di Federica Marengo venerdì 17 luglio 2026

-La settimana politica, si è aperta lunedì 13 luglio con la partecipazione della Presidente del Consiglio Meloni , a Palermo, presso il Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, alla Cerimonia dello svelamento della Fiat Croma su cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone , la moglie magistrata, Francesca Morvillo e l’autista, Giuseppe Costanza, il 23 maggio del 1992, circostanza nella quale, alla presenza della sorella del giudice Falcone, Maria, la Premier ha tenuto un intervento, nel quale, sottolineando la propria emozione, in un passaggio, ha detto: “Trentaquattro anni fa c’era chi voleva minimizzare, non si poteva neppure pronunciare il nome della mafia, e la strage di Capaci cambia tutto, nessuno ha più potuto fingere di non sapere o accettare di essere complici. La grande storia nasce dai gesti semplici, è fatta dal coraggio di Giuseppe Costanza che testimonia con la propria vita cosa significa mettersi al servizio del prossimo, è la tenacia di Tina Montinaro grazie alla quale la Fiat Croma su cui viaggiavano il marito Antonio e Vito Schifani e Rocco Dicillo continua il suo cammino ed è diventata un simbolo d’amore e la forza di Maria Falcone che con il museo del presente ha dato vita a Palermo a un luogo che è diventato il tempio della cultura e della legalità dell’arte e design della fotografia, trasformano la memoria in energia per cambiare il presente. Perché è vero che la memoria è custodire il fuoco non adorare le ceneri come diceva il direttore del museo. Dopo la strage di Capaci è stato chiaro a tutti che Cosa nostra non era un’invenzione , non era qualcosa d’astratto, non era qualcosa di leggendario, era reale ed era disposta a tutto per portare avanti il disegno criminale e sovversivo che aveva immaginato e cioè affermare che era più forte dello Stato, che poteva piegare le istituzioni ai propri biechi interessi, che il suo potere non conosceva limite e che quindi nessuno avrebbe potuto mettersi di traverso. Giovanni Falcone era stato uno dei primi magistrati a portare la mafia in tribunale, che significa soprattutto darle un nome, che significa processarla, che significa dire che si poteva combattere quel male. Lo ha fatto senza paura, senza paura di fare i nomi e cognomi, senza paura di inchiodare i mafiosi alle loro responsabilità, senza paura di denunciare anche la cappa di omertà che aveva fino a quel momento protetto crimini e affari, di sbattere in faccia all’opinione pubblica verità che altrimenti sarebbero state taciute. Ed è evidente che quindi per Cosa Nostra il giudice Falcone meritava una punizione esemplare, la più feroce la più violenta perché quella punizione doveva essere un monito e doveva essere un messaggio. Nessuno poteva sfidare la mafia. Solo che in quel caso Cosa nostra ha fatto un enorme errore di valutazione perché quella strage che era concepita per intimidire lo Stato e piegare la coscienza degli italiani produsse l’effetto diametralmente opposto, portò la gente a reagire, migliaia di cittadini che decisero di non voltarsi più dall’altra parte e nacque così una nuova consapevolezza civile, la consapevolezza per cui combattere la mafia diventava una responsabilità condivisa, non era più solo compito delle forze dell’ordine e non era solamente compito dei magistrati che pure ringraziamo per il lavoro che continuano con coraggio e con dedizione a portare avanti. Da quel dolore prese forza una mobilitazione che ha cambiato per sempre il rapporto tra gli italiani e la mafia ,perché gli italiani compresero esattamente allora che ognuno aveva la sua responsabilità in questa battaglia”.
Poi, la Premier, che ha anche reso omaggio alla stele di Capaci, sempre a Palermo, ha presieduto in Prefettura il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica con il ministro dell’Interno Piantedosi, nel corso della quale è intervenuta, non escludendo l’impiego dell’Esercito, alla luce dell’escalation criminale degli ultimi mesi, registratasi in città, evidenziando: “Il ministro Piantedosi ha assegnato 90 agenti in più per il controllo del territorio. Sono unità che si sommano alle 850 già destinate a quest’area dal 2025 ad oggi. Il ministero dell’Interno, insieme al prefetto Pisani, ha individuato ulteriori risorse per l’assunzione di personale della polizia locale per l’attività straordinaria di controllo. Ai 9 milioni di euro che sono stati già assegnati a Palermo e ai Comuni dell’area metropolitana se ne aggiungeranno altri 6 e sono chiaramente risorse molto preziose che servono a finanziare i progetti di sicurezza urbana e di potenziamento dei presidi sul territorio. In particolare partirà tra poco la sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle zone che sono più a rischio della città. Telecamere che sono gestite direttamente dalla squadra mobile per prevenire e per reprimere i reati. Sono segnali importanti di una capacità soprattutto che c’è di fare gioco di squadra, di un’attenzione reale e costante che dal mio punto di vista va ancora rafforzata e che siamo qui per ragionare di come rafforzare ancora insieme, anche per continuare a garantire il massimo sostegno alle vittime delle intimidazioni del racket. Il messaggio deve essere chiaro: lo Stato c’è, non lascia sola sole le persone per bene, quelle che ogni giorno si rimboccano le maniche per creare ricchezza e lavoro in questo territorio”.
Soddisfazione è stata espressa dalla Premier , in settimana, anche per il via libera all’unanimità in Parlamento alla legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose, in merito al quale, ha dichiarato in una nota e via social: “L’approvazione all’unanimità in Parlamento della legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose rappresenta un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per renderla sempre più solida ed efficace. La legge introduce un nuovo strumento di prevenzione, che si va ad aggiungere a quanto già previsto a livello normativo e operativo sul fronte della repressione e della collaborazione. Lo Stato offrirà un’alternativa di libertà a chi nasce in una famiglia mafiosa ma non vuole crescere e diventare mafioso. Bambini, ragazzi e donne avranno l’opportunità di scegliere la propria strada e lo Stato garantirà loro la protezione necessaria per costruirsi altrove una vita libera, onesta e sicura. Voglio ringraziare il Presidente Colosimo, la Commissione Antimafia e tutti coloro che hanno promosso quest’iniziativa e che l’hanno portata avanti con costanza e determinazione. Con questa legge, alla vigilia del trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio, rinnoviamo ancora una volta il nostro impegno per onorare con i fatti la memoria di chi ha sacrificato ogni cosa per liberare l’Italia dal cancro mafioso”.
Restando in tema sicurezza, all’indomani della sua visita a Palermo, la Presidente Meloni ha riunito il Consiglio dei Ministri, nel quale , su sua proposta, e su proposta del Ministro dell’interno Piantedosi, del Ministro della giustizia Nordio, del Ministro della difesa Crosetto, del Ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti e della Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Roccella, è stato approvato in esame integrativo e con procedura d’urgenza, un disegno di legge , “contenente disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché in materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno”.
Il testo, illustrato dal ministro dell’Interno Piantedosi in conferenza stampa , al termine del Consiglio dei Ministri, come riportato dal comunicato stampa di Palazzo Chigi, prevede l’introduzione di un nuovo strumento di prevenzione in base al quale “quando cinque o più persone, anche in gruppo, tengono, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose, il questore potrà disporre l’avviso orale e il divieto di radunarsi con una o più delle stesse persone nei confronti di chi sia stato già destinatario, nei cinque anni precedenti, di misure di prevenzione o di provvedimenti a tutela della sicurezza urbana, o sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico”.
Il provvedimento, inoltre, “estende la possibilità di accompagnamento e trattenimento negli uffici di polizia, ai fini dell’identificazione, nel corso di specifiche operazioni dirette a prevenire reati che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone, nei confronti di chi, sulla base di circostanze concrete – tra cui il possesso di oggetti pericolosi o la presenza di precedenti per reati contro la persona o il patrimonio, in materia di stupefacenti o di armi – sia ritenuto fonte di concreto pericolo per la sicurezza”.
Palazzo Chigi, poi, spiega nel comunicato stampa, che : “Sul piano penale, sono introdotte due nuove circostanze aggravanti comuni: la prima riguarda i delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale commessi ai danni dei giornalisti nell’esercizio o a causa della loro attività e dei direttori di testata; la seconda colpisce chi oltre a violare un provvedimento di rimpatrio o il divieto di reingresso nel territorio dello Stato commette un delitto. In materia di danneggiamento, è prevista un’autonoma fattispecie aggravata, più severamente punita, per il fatto commesso da cinque o più persone riunite, con la possibilità di procedere all’arresto anche nella forma della flagranza differita”.
Ancora, il suddetto disegno di legge “rafforza il contrasto alle occupazioni arbitrarie di immobili, estendendo la procedura accelerata che consente alle forze di polizia di liberare rapidamente l’immobile occupato e di reintegrare l’avente diritto nel possesso: tale procedura, oggi riservata al caso in cui l’immobile sia l’unica abitazione effettiva del denunciante, viene resa applicabile a tutte le ipotesi di occupazione arbitraria” e sul piano civilistico, esclude “il diritto al risarcimento del danno in favore di chi, nel commettere taluni gravi reati , tra cui la violenza sessuale, il furto in abitazione, la rapina e il sequestro di persona a scopo di estorsione , subisca un danno a opera della persona offesa in occasione della commissione del reato stesso”.
Infine, il testo prevede la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali lievi commesso ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.
Quanto alla prevenzione del disagio giovanile e al sostegno alle famiglie nella funzione educativa, è istituita, nell’ambito dei Centri per la famiglia, una rete territoriale dell’alleanza educativa, in raccordo con le istituzioni scolastiche e le realtà del territorio, e sono promossi progetti volti a contrastare la povertà educativa e l’emarginazione sociale, mentre per il potenziamento operativo delle Forze di polizia, è previsto il rafforzamento dei presidi della Polizia di Stato sul territorio, il potenziamento della vigilanza dei litorali, la disciplina dell’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto e misure per il contrasto degli illeciti sulla rete ferroviaria.
Proprio riguardo l’ordinamento, l’organizzazione e il funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’interno, il provvedimento interviene sui percorsi concorsuali e di carriera del personale e sui requisiti di accesso ai ruoli e introduce disposizioni in materia di ricompense e di benefici assistenziali in favore delle Forze di polizia.
La Premier , quindi, ha commentato l’approvazione del disegno di legge in un videomessaggio pubblicato sui suoi canali social, nel quale ha evidenziato: “Il messaggio che vogliamo ribadire è semplice e chiaro: lo Stato sta dalla parte di chi rispetta le regole. In questi anni noi abbiamo affrontato la criminalità minorile con norme coraggiose: dalla custodia cautelare in carcere anche per i minorenni che fanno uso di armi, fino alle misure severe contro l’uso dei coltelli tra i più giovani. Ora aggiungiamo un ulteriore tassello per contrastare quei fenomeni di violenza di gruppo che stanno coinvolgendo sempre più spesso anche i minorenni. È, per esempio, quello che è accaduto pochi giorni fa al Colosseo, dove gruppi di ragazzi hanno assaltato le volanti delle Forze dell’Ordine e provocato gravi disordini. Sono fenomeni che vogliamo stroncare. Per questo, con le nuove norme introduciamo misure di buon senso. Se hai precedenti penali e decidi di organizzarti in gruppo per commettere atti di violenza, il Questore può vietarti di stare insieme alle persone con cui delinqui. Se violi quel divieto, è prevista la reclusione. Se partecipi a un danneggiamento di gruppo, rischi fino a cinque anni di carcere, con la possibilità di arresto anche in flagranza differita. E poi, chi ha tenuto comportamenti aggressivi nelle aree della movida potrà essere identificato e trattenuto fino a 12 ore, per impedire che torni a creare problemi. Uno strumento che ha già dimostrato di funzionare contro i manifestanti violenti. Poi c’è una novità che riguarda un tema al quale teniamo particolarmente. Finora in Italia noi abbiamo assistito a un paradosso che offende il senso della giustizia: cittadini onesti condannati a risarcire, anche con somme molto elevate, con il rischio di perdere il frutto del lavoro di una vita intera, i delinquenti che hanno tentato di rapinarli, perché si sono difesi e perché hanno difeso la propria famiglia. Con questo provvedimento noi mettiamo fine a questa ingiustizia. Chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non potrà più chiedere un risarcimento in sede civile, indipendentemente dalle eventuali responsabilità penali di chi si è difeso da un’aggressione, da un furto o da una rapina. Il nostro obiettivo resta sempre lo stesso: tutelare i diritti dei cittadini onesti e non le pretese di chi delinque. La sicurezza è, continuerà a essere, una priorità di questo Governo. Lo avevamo promesso ai cittadini e continuiamo a mantenere quell’impegno, giorno dopo giorno”.
Sempre in merito a una norma del disegno di legge sulla Sicurezza , la Presidente Meloni, in un post social ,ha sottolineato: “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”.
Intanto, alla Camera, dopo la bocciatura per un voto (187 voti a favore e 188 contrari) a scrutinio segreto, chiesto dalle opposizioni , dell’emendamento che introduceva un sistema misto di capilista bloccati e preferenze ,presentato da FdI, Noi Moderati e UDC (non sostenuto appieno dai deputati e dalle deputate dei partiti di maggioranza , FI e Lega), la legge elettorale, “Stabilicum” o “Bignami bis”(dal primo firmatario della legge) o “Melonellum” è stata approvata con 217 voti a favore e 152 contrari e ora passa al Senato, da dove, in caso di reintroduzione delle preferenze , ritornerebbe in Aula a Montecitorio per la terza lettura.
La legge prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza, ovvero : se una coalizione raggiungerà almeno il 42% dei consensi , otterrà 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. Se, invece, nessuna coalizione raggiungesse tale soglia, il sistema diventerebbe un proporzionale puro.
Inoltre, viene eliminato il correttivo maggioritario , la quota dei seggi di 1/3 , oggi attribuita nei collegi uninominali dove si scontrano direttamente i candidati e le candidate e viene eletto il più votato, mentre restano le liste bloccate.
Tra le novità della legge, l’indicazione sulla scheda elettorale del candidato Premier da proporre al Presidente della Repubblica e l’inammissibilità della lista in caso di mancata indicazione.
Introdotto, poi, con un emendamento votato da tutti i partiti, il voto ai fuorisede che per motivi di studio o lavoro si trovino da almeno 9 mesi in un comune diverso da quello di residenza, così come ai fuorisede per motivi di salute da non meno di 3 mesi, i quali non saranno più obbligati a spostarsi per esercitare il diritto a votare.
Infine , viene modificato il voto all’estero : le attuali quattro circoscrizioni diventano infatti due alla Camera e una al Senato.
Se , dunque, la Maggioranza di centrodestra rivendica che la suddetta legge garantirà un vincitore certo e la conseguente stabilità del Paese ed eviterà “giochi di palazzo” e la Lega apre alle preferenze “per dare più libertà di scelta ai cittadini”, dalle opposizioni, i partiti di centrosinistra sottolineano come la spaccatura tra le forze di governo indichi il venir meno della maggioranza e la necessità di tornare alle urne e definiscono la legge elettorale “irricevibile , inemendabile e con gravi profili di incostituzionalità”, dicendosi uniti e pronti a impedire che il centrodestra “prenda il potere” alle prossime elezioni.
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