di Federica Marengo lunedì 18 maggio 2026

-Nella giornata ieri, il Presidente USA Trump ha lanciato un nuovo ultimatum all’Iran con un post sulla sua piattaforma social, esortando Teheran ad accettare l’accordo per il cessate il fuoco e minacciando , in caso contrario, la ripresa degli attacchi.
Sempre ieri, secondo la CNN, che cita una fonte informata, lo stesso numero uno della Casa Bianca ha incontrato i suoi massimi consiglieri per la sicurezza in Virginia ,per discutere delle prossime mosse nella guerra contro l’Iran.
Presenti all’incontro: il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della CIA John Ratcliffe e l’inviato speciale Steve Witkoff.
Inoltre, secondo fonti vicine ai colloqui, il Pentagono starebbe predisponendo una serie di piani per colpire obiettivi militari ,nel caso in cui il Presidente Trump decidesse di procedere con ulteriori attacchi, compresi raid contro siti energetici e infrastrutturali in Iran.
L’Iran, nelle ultime ore, ha inviato una nuova bozza di accordo , che, secondo al Arabiya, prevede la proposta di congelare a lungo termine l’arricchimento dell’uranio, ma non di smantellare il programma, il trasferimento in Russia del materiale fin qui arricchito ,invece che negli Usa, e concessioni economiche al posto dei risarcimenti per i danni di guerra.
Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, che cita una fonte vicina ai negoziati ed è stata ripresa dal Guardian, gli Stati Uniti hanno proposto una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio iraniano in cambio di un accordo di pace e della riapertura dello Stretto di Hormuz, ma l’offerta non sarebbe ancora stata confermata e non entrerebbe in vigore fino al raggiungimento di un accordo definitivo tra i due Paesi.
Tuttavia, per Axios, che cita un funzionario americano, per gli USA la nuova proposta dell’Iran sarebbe “insufficiente” e non rappresenterebbe un miglioramento significativo per arrivare a un accordo, per cui il rischio è quello di una ripresa della guerra.
Al riguardo, una fonte USA ha dichiarato all’emittente Al Jazeera che “La pazienza del Presidente americano Donald Trump si sta esaurendo a causa della mancanza di progressi con l’Iran” e che “l’Iran ha giorni, non settimane, per offrire a Trump qualcosa che sblocchi la situazione”, in quanto “ Il Presidente propende per un’azione militare, se non riceverà una risposta dall’Iran entro pochi giorni”.
In precedenza, gli USA, avevano opposto alla proposta di pace dell’Iran cinque condizioni: il rifiuto di pagare qualsiasi risarcimento o indennizzo di guerra, il trasferimento da parte dell’Iran di 400 chilogrammi di uranio arricchito agli Stati Uniti e la possibilità che Teheran mantenga operativa una sola struttura nucleare, il rifiuto di sbloccare i beni iraniani e il cessate il fuoco condizionato all’avvio dei negoziati.
Intanto, mentre, secondo un rapporto dell’agenzia Fars, tre petroliere iraniane sarebbero state aggiunte alla capacità di stoccaggio dell’Iran dopo aver superato il blocco navale statunitense, lo Stretto di Hormuz resta bloccato , con i Pasdaran che ne hanno rivendicato il controllo , ribadendo il proposito, d’accordo con l’Oman e le altre parti interessate, di introdurre un meccanismo per il transito sicuro a pagamento e, secondo media iraniani , Teheran avrebbe intenzione di imporre tariffe alle principali aziende tecnologiche mondiali anche per l’utilizzo dei cavi per la connessione Internet posati sotto lo Stretto di Hormuz.
Quanto ai prezzi del petrolio, i timori per una ripresa degli attacchi degli Usa e di Israele in Iran e il prolungamento del blocco di Hormuz hanno causato un nuovo aumento , con il Brent a quota 111,16 dollari, +1,74% e il Wti a quota 103,06 dollari al barile, +2%.
In merito, secondo l’agenzia Bloomberg , che cita alcune fonti, gli Stati Uniti starebbero valutando una nuova deroga di trenta giorni o più sul petrolio russo a causa della guerra in Iran e del suo effetto sulle forniture.
Nonostante lo stallo dei negoziati, dunque, prosegue il tentativo di mediazione del Pakistan e di Paesi come il Kuwait , che, insieme con il Qatar e con la Germania, ha condannato con forza, come violazione diretta della sovranità, gli attacchi con tre droni ai danni dell’Arabia Saudita, che, secondo Riad , provenivano dallo spazio aereo iracheno e che sono stati respinti e distrutti.
Nello stesso tempo, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, mettendo in guardia “alcuni Paesi della regione” dal cooperare con Israele, ha dichiarato: “Non ci sfugge il fatto che ci siano stati numerosi scambi tra il regime sionista e alcuni Paesi della regione e questi, compresi gli Emirati Arabi Uniti, dovrebbero imparare da quanto accaduto negli ultimi due o tre mesi. Hanno capito che la presenza militare degli Stati Uniti e del regime sionista nella regione non porta sicurezza, ma insicurezza per tutti i Paesi della regione. Devono riprendere il controllo del proprio territorio. Teheran ,non nutre alcuna inimicizia, siamo e saremo vicini permanenti di tutti i Paesi della regione, compresi gli Emirati”.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi , invece, ha avuto un colloquio telefonico con gli omologhi turco e francese , Fidan e Barrot, sugli ultimi sviluppi nella regione e nello Stretto di Hormuz, sulla necessità di tenere consultazioni diplomatiche tra i due Paesi e sul processo diplomatico tra Iran e Stati Uniti.
Quanto all’Ue, stamane, l’ Alta Rappresentante Kaja Kallas , al suo arrivo al Consiglio sviluppo dell’Unione , ha dichiarato: “La Cina ha influenza sull’Iran, quindi si spera che si adoperi per convincere l’Iran a riaprire lo Stretto di Hormuz. La riapertura dello Stretto ha un impatto enorme sulle persone più vulnerabili al mondo. L’Alta Rappresentante poi considera “positivo” che Stati Uniti e Cina abbiano “concordato sulla necessità di aprire lo Stretto di Hormuz. L’aspetto positivo è stato che Stati Uniti e Cina hanno concordato sul fatto che lo Stretto di Hormuz debba rimanere aperto. Naturalmente, ora la questione è cosa si possa fare concretamente”.
Poi, sulla situazione nello Stretto di Hormuz, l’Alta Rappresentante Ue, Kallas, ha detto: “Per l’Unione Europea ,la libertà di navigazione non è negoziabile. Se si pongono condizioni sul passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, allora si legittimano le interferenze nella libera navigazione. Stiamo tentando di convincere tutte le parti che la libera navigazione” deve essere tutelata, perché porre condizioni al passaggio attraverso lo Stretto creerebbe un precedente che potrebbe essere replicato “in altre parti del mondo”.
A margine dei lavori del G7 delle Finanze, il Commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato: “Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente e l’Iran, la chiave è porre rapidamente fine al conflitto e aprire lo Stretto di Hormuz per un passaggio sicuro delle navi senza pedaggi”.
Al riguardo, per l’Italia, la Presidente del Consiglio Meloni ha inviato ieri una lettera alla Presidente della Commissione Ue Von der Leyen, in cui chiede, come per la Difesa, la deroga al Patto di Stabilità e Crescita anche per l’energia, richiesta cui Bruxelles ha replicato di spendere i fondi già erogati.
Nel frattempo, proseguono gli attacchi israeliani sul Libano, dove secondo il ministero della Salute libanese , dal 2 marzo ,inizio delle ostilità tra Israele ed Hezbollah , sono sati registrati 3.020 morti , come pure continuano i raid di Tel Aviv su Gaza, dove Hamas ha nominato Mohammed Odeh nuovo comandate, dopo l’uccisione di Izz al-Din Haddad, avvenuta tre giorni fa.
Infine, la Global Sumud Flotilla, composta da una cinquantina di imbarcazioni dirette verso la Striscia di Gaza, ora a ovest di Cipro, dopo essere partita giovedì scorso dalla Turchia, ha annunciato di avere perso i contatti con una delle sue imbarcazioni dopo essere stati abbordati e attaccati dalle Forze israeliane nel Mediterraneo.
I media israeliani, poi, hanno fatto sapere che soldati dell’Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni.
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