di Federica Marengo mercoledì 8 luglio 2026

-Nelle scorse ore, Teheran ha colpito con un attacco missilistico almeno due navi commerciali mentre navigavano nelle acque dello Stretto di Hormuz, violando così il cessate il fuoco, stabilito con il Memorandum d’intesa siglato tra i due Paesi il 18 giugno.
Gli USA hanno reagito alla violazione , reintroducendo le sanzioni economiche sul petrolio iraniano e le forze del Comando Centrale hanno sferrato “una serie di potenti attacchi contro l’Iran”, che , come controrisposta, ha lanciato un attacco contro le basi militari americane di Kuwait e Bahrein, che hanno condannato i raid.
Inoltre, il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha accusato gli USA di “gravi violazioni del memorandum d’intesa”, seguito dal Comando Centrale delle Forze armate di Teheran, che ha fatto sapere, tramite comunicato, che “L’Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza” e dal capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, secondo cui :”Riconoscere il nuovo regime iraniano nello Stretto di Hormuz è l’unica strada”, per giungere alla fine delle ostilità.
Dal Vertice Nato di Ankara, in Turchia, da dove , secondo Axios ,avrebbe autorizzato gli attacchi a Teheran, il Presidente USA Trump ha dichiarato di ritenere che “La tregua con l’Iran sia finita” , di “non voler sprecare il proprio tempo parlando con l’Iran” e di voler “ lasciare spazio ai negoziatori , se vorranno continuare a parlare con loro”.
Quest’oggi, poi , sempre a margine del summit Nato in Turchia e del bilaterale con il Presidente dell’Ucraina , Zelensky, mentre le forze USA colpivano porti e basi militari di tre città del sudovest dell’Iran, nella provincia del Khuzestan, Trump ha ribadito: “Abbiamo colpito duramente ieri sera, probabilmente colpiremo duro anche questa sera. Do un piccolo avvertimento: li colpiremo duramente stasera. L’Iran, si sta comportando molto male come ha fatto negli ultimi 47 anni. Per me, non è una questione di cambio di regime, anche se lo è, ma che l’Iran non abbia l’arma nucleare. Potremmo prendere il controllo dell’isola di Kharg. E non c’è niente che possano fare al riguardo. Gli Stati Uniti potrebbero reintrodurre il blocco dello Stretto di Hormuz applicabile solo all’Iran”.
Tuttavia, il Presidente USA Trump, che si è detto non contento dell’Alleanza Atlantica per le questioni Groenlandia e Iran, ha anche evidenziato che non ritiene che si torni a una guerra con Teheran, che , a suo dire, è stato un enorme successo della sua amministrazione, e che ,ad ogni modo, “finirà tutto presto”.
Da Teheran, dove ha fatto ritorno il feretro della Guida Suprema Ali Khamenei per la tumulazione prevista per domani nella città natale dell’ayatollah, una fonte della sicurezza ha dichiarato a Press Tv, come riportato da Sky News, che “La nuova strategia dell’Iran è: dopo ogni attacco, lo Stretto di Hormuz verrà completamente chiuso” e che Teheran effettuerà attacchi contro “almeno il doppio degli obiettivi colpiti, dopo qualsiasi attacco statunitense”.
In merito alla ripresa dell’escalation tra USA e Iran, che ha determinato un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio, che hanno sfiorato gli ottanta dollari al barile (Brent) il portavoce della Commissione Ue per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel consueto punto stampa, ha affermato: ” E’ chiaro che solo la diplomazia può portare a una soluzione duratura di tutte le questioni in sospeso. È fondamentale che tutti gli attori rispettino pienamente il cessate il fuoco, attuino la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e si astengano da azioni che mettano in pericolo il processo diplomatico in corso”.
L’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kallas, in un post social, ha sottolineato: “Gli scambi di fuoco tra Stati Uniti e Iran complicano ulteriormente i già tesi negoziati per porre fine alla guerra. Gli attacchi dell’Iran su Bahrain e Kuwait sono inaccettabili. In base al memorandum, Teheran si è impegnata a riaprire lo Stretto di Hormuz. I suoi recenti attacchi alle navi vicino allo Stretto violano quell’impegno e minacciano di interrompere la ripresa delle forniture energetiche. La libertà di navigazione deve rimanere ininterrotta. Lunedì prossimo, i ministri degli Esteri dell’UE incontreranno i loro omologhi del Golfo per discutere di come possiamo lavorare insieme per sostenere l’attuazione dell’accordo e preservare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, così come nel Mar Rosso”.
Una condanna dei raid iraniani su Hormuz, che hanno determinato la ripresa dell’escalation tra USA e Iran, è arrivata anche dal segretario della Nato Rutte, che ha dichiarato: “Se c’è un cessate il fuoco e l’Iran lo viola, abbiamo visto cosa è successo ieri con le navi attaccate, penso che sia assolutamente fondamentale che gli Stati Uniti reagiscano con forza. Mi aspetto che oggi gli alleati riconfermino che l’Iran non deve mai e poi mai dotarsi di capacità nucleari e, in secondo luogo, che il principio della libertà di navigazione, e quindi la completa riapertura dello Stretto di Hormuz, che funge da corridoio è cruciale per tutti i 32 alleati”, così come dal ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, , che , in un’intervista a Ndr Info, ha sottolineato come ulteriori azioni militari contro l’Iran possano essere giustificate ,se Teheran continuerà a non impegnarsi seriamente nei negoziati sul programma nucleare.
Sulla stessa linea, gli Emirati Arabi Uniti, secondo cui “L’Iran ha dimostrato di essere incapace di rispettare l’accordo stipulato con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra” e “Gli Stati arabi del Golfo non possono continuare a essere bersaglio delle oscillazioni dell’Iran tra la logica dell’escalation e il percorso della razionalità, della stabilità e della pace”.
Un invito a tutte le parti ad esercitare il massimo della moderazione, ad evitare un’ulteriore escalation e adottare immediate misure per la de-escalation e la ripresa dei colloqui è arrivato, tramite il suo portavoce, dal segretario dell’Onu Guterres.
Concordi, poi, tutti i capi di Stato e di governo dei Paesi membri della Nato, che l’Iran non debba mai possedere un’arma nucleare e che rispetti pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, come sottolineato nella dichiarazione finale del Vertice di Ankara.
Per l’Italia, la Presidente del Consiglio Meloni, che, dopo le tensioni delle scorse settimane con il numero uno della Casa Bianca ha parlato di “rapporti cordiali”, nella conferenza stampa conclusiva del summit Nato di Ankara, replicando al Presidente USA Trump sul mancato via libera di Roma all’uso delle basi Nato, ha detto: “Per quello che riguarda le basi, non è che abbiamo preso delle decisioni o abbiamo fatto delle scelte così, un giorno ne facciamo una, un giorno ne facciamo un’altra. Abbiamo avuto una linea molto chiara dall’inizio del conflitto in Iran. E quella linea la manteniamo. Abbiamo rispettato i nostri impegni come sempre fanno le nazioni serie, ma dopodiché abbiamo detto che non avremmo partecipato agli attacchi all’Iran e non stiamo partecipando agli attacchi all’Iran e non parteciperemo agli attacchi”.
Quindi , sulla ripresa dell’escalation tra USA e Iran , la Premier ha sottolineato di non sapere quale fosse la risposta giusta agli attacchi di Teheran , poiché non era al tavolo delle trattative, e di non sapere quanto vi fosse o meno un margine per andare avanti sul negoziato, ma che la ripresa delle trattive è l’opzione preferibile alla ripresa della guerra.
La Presidente Meloni, riguardo al tema dell’aumento delle spese per la Difesa, richiesto agli alleati dagli USA, intesa dall’Italia anche come “protezione delle infrastrutture critiche , sicurezza energetica, cybersicurezza e sicurezza dei dati delle famiglie, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni”, rimarcando la necessità che l’Europa sia autonoma e garantisca la sua sicurezza da sola, ha evidenziato: “Rispettiamo gli impegni della Nato , ma saranno l’Italia e il suo interesse nazionale a stabilire i tempi, modi e priorità. Se investiamo in difesa quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori, quindi più sicurezza ,ma anche più lavoro qualificato, più ricerca e non assegni all’estero. Se noi aumentiamo le risorse che investiamo senza porci il problema politico di come garantiamo il nostro controllo delle filiere fondamentali della difesa, rischiamo di pagare per finanziare la nostra dipendenza. Per questo, bisogna capire “in che cosa spendiamo e capire come mettiamo in sicurezza il fatto che noi stiamo investendo e spendendo risorse per qualcosa che controlliamo, che controlliamo pienamente e di cui siamo sovrani”, e in risposta a chi le ha chiesto se fosse pentita dell’investimento politico fatto sul rapporto con Donald Trump, ha detto: “Non mi pento di nulla di quello che ho fatto. L’investimento politico l’ho fatto per convinzione sull’unità dell’Occidente. Non è strategia che ho messo in campo con l’arrivo di Trump, ma che ho con tutti i miei interlocutori. Con Trump ci sono affinità, dall’immigrazione alla cultura woke. Le cose stanno andando come abbiamo visto ma non cambio idea”.
Infine, sul nuovo round di colloqui Israele-Libano, che si terranno a Roma il 15 e 16 luglio, la Premier Meloni ha detto: “I colloqui diretti tra Israele e Libano sono una parte fondamentale di questa architettura di sicurezza mediorientale e io penso che sia un’ottima notizia se verrà confermato che il prossimo round negoziale si dovesse tenere a Roma. Intanto, considero un’ottima notizia che vadano avanti i negoziati, in secondo luogo , considero un’ottima notizia che si sia scelto Roma per celebrare quei negoziati, perché mi pare che dimostri anche una credibilità che l’Italia ha guadagnato con tutti gli attori che sono coinvolti e chiaramente è parte di quella credibilità costruita dalle nostre posizioni politiche, cioè da una capacità di mantenere l’interlocuzione con tutti”.
A tal proposito, l’emittente libanese Mtv, ha fatto sapere che il Libano ha accettato di partecipare ai negoziati di Roma dopo che gli USA hanno garantito la propria partecipazione e il proprio sostegno ai colloqui.
Ma una fonte diplomatica a conoscenza dei negoziati ha riferito all’AFP , che, prima di partecipare a un nuovo ciclo di colloqui previsto nella Capitale, il Libano esige che Israele si ritiri da due “zone pilota” nel sud.
Il 26 giugno scorso, infatti, conclusi cinque cicli di negoziati a Washington, Israele e il Libano avevano siglato un accordo quadro che prevedeva: l’inizio del dispiegamento dell’esercito libanese in “zone pilota” ,da cui si sarebbe dovuto ritirare Israele, che occupa una parte del sud del Paese, a condizione che Hezbollah procedesse al suo disarmo.
Hezbollah , però , si è detto contrario ai negoziati e al disarmo.
Intanto, a Gaza, dove Hamas ha abbandonato il governo della Striscia , nella quale subentrerà un Comitato tecnico, proseguono gli attacchi dell’Idf , che, nelle ultime 24 ore, ha colpito l’area meridionale di Gaza City, uccidendo un funzionario egiziano e 3 persone , tra cui 2 bambini , per un totale di 8 civili.
L’Idf ha reso noto di aver ucciso in un raid aereo un agente di Hamas che aveva invaso il kibbutz Nirim durante l’offensiva del 7 ottobre 2023, spiegando che quest’ultimo “rappresentava una minaccia immediata per le truppe israeliane a Gaza” e che, per questo, è stato “eliminato con un attacco aereo di precisione”.
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