Europa c’è. Non è un caso che Alternative fur Deuchland abbia avuto il sostegno della federazione russa dopo il risultato che ha avuto in Sassonia. Le forze che sono amiche della federazione russa chiedono la secessione dell’alto Adige dall’Italia e questo la dice lunga. Quindi è giusto difendere un principio che è quello del diritto internazionale e difendere l’Ucraina e Bonino l’ha sempre pensata così anche lei”.
Da Bruxelles, il segretario generale della Nato, Rutte, ha affermato: “La Russia sta diventando sempre più spericolata mentre continua la sua terribile guerra contro l’Ucraina. Putin sa benissimo che non riuscirà a dividerci. E noi disponiamo di tutte le opzioni di risposta necessarie quando si tratta di attacchi ibridi. Non saranno sempre visibili e pubbliche. Ma posso assicurarvi che disponiamo di tutte le istruzioni necessarie”.
A Mosca, che nelle scorse ore ha fatto sapere di non escludere la ripresa dei negoziati trilaterali, ipotizzando come sede gli Emirati Arabi Uniti, mentre ha rifiutato la possibilità di un incontro con il Presidente ucraino Zelensky al G20, che si terrà in dicembre, il portavoce del Cremlino, Peskov, riguardo al raid ferroviario al confine con la Polonia, ha replicato alle accuse di voler colpire l’’Ue, sottolineando: “Stiamo parlando di territorio ucraino. Le forze russe portano avanti le operazioni in tutto il territorio dell’Ucraina e continueranno a farlo”.
Dagli USA, invece, il Presidente Trump, che, nelle scorse ore, ha esortato il Presidente ucraino Zelenskyy a interrompere gli attacchi contro il gasolio russo, incassando il plauso del Cremlino, affermando che tali attacchi stanno causando una carenza, quest’oggi, in un post sul suo social network, ha annunciato: “L’Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso! L’aumento del prezzo del gasolio a livello mondiale è causato principalmente dalla guerra tra Russia e Ucraina, non dall’Iran”.
Il Presidente Zelensky, evidenziando in merito all’attacco ferroviario russo ai confini con la Polonia come il terrorismo russo sia una minaccia comune , condivisa con gli alleati Ue e Nato, ha fatto sapere che il Canada acquisterà i missili intercettori PAC-3 per i sistemi Patriot e fornirà anche missili AIM-9 e AIM-120 , nonché il proprio contributo all’acquisto delle attrezzature necessarie da altri Paesi, in quanto la protezione dello spazio aereo ucraino è una priorità assoluta.
Inoltre, a tal proposito, secondo il Financial Times, il Canada starebbe attualmente discutendo con Bruxelles la possibilità di aderire al sostegno finanziario da 90 miliardi in favore di Kiev, concordato dai leader europei nel vertice del dicembre 2025.
Riguardo agli aiuti militari, diverse fonti europee ,sentite dall’agenzia Ansa, hanno riferito che sarebbero in corso pressioni, sia a livello Nato che a livello Ue, sulla Spagna e sulla Grecia , affinché forniscano all’Ucraina missili intercettori Patriot, presenti nei loro magazzini, in vista dell’inverno.
Sollecitazione a fornire la protezione aerea antibalistica rivolta anche all’Italia dall’ambasciatore dell’Ucraina, Ihor Brusylo, che, al termine di un incontro all’Ince, a Trieste, ha detto: “Noi ci stiamo preparando per un inverno difficile e dobbiamo rafforzarci. Siamo grati all’Italia per quello che avete fatto a livello umanitario. Il Presidente del Consiglio ha detto che questo aiuto continuerà. Però io non mi stanco mai di dire che l’Ucraina ha il bisogno pressante di proteggersi anche da questi missili balistici che volano ogni giorno, che colpiscono le città, le infrastrutture critiche, l’elettricità”.
A ciò , si aggiunge quanto fatto sapere dal Premier ucraino, Koretskyi, ovvero che la Banca Mondiale erogherà, a breve, all’Ucraina, 841 milioni di dollari di sostegno al bilancio con garanzie da parte del governo canadese.
Riguardo al nuovo pacchetto di sanzioni a Mosca, gli ambasciatori dell’Ue sono tornati a riunirsi questa mattina , senza però raggiungere un accordo, ma ponendosi l’obiettivo di arrivare a un’intesa entro domani.
Tutto ciò, mentre , sul fronte dei combattimenti, continuano gli attacchi incrociati tra Kiev e Mosca, con le forze russe che hanno effettuato un raid su un’azienda agricola di Chernihiv, uccidendo tre persone e le forze ucraine che hanno attaccato la città russa di Sochi, causando esplosioni ed incendi.
In merito alla situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la società nucleare statale russa Rosatom ha dichiarato che il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Grossi, è pronto a valutare le possibilità di assistenza dell’Aiea nella fornitura di gasolio all’impianto, confermando anche l’impegno dell’Aiea a collaborare con la Russia per garantire la sicurezza della centrale.
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