di Federica Marengo mercoledì 23 settembre 2026

-Si è aperta ieri, al Palazzo di Vetro di New York, l’81.ma Assemblea dell’ONU, nel corso della quale il Presidente USA Trump ha tenuto il suo intervento, per poi incontrare a margine il Presidente ucraino Zelensky, reduce dal confronto con il Presidente francese Macron, con cui ha parlato di difesa aerea, aiuti per l’inverno e della proposta francese di una moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche e civili e di una moratoria sugli attacchi nel Mar Nero, che consentirebbe di sbloccare le spedizioni di cereali e di rispondere alle preoccupazioni legate alla sicurezza alimentare.
Al termine del bilaterale con il leader ucraino, il numero uno della Casa Bianca, secondo cui “La pace tra Ucraina e Russia si farà prima di quanto si pensi”, anche ricorrendo “ai nuovi poteri in materia di dazi per colpire la Russia e i suoi partner commerciali”, ha dichiarato: “Con l’Ucraina e il suo presidente ho un rapporto molto stretto. Dobbiamo trovare una soluzione alla guerra e la troveremo. Gli ucraini sono grandi combattenti, hanno un grande leader. Stiamo lavorando per porre fine alla guerra. Sia Zelensky che Putin lo vogliono”.
Poi, Trump ha aperto alla possibilità che l’Ucraina possa produrre in loco missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot.
Il Presidente Zelensky ha auspicato la fine della guerra prima dell’inverno, sottolineando: “Spero che porremo fine a questa guerra e che il Presidente Trump ci aiuti a farlo. Credo che dobbiamo riuscirci, se possibile, prima dell’inverno” e chiedendo al Presidente USA di sollevare il tema della Russia durante l’ incontro con il Presidente cinese, Xi Jinping, previsto per oggi.
Inoltre, il leader di Kiev ha ribadito di essere pronto ad interrompere gli attacchi sugli impianti energetici russi, se Mosca farà lo stesso.
Intanto, a Bruxelles, è stata raggiunta dai 27 leader Ue l’intesa politica sul rinnovo delle sanzioni individuali alla Russia, che prevede la proroga per tre anni (fino al 2029) e l’uscita dalla lista di due oligarchi russi, come richiesto da Francia e Lussemburgo e l’applicazione a quasi 3.000 persone ed entità, con l’aggiunta di altre.
Immediata la reazione di Kiev, con il ministro degli Esteri ucraino Sybiha che in un post social ha scritto: “La decisione di rimuovere Usmanov e Fridman nell’elenco delle persone soggette a sanzioni è vergognosa e ingiustificabile. Mosca sta festeggiando perché ha ottenuto ciò che voleva: un senso di impunità, l’umiliazione dell’Ue e la divisione tra gli europei. Ma c’è ancora un modo per rovinare i festeggiamenti a Mosca: esorto tutti gli Stati membri dell’Ue ad annunciare subito che imporranno le proprie sanzioni nazionali nei confronti di questi due individui”.
A tal proposito, come confermato dal Premier lettone , Andris Kulbergs, il Consiglio dei ministri della Lettonia ha incaricato il ministero degli Affari Esteri di preparare immediatamente una proposta, una giustificazione legale e la necessaria bozza di legge ,affinché la Lettonia possa imporre sanzioni nazionali contro i due oligarchi russi usciti dalla lista delle sanzioni europee.
Il Presidente azero ,Aliyev, invece, ha concesso la grazia a un cittadino francese detenuto per spionaggio, a seguito della revoca da parte dell’Ue delle sanzioni nei confronti dei due oligarchi russi.
Tuttavia, nel medesimo frangente, a margine dell’Assemblea ONU, il Presidente ucraino Zelensky ha avuto un colloquio con la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, che, in un post social ha scritto: “Caro Volodymyr Zelensky, l’Europa sta lavorando più che mai per rafforzare la difesa dell’Ucraina. Il nostro nuovo programma antibalistico Ue-Ucraina può contribuire ad aumentare rapidamente la produzione. È in arrivo ulteriore sostegno alla difesa. E, con l’avanzare delle riforme nella Rada, anche un maggiore sostegno di bilancio. Abbiamo ancora 37 miliardi di euro a disposizione per quest’anno solare. A New York, il mio messaggio a tutti i leader è chiaro: dobbiamo tutti intensificare il sostegno alla difesa dell’Ucraina”.
Il Presidente ucraino Zelensky , in un post social, ha così riferito riguardo al colloquio con la Presidente della Commissione Ue von der Leyen, evidenziando: “Ho avuto un colloquio approfondito con Ursula von der Leyen su come garantire la resilienza finanziaria del nostro Paese quest’anno e il prossimo. Siamo grati per la decisione dell’Ue relativa al prestito di 90 miliardi di euro, e l’Ucraina sta onorando i propri impegni previsti dal prestito per colmare il più possibile il deficit di bilancio. Abbiamo concordato che i nostri team lavoreranno anche su altre modalità per fornire sostegno finanziario. “Abbiamo discusso anche delle sanzioni. In un momento in cui la Russia sta sferrando attacchi brutali contro la nostra popolazione – e anche adesso, durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in molte regioni sono in corso allarmi aerei a causa di droni e missili balistici – i segnali relativi alla revoca delle sanzioni nei confronti di singoli oligarchi russi sono controproducenti e si rivelano un boomerang. Le guerre finiscono grazie alla determinazione e alla forza, non con concessioni alla cerchia dell’aggressore. Sono grato a Ursula per la sua disponibilità a lavorare per aggiungere altri nomi russi alle liste delle sanzioni dell’Ue. Sono proprio questi i passi che avvicinano una pace giusta e una sicurezza garantita”.
Dalla Commissione Ue, un portavoce, ha così commentato la decisione dei 27 leader Ue sulla proroga per tre anni delle sanzioni a Mosca: “Le sanzioni sono state prolungate per tre anni, si tratta di un messaggio molto chiaro e di una forte pressione nei confronti della Russia, affinché modifichi il proprio comportamento poiché la pressione resterà a lungo termine. L’Ue ha quindi dimostrato ancora una volta la propria unanimità nel confermare le sanzioni esistenti nei confronti della Russia. Prendiamo inoltre atto della decisione degli Stati membri di revocare le sanzioni nei confronti di determinati individui. Le discussioni sulle sanzioni sono riservate e di competenza esclusiva degli Stati membri pertanto, per una questione di principio, non possiamo commentare pubblicamente il contenuto di tali discussioni”.
A ciò , si aggiunge l’esortazione all’Ucraina, da parte della stessa Commissione, a procedere all’attuazione delle riforme in materia di corruzione e di stato di diritto ,concordate con le autorità ucraine e ratificate dalla Rada, al fine di continuare con il programma di aiuto finanziario , in quanto “se tali riforme potessero essere attuate e adottate nel 2026, potrebbero sbloccare 20 miliardi di euro di sostegno al bilancio”.
A Mosca, il portavoce del Cremlino, Peskov, nella consueta conferenza stampa, ha dichiarato che “Non c’è alcuna concretezza su eventuali incontri al massimo livello tra Vladimir Putin e Donald Trump”, aprendo però alla possibilità di un incontro tra i due leader “se necessario” e, sottolineando che “un negoziato ai massimi livelli sulla crisi ucraina tra Russia e Stati Uniti sarebbe inutile senza un lavoro preliminare degli esperti”.
Poi, accusando alcuni Paesi Ue, come Gran Bretagna, Francia e Germania, di attuare una presunta “politica russofoba” , ha affermato che “ i discorsi provenienti dall’Occidente e da Kiev su una possibile tregua energetica sono soltanto esercizi retorici”, perché “continua la militarizzazione dell’Ucraina” e i Paesi europei “cercano nuovi fondi per acquistare armamenti, così come “Il regime di Kiev continua la sua attività di natura piuttosto terroristica” ; pertanto, “al momento non esistono presupposti per passare a un percorso negoziale di pace”, anche se “Mosca mantiene la sua apertura a negoziati di pace”.
Infine, sull’ipotesi di un incontro tra il Presidente Putin e il Presidente Zelensky, Peskov ha detto :“La posizione del Cremlino è ben nota. Putin ha detto che Zelensky, se vuole, può venire a Mosca. Gli saranno fornite garanzie di sicurezza. Il Presidente ucraino sa perfettamente quali decisioni deve prendere per arrivare a una soluzione del conflitto”.
Secondo Axios, nelle prossime ore, gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, incontreranno i negoziatori dell’Ucraina e i consiglieri alla sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia e Germania per parlare delle proposte ucraine per un accordo di de-escalation con la Russia, mentre il segretario di Stato USA, Rubio ha incontrato oggi ,a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri russo Lavrov, con cui ha parlato della guerra tra Russia e Ucraina , delle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia e della preparazione del G20 di fine anno.
Il ministro degli Esteri russo, Lavrov ha anche sottolineato che “La Russia “è pronta a negoziare per raggiungere una pace giusta e duratura con l’Ucraina”, ma “avendo imparato dalla dura esperienza, non sospenderà l’operazione militare speciale per la durata dei negoziati, in qualsiasi formato si svolgano”, accusando i Paesi europei di “voler sfruttare un’eventuale interruzione dei combattimenti per rifornire di armi il regime di Kiev”.
Il segretario generale della Nato, Rutte, intervenendo a un evento del Chicago Council on Global Affairs, negli USA, a una domanda su un possibile disimpegno di Stati Uniti e Paesi europei dal sostegno a Kiev, ha risposto: “Quello che vedo è che gli europei e gli Stati Uniti si stanno impegnando di più. Abbiamo già raccolto 10 miliardi di dollari dagli europei e dal Canada per acquistare dagli Stati Uniti e consegnare all’Ucraina. Quindi no, non ho preoccupazioni al riguardo. Vediamo in tutta Europa nuovi pacchetti di aiuti annunciati, nuove consegne in Ucraina. Quindi questo continuerà sicuramente”.
A rappresentare l’Italia all’Assemblea generale dell’ONU, il Vicepremier e ministro Tajani, che ha dichiarato :”Il governo italiano ritiene che la Russia non voglia sedersi al tavolo della pace, complicando il percorso verso una soluzione al conflitto con l’Ucraina. La prospettiva di pace in Ucraina dipende soprattutto dalla Russia, che non pare voglia mollare, non voglia sedersi al tavolo della pace”, ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti. “Dobbiamo continuare a fare pressione affinché Putin si sieda al tavolo, quindi andiamo avanti con le sanzioni, andiamo avanti anche con gli aiuti militari, stiamo lavorando per il tredicesimo pacchetto. Mi auguro che la Cina possa essere una portatrice di pace tra Ucraina e Russia, perché certamente Xi Jinping può essere influente nei confronti di Putin per convincerlo a non continuare una guerra che non riesce a vincere. La Cina può essere portatrice di pace anche in Iran? Anche in Iran”.
Sul fronte dei combattimenti, proseguono gli attacchi incrociati tra Russia e Ucraina. Infatti, dopo i raid russi della scorsa notte su Kiev , Zhytomyr, Zaporizhzhia e Odessa, gli attacchi delle forze di Mosca , quest’oggi, si sono concentrati su Kiev, dove hanno preso di mira infrastrutture stradali, stazioni di servizio, stazioni ferroviarie e marittime, provocando blocchi , incendi e la morte di almeno sette persone.
Le forze di Kiev, invece, hanno attaccato con droni un’altra raffineria nella regione russa di Samara.
Al riguardo, il Presidente ucraino, Zelensky, intervistato dal Wall Street Journal , nell’ambito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato: L’Ucraina è riuscita a distruggere il 45% delle infrastrutture energetiche russe. Se rispondiamo sulle raffinerie, non avranno abbastanza diesel”, aggiungendo in merito al sostegno cinese a Mosca che “Pechino sta usando le sue tecnologie con la Russia ,non perché sono grandi amici, fratelli e sorelle”, ma “perché avranno bisogno di questa esperienza da qualche parte”.
Nel frattempo, il Comando Operativo dell’Esercito polacco, ha fatto sapere in una nota che un elicottero militare russo Mi-8 ha effettuato una breve incursione (42 secondi) nello spazio aereo polacco, partendo da Kaliningrad e che : “Il volo dell’aereo è stato monitorato dai sistemi radar delle Forze Armate polacche. Sono stati fatti decollare dei caccia, mentre le forze di terra e i mezzi sono rimasti in stato di allerta. La natura dell’incidente suggerisce che la Russia stia ancora una volta mettendo alla prova la prontezza della nostra difesa aerea”.
Restando in Polonia, il ministro degli Esteri polacco ,Sikorski, dopo un incontro con il suo omologo bielorusso ,Ryzhenkov, ha constatato un possibile miglioramento nelle relazioni tra il suo Paese e la Bielorussia.
Il ministro Sikorski, al termine dell’incontro, ha dichiarato che i colloqui si sono concentrati sulla situazione al confine e sulla sicurezza regionale e sul fatto che la Bielorussia consentirebbe il lancio di droni sul territorio polacco, evidenziando: “Questo è il primo incontro, un incontro introduttivo, ma ci sono anche incontri con altri ministeri e ad altri livelli. Presto inaugureremo il nuovo edificio dell’ambasciata a Minsk. Quando un vicino vuole scongelare e migliorare le relazioni, la Polonia è sempre la prima a raggiungere un accordo”.
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