di Federica Marengo mercoledì 4 marzo 206

-Al quinto giorno degli scontri tra USA, Israele e Iran, si registrano ancora attacchi da parte delle forze americane e israeliane su Teheran e contrattacchi delle forze iraniane su Israele.
In particolare, raid congiunti di USA e Israele si concentrano a ovest e a nord-est di Teheran e l’Idf, l’esercito di Tel Aviv , ha colpito decine di obiettivi militari a Teheran , il quartier generale della forza paramilitare legata ai Pasdaran (Basij), oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa.
Inoltre, l’Idf, prosegue l’azione militare in Libano, contro Hezbollah e ha diffuso un ordine di evacuazione dal sud del Paese per 300 mila residenti.
Secondo il sito, Lebanon24, in un bombardamento sulla periferia di Beirut, sarebbe stato ucciso un diplomatico iraniano.
Un sottomarino americano ha attaccato una nave militare iraniana, a largo delle coste dello Sri Lanka, causandone l’affondamento e la morte di 86 membri dell’equipaggio, su un totale di 180, mentre 100 sarebbero i dispersi.
Le forze iraniane, invece, in queste ore, hanno lanciato più di 40 missili contro obiettivi USA e israeliani e attaccato i Paesi del Golfo.
Il capo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche (IRGC) ha poi fatto sapere che Teheran ha preso il controllo totale dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all’ingresso del Golfo Persico, causando l’impennata dei costi del petrolio.
A tal proposito, il Presidente USA Trump, ha proposto che la Marina militare degli USA scorti le petroliere attraverso lo Stretto , impegnandosi a fornire alle navi, da parte della Banca di Sviluppo degli Stati Uniti, un’assicurazione a prezzi ragionevoli.
Il Ministero della Difesa Nazionale turco, ha reso noto che missili balistici sparati dall’Iran verso la Turchia sono stati neutralizzati dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale e che i detriti dell’intercettore sono caduti nel distretto di Dortyol in provincia di Hatay, nel sud est , senza causare né vittime né feriti.
Il ministero della Difesa turco ha dichiarato che la capacità del Paese di garantire la sicurezza nazionale “è ai massimi livelli” e che Ankara resta impegnata a favore della stabilità nella regione, sottolineando che nessuna minaccia contro il territorio o lo spazio aereo turco resterà senza risposta e il diritto della Turchia a reagire a eventuali atti ostili, evidenziando che il governo turco continuerà le consultazioni con la Nato e con gli alleati.
La portavoce dell’Alleanza Atlantica, ha dichiarato: “Condanniamo gli attacchi dell’Iran contro la Turchia. La Nato è saldamente al fianco di tutti gli Alleati, compresa la Turchia, mentre l’Iran continua i suoi attacchi indiscriminati in tutta la regione. La nostra posizione di deterrenza e difesa rimane forte in tutti i settori, compresa la difesa aerea e missilistica”.
Il ministero degli Esteri turco ha poi convocato l’ambasciatore iraniano in Turchia, per protestare ed esprimere preoccupazione.
Tuttavia, l’Iran ha fatto sapere che il missile che ha colpito la Turchia era diretto a Cipro, già bersaglio nelle scorse ore.
Infatti, il Presidente francese Macron, impegnatosi in un discorso tenuto qualche giorno fa a rafforzare le capacità di deterrenza nucleare del suo Paese e ad ampliare la cooperazione con gli alleati europei e, che , quest’oggi ha avuto un colloquio telefonico con il Premier israeliano Netanyahu e con il Presidente libanese, Joseph Aoun, per sostenere un ritorno al cessate il fuoco in Libano, ha annunciato lo spostamento della rotta della portaerei Charles de Gaulle dal Mar Baltico al Mar Mediterraneo e il dispiegamento della fregata Languedoc e di mezzi antiaerei a Cipro.
Il segretario alla Guerra USA, Pete Hegseth, in conferenza stampa al Pentagono, ha dichiarato: “L’America sta vincendo in modo decisivo, devastante e senza pietà, sotto il comando diretto del Presidente Trump. Il Dipartimento della Guerra ha lanciato questa operazione sabato mattina presto, appena quattro giorni fa, il che significa che dobbiamo ricordare due cose. Primo, siamo solo al quarto giorno. I parametri stanno cambiando. La polvere si sta depositando e altre forze stanno arrivando. E’ molto presto e, come ha detto il Presidente Trump, ci prenderemo tutto il tempo necessario per assicurarci di avere successo. Secondo, siamo solo al quarto giorno e i risultati sono stati incredibili, storici, davvero. Solo gli Stati Uniti d’America potevano guidare questa operazione”.
Il segretario alla Guerra, Hegseth ha confermato che un sottomarino Usa ha affondato una nave da guerra iraniana nell’Oceano Indiano e ha reso noto che il capo dell’unità iraniana che, durante la campagna elettorale del 2024 aveva tentato di assassinare il Presidente Trump, “è stato braccato e ucciso”.
Riguardo al missile iraniano diretto verso lo spazio aereo della Turchia e, intercettato dalla forze della Nato ,Hegseth ha affermato che “Non sembra possa innescare qualcosa di simile all’articolo 5 della Nato”, sottolineando che si dovrà studiare meglio la situazione.
Infine, ha evidenziato: “L’Iran non può resistere più a lungo a noi. Ci assicureremo, attraverso la violenza dell’azione e le nostre capacità offensive e difensive di stabilire il tono e il ritmo di questa lotta. Gli unici limiti che abbiamo in questo è il desiderio del Presidente Trump di ottenere effetti specifici per il popolo americano, ed è per questo che non parliamo di quattro settimane, ma potrebbero essere sei, otto, tre. In definitiva, siamo noi a stabilire il ritmo con cui il nemico è sbilanciato, e lo manterremo sbilanciato. E conosciamo la loro capacità di sparare rispetto alla nostra capacità di difenderci, questa differenza si amplia sempre di più ogni giorno, la nostra difesa migliora. Le loro capacità offensive diminuiscono man mano che ci stiamo concentrando su munizioni di cui, come abbiamo detto, disponiamo in decine o migliaia e su cui possiamo sganciare rifornimenti illimitati con effetti ancora maggiori rispetto all’attuale”.
Intanto, mentre secondo l’agenzia iraniana Tasnim, sarebbe stato rinviato a Teheran l’inizio delle cerimonie funebri in onore della Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso nella prima ondata di attacchi americani e israeliani sabato mattina, ieri, Mojtaba Khamenei , figlio dello stesso Khamenei, è stato nominato dall’Assemblea di esperti nuova Guida suprema dell’Iran.
Israele , però, proprio ieri, ha colpito un edificio a Qom, una delle principali sedi del potere sciita, dove l’Assemblea avrebbe dovuto riunirsi per eleggere la nuova Guida Suprema, sostenendo di averne eliminato tutti i membri, notizia smentita dai media di Teheran.
In merito, il ministro della Difesa israeliano, Katz, ha dichiarato che qualsiasi leader nominato dal regime sarà un bersaglio.
Il consigliere capo della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, ha confermato che: “L’Iran non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti ed è pronto a una guerra prolungata, evidenziando: “Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per negoziare con loro. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo”.
Contrari a fornire le basi USA per attacchi all’Iran, il Premier britannico , Starmer, che, all’indomani della delusione espressa dal Presidente USA Trump, nel corso di un evento coi rappresentanti delle comunità di origine pachistana e palestinese in occasione del Ramadan, ha dichiarato: “Non coinvolgerò la GB nella guerra in Iran senza basi legali e obiettivi certi. Il Regno Unito non è coinvolto negli attacchi contro l’Iran dopo aver appreso la lezione della guerra in Iraq. Abbiamo già perso troppe vite, tra cui le donne e i bambini a Gaza. Sono determinato a far sì che oggi si imparino e si seguano le lezioni del passato”.
Sulla stessa linea, apprezzata in una nota da Teheran, il Premier spagnolo Sanchez, che , in un passaggio della sua dichiarazione ufficiale al Palazzo della Moncloa, in risposta all’eventualità prospettata dal Presidente Trump di interrompere i rapporti commerciali con Madrid, ha detto: “La Spagna non sarà complice di qualcosa di negativo per il mondo, come la guerra in Iran, semplicemente per paura di rappresaglie da parte di chiunque. Non n si può giocare alla roulette russa con la vita di milioni di persone”.
La Casa Bianca,però, tramite la portavoce Karoline Leavitt ha reso noto che la Spagna ha accettato di collaborare con le operazioni statunitensi in Medio Oriente e che “Le forze armate Usa stanno ora coordinando le operazioni con i loro omologhi in Spagna”.
Tuttavia, Madrid ha smentito la Casa Bianca, ribadendo: “Nessun accordo”.
Da Bruxelles, un portavoce della Commissione Ue, impegnata sul fronte diplomatico per attenuare l’escalation del conflitto e arrestarne l’espansione, garantire la stabilità nella regione e sostenere il diritto del popolo iraniano a determinare il proprio futuro, ha dichiarato: “Il commercio tra l’Ue e gli Stati Uniti è profondamente integrato e reciprocamente vantaggioso. Salvaguardare questa relazione, in particolare in un momento di turbolenze globali, è più importante che mai ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti. La Commissione garantirà la piena tutela degli interessi dell’Ue. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i loro cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire”.
Quanto all’Italia, si è svolto oggi, a Palazzo Chigi, un nuovo vertice , dopo i due di ieri, presieduto dalla Premier Meloni, cui hanno partecipato il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Vicepremier del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence, nel quale sono stati analizzati gli sviluppi della crisi in Medio Oriente e le relative implicazioni economiche.
Domani, i ministri Tajani (Affari Etseri e Cooperazione internazionale) e Crosetto (Difesa) riferiranno alle Camere in merito all’evoluzione del quadro internazionale.
Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale ,Antonio Tajani, in un post social, ha fatto sapere di aver avuto un colloquio telefonico con il Segretario di Stato USA, Rubio, evidenziando: “La guerra in Iran e gli effetti sulla impennata dei prezzi dell’energia sono stati i temi di una telefonata con il mio collega Segretario di Stato Usa Rubio. Gli ho espresso la preoccupazione del Governo italiano per il fatto che l’Iran stia allargando il conflitto in Medio Oriente, arrivando a colpire tutti i paesi arabi del Golfo Persico. La chiusura di Hormuz, se prolungata, potrebbe provocare effetti duramente negativi sulle economie internazionali. L’Italia conferma l’obiettivo che l’Iran non debba arrivare a detenere ordigni nucleari militari, e auspica che si possa arrivare a una fine del conflitto alla quale dovrebbe contribuire un accorto lavoro politico e diplomatico. Ho voluto confermare al segretario di Stato il deciso sostegno dell’Italia ai Paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro Paese”.
Il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, alla presentazione della Relazione annuale dell’intelligence questa mattina, ha dichiarato: “Sul possibile utilizzo di basi militari in Italia da parte degli Usa per la guerra all’Iran ,non c’è stata richiesta, mentre stiamo invece valutando la richiesta di mezzi difensivi da parte di Paesi dell’area del Golfo e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento”.
Nel tardo pomeriggio di oggi, poi, incontro al Quirinale tra il Presidente della Repubblica Mattarella e il ministro della Difesa Crosetto e con la Presidente del Consiglio Meloni, per fare il punto sulla crisi internazionale in atto.
Infine, riguardo agli italiani nelle aree a rischio del Golfo, sono partiti i primi voli per riportarli in Italia. Ieri sera ,a Malpensa e a Fiumicino sono atterrati tre aerei provenienti da Abu Dhabi e dall’Oman. A bordo, 450 persone, tra cui i duecento giovani impegnati in un progetto di studio negli Emirati.
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