di Federica Marengo giovedì 16 luglio 2026

-Proseguono gli attacchi reciproci tra Ucraina e Russia. Nelle ultime 24 ore, infatti, le forze di Mosca hanno colpito le infrastrutture nei porti del Mar Nero e, in particolare, a Odessa ; strutture militari e industriali a Kiev, la regione di Sumy, dove i raid hanno causato la morte di 13 persone e la regione di Kharkiv, dove tre persone sono state uccise.
A loro volta , le forze di Kiev hanno continuato a colpire con droni e missili le petroliere russe nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, le raffinerie e i siti energetici sul territorio russo.
A tal proposito, l’amministratore delegato di Rosatom, l’agenzia di Stato russa che gestisce il nucleare, ha fatto sapere che il capo ingegnere della centrale nucleare di Zaporizhzhia, (occupata da Mosca), è stato ucciso a seguito di “un attacco terroristico mirato da parte del regime di Kiev”.
Tuttavia, il ministero degli Esteri ucraino, in un post social, ha respinto le accuse della Russia, sottolineando: “Non è stata presentata alcuna conferma indipendente della versione russa né alcuna prova del coinvolgimento dell’Ucraina, e le informazioni fornite dalle autorità di occupazione russe non possono essere considerate attendibili. La Russia sta cercando di utilizzare le accuse per intimidire la comunità internazionale con la minaccia di un incidente nucleare”.
Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, ha condannato l’incidente, definendolo “Un attacco inaccettabile all’impianto e alla sua dirigenza, che minaccia seriamente la sicurezza nucleare”.
Inoltre, quest’oggi, il governatore ucraino di Zaporizhzhia ha reso noto che un attacco con bombe guidate da parte della Russia contro la città ha causato la morte di almeno tre persone e danni a diversi edifici non residenziali.
Sul fronte umanitario, Kiev ha annunciato di aver ricevuto da Mosca 501 nuove salme di soldati, presumibilmente caduti nel conflitto, mentre la Russia ha ricevuto 31 corpi, e che lo scambio è avvenuto al confine con la Bielorussia.
Di ritorno a Roma, oggi, dall’Ucraina, dopo una missione di quattro giorni (la prima era stata nel 2023) , tra Leopoli , dove ha visitato dei prigionieri dell’esercito russo, e Kiev , per portare la vicinanza e la preghiera di Papa Leone XIV, il Presidente della CEI, il cardinale Zuppi , che ha incontrato il ministro degli Esteri ucraino, Sybiha con cui, ribadendo il comune impegno e gli sforzi per una pace globale e duratura, ha parlato del ritorno dei prigionieri, del rimpatrio dei bambini ucraini, dei civili ucraini detenuti e della promozione di “un percorso umanitario specifico per la loro liberazione”, della situazione umanitaria nelle comunità di Oleshky e Hola Prystan, nella regione di Kherson occupata dai soldati russi, dove migliaia di civili necessitano “urgentemente” di un corridoio umanitario , della protezione e del restauro del Monastero delle Lavra di Kyiv-Pechersk, sito Patrimonio Unesco recentemente attaccato da Mosca e della richiesta dei familiari dei detenuti ucraini oltre il confine che visiti le prigioni in Russia.
Intanto, stamane, la Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino ha votato con 289 voti a favore per nominare Primo ministro (il terzo dall’inizio della guerra), Serhii Koretskyi, ex dirigente del settore energetico, che , nel suo discorso davanti all’Assemblea ha illustrato in un discorso le sue priorità: la difesa dell’Ucraina, la stabilità economica e l’integrazione nell’Unione Europea.
Ma il rimpasto di governo, annunciato e attuato dal Presidente ucraino Zelensky, ha suscitato il malumore della popolazione ucraina, scesa in piazza a Kiev e in altre città come Leopoli, per protestare contro le dimissioni del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov , il quale, lo scorso giovedì, aveva dichiarato di aver rifiutato l’offerta del Presidente Zelenskiy di diventare suo consigliere e di aver avuto una disputa con il capo dell’esercito ucraino Oleksandr Syrskyi, accusandolo di ostacolare le iniziative del suo ministero e di essere divisivo per il Paese, aggiungendo di aver chiesto al leader ucraino di sostituirlo e che questi avrebbe rifiutato.
Il Presidente Zelensky, che quest’oggi ha incontrato a Kiev il Premier dimissionario della Gran Bretagna Starmer, commentando nella conferenza stampa congiunta con quest’ultimo, le proteste di piazza contro la destituzione del ministro della Difesa Fedorov, ha dichiarato: “Per quanto riguarda le persone che sono scese in piazza, noi stiamo combattendo per la libertà e la democrazia. Per questo le persone fanno ciò che ritengono opportuno. Hanno voluto manifestare, e hanno fatto bene. Possiamo agire in modo tale che, anche durante la guerra, con tutte le difficoltà e le limitazioni, le persone possano esprimere la propria volontà”.
Quindi, ammettendo le tensioni tra Federov, che ha dichiarato di aver individuato 11 grandi problemi nella gestione delle Forze di difesa e nel sistema di governo del settore militare , e il capo dell’esercito ucraino, Syrskyi, ha evidenziato: “In una situazione del genere, un presidente in tempo di guerra non dovrebbe essere costretto a prendere una decisione. Io auspico l’unità. Le parti non sono riuscite a raggiungerla. E questo non riguarda soltanto loro, ma anche me: non mi sottraggo alle mie responsabilità. Non si incontrano senza di me e invece devono lavorare autonomamente, ogni giorno e in modo costante. Ho fiducia sul fatto che Fedorov continuerà a far parte della sua squadra. Ne parleremo un po’ più avanti, vedremo in quale ruolo”.
Infine, riguardo la sostituzione del ministro della Difesa, Zelensky ha spiegato di stare ancora valutando il proprio candidato, così come per il ministero degli Affari Esteri, in quanto per legge sono proposti dal Presidente ucraino e che il ministro dell’Interno uscente ,Ihor Klymenko, è solo uno dei candidati in lizza e che esaminerà nuovamente la questione, anche perché non sono ancora state presentate proposte ufficiali al Parlamento.
Secondo l’agenzia di stampa RBC-Ucraina, il Commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, avrebbe chiesto chiarimenti al Presidente ucraino Zelensky in merito alle dimissioni del ministro della Difesa Fedorov, precisando che il suo interesse principale è capire chi sarà responsabile della difesa in Ucraina e cosa accadrà al capo del Ministero della Difesa.
Proprio riguardo agli alleati europei, il Premier uscente della Gran Bretagna, Starmer, stamane a Kiev per l’ultima volta, poiché da lunedì sarà in carica Andy Burnham, dopo aver reso omaggio ai caduti ucraini con il Presidente Zelensky, nella conferenza stampa congiunta con quest’ultimo, ha fatto sapere che Londra stanzierà 300 milioni di euro e collaborerà con la Svezia per fornire 16 velivoli avanzati a sostegno della difesa dell’Ucraina.
Ieri, invece, si è recata in visita a Kiev la Presidente della Commissione Ue, von der Leyen, per partecipare a un vertice sulla difesa, al termine del quale è stato siglato il “drone Deal”, un accordo di sinergia industriale per la produzione di droni e sistemi anti-drone entro la fine del 2026, con l’obiettivo di estendere la cooperazione ai missili antibalistici entro il 2028, che coinvolge 18 Stati membri, tra cui l’Italia.
Sempre nel medesimo consesso, la Presidente von der Leyen, ha ricevuto l’onorificenza “Ordine d’Europa” e sono stati ribaditi i progressi nei negoziati di adesione all’Unione da parte dell’Ucraina, ma , per via dello stallo politico tra i 27 Paesi Ue, non è stato possibile annunciare il via libera al 21° pacchetto di sanzioni a Mosca.
A ciò , si aggiunge quanto riportato proprio ieri dal Financial Times, ovvero che la Commissione , vista l’insufficienza della capacità industriale europea nel soddisfare la domanda bellica di Kiev, avrebbe concesso all’Ucraina una deroga speciale su una parte della tranche da 6 miliardi di euro del prestito europeo per consentire l’acquisto di componenti per droni direttamente dalla Cina, che, così, fornirebbe entrambe le parti in conflitto, seppur accusata dall’Unione Europea di essere tra i principali sostenitori dello sforzo bellico russo.
In merito, l’esecutivo Ue ha replicato sottolineando che l’uso di tali deroghe rappresenta un’eccezione limitata e non la regola.
Questo pomeriggio, invece, gli ambasciatori degli Stati Ue hanno concordato formalmente la proroga dell’attuale livello del tetto massimo al prezzo del petrolio russo a 44 dollari al barile fino al 23 luglio, proroga che sarà pubblicata oggi nella Gazzetta Ufficiale, mentre si continua a lavorare al raggiungimento di un’intesa sul 21° pacchetto di sanzioni alla Russia.
A Kiev, nella giornata di ieri, anche il ministro degli Esteri turco, Fidan , che ha incontrato l’omologo ucraino Sybiha e il segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa , Umerov, per discutere di difesa, energia, economia e del rafforzamento del partenariato strategico tra i due Paesi, nonché della difesa della comunità turcofona e musulmana dei Tatari in Crimea, ribadendo gli sforzi diplomatici di Ankara per un pace giusta e duratura per l’Ucraina.
Lo stesso ministro degli Esteri turco Fidan, in conferenza stampa congiunta con l’omologo ucraino Sybiha, ha dichiarato: “È semplicemente incomprensibile che una guerra in Europa si protragga per cinque anni nel XXI secolo. Abbiamo bisogno di pace più che mai. Sarebbe estremamente positivo se i negoziati in Turchia proseguissero. Stiamo intensificando i nostri contatti diplomatici con entrambi i Paesi per rafforzare gli sforzi di pace”,
Il ministro degli Esteri ucraino Sybiha ha assicurato che il Presidente Zelensky è pronto a incontrare il suo omologo russo Putin in Turchia e che , quest’ultimo, finora , ha rifiutato l’incontro, ritenendo che occorra prima trovare un accordo sulle linee generali di una soluzione.
Da Mosca, il portavoce del Cremlino, Peskov, nella consueta conferenza stampa , ha espresso riconoscenza alla Turchia per la disponibilità a continuare a favorire una soluzione diplomatica e riguardo ai negoziati con l’Ucraina ha affermato che ,al momento, Mosca, non vede prospettive di una ripresa dei colloqui, sottolineando, però, che “La Federazione Russa conserva la propria apertura a questa strada”.
Poi, commentando il rimpasto di governo in Ucraina e la sostituzione del ministro della Difesa, Peskov ha dichiarato: “Per noi questi cambiamenti non hanno un’importanza fondamentale. Per noi è importante la soluzione della situazione e la tutela dei nostri interessi. In linea di principio , non ha alcuna importanza chi sia il ministro della Difesa. Ciò che conta è che a Kiev vi sia qualcuno che si assuma la responsabilità e prenda una decisione responsabile che permetta di arrivare a una soluzione pacifica oppure di porre fine all’operazione militare speciale. A Kiev sanno bene quali decisioni devono essere prese” per arrivare a un accordo e che per Mosca è importante che emergano persone disposte a compiere tali scelte”.
In ultimo, riguardo la situazione economica in Russia, Peskov ha evidenziato che essa nel complesso è stabile” e che “la stabilità macroeconomica è pienamente garantita”, riconoscendo l’esistenza di difficoltà che, però, non avrebbero “un carattere critico”, anche se “I tassi di crescita, come ha detto più volte il presidente, sono insufficienti e sono riconosciuti come tali”, ma nell’ambito “di un’ economia mondiale che attraversa una fase difficile, compresi i paesi dell’Europa occidentale e alcune economie asiatiche, per cui: “Naturalmente la Russia, non può restare isolata da questi processi globali”.
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