di Federica Marengo giovedì 22 ottobre 2026

-Nella settimana politica che volge al termine, nella quale il governo Meloni è diventato il primo Esecutivo nella storia a tagliare il traguardo dei quattro anni di durata (22 ottobre 2022-22 ottobre 2026), celebrati con la pubblicazione sul sito di Palazzo Chigi di un documento in cui si elencano “ i numeri più importanti e i provvedimenti più significativi approvati e avviati dall’insediamento ad oggi”, sono stati varati importanti provvedimenti nell’ambito della sicurezza e degli aiuti ai comparti di autotrasporto, agricoltura e pesca, per contrastare il caro carburanti.
Per quanto riguarda il decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile, varato dal Consiglio dei Ministri del 20 ottobre scorso, in seguito agli scontri, alle devastazioni, ai saccheggi e alle violenze verificatisi nelle manifestazioni di protesta tenutesi a Milano nel fine settimana scorso, approvato, su proposta della Presidente Giorgia Meloni, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio e del Ministro della difesa Guido Crosetto, e illustrato dal titolare del Viminale e dal Guardasigilli, in conferenza stampa, quest’ultimo prevede: l’introduzione della presunzione di imputabilità per i minori che abbiano compiuto quattordici anni; l’applicazione anche per i minorenni dell’arresto in flagranza differita, con le norme sul processo penale minorile adeguate di conseguenza, anche in materia di misure cautelari, restando ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili; l’applicazione di sanzioni amministrative , a chi esercita la responsabilità genitoriale ,quando un minore, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto; procedure agevolate per il risarcimento dei danni: per quelli a beni pubblici, può disporlo direttamente il prefetto, mentre i privati danneggiati possono ottenerlo più rapidamente con un decreto ingiuntivo.
Inoltre, il decreto legge introduce il nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, per garantire che la libertà di manifestare si eserciti in sicurezza.
La norma suddetta punisce chi, nel corso di manifestazioni, partecipa a un gruppo di almeno cinque persone che opera in modo organizzato, anche occasionalmente, e utilizza o lancia oggetti atti a offendere o artifici pericolosi, determinando un concreto pericolo per l’incolumità delle persone, mentre pene più severe sono previste per chi organizza o promuove il gruppo o istiga alle violenze, anche mediante strumenti informatici o telematici.
Ancora, il provvedimento introduce una specifica aggravante per il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato di almeno cinque persone; l’aumento delle pene anche per alcune ipotesi di devastazione e saccheggio e per l’attentato a impianti di pubblica utilità commessi nel corso di manifestazioni ; l’arresto in flagranza differita consentito per tutti questi reati e la procedibilità d’ufficio anche per le lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni.
Sul piano della prevenzione, il decreto legge : estende alle specifiche operazioni di polizia svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone, l’accompagnamento e il trattenimento presso gli uffici di polizia per un massimo di 12 ore (cosiddetto “fermo preventivo”), già previsti in occasione di manifestazioni e le applica anche nei confronti dei minorenni, ai soggetti per i quali, sulla base di elementi concreti, vi sia fondato motivo di ritenere che attuino condotte di concreto pericolo per la sicurezza, restando ferme le garanzie vigenti, comprese le specifiche tutele previste per i minori.
Il testo normativo prevede anche che il questore disponga il divieto di radunarsi con persone determinate in luoghi specificamente individuati, per una durata non superiore a un anno, anche nei confronti di minori che abbiano compiuto i quattordici anni e che quest’ultimo sia applicato a chi abbia tenuto in gruppo comportamenti intimidatori o violenti e sia già stato destinatario di provvedimenti di prevenzione o condannato per delitti contro la persona o il patrimonio, nonché una procedura accelerata per l’applicazione di magistrati agli uffici giudiziari interessati, per consentire la convalida degli arresti nei termini di legge in occasione di eventi con un numero rilevante di arresti.
Infine, il decreto legge prevede che fino al 31 dicembre 2026, il contingente delle Forze armate impiegato per il controllo del territorio (Strade sicure) sia incrementato di 500 unità per la città di Milano.
Il provvedimento, illustrato anche dalla Presidente del Consiglio Meloni in un videomessaggio social, in cui la Premier ha sottolineato che “Manifestare è un diritto, devastare le città, no”, è stato emanato nel pomeriggio di oggi dal Presidente della Repubblica Mattarella, che ha autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione.
Stamane, invece, dopo un primo confronto che le categorie coinvolte nella protesta hanno avuto con il Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvini, il Consiglio dei Ministri, in risposta alle proteste e ai blocchi stradali contro il caro carburanti di autotrasportatori , agricoltori e pescatori del Mezzogiorno (con echi anche nella Capitale e nel Lazio), che ha avuto tra le conseguenze il mancato rifornimento dei supermercati e farmacie e che in Campania ha dato luogo ad accertamenti della Procura di Napoli su possibili infiltrazioni mafiose nella protesta, ha varato un decreto legge con misure urgenti a sostegno delle categorie, quali: l’erogazione per l’autotrasporto di 105, 2 milioni di euro; un credito d’imposta sul gasolio di 45,2 milioni aggiuntivi per le spese sostenute da marzo ad agosto 2026 e altri 60 milioni per quelle dal 1° settembre al 5 ottobre 2026 e il leasing degli automezzi, con la sospensione dei canoni in scadenza dal 1° novembre 2026 al 31 marzo 2027, rinviati fino al 31 marzo 2027.
Per l’agricoltura, stanziati 60 milioni di euro; contributi a fondo perduto pari al 20% della spesa ammissibile per il carburante acquistato dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a un massimo di 45 centesimi al litro.
In ultimo, per la pesca, stanziati 10 milioni di euro e contributi a fondo perduto pari al 10% delle spese ammissibili per il carburante sostenute dal 1° giugno al 15 ottobre 2026.
Il testo, illustrato in conferenza stampa dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e dal Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, è stato al centro di un videomessaggio pubblicato dalla Premier sui suoi canali social, nel quale ha evidenziato: “Il Governo, tramite il ministro Salvini, ha firmato in queste ultime ore un accordo con le associazioni dell’autotrasporto, con le quali ci siamo tra l’altro sempre confrontati e che ringrazio per la collaborazione, che non è mai mancata in questi mesi difficili. Non sono “promesse” quelle che sono state firmate, sono risorse che già stanno arrivando al comparto. Il Ministero dei Trasporti ha già cominciato a pagare e nei prossimi giorni le imprese riceveranno l’acconto sul credito d’imposta per il gasolio, da marzo ad agosto 2026, che copriamo per intero. I controlli si faranno dopo, perché chi lavora non può restare fermo ad aspettare la burocrazia. Da novembre sblocchiamo anche i pagamenti arretrati per il trasporto via mare, rifinanziamo il credito d’imposta per settembre-ottobre 2026, aggiungendo 106 milioni di euro in più ai 434 che ne erano stati già stanziati nei mesi scorsi e diamo più tempo, cioè fino al 31 marzo 2027, per utilizzare questi crediti. Inoltre, prevediamo un altro pacchetto di misure richieste dalle associazioni , che il Ministro ha incontrato in queste ore , come la possibilità di spostare in avanti il pagamento dei canoni di leasing o l’adeguamento obbligatorio di alcune tipologie di contratto, quelle meno tutelate, al costo del carburante.
Sono risposte che devono arrivare immediatamente, per questo abbiamo riunito oggi un Consiglio dei Ministri dedicato. Oggi, non fra un mese. Abbiamo approvato le norme che servono a completare l’accordo. E in più, con il Ministro Lollobrigida, abbiamo previsto ulteriori misure per i nostri agricoltori e per i nostri pescatori. Stanziamo 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo, che nei fatti si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro, per oltre 120 milioni di litri. E poi stanziamo 10 milioni di euro per la pesca. Anche qui sappiamo quanto la situazione sia complessa per i nostri pescatori. L’accordo è stato firmato, i pagamenti sono già partiti. Oggi si è svolto il Consiglio dei Ministri.
Questo è il metodo con cui questo Governo lavora, in un tempo sicuramente complesso, per cercare di dare risposte immediate, soprattutto ai lavoratori, alle persone che sono in difficoltà, alle famiglie. Voglio ringraziare le associazioni che hanno scelto il confronto e hanno revocato i fermi e le manifestazioni. È stato un atto di responsabilità. Però voglio dire anche un’altra cosa: in alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì: minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione, e l’intimidazione non la tolleriamo e non lo dico solamente io. A chiedere di rimuovere questi blocchi sono gli stessi autotrasportatori, i commercianti, gli agricoltori, i sindaci e le istituzioni di ogni colore politico, perché a pagare, come sempre, non è il potente di turno, è la gente comune. E’ il camionista che deve portare a casa lo stipendio, è un’impresa che non riesce a consegnare, è la famiglia che si ritrova a pagare di più. Per questo ho chiesto al Ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che ci arriva dalle associazioni degli autotrasportatori, degli agricoltori, della distribuzione, per assicurare la libera circolazione, la fornitura delle merci alle attività commerciali e quindi ai nostri cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi. E useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del Decreto sicurezza, che hanno reso reato il blocco stradale. Questo Governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole, però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione. Chi vuole lavorare deve poterlo fare e lo Stato deve garantirlo”.
Le opposizioni, critiche sull’operato del governo , sia in materia di sicurezza che di risposte al caro carburanti, hanno chiesto che la Presidente Meloni riferisca in Parlamento.
Infine, sul fronte della politica estera, come anticipato nel corso del Consiglio Ue del 15 e 16 ottobre, il Viminale ha reso noto che , nelle scorse ore , al termine di un colloquio telefonico tra i ministri dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi e spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, è stato trovato un accordo tra i due Paesi per rimuovere lo stop a Schengen in vigore dopo la crisi dei migranti di Ceuta del luglio scorso.
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