di Federica Marengo lunedì 27 aprile 2026

-Dopo lo stallo diplomatico sui negoziati tra Teheran e Washington , secondo Axios, l’Iran, in queste ore, avrebbe presentato agli USA , tramite mediatori pakistani (ma anche egiziani, turchi e qatarioti), una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che prevederebbe il rinvio dei colloqui sul programma nucleare a una fase successiva, viste le divisioni della leadership iraniana sulla questione.
Intanto, il ministro degli Esteri iraniano, Araghchi, dopo le visite in Oman e in Pakistan, si è recato quest’oggi in Russia per incontrare l’omologo Lavrov e il Presidente Putin, il quale ha assicurato che Mosca farà tutto ciò che risponde agli interessi di Teheran, affinché la pace venga raggiunta il prima possibile.
Araghchi , che ha assicurato il rafforzamento della partnership con Mosca e, che ha definito il passaggio sicuro dello Stretti di Hormuz “di importanza globale”, accusando Washington di aver fatto fallire i colloqui di pace, a causa di “richieste eccessive”, ha dichiarato che la visita a Islamabad, tenutasi nel fine settimana scorso, è stata “molto positiva” e che, nel colloquio con il Premier Sharif, sono state esaminate e fissate le condizioni specifiche sulla cui base potranno proseguire i negoziati tra Teheran e Washington, che , invece, ha annullato l’invio in Pakistan della delegazione USA, guidata da Witkoff e Kushner.
In merito alla mediazione di Islamabd, funzionari pakistani hanno fatto sapere che i negoziati proseguono a distanza e che non ci sono piani per convocare un incontro tra le parti , finché esse non saranno abbastanza vicine a un accordo sulla firma di un memorandum.
Ciò, mentre, il Presidente iraniano Pezeshkian , in una telefonata con il Premier pakistano, Sharif, avrebbe dichiarato che l’Iran non condurrà “negoziati forzati” sotto la pressione e le minacce degli USA, che chiedono la sospensione dell’arricchimento di uranio per almeno un decennio e la rimozione del materiale radioattivo dal Paese, e che una svolta nei negoziati sarebbe difficile, a meno che gli USA non cessino le loro “azioni ostili e le pressioni operative”, come il blocco delle navi in entrata e in uscita dai porti iraniani.
Il capo della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, Azizi, poi, ha reso noto che, secondo la proposta di legge in discussione nel Parlamento di Teheran per la gestione della via navigabile, le forze armate iraniane sarebbero l’autorità responsabile dello Stretto di Hormuz e che le forze armate hanno già il controllo dello Stretto e stanno cercando di vietare il passaggio di “navi ostili”, sottolineando che la proposta di legge prevede che i proventi finanziari derivanti dallo Stretto debbano essere pagati in rial, la valuta locale.
Dagli USA, il Presidente Trump, dopo il fallito attentato nel corso della cena di gala con i corrispondenti, in un’intervista a Fox News ,ha affermato che , sebbene i canali di comunicazione con Teheran rimangano aperti attraverso alleati come il Pakistan, gli USA non hanno fretta di raggiungere un nuovo accordo con l’Iran, anche perché la strategia di massima pressione esercitata sull’economia iraniana ne ha decimato la capacità operativa e che il suo obiettivo principale resta quello di impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari, perché ciò costituirebbe una minaccia alla stabilità globale.
Tuttavia, Trump ha avvertito che “le linee di produzione petrolifere dell’Iran potrebbero esplodere entro tre giorni , se proseguirà il blocco dello Stretto , per l’impossibilità dell’Iran di stoccare il greggio nei container o caricarlo sulle navi” e che, “quando esplode, non si può più ricostruire come era prima, al massimo al 50%”.
Inoltre, nel corso dell’intervista a Fox News, Trump, che ha tenuto oggi una riunione di crisi con i consiglieri per la sicurezza nazionale e di politica estera, per decidere le prossime mosse con l’Iran, ha accusato nuovamente gli alleati europei e la Nato di non aver fornito il sostegno necessario per contrastare il regime iraniano, nonostante “le migliaia di miliardi di dollari che gli USA investono per proteggere l’Europa dalla Russia”.
Proprio riguardo agli alleati europei degli USA, mentre la Presidente della Commissione UE, Von der Leyen ha chiuso alla revoca delle sanzioni a Teheran ,perché troppo presto e la Presidente del Parlamento Ue, Metsola, in apertura della sessione plenaria dell’Eurocamera, a Strasburgo, ha ricordato che, “Nella nebbia della guerra e, nonostante il cessate il fuoco , il regime iraniano continua a perpetrare esecuzioni arbitrarie e a detenere dissidenti”, il cancelliere tedesco Merz, durante un evento a Marsberg, riguardo la guerra USA-Israele-Iran, ha dichiarato: “Gli americani non sembrano avere una strategia e il problema in conflitti di questo tipo è sempre lo stesso: non basta solo entrarci, bisogna anche uscirne. Lo abbiamo visto in modo molto doloroso in Afghanistan, per 20 anni. Lo abbiamo visto in Iraq. Insomma, questa vicenda è, come ho detto, quantomeno avventata. Al momento, non riesco a capire quale via d’uscita strategica stiano scegliendo gli americani, soprattutto perché gli iraniani stanno ovviamente negoziando con grande abilità o meglio, stanno abilmente evitando di negoziare. E mandano gli americani a Islamabad per poi farli ripartire a mani vuote. Un’intera nazione viene umiliata dalla leadership iraniana, soprattutto da queste cosiddette Guardie Rivoluzionarie”.
Il Premier britannico Starmer ,al Congresso annuale del sindacato Usdaw, che rappresenta i lavoratori del commercio al dettaglio e della distribuzione, annunciando per domani una riunione del Comitato per le emergenze Cobra, per esaminare le ricadute del conflitto sull’economia del Regno Unito insieme con i rappresentanti della Bank of England, ha sottolineato che: “Le conseguenze economiche della guerra contro l’Iran ci accompagneranno ancora a lungo” e ha ribadito il no a un coinvolgimento diretto di Londra nella guerra scatenata da Usa e Israele contro Teheran e l’importanza di “ricostruire” l’alleanza con l’Europa ,nell’ambito del reset dei rapporti tra Londra e Bruxelles.
Per l’Italia, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e Vicepremier, Tajani, a margine di un evento a Pistoia, ha dichiarato: “Sul blocco dello Stretto di Hormuz ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano e l’altra sera con il segretario di Stato americano Rubio, insistendo sulla necessità di accelerare i tempi per trovare un accordo. Speriamo che i colloqui vadano avanti e le proposte possano essere accettate per aprire lo Stretto di Hormuz. Siamo pronti come Italia a intervenire con la nostra Marina Militare per sminare lo Stretto di Hormuz. Continuiamo a lavorare – ha proseguito ancora Tajani – sperando che prevalga il buon senso. Tutto dipende dall’accordo fra le parti. Noi spingiamo al massimo e abbiamo dato disponibilità a fare tutto ciò che serve, continuando a parlare sia con gli iraniani che con gli americani”.
Tajani , poi, in merito al blocco dello Stretto di Hormuz, ha fatto sapere: “Sul blocco dello Stretto di Hormuz ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano e l’altra sera con il segretario di Stato americano Rubio, insistendo sulla necessità di accelerare i tempi per trovare un accordo. Speriamo che i colloqui vadano avanti e le proposte possano essere accettate per aprire lo Stretto di Hormuz”.
Riguardo al Libano, interrotta la tregua, Israele ha ripreso ad attaccare le posizioni di Hezbollah nel sud, causando 14 morti e 37 feriti e ha sferrato attacchi nell’est del Paese.
L’Idf ha fatto sapere che l’ unità della 98esima Divisione ha individuato tre miliziani di Hezbollah vicino alla “linea di difesa avanzata” dell’esercito e che l’Aviazione militare israeliana “ha colpito ed eliminato i terroristi per rimuovere la minaccia”, aggiungendo che , nei giorni scorsi, oltre 50 siti Hezbollah sono stati distrutti.
Il segretario generale di Hezbollah, Qassem , criticando il Presidente libanese Aoun per aver avviato i negoziati diretti con Tel Aviv, ha dichiarato che i negoziati con Israele faranno precipitare il Libano in un “ciclo di instabilità”, ribadendo il suo “categorico rifiuto” di negoziati diretti con Israele, lanciando un appello a proseguire la lotta contro Israele per riprendere “fino all’ultimo centimetro di territorio”.
Il Presidente libanese, Aoun, rispondendo alle critiche del segretario generale di Hezbollah, Qassem, ha assicurato che non accetterà di raggiungere un accordo “umiliante” e ha detto: “Ciò che stiamo facendo non è tradimento. Il tradimento è commesso da coloro che portano il proprio Paese in guerra per servire interessi stranieri. Alcuni ci criticano per aver deciso di avviare i negoziati, sostenendo che non c’è consenso nazionale. Chiedo: quando siete entrati in guerra, avevate prima un consenso nazionale?. Per quanto tempo ancora il popolo del Sud dovrà pagare il prezzo delle guerre altrui sul nostro territorio, le ultime delle quali sono la guerra a sostegno di Gaza e quella a sostegno dell’Iran? Se la guerra fosse stata per il bene del Libano, l’avremmo appoggiata, ma quando l’obiettivo della guerra è servire gli interessi altrui, la respingo categoricamente”.
Nel frattempo, nelle ultime ore, si sono tenute in Cisgiordania, dove continuano gli attacchi dei coloni israeliani, le elezioni legislative, che hanno decretato la vittoria del movimento al-Fatah ,del Presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas, appoggiato dall’Occidente. La lista, “Deir al-Balah ci unisce”, ha ottenuto solo due dei quindici seggi in palio a Gaza e i restanti seggi sono stati assegnati ad altri due gruppi locali, “Future of Deir al-Balah” e “Peace and Building”.
Hamas, che ha estromesso l’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) da Gaza nel 2007, non ha formalmente presentato candidati nella Striscia e ha boicottato le elezioni, affermando che non hanno alcun impatto sulle questioni nazionali più ampie.
E, a proposito di elezioni, in Israele, l’ex Premier di destra ,Naftali Bennett e il leader centrista dell’opposizione, Yair Lapid, hanno annunciato la fusione dei loro partiti ,in vista delle elezioni previste per la fine dell’anno, al fine di battere il Premier uscente Netanyahu , come accaduto cinque anni fa.
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