di Federica Marengo sabato 14 marzo 2026

-Nel pomeriggio di domenica 8 marzo, terza domenica di Quaresima, Papa Leone XIV, nell’ambito delle visite pastorali presso le parrocchie della Diocesi di Roma, iniziate il 15 febbraio, si è recato in visita pastorale alla Parrocchia di Santa Maria della Presentazione, a Torrevecchia.
Prima di celebrare la Santa Messa, il Pontefice ha incontrato bambini e giovani presso il campo sportivo della parrocchia, tenendo un breve discorso nel quale ha parlato di come trovare Dio e Gesù in mezzo a noi e di come “essere pronti ad aprire la porta per trovare il Signore che ci aspetta” e viene a cercarci, come racconta il brano evangelico odierno dell’incontro di Gesù con la donna samaritana al pozzo.
Il Santo Padre, poi, proseguendo il Suo discorso, ha sottolineato l’importanza di ascoltare Dio, ma anche di parlare con Lui e di riconoscerLo anche nelle persone accanto a noi, soprattutto nei più fragili e sofferenti, ma anche nei nostri stessi gesti di generosità e carità e nella comunità parrocchiale, così da essere “luce e testimonianza di Cristo nel mondo”.
Infine, Papa Leone XIV ha invitato tutti e, specialmente i bambini, ad essere “costruttori di pace e promotori di riconciliazione”, rifiutando qualsiasi forma di violenza, di odio e di bullismo.
A seguire, il Pontefice, ha incontrato gli anziani e gli ammalati e, dopo aver ringraziato i volontari e le volontarie della Caritas diocesana e della Caritas parrocchiale, “segni dell’amore di Dio alle persone più vulnerabili”, rivolgendosi alle persone anziane e agli ammalati presenti, ha detto: “La persona più anziana, la persona più malata, la persona più debole, ognuno di voi ha tantissimo valore, perché tutti siamo creati a immagine di Dio, tutti condividiamo questa dignità di essere figli e figlie di Dio. E tante volte il mondo di oggi vorrebbe farci dimenticare questo fatto, ma non è così. E quindi la vostra presenza anche qui, questo pomeriggio, parla tantissimo: è una testimonianza bellissima del fatto che tutti noi, uniti come in una famiglia, abbiamo un grandissimo valore, perché siamo figli di Dio, creati a Sua immagine, amati da Dio, e allora chiamati, anche noi, a condividere questo amore con gli altri. E quindi la vostra voce, la vostra presenza, le vostre preghiere, anche la vostra sofferenza: tutto questo ha un valore grandissimo nel mondo di oggi”.
Poi, Papa Leone XIV ha celebrato la Santa Messa in Parrocchia e , dopo la proclamazione del Vangelo, ha pronunciato la Sua omelia, nella quale si è soffermato sul brano evangelico del giorno, che racconta l’incontro tra Gesù e la donna samaritana presso un pozzo.
Al riguardo, il Pontefice, in un passaggio della Sua omelia, ha spiegato: “Carissimi, col Battesimo tutti noi abbiamo ricevuto la grazia di un’acqua nuova, che lava ogni colpa e disseta ogni sete. Come alla donna samaritana, così oggi nella Quaresima ci è dato un tempo per riscoprire il dono di questo Sacramento che, come una porta, ci ha introdotto alla fede e alla vita cristiana. Come Pastore buono e premuroso, il Signore ci aspetta e ci accompagna sempre, lì dove viviamo e così come siamo. Guarisce con misericordia le nostre ferite e si fa dono per noi, rendendoci capaci di diventare a nostra volta dono per i fratelli”.
Quindi , parlando della realtà della comunità parrocchiale di “Santa Maria della Presentazione”, dove “non mancano situazioni di marginalità che preoccupano, povertà materiali e morali”, e , rivolgendosi ai fedeli e alle fedeli, il Santo Padre ha detto: “ Come al pozzo del Vangelo, in questa parrocchia arrivano uomini e donne feriti nell’animo, offesi nella dignità e assetati di speranza. A voi il compito, urgente e liberante, di mostrare la prossimità di Gesù, la sua volontà di riscattare la nostra esistenza dai mali che la minacciano con una proposta di vita giusta, vera, piena. Partendo dall’Eucaristia, cuore pulsante di ogni comunità cristiana, vi incoraggio a fare in modo che le attività parrocchiali siano segno di una Chiesa che , come una madre , si prende cura dei propri figli, senza condannarli, anzi accogliendoli, ascoltandoli e sostenendoli di fronte al pericolo. La parola del Vangelo, che zampilla in noi come fonte di verità, aiuti ciascuno ad aprire gli occhi, per saper valutare con saggezza ciò che è bene e ciò che è male, formando così coscienze libere e adulte”.
In ultimo, esortando la comunità parrocchiale ad andare avanti con fiducia, Papa Leone XIV ha affidato quest’ultima al Signore e alla Vergine Santissima, affinché gli doni la gioia di annunciare il Vangelo.
Al termine della Santa Messa, dopo lo scambio dei doni con il Parroco, il Pontefice ha incontrato il Consiglio Pastorale parrocchiale, cui ha rivolto un breve discorso, nel quale , ricordando l’ultima visita di Papa San Giovanni Paolo II° , tenutasi nel 1982, gli ha lasciato il compito di essere “Chiesa in uscita” , sottolineando: “Oggi noi facilmente possiamo preoccuparci della dimensione materiale della parrocchia, però molto più importante è la parte spirituale della parrocchia e soprattutto questa dimensione missionaria. Oggi ci sono tante famiglie che non vengono più in Chiesa, ci sono tanti bambini, ragazzi, che non ricevono il Battesimo, che crescono e non conoscono il dono della fede, il Signore, perché abbiamo perso qualcosa in ciò che chiamiamo la “trasmissione della fede”. Prima era la mamma, erano i nonni, che molto facilmente, sempre, davano questo regalo ai bambini. Oggi c’è tanta mobilità, e ci sono tanti cambiamenti nella società, e molte volte troviamo famiglie che, non per essere cattivi, per aver fatto qualcosa di male, però perché semplicemente la vita è andata avanti, non hanno preso più il tempo per conoscere Gesù, per conoscere la parola di Dio, per conoscere la bellezza di ciò che è vivere in fraternità, in comunità, ma anche vivere uniti a Gesù Cristo. E quindi lì c’è un lavoro molto grande per le nostre parrocchie, per voi come consiglio parrocchiale che rappresentate le diverse realtà della parrocchia. A dire: come possiamo noi fare il nostro lavoro in maniera tale che sia veramente un invito, che non aspetti che vengano da noi, ma che trovi la strada per uscire, andare un po’ più in là, per chiamare, per accompagnare quelli che forse non hanno mai conosciuto il dono della fede, il dono della comunità cristiana”.
Infine, prima di far ritorno in Vaticano , il Santo Padre ha rivolto alla comunità parrocchiale un ulteriore saluto, incoraggiandola “a vivere sempre la fede” e ad essere sempre “testimonianza della vicinanza di Dio nella nostra vita”.
In mattinata, a mezzogiorno, Papa Leone XIV aveva recitato la preghiera dell’Angelus dalla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico e al termine, prima dei saluti ai fedeli e ai pellegrini riuniti in piazza San Pietro, riferendosi al conflitto in Medio Oriente , ha detto: “Dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione. Agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità. Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore, perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace: interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza.
Inoltre, il Pontefice ha ricordato l’8 marzo, Giornata internazionale della Donna, rinnovando l’impegno dei cristiani, fondato sul Vangelo, “per il riconoscimento della pari dignità dell’uomo e della donna”, e indirizzando la Sua solidarietà e la Sua preghiera “alle molte donne, che, fin dall’infanzia, sono ancora discriminate e subiscono varie forme di violenza”.
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