di Federica Marengo giovedì 10 settembre 2026

-Nella giornata di ieri, il Presidente ucraino Zelensky si è recato ad Oslo per partecipare ai funerali di Stato del Re Harald V di Norvegia e , in serata , il Premier norvegese Støre ha riferito che l’aereo del leader di Kiev “E’ stato quasi colpito da un drone” mentre decollava dalla Moldavia.
Tuttavia, il portavoce del governo moldavo ha ridimensionato le affermazioni del Premier norvegese , dichiarando , tramite comunicato, che “La Moldavia ha chiuso il proprio spazio aereo nel pomeriggio dell’8 settembre, poco dopo le 16:30, in seguito alla violazione del proprio spazio aereo da parte di un drone russo, proveniente dall’Ucraina”, spiegando che : “Dopo le 17:20, le autorità hanno confermato che il drone era precipitato ed era esploso a circa 160 km dall’aeroporto internazionale di Chisinau” e che “ Le restrizioni di volo sono state quindi revocate e l’aereo del Presidente ucraino è decollato, in ritardo rispetto al previsto”.
Anche una fonte della Presidenza ucraina, sentita dall’AFP, ha sottolineato che “Si è trattato di un allarme in Moldavia, quando un (drone) russo è penetrato nello spazio aereo del Paese e della Romania”.
La Moldavia, infatti, di recente , è stata spesso colpita dai droni russi e, nella notte tra martedì e mercoledì, un raid delle forze di Mosca contro un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia ha causato due morti e tre feriti sul versante ucraino.
Tutto ciò, mentre sul fronte diplomatico si è aperto uno spiraglio per una ripresa dei negoziati trilaterali tra Ucraina-Russia e gli USA, confermato dal portavoce del Cremlino, Peskov e dal consigliere del Presidente Putin, Ushakov , che hanno ipotizzato come sede Abu Dhabi , ventilando la stesura di una “tabella di marcia nelle prossime settimane”.
Sulla stessa linea, anche il Presidente USA Trump, che in un punto stampa prima della sua partenza per Dallas, ha commentato il colloquio telefonico con il Presidente russo Putin, affermando di aver avuto “un’ottima conversazione” con il numero uno del Cremlino e che, quest’ultimo, “vuole fare un accordo” e , “Se anche Zelensky lo volesse, sarebbe bello”.
In merito, il Presidente ucraino Zelensky, si è detto “pronto al compromesso”, pur sottolineando che le concessioni non possono arrivare soltanto da Kiev e che i dettagli del formato saranno definiti insieme con la Casa Bianca, ribadendo la necessità di coinvolgere nelle trattive anche l’Ue.
A tal proposito, dall’Italia, il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Tajani ha sollecitato il Presidente Zelensky a costituire una rappresentanza unitaria dell’Unione Europea che affianchi a Francia e Germania anche Paesi come Italia e Polonia.
A Bruxelles, nel frattempo, , il Premier slovacco Robert Fico continua a bloccare il via libera a all’estensione del pacchetto di sanzioni contro Mosca, chiedendo deroghe specifiche prima della scadenza del 15 settembre.
Quest’oggi, invece, il Presidente Zelensky , si è recato in Canada, dove resterà fino a venerdì, per incontrare il Premier Carney con cui discuterà di: cooperazione nei settori della difesa, dell’economia e di energia e per partecipare a una serie di appuntamenti tra Calgary, Toronto, North Bay e Banff.
Intanto, proprio a proposito della difesa dell’Ucraina, il ministro degli Esteri tedesco Wadephul ,a margine della Conferenza dei capi delle missioni diplomatiche tedesche a Berlino, con il segretario generale della Nato Rutte, ha dichiarato: “L’Ucraina continua ad avere urgente bisogno di capacità di difesa aerea, in particolare di ulteriori missili intercettori. Per questo motivo la Germania ha promesso ulteriori missili intercettori proprio questa settimana. Ma dobbiamo prepararci per l’inverno che verrà, e soprattutto dobbiamo agire rapidamente. Stiamo quindi discutendo con i nostri alleati su quali risorse aggiuntive possiamo mobilitare”.
Il segretario generale della Nato, Rutte, invece, ha evidenziato: “La Russia vuole dividerci, ma noi siamo uniti. La Russia vuole impedirci di aiutare l’Ucraina, ma noi faremo ancora di più per l’Ucraina. La Russia vuole mostrarsi dura, ma noi siamo più forti. E la Nato continuerà a rafforzare la nostra capacità di dissuadere e difendere tutti gli alleati da qualsiasi minaccia. Gli alleati stanno già infliggendo un prezzo alla Russia contrastando la sua flotta fantasma. E continuiamo a contribuire alla protezione delle infrastrutture critiche, anche con le forze della Nato nel Mar Baltico. Le azioni della Russia sono un segno di debolezza e un sintomo del suo fallimento nel raggiungere i propri obiettivi in Ucraina”.
Poi, rispondendo a una domanda sui cambiamenti politici in corso in alcuni Stati Ue, a seguito di elezioni , Rutte ha assicurato: “La Nato rimarrà unita a prescindere dai risultati delle elezioni nei Paesi europei. Ovviamente, non spetta a me commentare la politica nazionale. Devo tenermene fuori, poiché siamo un’alleanza di 32 Paesi e, chiunque venga eletto, rappresenta la leadership legittima di quel Paese. Collaboreremo con quella leadership e non ho dubbi che l’alleanza rimarrà molto solida. Ciò che so, in base alla mia esperienza di primo ministro dei Paesi Bassi per 14 anni, è che la politica è dura. Non è facile e mantenere la rotta è sempre la scelta migliore. In Francia, vediamo cosa succederà e quale sarà l’esito delle elezioni. Siamo a settembre, le elezioni in Francia si terranno nel maggio del prossimo anno e qualunque sia il risultato, la Nato rimarrà unita e forte. Ho piena fiducia che, chiunque venga eletto, in qualsiasi elezione, manterrà la rotta sugli aspetti fondamentali: investire nella difesa, garantire che l’Ucraina non perda questa guerra e assicurarsi che sia nella posizione migliore per giungere a una conclusione nel momento in cui Putin sarà pronto a sedersi al tavolo dei negoziati. Abbiamo già affrontato discussioni di questo tipo in passato, in occasione di cambi di governo in altri Paesi e, in definitiva, ciò che abbiamo osservato negli ultimi cinque-dieci anni è una Nato che si rafforza, resta unita e mantiene aperto il dialogo”.
A Mosca, nella consueta conferenza stampa, il portavoce del Cremlino, Peskov, ha confermato che il Presidente russo Putin avrà un incontro con il suo omologo cinese Xi Jinping ,a margine del vertice della Cooperazione dell’Asia-Pacifico (Apec) , che si terrà a novembre a Shenzhen, in Cina, così come l’ipotesi che , in caso di preparazione del prossimo round di negoziati, “Gli Emirati , e Abu Dhabi in particolare ,saranno presi in considerazione come sede”.
Peskov ha poi ribadito che: “ Le condizioni della Russia per una pace negoziata in Ucraina non sono cambiate rispetto a quanto affermato nel 2024 dal Presidente Vladimir Putin”, ovvero: cessione alla Russia delle quattro regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson e impegno di Kiev a non entrare nella Nato, sottolineando che “Il solo cambiamento intervenuto in questi due anni è che la situazione sul terreno è diventata molto peggiore per l’Ucraina”.
Infine, in merito all’aereo del Presidente ucraino che ieri, secondo il Premier norvegese, sarebbe stato “quasi colpito da un drone mentre stava per decollare dalla Moldavia”, il portavoce del Cremlino Peskov ha detto: “La presunta minaccia per l’aereo di Volodymyr Zelensky non esisteva, e questo è stato riconosciuto dagli stessi ucraini”.
Sul fronte dei combattimenti, continuano gli attacchi incrociati tra Mosca e Kiev, con le forze russe che bombardano le infrastrutture energetiche ucraine in vista dell’inverno e le forze armate ucraine che effettuano raid a lungo raggio in territorio russo.
Quindi, l’Aeronautica militare ucraina ha reso noto che le forze russe hanno attaccato tredici località dell’Ucraina con 149 droni, 128 dei quali abbattuti.
Sotto attacco russo, anche un magazzino di droni a Kiev, strutture portuali e navi sul Mar Nero , il porto di Odessa e un centro commerciale nel centro di Pavlohrad, nella regione ucraina di Dnipropetrovsk, in cui sono state uccise quattro persone e altre sessanta sono state ferite.
Il Ministero della Difesa russo , inoltre, ha annunciato la conquista, nelle ultime 24 ore, dei centri abitati di Goptovka e Zarubinka, nella regione di Kharkiv.
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