di Federica Marengo mercoledì 27 agosto 2025

-Al termine della pausa estiva, che ha visto comunque l’azione di governo non interrompersi per via degli ultimi sviluppi diplomartici delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, la Presidente del Consiglio Meloni ha partecipato , per la prima volta in veste di Premier , nell’ultima giornata, al Meeting di Rimini, giunto quest’anno alla sua 46° edizione, dal titolo: “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”, frase tratta da un’opera di Thomas Stearns Elliot.
La Premier, accolta dal Presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, prima di iniziare il suo intervento, ha elogiato i volontari e le volontarie che hanno allestito l’evento.
Poi, partendo dal titolo della manifestazione di quest’anno, citazione dall’opera di Elliot “La Rocca”, che racconta l’impresa di alcuni operai a cui è assegnato il compito di costruire una nuova chiesa in terra ostile e , che, dopo diverse difficoltà e imprevisti, riescono nella loro impresa, la Presidente Meloni ha sottolineato: “Io ho capito l’esortazione che fate a tutti con il titolo di questo Meeting: noi siamo chiamati nei deserti fisici ed esistenziali del nostro tempo a seguire lo stesso cammino di quegli operai e per chi come me ha responsabilità di Governo quell’esortazione comporta molte cose, costruire con mattoni nuovi significa comprendere il tempo nel quale si vive, saper calare in quel tempo il proprio sistema di valori, significa costruire con mattoni che sappiano resistere ai venti di quell’epoca, che sappiano resistere alle sue tempeste, significa saper agire con metodi nuovi, saper saltare le tante, troppe paludi ,che si trovano sul percorso, soprattutto in Italia, dove le migliori intenzioni vengono spesso frenate da meccanismi bloccati, da processi farraginosi, da rendite di posizione, da preconcetti ideologici”.
Quindi, rivendicando come l’azione del suo Governo in questi tre anni sia stata , e continuerà ad essere, improntata alla concretezza e al realismo, ma anche alla centralità della persona, la Premier ha evidenziato, come , smentendo chi indicava nella politica estera il “tallone d’Achille” dell’Esecutivo Meloni , l’Italia abbia recuperato la credibilità e l’autorevolezza a livello internazionale , diventando un modello di stabilità e di serietà, premiato dagli investitori.
Ciò , ha proseguito la Presidente del Consiglio, grazie alla grandezza dell’Italia, che oggi viene rappresentata dal Governo a tutti i tavoli, a cominciare da quelli sulle guerre e le crisi internazionali in corso.
A tal proposito, la Premier ha parlato della guerra in Ucraina, sottolineando: “Finalmente dopo tre anni e mezzo in cui la Russia non ha dato alcun segnale di dialogo, in cui pretendeva banalmente la capitolazione di Kiev, si sono aperti spiragli per un percorso negoziale, spiragli che sono stati resi possibili grazie a un’iniziativa del Presidente degli Stati Uniti, ma ancora di più grazie all’eroica resistenza del popolo ucraino e al compatto sostegno che l’Occidente, l ‘Europa e l’Italia hanno garantito, nonostante un ‘opinione pubblica non sempre convinta. In questa opportunità di dialogo verso una pace giusta, per quanto complicata, dobbiamo credere fortemente portando il nostro contributo di idee e di proposte. Noi abbiamo sempre sostenuto, l’Italia ha sempre sostenuto, che la chiave di volta per ogni percorso di pace fosse l’attivazione di robuste garanzie di sicurezza per l’Ucraina. capaci di prevenire nuove guerre, nuove aggressioni, è il punto di partenza, è il presupposto non scontato che è stato stabilito a Washington nel recente incontro tra americani, europei e ucraini. E a proposito di mattoni nuovi, la proposta italiana, basata su un meccanismo ispirato all’articolo 5 della Nato, è attualmente la principale sul tavolo. Un possibile contributo alla pace che la nostra Nazione ha fornito e penso che dobbiamo esserne fieri”.
Pace, con giustizia e sicurezza, che è l’ obiettivo perseguito dal Governo italiano e dai partner europei ed occidentali anche per il Medio Oriente, riguardo cui la Presidente del Consiglio Meloni ha però evidenziato: “Noi non abbiamo esitato un solo minuto nel sostenere il diritto alla sicurezza e all’autodifesa di Israele dopo il massacro del 7 ottobre, un orrore che resterà sulla coscienza dei terroristi che da troppo tempo si fanno scudo dei civili a Gaza. Però allo stesso tempo non possiamo tacere ora di fronte a una reazione che è andata oltre il principio di proporzionalità, mietendo troppe vittime innocenti, arrivando a coinvolgere anche le comunità cristiane che sono da sempre un fattore di equilibrio nella regione e che ora sta mettendo a repentaglio in modo definitivo anche la prospettiva storica della soluzione dei due popoli in due stati. Voglio approfittare di questa occasione anche per dire che condanniamo l’ingiustificabile uccisione di giornalisti a Gaza. Un inaccettabile attacco alla libertà di stampa e a tutti coloro che con coraggio rischiano la vita per raccontare il dramma della guerra.
Da Nazione amica di Israele e del popolo ebraico chiediamo a tutte le Nazioni, a tutte le forze politiche di fare ogni pressione possibile su Hamas affinché rilasci gli ostaggi israeliani ancora trattenuti e chiediamo a Israele di cessare gli attacchi, di fermare l’occupazione militare a Gaza, di porre fine all’espansione degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, di consentire il pieno accesso degli aiuti umanitari nella Striscia, di partire dalle proposte dei paesi arabi per definire un quadro di stabilità e sicurezza. Però rivendichiamo con orgoglio il ruolo ricoperto dall’Italia in questa crisi, perché siamo la Nazione europea che si è adoperata di più sul fronte umanitario. Ringrazio per questo soprattutto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Siamo il primo Paese non musulmano al mondo per evacuazioni sanitarie da Gaza, perché c’è chi scrive le mozioni e urla gli slogan e c’è chi salva i bambini e io sono fiera di fare parte dei secondi”.
Ancora, parlando dell’Ue, la Premier ha fatto riferimento alle critiche mosse a Bruxelles, rispetto all’irrilevanza geopolitica e all’incapacità di rispondere efficacemente alle sfide di competitività poste dalla Cina e dagli Stati Uniti, dall’ex Premier Draghi, intervenuto anch’egli nei giorni scorsi al Meeting di Rimini, sostenendo di condividerle e di ritenere che l’Unione Europea non soccomberà ,se sarà capace di riscoprire la propria anima e le proprie radici culturali e religiose “colpevolmente negate anni fa”.
Inoltre, la Presidente del Consiglio Meloni ha sottolineato: “La burocrazia non ci tirerà fuori dalla tempesta. La politica può farlo. Le regolamentazioni non ci renderanno più forti, le idee possono farlo. Le ideologie cieche non libereranno le nostre società, i valori di riferimento applicati alla realtà che viviamo possono farlo. Però, dobbiamo sapere che tornare protagonisti della storia e del proprio destino non è facile, non è indolore, non è gratis. Bisogna, ad esempio, essere disposti a pagare il prezzo della propria libertà e della propria indipendenza, dopo che per decenni noi abbiamo appaltato agli Stati Uniti la sicurezza europea, a costo di una inevitabile dipendenza politica.
Il mondo politico dal quale provengo ha sempre posto il problema, assumendosi la responsabilità, anche il costo politico in termini di consensi, di sostenere che solo chi è in grado di difendersi da solo è veramente libero nelle scelte che fa. Abbiamo parlato dell’esigenza di una colonna europea della Nato, di pari forze e dignità rispetto a quella americana, quando questi temi non erano di moda. E consentitemi di dire anche qui che mi fa un po’sorridere che coloro che oggi rivendicano la necessità di emanciparsi dagli Stati Uniti siano gli stessi che da sempre si oppongono a una politica di indipendenza in termini di difesa e sicurezza. Perché, signori, le due cose banalmente non stanno insieme. Allora, costruire con mattoni nuovi in Europa significa soprattutto ripartire dalla Politica – sono d’accordo anche su questo -, che è visione, passione, conflitto e sintesi, partecipazione e democrazia. Significa ridurre la burocrazia soverchiante, significa sostenere la competitività delle imprese per combattere la desertificazione produttiva. Significa rimettere l’Uomo, e non l’ideologia, al centro della natura. Significa investire sulle proprie filiere per ridurre le troppe dipendenze strategiche che abbiamo. Significa porsi il problema demografico perché, signori, altrimenti, tra non molti decenni, non ci sarà alcuna civiltà europea da difendere. Significa – come dicevo – costruire un proprio modello di sicurezza, integrato nel sistema di valori e di difesa dell’Occidente. Significa, insomma, delineare un’Europa del pragmatismo e del realismo, andando oltre il dibattito un po’stantio tra più Europa e meno Europa.
Perché la vera sfida è un’Europa che faccia meno e che lo faccia meglio, che non soffochi gli Stati nazionali, ma ne rispetti i ruoli e le specificità, che non annulli le identità ma le sublimi in una sintesi virtuosa e più grande. Uniti nella diversità è, del resto, il motto dell’Unione europea e io penso che sia un motto al quale dovremmo tutti ispirarci davvero”.
Sempre restando nell’ambito della politica estera, la Premier ha rivendicato la creazione da parte dell’Italia di un modello nuovo di cooperazione con l’Africa, il Piano Mattei, che “rifugge tanto l’approccio paternalistico quanto quello predatorio, costruendo invece partenariati basati sul rispetto reciproco, sulla fiducia, sulla condivisione, cioè sulla capacità di guardarsi negli occhi da pari per trovare insieme gli ambiti nei quali poter fare la differenza e avere benefici” e consiste nella strategia che l’Italia porta avanti assieme a diverse Nazioni africane “per favorire investimenti di qualità, grandi progetti in campo infrastrutturale, energetico, produttivo e soprattutto di valorizzazione del capitale umano”, mediante la formazione e l’educazione , come dimostrano il progetto del Centro di formazione e innovazione in ambito agricolo che nascerà in Algeria, e, l’impegno portato avanti con la Fondazione ASVI in Costa d’Avorio per raggiungere oltre 800 scuole primarie e circa 200 mila bambini e ragazzi che vivono nei contesti più difficili.
“Mattoni nuovi” ,poi ,sono stati posati dal Governo anche nell’ambito delle politiche migratorie, ha continuato il suo intervento la Presidente Meloni, “ contrastando gli arrivi irregolari e ampliando quelli regolari, in una cornice di serietà e rigore”, “perché l’immigrazione regolata e legale può rappresentare una ricchezza per ogni Nazione, ma l’immigrazione illegale e incontrollata è un danno per qualsiasi società”.
La Premier ha quindi evidenziato: “Anche qui, il punto è che non ci interessa sfruttare la migrazione per avere mano d’opera a basso costo da impiegare nei nostri sistemi produttivi. Ci interessa, invece, combattere le cause profonde che spingono tanti, troppi giovani, a pagare trafficanti senza scrupoli per affrontare viaggi potenzialmente letali alla ricerca di una vita migliore che quasi mai le nostre società riescono a garantire.
Ci interessa codificare e difendere il diritto a non dover emigrare, perché è assolutamente vero quello che ci ricorda un grande uomo di Chiesa come il Cardinale Robert Sarah, quando dice che chi ritiene le migrazioni necessarie e indispensabili compie, di fatto, un atto egoistico. “Se i giovani lasciano la loro terra e il loro popolo – si chiede Sarah – rincorrendo la promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura, dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?. Per questo l’Italia, con questo Governo, ha svolto un ruolo che io considero decisivo anche per cambiare l’approccio europeo nei confronti di questa sfida.
Perché se oggi ci si pone come priorità l’attuazione dei partenariati paritari con i Paesi di origine e transito, la difesa dei confini esterni dell’Unione europea, il rafforzamento della politica dei rimpatri, la costruzione di soluzioni innovative, questo lo si deve al nostro coraggio, alla nostra determinazione. Sono scelte che hanno portato a un duplice risultato, come sapete: abbattere drasticamente gli ingressi irregolari ma, soprattutto, ridurre il numero dei morti e dei dispersi in mare. Ed è questo il risultato che più ci deve rendere orgogliosi, perché non c’è niente di più importante che salvare una vita umana o strapparla agli artigli dei trafficanti di esseri umani.
E voglio dire con chiarezza, in apertura di questa stagione, che ogni tentativo che verrà fatto di impedirci di governare questo fenomeno con serietà e determinazione sarà rispedito al mittente. Non c’è giudice, politico o burocrate che possa impedirci di far rispettare la legge dello Stato italiano, di garantire la sicurezza dei nostri cittadini, di combattere gli schiavisti del terzo millennio, di salvare vite umane. Perché quello che vogliamo dimostrare è che la politica può tornare autorevole. Però per farlo devi saper mettere la faccia sulle sfide difficili”.
Side difficili come quella di riportare lo Stato in territori dell’Italia “colpevolmente abbandonati e lasciati al degrado e alle mafie”, come Caivano, dove, ha evidenziato la Presidente Meloni, “abbiamo dimostrato che lo Stato può mantenere la parola data, può rispettare un impegno, può mostrare il suo volto credibile” e il cui modello è stato esteso ad altri otto territori, per “offrire agli adolescenti alternative vere e concrete alle piazze di spaccio, alla criminalità, alla violenza, all’emarginazione”.
Altra sfida difficile, poi, quella della “glaciazione demografica delle società occidentali”, in merito a cui la Premier, annunciando la realizzazione insieme al Vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Salvini, di un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, ha sottolineato: “Combattere quel declino è la nostra scelta. E faremo ogni sforzo necessario a ricostruire una società amica della famiglia, amica della natalità, nella quale la genitorialità sia un valore socialmente riconosciuto, protetto e sostenuto. Nella quale la famiglia torni a essere riconosciuta e valorizzata per il ruolo insostituibile che svolge”, per poi rivendicare quanto fatto fino ad oggi dall’Esecutivo: “Nonostante la scarsa disponibilità di risorse che avevamo, questo Governo non ha rinunciato a compiere scelte coraggiose, garantendo nel solo 2024 benefici netti per le famiglie per oltre 16 miliardi di euro, aumentando i mesi di congedo parentale retribuito all’80%, rendendo l’asilo nido gratuito per il secondo figlio, solo per citare alcuni provvedimenti, che rendono però il tema della conciliazione vita-lavoro un fatto concreto e non semplicemente uno slogan decantato”.
Tuttavia, la Presidente del Consiglio ha anche evidenziato che: “Tutto questo rischia di essere vano senza un clima culturale nuovo e diverso, che dobbiamo costruire insieme. Cattivi maestri hanno proclamato per decenni che la genitorialità era un concetto arcaico e patriarcale, che andava combattuto e sostituito da valori più moderni, solo che non c’è nulla di moderno nell’affittare l’utero di una donna povera, nel privare per legge un bambino della figura del padre o della madre, nel far passare il messaggio che la genitorialità è nemica dell’affermazione personale o addirittura che i figli non vanno messi al mondo perché inquinano. Solo l’ignoranza può sostenere queste tesi deliranti e con l’ignoranza non si può costruire nessuna modernità”.
Quanto al tema del lavoro, la Premier ha rivendicato il record di occupazione femminile, su cui comunque c’è ancora da fare, così come i dati positivi sul fronte dell’occupazione ,con oltre un milione di nuovi posti di lavoro , la gran parte dei quali a tempo indeterminato, rivendicando la scelta del Governo di puntare sulla sussidiarietà e sulla mobilità delle persone e non sull’assistenzialismo del reddito di cittadinanza, che “deresponsabilizzano la società e atrofizzano le persone”, e sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione d’impresa, misura divenuta legge con l’ approvazione dal Parlamento e grazie alla collaborazione delle parti sociali e dei corpi intermedi.
Poi, la Presidente Meloni, passando in rassegna le misure attuate in ambito economico e fiscale, quali: il taglio del cuneo fiscale reso strutturale, la detassazione dei premi di produttività e dei fringe benefit, l ‘IRPEF premiale per le imprese che investono e assumono, la decontribuzione, la super deduzione del costo del lavoro, prevista sempre in favore delle imprese che creano occupazione, abbiamo avviato la riforma dell’IRPEF con la riduzione da 4 a 3 aliquote, ha annunciato l’intenzione dell’Esecutivo di concentrarsi sul ceto medio, “per rendere il sistema più equo, più incentivante per chi produce reddito e contribuisce allo sviluppo della Nazione” e , al tempo stesso, di “continuare a sostenere le imprese, con l’obiettivo principale e più ambizioso dell’abbassamento strutturale del costo dell’energia che pesa come un macigno sulla competitività italiana”.
Dall’economia, all’istruzione e alla formazione riguardo cui la Presidente del Consiglio ha ricordato l’impegno del Governo per “moltiplicare le opportunità e valorizzare il merito”, “unico vero ascensore sociale ,se accompagnato da uguaglianza nel punto di partenza”, concretizzatosi , “assicurando maggiori strumenti, risorse, organici al mondo della scuola, dell’Università, della Ricerca, non solo con la riforma dell’istruzione tecnica e professionale , ma anche con le nuove modalità di accesso alla facoltà di Medicina, cui è necessario aggiungere un altro tassello: la libertà della scelta educativa e la parità scolastica, garantite in primis alle famiglie con minori capacità economiche.
Infine, la Premier Meloni ha assicurato che l’Esecutivo andrà avanti con le tre grandi riforme: “Prima fra tutte quella del Premierato, perché riteniamo l’elezione diretta del Capo del Governo la garanzia più solida per la stabilità e la governabilità. La stabilità, lo stiamo vedendo in questi mesi, è uno straordinario fattore di competitività della Nazione. Non solo, l’elezione diretta è anche il modo migliore per affermare la democrazia, per assicurare la piena corrispondenza tra il mandato popolare e il voto dei cittadini da un lato, e la composizione del Governo dall’altro. Vogliamo archiviare una volta per tutte la stagione in cui i cittadini votavano in un modo e poi vedevano formarsi governi di segno diametralmente opposto all’esito elettorale. Chiaramente, a un potere esecutivo fortemente legittimato sul piano democratico, si deve accompagnare anche un processo di crescente responsabilizzazione dei territori e di chi amministra quei territori. È per questo che andremo avanti anche con la riforma dell’autonomia differenziata, con la riforma di Roma Capitale, avendo sempre cura che queste siano un fattore di stimolo, non certo di svantaggio competitivo per alcuni territori, e andremo avanti sulla riforma della giustizia. Andremo avanti sulla riforma della giustizia nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati che provano a sostituirsi al Parlamento e alla volontà popolare. Andremo avanti, non per sottomettere il potere giudiziario al potere politico – come dice qualcuno male informato o più spesso in mala fede – ma, al contrario, per rendere la giustizia più efficiente per i cittadini e meno condizionata dalla mala pianta delle correnti politiche e dei pregiudizi ideologici. Per liberarla da politica”.
Quindi, giunta al termine del suo intervento, la Presidente del Consiglio, citando San Giovanni Paolo II° e Don Giussani e , nuovamente Thomas Stearns Elliot , e riferendosi al Giubileo in corso, ha invitato a costruire insieme la speranza di una società che cerchi “ più bene per tutti, e non un bene parziale per pochi”.
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