di Federica Marengo giovedì 5 marzo 2026

-Nelle prime ore del sesto giorno della guerra tra Israele, USA e Iran, Tel Aviv ha lanciato nuovi attacchi su Teheran e contro i quartieri meridionali di Beirut, in Libano, dove le forze israeliane hanno eliminato una cellula di Hezbollah e un comandante di Hamas e responsabile dell’addestramento e delle esercitazioni delle Brigate Ezzedin al-Qassam e, dove, al momento, secondo il ministero della Salute libanese, sono 102 le persone uccise e più di 600 quelle ferite.
Il Libano ha annunciato la decisione di vietare tutte le attività dell’IRGC (Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane) e di arrestare tutti i membri della Guardia presenti nel Paese.
Ciò, mentre l’Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi con missili e droni su Israele e sui Paesi del Golfo.
Inoltre, Teheran ha colpito anche una petroliera USA nel nord del Golfo Persico e una petroliera vicino al porto iracheno di Khor al Zubair.
Il conflitto , dunque, si allarga anche al territorio iracheno. Infatti, secondo indiscrezioni di stampa, le truppe irachene nel nord dell’Iraq, con il sostegno degli USA, si starebbero armando per contribuire a rovesciare il regime iraniano con un’operazione via terra, ma i partiti curdi iracheni si opporrebbero.
A tal proposito, l’ufficio del Premier iracheno, al termine di un incontro avvenuto oggi a Baghdad tra il Presidente Abdul Latif Jamal Rashid, il Premier, Mohammed al-Sudani, il Presidente del Parlamento, Haibat Hamad al-Halbousi, e il Presidente della Corte Suprema, Faiq Zaidan, ha fatto sapere in comunicato, riportato dall’agenzia Ina, che: “L’Iraq respinge l’uso del proprio territorio come base per attacchi contro i paesi vicini o minacce alla loro sicurezza” e che, “nel corso dell’incontro, sono stati discussi i meccanismi adottati dal governo per impedire che il Paese venga trascinato nel vortice dei conflitti esterni; quindi i leader del Paese hanno ribadito la posizione ferma dell’Iraq di respingere l’uso del proprio territorio come base per attacchi contro i Paesi vicini o minacce alla loro sicurezza, respingendo allo stesso tempo gli attacchi contro città e province irachene, inclusa la regione del Kurdistan iracheno, considerandoli una violazione della sovranità nazionale”. I Guardiani della rivoluzione iraniana, infatti, negli ultimi giorni, hanno rivendicato diversi attacchi nel Kurdistan iracheno contro quelli che hanno definito “gruppi separatisti” curdi.
Il segretario del Consiglio di Sicurezza iraniano , Larijani,poi, ha avvertito, che, in caso di un’ operazione militare con truppe sul territorio iraniano, i soldati verrebbero catturati e uccisi a migliaia.
Dopo il missile che ha colpito, prima Cipro e , poi, la Turchia, nelle scorse ore, un drone iraniano ha colpito la Repubblica autonoma di Nakhchivan, exclave dell’Azerbaigian, in territorio armeno, al confine con la Turchia, causando un incendio in un aeroporto e 2 feriti.
Il governo dell’Azerbaigian ha denunciato l’attacco e ha convocato l’ambasciatore iraniano per violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale, sottolineando come l’atto sia stato compiuto per aumentare le tensioni regionali.
Tuttavia, Teheran, tramite comunicato diffuso dallo Stato maggiore, ha negato di aver attaccato con droni l’aeroporto di Nakhchivan.
Il ministero degli Affari Esteri saudita, così come il Presidente turco Erdogan, ha espresso la ferma condanna del tentativo dell’Iran di colpire Turchia e Azerbaigian, sottolineando il suo totale rifiuto di queste azioni che minacciano la sicurezza e la stabilità della regione.
Al riguardo, il Presidente turco Erdogan, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente francese Macron, nel quale ha affermato che la Turchia sta compiendo sforzi intensivi per rafforzare le basi per la diplomazia e un ritorno ai negoziati sul dossier iraniano, in quanto “ il protrarsi del conflitto in Iran sarebbe fonte di instabilità sia per la regione sia per il mondo”, sottolineando come “il conflitto nella regione del Medio Oriente renda necessario aumentare la cooperazione in materia di difesa tra gli alleati della Nato”.
Intanto, il Presidente USA Trump ha dichiarato ad Axios , di voler essere personalmente coinvolto nella selezione della prossima Guida suprema iraniana, evidenziando: “Stanno sprecando il loro tempo. Il figlio di Khamenei è inaccettabile per me. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran. Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy Rodriguez in Venezuela”.
Lo stesso Trump , in un’intervista telefonica alla Reuters, ha detto di sostenere l’offensiva curda contro l’Iran e di pensare che “sia meraviglioso che vogliano farlo, sarei completamente a favore”, non rispondendo poi alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero fornito o offerto copertura aerea per un’eventuale offensiva curda.
Il Senato USA , ieri, ha bocciato una risoluzione dem che limitava i poteri del Presidente Trump nella guerra contro l’Iran (55 voti contrari e 43 a favore), consentendo così di proseguire le operazioni a Teheran. Oggi , la risoluzione verrà votata dalla Camera.
A Bruxelles, invece, quest’oggi, si è riunito il Consiglio Atlantico, per discutere delle capacità difensive missilistiche dell’Alleanza dopo l’episodio di ieri in Turchia e su come la Nato possa affrontare la minaccia posta dall’Iran e dai suoi intermediari.
Il segretario generale della Nato , Rutte, un’intervista a Reuters, ha minimizzato il rischio che l’Alleanza atlantica venga trascinata nel conflitto in Medio Oriente dopo l’intercettazione di un missile iraniano diretto verso la Turchia e ha escluso l’attivazione dell’articolo 5 di mutua difesa, spiegando che un alleato della Nato è stato in grado di abbattere il missile, definendolo “una prova evidente che, con un approccio a 360 gradi, difenderemo ogni centimetro del territorio dell’Alleanza”.
Rutte, che ha definito l’episodio “serio e assolutamente condannabile”, ha chiarito che al momento la Nato non sta discutendo l’attivazione dell’Articolo 5, ovvero: il principio secondo cui un attacco contro uno Stato membro è considerato un attacco contro tutti, sottolineando che il conflitto con l’Iran comporta rischi ,ma che i programmi nucleari e missilistici iraniani rappresentano “una minaccia anche per l’Europa”.
Infine, Rutte ha ribadito che “La Nato in quanto tale non è coinvolta nel conflitto”, evidenziando che, senza gli alleati europei, Washington avrebbe avuto molte più difficoltà a lanciare la campagna militare contro Teheran e chr ha fiducia nei piani militari americani.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha incontrato nelle scorse ore il rappresentante permanente dell’Iran presso l’ONU, l’ambasciatore Amir Saeid Iravani.
Secondo il portavoce del Segretario, Stephane Dujarric, “Nel corso del colloquio, Guterres ha ribadito con forza la posizione già espressa sabato scorso durante la sessione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza. Il Segretario Generale ha espresso l’auspicio di una rapida cessazione delle ostilità, sottolineando l’urgenza di un ritorno alla via diplomatica e al dialogo tra le parti, unico percorso ritenuto idoneo a garantire la stabilità nell’intera regione mediorientale”.
Per l’Ue, l’Alta rappresentante per la Politica estera Ue ,Kaja Kallas, prima della videoconferenza con i partner del Golfo, nella quale si è discusso del possibile sostegno dell’Ue all’area, ha dichiarato: “Ci deve essere spazio per la diplomazia per uscire dal ciclo di escalation, le guerre finiscono con la diplomazia: la nostra visione comune è che vogliamo stabilità nella regione, che il conflitto non continui e che ci sia il rispetto del diritto internazionale”. “L’Iran sta esportando la guerra, sta cercando di estenderla al maggior numero possibile di paesi per seminare il caos. L’Ue è estremamente preoccupata per la sicurezza marittima, in particolare nello Stretto di Hormuz, che è fondamentale per le rotte commerciali europee e del Golfo. Sono state dispiegate risorse navali europee (come le operazioni Atalanta e Aspides) che stanno “coordinando gli sforzi” per proteggere queste rotte”.
Il Premier britannico Starmer, nella consueta conferenza stampa, ha annunciato: “Invieremo altri quattro jet Typhoon per unirsi al nostro squadrone in Qatar per rafforzare le nostre operazioni difensive in Qatar e in tutta la regione. Domani arriveranno a Cipro elicotteri Wildcat con capacita’ anti-drone. Il Segretario alla Difesa è attualmente a Cipro, per coordinare il nostro lavoro e incontrare i nostri coraggiosi militari. Stiamo schierando la HMS Dragon nel Mediterraneo e abbiamo permesso agli Stati Uniti di utilizzare le basi britanniche per condurre operazioni difensive, per neutralizzare i missili iraniani prima che vengano lanciati contro il nostro popolo e i nostri alleati. Manterremo questo scudo sul popolo britannico nella regione e sui nostri alleati. Il mio obiettivo è quello di fornire una leadership calma e equilibrata nell’interesse nazionale e avere la forza di restare saldi sui nostri valori e sui nostri principi, nonostante le pressioni che ci spingono a fare altrimenti. Ecco perché ho deciso che il Regno Unito non avrebbe partecipato all’attacco iniziale, quella decisione è stata deliberata. Era nell’interesse nazionale. E la sostengo”.
Fonti dell’Eliseo, che ha autorizzato l’uso da parte degli USA di alcune basi americane nel territorio francese, hanno fatto sapere che , “In uno spirito di solidarietà europea, il Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, ha preso l’iniziativa questa mattina di telefonare alla presidente del consiglio italiana, Giorgia Meloni, e al primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis”, per concordare di coordinare l’invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso”.
In merito, in una nota, Palazzo Chigi ha riferito che: “I due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Il Presidente Meloni e il Presidente Macron hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi”.
La Presidente del Consiglio Meloni, che , data la richiesta delle Opposizioni di riferire in Aula sulla situazione in Medio Oriente, l’11 marzo sarà in Parlamento per le sue Comunicazioni, anticipando rispetto alla data fissata in vista del Consiglio Ue, in un’intervista radiofonica, ai microfoni di RTL102,5, ha dichiarato: “Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra. Preoccupa, il conflitto ,che, in particolare con la reazione scomposta dell’Iran, che sta sostanzialmente bombardando tutti i Paesi vicini compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano, comporta un rischio di escalation ,che può avere conseguenze imprevedibili. E sono ovviamente preoccupata per le ripercussioni sull’Italia”.
Poi, riguardo alle priorità del Governo, ha detto: “Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e generi alimentari”, e di essere intenzionata ad aumentare le tasse alle imprese del settore energetico che speculino e ha sottolineato che, ad oggi, non vi sono state richieste da parte degli USA sull’uso delle basi, e che, se vi fossero, deciderà il Governo, insieme con il Parlamento.
Quest’oggi, poi, il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Tajani e il ministro della Difesa Crosetto hanno tenuto Informative alle Camere sulla situazione in Iran e nel Golfo.
Il Vicepremier e ministro Tajani, in un passaggio della sua Informativa, ha evidenziato: “Nelle ultime ore, purtroppo, la situazione ha fatto registrare un’ulteriore evoluzione non positiva. L’Iran continua a sferrare attacchi indiscriminati con missili e droni contro infrastrutture strategiche, siti militari ma anche aeroporti, alberghi, centri residenziali, missioni diplomatiche in tutti i paesi del Golfo e stamane anche contro l’Azerbaijan. Le difese aeree di Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Oman, Emirati Arabi e Barein sono impegnate incessantemente nell’intercettare vettori lanciati dalla Repubblica Islamica. In questo quadro in costante evoluzione è concreto il rischio di un allargamento del conflitto. La scomparsa di Khamenei apre la possibilità di un nuovo Medio Oriente, fondato sulla pace. Rubio ha condiviso una valutazione positivo sull’avanzamento della missione, e ha confermato che la durata della crisi dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran. L’Iran non può dotarsi del nucleare per minacciare Israele, la regione e l’Europa”.
In ultimo, in merito alla situazione degli italiani ancora nei Paesi del Golfo, Tajani ha detto: “Sono 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi, ha detto Tajani, “la sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14 mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000”.
Fonti della Farnesina hanno fatto sapere che , questa notte, all’aeroporto di Ciampino, sono rientrati 192 cittadini italiani a bordo di due voli dagli Emirati, uno da Abu Dhabi e uno da Dubai.
Oggi ,sono previsti 7 voli dagli Emirati Arabi Uniti , per un totale di 1.770 italiani in partenza.
Il ministro della Difesa Crosetto, in un passaggio della sua Informativa alle Camere, ha spiegato : “Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica. Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro. Avevamo 2.576 persone nell’area interessata dalla crisi in Medioriente. Prima che iniziasse il conflitto e per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni. I nostri connazionali” nei Paesi del Golfo sono quasi 100mila, ma ricordo che i francesi sono 400mila e gli inglesi 300mila, nelle stesse condizioni degli italiani, e l’unico ad aver attivato dispositivi come quelli della Farnesina è il Governo italiano, con molti Paesi stranieri che li stanno sfruttando, compresa l’assistenza e l’aiuto delle forze armate”.
Ancora, il ministro Crosetto ha evidenziato che: “ Visto quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro, ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato”.
Infine, sul mancato avvertimento da parte degli USA riguardo l’attacco all’Iran, ha detto che Stati uniti e Israele non hanno comunicato in anticipo l’attacco contro l’Iran perché non si sentivano sicuri a farlo prima, temendo che la diffusione della notizia potesse compromettere l’obiettivo principale dell’operazione, ovvero: colpire la guida suprema iraniana Ali Khamenei e ha sottolineato: Questo attacco è stato deciso all’ultimo minuto, quando si è manifestata la possibilità di uccidere la guida suprema iraniana. È stato comunicato anche alla stessa catena di comando americana, non a tutta subito”. Successivamente, mentre gli aerei erano in volo, sono state avvisate le nazioni amiche, tra cui l’Italia, ma quando gli aerei erano già in volo. Non dobbiamo sentirci un paese trattato peggio degli altri, perché tutti i paesi sono stati trattati allo stesso modo.
Il conflitto è iniziato prima di quanto fosse stato pianificato dagli stessi promotori dell’operazione. “Si è aperta una guerra che tutti stavamo vedendo era preparata, ma che non erano preparati a fare già da subito.
Alcuni assetti stanno arrivando adesso”, nelle prime fasi le reazioni non sono state calcolate perché la guerra è partita prima di quanto loro stessi avessero programmato”.
La Camera ha approvato con 179 voti favorevoli, 100 contrari e 14 astenuti, la risoluzione presentata dalla maggioranza. Bocciata, la risoluzione presentata da Pd-Avs-M5s , mentre sono state approvate, con votazione per parti separate, parti di risoluzioni, che avevano ottenuto parere positivo dal governo, presentate da Italia Viva e da Azione-Pld.
Con la risoluzione di maggioranza , quindi, “Si impegna il governo a partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana” e a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico”.
Sempre in merito agli aiuti militari nell’ambito Ue, anche la Spagna ha inviato una nave per la difesa di Cipro.
Critica, riguardo l’attacco da parte di USA e Israele all’Iran, la Russia, con il portavoce del Cremlino, Peskov che ha dichiarato che la Russia non ha ricevuto nessuna richiesta di assistenza militare dall’Iran per far fronte agli attacchi americani e israeliani, mentre il ministro degli Esteri russo Lavrov ha detto: “Neanche gli Stati Uniti hanno chiaro quali siano i veri obbiettivi dell’operazione militare in Iran. Molti stanno attualmente dibattendo, compresi molti politici negli Stati Uniti che non riescono a capire quale sia lo scopo di questa operazione. Uno degli obiettivi era creare una divisione tra Teheran e i Paesi della regione. La crisi a seguito dell’aggressione di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran, è davvero gravida di conseguenze colossali, conseguenze negative per il mondo intero, per la stabilità globale e per l’economia globale”.
Sulla stessa linea critica , anche la Cina, che ha reso noto manderà un inviato speciale in Medio Oriente per contribuire agli sforzi di mediazione del conflitto.
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