di Federica Marengo mercoledì 6 maggio 2026

-Dopo l’annuncio da parte del Presidente russo Putin e del ministero della Difesa di Mosca di una tregua nei giorni fra l’8 e 9 maggio, in occasione della parata del Giorno della Vittoria , in cui si ricorda la vittoria russa sul nazifascismo , che si terrà a Mosca, il Presidente ucraino Zelensky, ieri, in un post social, ha rilanciato un cessate il fuoco dell’Ucraina “a partire dalle 00:00 della notte fra il 5 e il 6 maggio”, sottolineando che: “Non c’è stata alcuna richiesta ufficiale rivolta all’Ucraina riguardo alla modalità di cessazione delle ostilità, di cui si parla nei social media russi”.
Inoltre, dal Bahrein, dove si è recato per “colloqui in materia di sicurezza”, il leader ucraino, a fronte degli ultimi attacchi della Russia su Zaporizhzhia e Dnipro, che hanno provocato diverse vittime, ha scritto alcuni post social nei quali ha aggiunto: “È di un estremo cinismo chiedere un cessate il fuoco per organizzare celebrazioni propagandistiche mentre si sferrano attacchi con missili e droni ogni singolo giorno fino a quel momento. La Russia potrebbe cessare il fuoco in qualsiasi momento, e questo porrebbe fine alla guerra e alle nostre risposte. C’è bisogno di pace, e servono passi concreti per raggiungerla. L’Ucraina agirà di conseguenza. Le nostre sanzioni a lunga gittata continuano a essere applicate in modo del tutto giustificato in risposta agli attacchi russi. La scorsa notte sono stati effettuati lanci di missili da crociera F-5 Flamingo contro diversi obiettivi nemici, in particolare contro strutture del complesso militare-industriale a Cheboksary. I Flamingo ucraini hanno percorso una distanza di oltre 1500 chilometri. Lo stabilimento militare colpito produceva sistemi di protezione a relè, automazione e apparecchiature a bassa tensione. Lo stabilimento forniva componenti di navigazione alla Marina russa, all’industria missilistica, all’aviazione e ai mezzi corazzati. Tutto ciò che i russi utilizzano nella guerra contro di noi , contro l’Ucraina. La Russia deve porre fine alla sua guerra e passare a una diplomazia concreta. Abbiamo presentato la nostra proposta”.
E ancora: “Non basta una tregua di qualche ora, è essenziale che la Russia sia costretta a mettere fine a questa guerra e che questi attacchi cessino ogni singolo giorno. A Zaporizhzhia, si è trattato di un attacco terroristico assolutamente cinico, privo di qualsiasi giustificazione militare. In serata hanno lanciato attacchi anche contro Dnipro. Al momento, sono state segnalate quattro vittime”.
Stamane, poi, il ministro degli Esteri ucraino, Andrij Sybiha , tramite social, ha fatto sapere che “I raid aerei russi sono proseguiti per tutta la notte, compresi i raid mattutini su Kharkiv e Zaporizhzhia” e che “La Russia ha lanciato 108 droni e 3 missili contro l’Ucraina, violando il cessate il fuoco, proclamato da Kiev dalla mezzanotte del 5 e del 6 maggio”.
Sybiha , poi, ha evidenziato: ”Mosca ha nuovamente ignorato un appello realistico e ragionevole alla cessazione delle ostilità, sostenuto da altri Stati e organizzazioni internazionali. Ciò dimostra che la Russia rifiuta la pace e che i suoi falsi appelli al cessate il fuoco del 9 maggio non hanno nulla a che vedere con la diplomazia. A Putin interessano solo le parate militari, non le vite umane. Un simile atteggiamento impone una pressione forte e crescente sul regime russo, che includa nuove sanzioni, l’isolamento, la richiesta di responsabilità per i crimini russi e un maggiore sostegno all’Ucraina in tutti i settori”.
Quindi, il Presidente ucraino Zelensky, sempre in un post social, ha dichiarato: “Dopo i violenti attacchi sferrati ieri contro le nostre città e comunità , Dnipro, Zaporizhzhia, Kramatorsk e altre, l’esercito russo ha continuato anche nelle ultime ore a condurre operazioni militari attive e bombardamenti terroristici. La scelta della Russia è un evidente rifiuto della tregua e della salvaguardia delle vite umane. In tutti i settori chiave del fronte proseguono le operazioni d’assalto e, solo dall’inizio di questa giornata, l’esercito russo ha già sferrato quasi 30 attacchi. Solo nella notte e nella mattinata di oggi sono stati registrati oltre 20 attacchi aerei con l’impiego di più di 70 bombe. Durante la notte l’esercito russo ha sferrato attacchi anche con droni di vario tipo. In particolare, le nostre Forze di difesa ucraine hanno abbattuto quasi novanta droni da combattimento. Ci sono stati anche attacchi missilistici. Complessivamente, alle ore 10 del mattino, l’esercito russo aveva commesso 1820 violazioni del cessate il fuoco , bombardamenti, tentativi di assalto, attacchi aerei, impiego di droni. Sono grato ai nostri soldati per aver difeso le posizioni ucraine. L’Ucraina ha dichiarato chiaramente che avrebbe reagito di conseguenza, tenendo conto delle insistenti richieste russe diffuse dai media e dai social network di osservare il silenzio durante la parata di Mosca. Per tutte le persone normali è ovvio che una guerra su vasta scala e le uccisioni quotidiane di persone non sono certo il momento giusto per ‘festeggiamenti’ pubblici. La Russia deve porre fine alla guerra che sta attualmente conducendo. Anche con Internet disattivato e le comunicazioni bloccate, è del tutto chiaro alla maggior parte dei russi che i loro leader possono uscire dal bunker e scegliere la pace. Le nostre proposte diplomatiche sono state presentate alla parte russa, e l’unica cosa che serve è la volontà della Russia di muoversi verso una pace reale. Alla luce degli sviluppi odierni, constatiamo che la parte russa ha violato il cessate il fuoco. Sulla base dei rapporti serali forniti dai nostri militari e dai servizi di intelligence, decideremo come procedere. Gloria all’Ucraina!”.
Stamane, le forze russe hanno attaccato la città ucraina di Sumy con i droni, colpendo una scuola d’infanzia e causando un incendio, la morte di una persona e il ferimento di altre due.
Da qui, il Presidente ucraino è nuovamente intervenuto via social, scrivendo: “Notiamo che nelle ultime settimane sono stati rafforzati ulteriori anelli di difesa aerea intorno a Mosca, a scapito di un ridispiegamento su larga scala di sistemi provenienti dalle regioni russe. Ciò indica che la leadership russa non si sta preparando al cessate il fuoco di cui si è tanto parlato, ed è più preoccupata della sua parata a Mosca che del resto della Russia. Allo stesso tempo, osserviamo che ciò crea ulteriori opportunità per le nostre sanzioni a lungo raggio. Definiremo le nostre priorità in tal senso. L’Ucraina ha ripetutamente proposto alla Russia di impegnarsi in una diplomazia concreta e, attraverso un cessate il fuoco, di garantire la fiducia necessaria nel processo diplomatico e le condizioni indispensabili per ottenere risultati. Le proposte dell’Ucraina sono sul tavolo, e sono grato ai partner dell’Ucraina per il sostegno alla nostra diplomazia e per la disponibilità ad agire di conseguenza. La Russia deve compiere passi concreti per porre fine alla guerra e raggiungere una pace autentica. Disponiamo di una documentazione chiara che illustra i piani dei russi per lo sfruttamento dei nostri territori temporaneamente occupati. Nei territori dell’Ucraina meridionale attualmente sotto occupazione, la Russia intende attuare sostanzialmente gli stessi processi di saccheggio e deindustrializzazione che ha messo in atto nelle zone occupate del Donbas. È prevista l’esplorazione geologica, seguita dalla rapida estrazione ed esportazione di materie prime preziose da almeno 18 giacimenti , tra cui titanio, litio, tantalio, niobio, zircone, molibdeno e grafite. Gli occupanti stanno inoltre mettendo a punto ulteriori misure per impadronirsi ed esportare il raccolto di cereali di quest’anno. Ci stiamo preparando a contrastare tutto ciò”.
Infine, una fonte governativa ucraina, parlando all’agenzia Rbc-Ukraine, sulla richiesta del Cremlino di un cessate il fuoco, in vista della parata del 9 maggio a Mosca , ha detto: “Se sono preoccupati lì a Mosca, sanno come contattarci. Kiev agirà in modo speculare. Se i russi lanceranno attacchi, lo faranno anche i combattenti delle Forze di Difesa ucraine. Se i russi non attaccheranno, l’Ucraina agirà di conseguenza”.
Tuttavia, da Mosca, il ministero della Difesa russo, in un comunicato, ha avvertito Kiev: “Se il regime di Kiev tenterà di attuare i suoi piani criminali per interrompere le celebrazioni dell’81esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, le Forze Armate della Federazione russa lanceranno un massiccio attacco missilistico di rappresaglia sul centro di Kiev. Nonostante le sue capacità, la Russia si è astenuta in passato da tali azioni per ragioni umanitarie. Avvertiamo la popolazione civile di Kiev e i dipendenti delle missioni diplomatiche straniere della necessità di lasciare immediatamente la città”.
Lo stesso ministero della Difesa russo, poi, ha reso noto che , nella notte, “I sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto stanotte 53 droni ad ala fissa ucraini sui territori delle regioni di Belgorod, Bryansk e Kursk, sulla regione di Mosca, sulla Repubblica di Crimea e sulle acque del Mar Nero”.
In merito a tali attacchi, in particolare a quello sulla Crimea occupata dai russi, che ,secondo le autorità locali, ha provocato cinque morti nella città di Dzhankoy, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, riferendosi all’anniversario della vittoria sul nazifascismo nella cosiddetta Grande Guerra Patriottica, che verrà celebrato sabato con la parata a Mosca, ha dichiarato all’agenzia russa Tass: “Questo è un atto di terrorismo del regime di Kiev, la cui furia neonazista si è intensificata in vista del 9 maggio”.
Presente alla parata del 9 maggio, il Premier slovacco Fico , il cui itinerario per recarsi a Mosca, secondo quanto riferito dalla testata Denník N, non verrà rivelato dal ministero degli Esteri slovacco per motivi di sicurezza.
Al riguardo, Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia hanno già fatto sapere che negheranno il permesso di sorvolo sui loro cieli all’aereo governativo slovacco.
Intanto, il Dipartimento di Stato USA ha reso noto, tramite comunicato, che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov su richiesta di quest’ultimo e che i due hanno discusso delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, della guerra tra Russia e Ucraina e dell’Iran.
Quanto ai Paesi UE, il ministro della Difesa polacco, Wladysław Kosiniak-Kamysz, ha dichiarato che: “Gli Stati membri della Nato devono iniziare a destinare il 5% del prodotto interno lordo (PIL) alla difesa entro il 2030, anticipando l’attuale obiettivo fissato per il 2035, perché altrimenti potrebbe essere troppo tardi”, mentre il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, parlando della questione unanimità, ha avvertito che tale regola “mette il blocco in pericolo esistenziale in materia di sicurezza” e ha affermato che “la Germania si rivolgerà agli Stati membri che rimangono scettici riguardo al voto a maggioranza qualificata”.
In ultimo, riguardo alla crisi energetica e all’ulteriore approvvigionamento di gas, la Presidente del Consiglio, Meloni, si è recata in visita ieri nella Repubblica dell’Azerbaigian, dove ha incontrato il Presidente Ilham Aliyev , con cui ha tenuto dei colloqui, al termine dei quali sono state rilasciate dichiarazioni congiunte alla stampa.
La Premier , nel suo intervento, annunciando la nascita di un coordinamento politico permanente con l’Azerbaigian, per programmare insieme le priorità, ha sottolineato: “Più l’instabilità intorno a noi aumenta e più è importante rafforzare le certezze che abbiamo. E la relazione tra Italia e Azerbaigian è certamente una di queste certezze, ovviamente partendo da uno degli ambiti che da sempre caratterizzano la nostra cooperazione, che è l’ambito energetico. Le forniture di gas e di petrolio verso l’Italia sono state determinanti per la sicurezza energetica della Nazione che ho l’onore di rappresentare fin dall’inizio della guerra d’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina. Chiaramente abbiamo parlato di come consolidare questo rapporto lavorando non solo sui volumi delle forniture ma soprattutto sulla qualità del partenariato industriale lungo tutta quanta la filiera. E noi sappiamo quanto energia e connettività siano facce della stessa medaglia. Noi vogliamo che l’Azerbaigian possa rafforzare il suo ruolo di snodo fondamentale tra Europa e Asia, e che l’Italia possa essere sempre più la porta di accesso privilegiata al mercato europeo. È una visione che chiaramente richiede investimenti, programmi a lungo termine, capacità di mettere insieme le energie migliori dei nostri reciproci sistemi produttivi e industriale, e perché è la ragione per la quale abbiamo programmato di organizzare qui a Baku, nella seconda metà del 2026, un Business Forum per tradurre questa nostra sintonia politica anche in opportunità concrete per le nostre imprese, per i nostri lavoratori. Sono d’accordo col Presidente sia quando ricorda gli importanti investimenti azeri che abbiamo visto in Italia in questi anni, sia quando richiama alla disponibilità da parte dell’Azerbaigian a maggiori investimenti da parte italiana. Io posso confermare Presidente come abbiamo detto nei nostri colloqui che ci sono molte aziende italiane estremamente interessate a partecipare ai piani strategici, ai piani di sviluppo alla modernizzazione, a 360 gradi, non solo a livello bilaterale ma anche per lavorare insieme nei paesi terzi”.
Poi, in merito a una cooperazione nell’ambito della Difesa e in quello della Cultura, la Presidente del Consiglio ha detto: “È un ambito sul quale vogliamo approfondire la collaborazione, valorizzando le eccellenze italiane nei settori dell’aerospazio, della sicurezza marittima, della protezione delle infrastrutture critiche, delle tecnologie avanzate. E il modello che proponiamo è quello di una cooperazione tra sistemi industriali, con trasferimento di competenze, con sviluppo congiunto, con una prospettiva di lungo periodo, che possa anche favorire la stabilità regionale, ma che sicuramente leghino i nostri sistemi industriali. E poi la nostra amicizia è radicata nelle nostre relazioni, nelle relazioni tra le nostre società, nelle nostre relazioni culturali. La recente inaugurazione da parte del Presidente della Repubblica Mattarella qui a Baku dell’Azerbaijan Diplomatic Academy, l’Università nata in collaborazione con cinque prestigiosi Atenei italiani, ha rappresentato con un momento simbolico questa nostra comune volontà di investire sulla cultura, sulle giovani generazioni, sul rapporto tra i nostri popoli. E le intese che abbiamo firmato oggi, tanto sulla cultura quanto sulla sicurezza alimentare, vanno nella stessa direzione”.
Infine, riguardo alle crisi internazionali in atto in Medio Oriente e in Ucraina , al dialogo tra Azerbaigian e Ue e alle relazioni dell’Azerbaigian con l’Armenia, la Premier Meloni ha evidenziato: “Con il Presidente Aliyev, abbiamo avuto uno scambio di vedute anche sulle principali questioni internazionali , a partire ovviamente dalla crisi che coinvolge l’Iran e che tocca tutti noi da vicino. Chiaramente per me è stato molto interessante poter ascoltare il punto di vista del Presidente di una Nazione che confina con Teheran e che condivide una lunga storia comune con l’Iran. Ovviamente rinnoviamo il nostro auspicio, affinché questa crisi possa chiudersi nel più breve tempo possibile, ribadito il comune impegno per sostenere ogni iniziativa utile all’obiettivo di riportare stabilità nell’area. Però io voglio anche ringraziare l’Azerbaigian e il Presidente e tutte le autorità azere per come hanno assicurato all’Italia, nelle operazioni necessarie a mettere in salvo i tanti cittadini italiani che si trovavano in pericolo in Iran, che dovevano lasciare il Paese, il loro pieno sostegno, il loro pieno coinvolgimento. Esattamente come lo ringrazio perché noi abbiamo potuto ricollocare temporaneamente qui a Baku la nostra Ambasciata a Teheran, operare in condizioni di sicurezza, in condizioni di efficienza. È un altro elemento che dimostra la nostra amicizia. Abbiamo condiviso l’importanza di rafforzare il dialogo tra Azerbaigian e Unione europea. Energia e connettività sono chiaramente due ambiti nei quali l’Europa può e deve giocare un ruolo più incisivo, sostenendo investimenti, favorendo una maggiore integrazione dell’Azerbaigian nelle reti energetiche, nei network dei trasporti internazionali. Abbiamo affrontato il tema delle relazioni con l’Armenia. Ho ribadito il pieno sostegno dell’Italia a un percorso di normalizzazione che rappresenta chiaramente una svolta storica, anche grazie all’impulso impresso dagli Stati Uniti. Penso che il 2026 possa essere, da questo punto di vista, un anno cruciale, che è anche molto importante per liberare tutto il potenziale di una Regione dinamica come questa. E poi ovviamente gli sforzi diplomatici, verso una pace giusta e duratura anche in Ucraina, per due Nazioni che hanno offerto, che sono state a fianco del popolo ucraino”.
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