di Federica Marengo venerdì 1° maggio 2026

-Nel giorno della Festa del Lavoro, la Presidente del Consiglio Meloni , in un post social, ha rivendicato le misure messe in campo dal Governo , in questi anni, sottolineando: “Il Primo Maggio è la festa di chi ogni giorno, con impegno, sacrificio e dignità, manda avanti l’Italia. Ed è anche il giorno in cui la politica deve misurarsi con i fatti. Da quando siamo al Governo abbiamo scelto di farlo così: intervenendo ogni anno con misure concrete per migliorare la condizione dei lavoratori italiani. Lo abbiamo fatto con il taglio del cuneo fiscale, con gli incentivi all’occupazione, con gli interventi sulla sicurezza sul lavoro. E continuiamo a farlo rafforzando la qualità del lavoro, la tutela dei salari più bassi e il contrasto a ogni forma di sfruttamento, compreso il caporalato digitale. In questi anni i risultati sono arrivati: l’Italia ha oltre 1 milione e 200 mila occupati in più, 550 mila precari in meno e ha raggiunto il livello più alto di occupazione femminile della sua storia. Sono numeri che non risolvono tutto, ma che raccontano una direzione chiara e un cambio di passo reale. Con il decreto lavoro approvato in Consiglio dei Ministri abbiamo aggiunto un altro tassello importante: affermare il principio del salario giusto. Significa una cosa molto semplice: le risorse pubbliche devono andare a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata. Per noi il salario giusto non si difende con slogan o scorciatoie, ma valorizzando la contrattazione di qualità e colpendo chi fa concorrenza sulla pelle delle persone. Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare. Perché il lavoro deve essere sempre più stabile, sicuro, ben retribuito e capace di dare futuro, soprattutto ai giovani, alle donne e a chi vive nelle aree più fragili della Nazione. Ma sappiamo anche che la strada intrapresa è quella giusta. Per noi il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete, diritti veri e rispetto per chi ogni giorno manda avanti questa Nazione”.
In giornata, poi, la Premier , si è diretta a Monza per visitare i lavoratori e le lavoratrici di PizzAut, visita di cui ha dato conto in un post social, scrivendo: “Oggi ho deciso di passare il primo maggio con dei lavoratori straordinari. Sono stata entusiasta di conoscere da vicino quella realtà unica al mondo che è PizzAut. Un progetto fatto di lavoro vero, talento, impegno, umanità e dignità. Un luogo in cui a tanti ragazzi nello spettro autistico non viene offerta solo un’occasione, ma un percorso concreto di autonomia, responsabilità e futuro. PizzAut è una di quelle esperienze che ti fanno toccare con mano quanto valore possa nascere quando si uniscono visione, coraggio e cuore. Grazie a Nico, che ha avuto questa intuizione, e a chi la porta avanti ogni giorno con passione e dedizione. Andate a trovarli, perché realtà come questa meritano di essere conosciute, raccontate e sostenute”.
Il Presidente della Repubblica Mattarella ha aperto ieri le celebrazioni della Festa del Lavoro, recandosi presso lo stabilimento Piaggio di Pontedera e, successivamente, presso l’Auditorium del Museo, per partecipare a un evento celebrativo del 1° maggio, al termine del quale ha tenuto un discorso.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha evidenziato: “Il lavoro è presidio della società ed espressione della libertà della persona, è dignità. L’obiettivo di una nuova e piena occupazione è il messaggio dei costituenti che hanno voluto che la Repubblica fosse fondata sul lavoro, per sottolineare che la Repubblica sarebbe stato il tempo delle opportunità”.
Quanto al tema della sicurezza e delle morti sul Lavoro, il Presidente Mattarella ha detto: “C’è una piaga che non accenna a sanarsi, proseguono notizie di lavoratori che perdono la vita sul lavoro: la sicurezza sul lavoro resta un impegno che non consente rinunce o distinguo. Si tratta di un tributo inaccettabile”.
Poi, in merito allo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, il Capo dello Stato, ha sottolineato: “Le fabbriche, i lavoratori, le organizzazioni sindacali, sono stati in primo piano nella costruzione – dopo la guerra – della nuova Italia, nello sviluppo dei diritti, nel welfare, nella civiltà. Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale. La coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla convivenza stessa. Le parti sociali ,sindacati, imprese, associazioni , sono chiamate a contribuirvi con i loro valori. Il dialogo sociale non deve mai interrompersi”.
Quindi, riguardo il tema migrazioni, il Presidente Mattarella ha detto: “Il sistema produttivo reclama manodopera: c’è di che riflettere. Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L’impoverimento demografico da un lato, la crescita delle domande di lavoro che non trovano risposta dall’altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine. In questo ambito si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal governo”.
E ancora, sui giovani ha evidenziato: “Un altro punto critico da intendere come “riserva” di potenziale sviluppo è il lavoro dei giovani. Ancora troppo alta l’età di ingresso nel mercato del lavoro. Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati. C’è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Se guardiamo ai lavoratori definiti “indipendenti” che lavorano per un solo datore – insomma lavoratori autonomi senza autonomia – scopriamo che la parte più consistente è formata proprio da under 30. Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero. Sono più di quelli che vengono in Italia. Nell’interesse del Paese questa tendenza va invertita”.
Infine, sottolineando come l’industria sia il pilastro dell’Italia, con il settore manifatturiero che contribuisce al Pil nazionale per il 15% e, rivolgendo il suo augurio a coloro che “cercano di superare il lavoro povero e precario”, il Capo dello Stato, si è soffermato sulle sfide poste dall’Intelligenza Artificiale al mondo del Lavoro: “Oggi sono , siamo , a confronto con la sfida dell’intelligenza artificiale. Ebbene, proprio a un territorio e a realtà come queste, credo si possa applicare una riflessione di Carlo Cattaneo che, nel cuore della rivoluzione industriale di quel tempo, nel 1845, nel suo ‘Industria e morale’ affermava che le rivelazioni della scienza si vanno collegando per molteplici fila alle fatiche dell’officina, elevandole ad alta dignità. E fu la cultura politecnica a unire umanesimo e scienza, dando vita a quella che venne definita ‘civiltà delle macchine’, con la persona al centro di questi processi. E’ oggi una nuova frontiera con cui dobbiamo misurarci, nella riaffermazione dei valori che ispirano la nostra comunità”.
Per il Presidente del Senato, La Russa: “La Festa dei Lavoratori è occasione per rinnovare il valore del lavoro come fondamento della nostra Repubblica e strumento di dignità, libertà e coesione sociale. Rivolgo un ringraziamento, mio personale e del Senato della Repubblica, a chi ogni giorno contribuisce, con impegno e responsabilità, alla crescita della nazione, e un pensiero a chi è alla ricerca di un’occupazione e a coloro che hanno tragicamente perso la vita durante lo svolgimento della professione. Nel rispetto dei principi della Costituzione della Repubblica Italiana, continuiamo a promuovere condizioni di lavoro più sicure, più giuste e capaci di offrire più opportunità alle nuove generazioni”, mentre il Presidente della Camera Fontana, in un post social, ha sottolineato: “Nel giorno della Festa del 1° maggio celebriamo donne e uomini che, con impegno e responsabilità, contribuiscono ogni giorno allo sviluppo del Paese. In questa giornata è fondamentale sottolineare la necessità di un impegno costante e condiviso contro le morti sul lavoro. Rinnovo un pensiero di vicinanza ai familiari delle vittime. Nel suo 80esimo anniversario, ricordiamo che la Repubblica è fondata proprio sul lavoro, secondo la volontà dei Padri costituenti: un principio , che ne rimette al centro, ogni giorno, il valore e l’importanza nella costruzione del presente e del futuro”.
In tutta Italia, poi, nella giornata di oggi, vi sono state le manifestazioni e le iniziative organizzate dai sindacati, CGIL, CISL e UIL, che hanno dedicato la mobilitazioni ai temi del lavoro dignitoso, della qualità dell’occupazione, dei diritti e della necessità di nuove politiche industriali e sociali, anche alla luce dell’IA.
Il centro delle celebrazioni nazionali è stata Marghera, simbolo della storia industriale del Paese, dove sono intervenuti i segretari generali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Per il segretario della Cisl, Landini: “Il lavoro dignitoso non è un semplice slogan, è un obiettivo ed è una rivendicazione. Per affermarlo c’è un primo tema fondamentale che si chiama salario: una questione grande come una casa che dobbiamo affrontare. Bisogna rinnovare i contratti e trovare un meccanismo che permetta di rivalutare annualmente i salari in base all’inflazione reale. Oggi ,chi paga le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati”.
La segretaria della Cisl, Fumarola, invece, riferendosi sull’adeguamento pari al 30% dell’inflazione Ipca prevista sui contratti scaduti e al nuovo decreto Lavoro, varato in Consiglio dei Ministri, ha detto: “Non ci convince un’indennità di vacanza contrattuale tanto esigua, da essere più conveniente dei rinnovi. Chiediamo un incremento consistente nell’iter di conversione del decreto lavoro. Bisogna aumentare salari e pensioni. Rinnovare tutti i contratti scaduti, pubblici e privati. Non è possibile avere contratti che da 14 anni aspettano un rinnovo. Alle imprese diciamo: è il momento di redistribuire e di riconoscere il valore del lavoro. Perché senza lavoro non c’è impresa e neanche crescita. E le pensioni, non possono più essere il bancomat occulto del Paese”.
Il segretario della Uil, Bombardieri, si è detto d’accordo con la Premier Meloni che i fondi vadano solo alle imprese che rispettano i lavoratori e le lavoratrici e, sul tema delle morti sul Lavoro, ha dichiarato: “Non ci possiamo fermare fino a che avremo mamme, come quella che è venuta a raccontarci oggi ‘l’omicidio’ del figlio. Quando registriamo la proliferazione di dispositivi per non far fermare le macchine siamo davanti ad omicidi. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo e questo è un principio non negoziabile. Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutta la società”.
Momenti di tensione, si sono registrati al corteo del Primo Maggio a Torino, dove vi sono stati degli scontri tra antagonisti, che hanno tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine, e queste ultime.
Per l’opposizione, la segretaria del Pd, Schlein, in piazza a Marghera con i sindacati, ha dichiarato: “E’ un primo maggio importantissimo, con i sindacati uniti. Una piazza unitaria importante per difendere la dignità del lavoro.
C’è ancora troppo lavoro povero e lavoro precario in una Repubblica che è fondata sul lavoro. E, appunto, fondata sul lavoro non vuol dire fondata sulla cassa integrazione, fondata sul lavoro povero e precario che colpisce soprattutto i giovani di questo Paese. Gli aumenti dell’occupazione stanno riguardando quasi esclusivamente i lavoratori over 50. Dobbiamo accendere un faro di attenzione sulle condizioni materiali dei lavoratori più giovani, perché sotto i 24 anni più della metà dei lavoratori ha dei contratti precari. E se hai un contratto precario non riesci a uscire di casa, non riesci a pagare un affitto, non riesci a farti una famiglia se te la vuoi fare. Quindi serve un’azione forte di contrasto alla precarietà, che in altri paesi come la Spagna è stata concertata con le imprese e i sindacati e sta portando dei risultati di crescita molto significativi”.
In merito al dossier Lavoro, il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi, in vista del Primo maggio, un decreto contenente misure quali: il salario giusto, un incentivo all’occupazione, il contrasto al caporalato digitale.
Il provvedimento, presentato in conferenza stampa a Palazzo Chigi, che prevede risorse pari a 934 milioni di euro, fornisce incentivi all’occupazione , che non andranno, però, a chi sottopaga i lavoratori e le lavoratrici, al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle categorie più esposte; nuovi bonus per i giovani, per le donne e il Mezzogiorno fino a 650 euro al mese per gli under 35 e a 800 euro per le lavoratrici svantaggiate nell’area ZES; norme per il contrasto al caporalato digitale, con tutele per i raider e una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali, in modo da contrastare il dumping.
Al riguardo, la Presidente Meloni ha dichiarato: “Con il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri aggiungiamo un altro tassello al lavoro avviato fin dall’inizio della legislatura per migliorare concretamente la condizione dei lavoratori italiani. Dopo gli interventi sul cuneo, sugli incentivi e sulla sicurezza sul lavoro, quest’anno ci concentriamo sulla qualità del lavoro e sulla tutela dei salari più bassi. Abbiamo stanziato quasi un miliardo di euro per rinnovare importanti incentivi all’occupazione, a partire da quelli destinati all’assunzione di giovani under 35, donne e lavoratori dell’area ZES. Ma con una novità chiara: gli incentivi pubblici andranno solo a chi riconosce ai propri lavoratori un salario giusto. Significa una cosa molto semplice: chi sottopaga, chi applica contratti pirata, chi prova a fare concorrenza sulla pelle dei lavoratori, non potrà beneficiare delle risorse dello Stato. Con questo decreto diciamo sì al salario giusto, sì alla contrattazione di qualità, sì al lavoro dignitoso. E rafforziamo anche le tutele contro il cosiddetto caporalato digitale, per difendere in particolare i rider da nuove forme di sfruttamento. Per noi il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete, diritti veri e rispetto per chi ogni giorno manda avanti questa Nazione”.
Critiche le opposizioni e il sindacato Cgil, che parlano di “propaganda”, sottolineando la mancanza di misure per i lavoratori e le lavoratrici poveri, e tornano a chiedere l’introduzione del salario minimo.
Ieri, invece, il Consiglio dei Ministri ha approvato la proroga per altri 21 giorni , a partire dalla mezzanotte fra il 1° e il 2 maggio, del taglio delle accise sui carburanti, per fronteggiare la crisi energetica e il rialzo dei prezzi di benzina e gas ,conseguente la guerra in Medio Oriente, tra Israele-USA e Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz.
Per il diesel viene confermato il taglio delle accise di 20 centesimi al litro, che diventano 24 , 4 centesimi per l’aggiunta dell’Iva. Per la benzina, invece, la riduzione complessiva sarà di 6 ,1 centesimi al litro.
Il provvedimento, illustrato in conferenza stampa a Palazzo Chigi, è stato finanziato con le sanzioni dell’Antitrust e l’extragettito dell’Iva.
Nello stesso Consiglio dei Ministri, via libera anche al Piano casa, volto a incrementare l’offerta, con 100 mila alloggi a prezzi calmierati, anche con il recupero del patrimonio esistente per sostenere giovani e famiglie a basso reddito.
Nell’immediato saranno resi disponibili 60 mila alloggi popolari inutilizzati per arrivare a 100 mila in dieci anni, con risorse pubbliche pari a 10 miliardi e altri investimenti privati.
Il provvedimento prevede semplificazioni burocratiche, incentivi per la rigenerazione urbana, maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali e misure più efficaci per liberare gli immobili occupati abusivamente.
In merito, la Premier Meloni, ha evidenziato: “Con il Piano Casa mettiamo in campo fino a 10 miliardi di euro per arrivare a rendere disponibili, nei prossimi 10 anni, oltre 100 mila alloggi popolari o a prezzi calmierati. Interveniamo per recuperare fino a 60 mila case popolari oggi non utilizzabili, così da assegnarle a cittadini e famiglie che ne hanno bisogno. Apriamo anche agli investimenti privati nell’edilizia abitativa, con procedure più veloci e semplificate, ma a una condizione chiara: almeno il 70% degli alloggi realizzati dovrà essere destinato a chi è in difficoltà, con prezzi di vendita o di affitto ridotti di almeno il 30% rispetto ai valori di mercato. È così che vogliamo dare una risposta concreta non solo alle fasce più fragili, ma anche a tanti italiani che lavorano, studiano, pagano le tasse e che oggi, soprattutto nelle grandi città, non riescono comunque a permettersi una casa. Grazie al Ministro Salvini, al Ministro Foti, alle Regioni e ai Comuni per la collaborazione”.
In settimana, poi, via libera della Commissione Ue all’erogazione della nona rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, così commentato , via social, dalla Presidente del Consiglio Meloni: “Con l’approvazione del pagamento della nona rata, legata al conseguimento di 50 obiettivi, l’Italia consolida il primato europeo nell’attuazione del PNRR per risorse ricevute e risultati raggiunti: 416 traguardi e obiettivi, tra riforme e investimenti strategici per la crescita, con ricadute concrete su famiglie e imprese. Il modello italiano del PNRR ha segnato il passaggio da una logica di spesa a una cultura delle riforme e degli investimenti strutturali. È questa la strada che guiderà le politiche di sviluppo dopo il 2026, per un’Italia più forte, coesa e protagonista nelle sfide globali”.
Infine, dopo le Audizioni, svoltesi in settimana nelle Commissioni Bilancio delle Camere riunite, via libera di Camera e Senato alle risoluzioni di Maggioranza sul Documento di Finanza Pubblica, che impegna il governo ad attivare “interlocuzioni presso l’Unione Europea, volte al riconoscimento dell’eccezionalità della situazione in vista di una possibile attivazione delle clausole di salvaguardia”.
Respinte dal Governo, le due risoluzioni presentate dall’opposizione di centrosinistra e da Azione.
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