di Federica Marengo lunedì 12 ottobre 2026

-Nella giornata di ieri, il Presidente USA Trump ha annunciato in un post sul suo social network una tregua immediata , siglata tra Ucraina e Russia ,relativa agli attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche.
Tuttavia, le parti non hanno confermato l’entrata in vigore di un cessate il fuoco “energetico”.
Il Presidente ucraino Zelensky, infatti, in una conversazione con il giornalista Barak Ravid, ha dichiarato: “L’annuncio del cessate il fuoco è stato una novità per me. Ma se i russi accetteranno una tregua energetica, l’Ucraina acconsentirà. Se il Presidente Trump l’ha negoziata con Putin, per favore, diteci quando inizierà il cessate il fuoco , noi siamo pronti e l’accetteremo”.
Smentito l’accordo ,anche da Mosca.
Quest’oggi, il Presidente Zelensky, tornando sulla questione, nell’ambito del Forum sulla sicurezza di Varsavia, ha sottolineato: “L’Ucraina è pronta a firmare garanzie con gli Stati Uniti per formalizzare il proprio impegno a rispettare una tregua energetica, ma anche la Russia dovrà dimostrare di accettarla. Attendiamo di vedere quali passi concreti gli statunitensi saranno disposti a intraprendere. Questa tregua energetica potrebbe funzionare e potrebbe rappresentare un passo importante verso la fine della guerra, se gli americani intervenissero davvero ora e si assicurassero che la Russia la rispetti. Siamo grati all’America e sosteniamo l’idea di una tregua energetica. Ora anche la Russia deve dimostrare di essere d’accordo. Qualora Washington lo ritenesse necessario, Kiev è pronta a firmare queste garanzie per confermare la propria affidabilità. Per l’Ucraina, l’elemento centrale dell’intesa resta la cessazione degli attacchi russi contro le centrali elettriche e la rete energetica”.
Quindi, alla luce degli attacchi russi delle ultime 24 ore a centrali elettriche, in diverse regioni dell’Ucraina, che hanno determinato un blackout, il leader di Kiev, rilevando come la Russia abbia già violato il “cessate il fuoco energetico” , ha avvertito: “Se la Russia non lo rispetta, l’Ucraina reagirà. È evidente che Putin non legge Truth Social e che i suoi droni Shahed seguono istruzioni diverse. Ma questi post riguardano effettivamente qualcosa che influenza la vita di milioni di persone, e questo li rende estremamente importanti”.
Infine, sull’intesa siglata nei giorni scorsi tra Washington e Mosca sul gasolio e sulla sospensione fino al 7 aprile selle sanzioni USA, il Presidente Zelensky ha affermato: “Non credo che il volume di diesel che la Russia esporta influenzerà il prezzo. Anzi, vediamo che oggi possono esportare da 300 a 500 mila tonnellate al mese. Considerando che il consumo mondiale è di 120 milioni di tonnellate al mese. Quale impatto può avere? Penso nessuno. Se qualcuno pensa che possa averne, che sia così. Quindi, ritengo che qui ci sia una motivazione completamente diversa per queste azioni. Se ci sono queste azioni, perché l’America non stringe un ‘accordo sul diesel’ con l’Ucraina? Proponiamo noi un ‘accordo sul diesel’. Noi influenziamo il fatto che queste navi salpino o meno, che questi impianti di raffinazione funzionino o meno. Se è così, allora facciamolo”.
A Mosca, il portavoce del Cremlino Peskov, nella consueta conferenza stampa, commentando la dichiarazione di Zelensky , secondo cui le elezioni nel Paese si potrebbero indire, se la Russia accettasse una tregua di 60 giorni, ha detto: “La Russia vuole una pace duratura in Ucraina ed è pronta a fare tutto il necessario per questo. Il Cremlino ha ripetutamente detto: non vogliamo una tregua, vogliamo una pace duratura, e siamo pronti a fare tutto il possibile per questo. Se Kiev vuole davvero tenere le elezioni, il presidente Putin sarà pronto a ordinare la cessazione degli attacchi contro l’Ucraina il giorno del voto”.
Poi, riguardo la tregua energetica annunciata dal Presidente Trump, Peskov ha dichiarato: “I contatti sono in corso. Non appena avremo qualcosa da dire su questo argomento, ve lo comunicheremo sicuramente”.
A respingere invece l’ipotesi di una tregua per le elezioni in Ucraina , il ministro degli Esteri russo, Lavrov, che in un punto stampa, ha dichiarato: “Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky non merita una tregua per organizzare le elezioni presidenziali in Ucraina. Non credo che ci lasceremo ancora una volta comprare con rassicurazioni e promesse”.
Intanto, l’Alta rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Ue, Kaja Kallas, stamane, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri in Lussemburgo, ha dichiarato: “Accogliamo con favore la tregua nel settore energetico, purché venga rispettata. Non abbiamo ancora visto se anche la Russia la rispetterà.
Naturalmente, a titolo personale, vorrei anche che la tregua si applicasse alle persone, che non venissero uccise persone. Dovremmo esercitare pressioni sulla Russia affinché cessi la guerra. Perché se smette, anche gli ucraini non dovranno prendere alcuna misura per difendere il loro Paese”.
Proprio la stessa Kallas, al termine del Consiglio Affari Esteri Ue , ha annunciato via social l’adozione di nuove sanzioni contro circa 1600 entità e individui ( 743 persone fisiche e 826 entità, tutte legate al complesso militare-industriale russo), approvate mercoledì scorso dai rappresentanti dei 27 Stati membri a Bruxelles, che prevede il congelamento dei beni nell’Ue e il divieto di ingresso nel territorio dell’Unione, spiegando: “Si tratta del più ampio ampliamento della nostra lista di sanzioni dall’inizio della guerra. L’Europa dimostra ancora una volta di essere unita. Più della metà è legata alla catena di produzione dei missili balistici. Rendiamo la produzione da parte della Russia delle armi che utilizza per uccidere gli ucraini molto più difficile, più lenta e più costosa”.
Kallas, poi, in merito alla tregua energetica, ha dichiarato: “Oggi i ministri si sono espressi a favore di una tregua tra Ucraina e Russia riguardo agli attacchi alle infrastrutture energetiche, a condizione che Mosca la rispetti. Un cessate il fuoco non può funzionare se solo una delle parti lo rispetta. Solo nell’ultima settimana, gli attacchi russi hanno ucciso più di 150 civili ucraini. La Russia ha colpito i ponti di Kiev, le navi cariche di grano nel Mar Nero, ha colpito centrali elettriche e bombardato l’Accademia nazionale delle scienze di Kiev. Non sono queste le azioni di un Paese che cerca la pace. E’ chiaro a tutti che questo non è il momento di allentare la pressione su Mosca. Oggi ,l’Europa ha mostrato un fronte unito. La pressione su Mosca, non le concessioni, è il modo più rapido per porre fine alla guerra”.
Ancora, sull’utilizzo degli asset russi congelati, Kallas ha detto: “La Russia dovrebbe risarcire i danni che sta causando, ed è per questo che la questione dei beni congelati è tornata sul tavolo. Credo che questa discussione continuerà perché, in definitiva, si tratta di condividere i rischi tra gli Stati membri. Ma è importante che la questione non venga accantonata. Non vediamo alcun segnale da parte della Russia che indichi una possibile pace al momento, dobbiamo aiutare l’Ucraina a sopravvivere”.
Infine, sul ruolo dell’Ue, l’Alta rappresentante Ue, Kallas, ha evidenziato: “Credo che sia molto importante porci anche noi come obiettivo la vittoria, il che significa che la Russia non può vincere questa guerra, perché altrimenti ne avremmo altre. Non possiamo permettere che l’Ucraina ceda alle pressioni a cui è attualmente sottoposta, perché in tal caso l’aggressione verrebbe semplicemente premiata. Per noi è fondamentale porsi la vittoria come obiettivo, il che implica che la Russia non possa vincere questa guerra, altrimenti ne avremmo altre in futuro. Spetta Kiev definire cosa significhi concretamente una vittoria. In ultima analisi, spetta agli ucraini decidere. La cosa più importante, al momento, è che l’Ucraina sopravviva”.
Il Presidente del Consiglio Ue, Costa , in un post social, ha scritto: “Nessuno desidera la pace più dell’Ucraina. L’Ue è unita e incrollabile nel suo sostegno all’Ucraina e a tutti gli sforzi volti a porre fine alla guerra di aggressione della Russia. Eppure la Russia continua a inasprire la situazione, intensificando i suoi attacchi sconsiderati contro i civili e le infrastrutture civili in Ucraina, nonché i suoi attacchi ibridi rivolti agli Stati membri dell’Ue. Questo non resterà senza risposta. Oggi gli Stati membri dell’Ue hanno adottato quasi 1600 nuove voci di sanzioni rivolte al complesso militare-industriale russo: si tratta del maggiore ampliamento della nostra lista di sanzioni da quando la Russia ha lanciato la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina. Le azioni della Russia non indeboliranno la nostra determinazione. Continueremo ad aumentare la pressione finché la Russia non si siederà al tavolo dei negoziati e non dimostrerà un impegno sincero a porre fine alla guerra”.
Per l’Ucraina, a commentare il via libera Ue alle sanzioni , il ministro degli Esteri Andrii Sybiha, presente al Consiglio Affari Esteri in Lussemburgo, che ha commentato : “L’Ucraina accoglie con favore il maxi-pacchetto di sanzioni Ue contro il complesso militare-industriale russo. I miei ringraziamenti personali alla Kaja Kallas per la sua leadership determinata e a tutti gli Stati membri dell’Ue per la loro unità e risolutezza. Alla luce degli ultimi brutali attacchi russi contro le città ucraine, la tempistica e la portata di questa decisione sono particolarmente significative. Mosca sta intensificando il suo terrore. L’Europa sta dimostrando che la sua risposta può essere altrettanto decisiva. Il Cremlino ha trascorso anni cercando di dividere l’Europa. Oggi l’Europa sta dimostrando perché Mosca teme la sua unità. A Mosca non dovrebbe essere permesso di considerare il costo del suo prossimo attacco come una semplice spesa gestibile. Il prezzo dell’aggressione deve continuare a superare i calcoli del Cremlino”.
Il ministro Sybiha , poi, ha invitato l’Ue ad usare per la difesa i beni russi congelati, dichiarando: “Riguardo agli strumenti per fare pressione sulla Russia, per alzare il prezzo che la Russia deve pagare per continuare questa guerra: i beni congelati, l’Europa non può più restare immobile. La leva non sta nel trattenere quel denaro, ma nell’usarlo per la difesa. Paga la Russia, non i contribuenti europei. Sentiamo le riserve e siamo pronti ad affrontarle. Responsabilità condivisa, non un onere a carico del Belgio”.
Il Presidente ucraino Zelensky, in un post social, ha sottolineato: “Ringraziamo António Costa, Ursula von der Leyen e tutti gli Stati membri dell’Ue per aver adottato un nuovo pacchetto di sanzioni dell’Ue mirato al complesso militare-industriale russo. È sempre più evidente che la Russia non è disposta ad accettare la tregua energetica proposta dagli Stati Uniti e intende proseguire i suoi attacchi aerei terroristici contro la nostra popolazione e le nostre comunità. Solo oggi, i russi hanno attaccato 6 impianti energetici in Ucraina. In tutto il Paese sono rimaste ferite 33 persone. Questo è ciò che accade quando la Russia intravede la prospettiva di maggiori entrate per la sua macchina da guerra. Pertanto, esercitare maggiore pressione sulle entità russe, in particolare quelle coinvolte nella produzione di missili balistici e di droni Shahed, è il segnale giusto e indispensabile se vogliamo davvero porre fine alla guerra della Russia. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per rendere possibile la pace attraverso la forza”.
Sempre sui suoi profili social, il leader di Kiev , denunciando “il genocidio in corso a Oleshkye non la carestia”, ha riportato un passaggio della sua intervista a Fox News, in cui ha sottolineato: “La scorsa notte non abbiamo attaccato alcuna infrastruttura energetica sul territorio russo, perché il presidente Trump aveva dichiarato che ci sarebbe stata una tregua energetica tra Ucraina e Russia. Noi non abbiamo attaccato, mentre la Russia ha colpito le nostre stazioni di servizio, le infrastrutture energetiche e altri obiettivi. Credo che questa sia stata la risposta di Putin al presidente Trump. E il messaggio della Russia è stato molto chiaro: non sa nulla della tregua energetica. È un peccato, perché i russi trovano sempre delle ragioni per non porre fine a questa guerra. Per questo ritengo che sia necessario esercitare una maggiore pressione sulla Russia”.
Sull’altra questione in discussione a Bruxelles, l’adesione dell’Ucraina all’Ue, il ministro degli Esteri ucraino, Sybiha ha detto di aspettarsi che domani l’Unione Europea decida di aprire il secondo e il terzo cluster di adesione e di aver incontrato la sua omologa ungherese, Anita Orban, a margine del Consiglio Ue e che entrambi si sono congratulati per il successo nell’adempimento dei rispettivi accordi bilaterali, volti a revocare il blocco imposto dal precedente Governo ungherese all’adesione di Kiev all’Ue.
A tal proposito, infatti, il Parlamento ucraino, stamane, ha approvato una legge che garantisce ai cittadini di lingua ungherese e ad altri gruppi minoritari maggiori diritti di ricevere un’istruzione nella propria lingua.
In merito, l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera e la Sicurezza, Kallas, al termine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo, ha evidenziato: “Sono molto lieta che l’Ucraina abbia approvato oggi le leggi necessarie per l’apertura, prevista per domani, di due cluster di allargamento. Il futuro dell’Ucraina è nell’Ue e anche gli Stati membri ci hanno confermato che domani tutto dovrebbe procedere senza intoppi”.
In ultimo, Sybiha ha criticato la decisione dell’Ue di rimuovere dalle liste delle sanzioni due oligarchi russi , lanciando la proposta di sanzionarne altri dieci.
Per il Commissario europeo alla Difesa e allo Spazio, il lituano Andrius Kubilius, dopo i nuovi attacchi del Presidente USA Trump contro il Presidente Zelensky e le aperture di Washington sul gasolio russo, l’Ue e l’Ucraina dovrebbero elaborare una strategia autonoma per arrivare alla pace, senza dipendere dall’ amministrazione americana.
Per la Germania, il ministro degli Esteri tedesco , Wadephul ha sottolineato che “le nuove sanzioni europee stanno rendendo più difficile per il Presidente russo Putin continuare la guerra in Ucraina, in quanto l’Ue ha aggiunto alla sua lista delle sanzioni un numero di persone e aziende mai visto prima e quasi tutte svolgono un ruolo diretto o indiretto negli sforzi bellici della Russia”.
Da Berlino, a margine di un evento della CDU, il cancelliere Merz, ribadendo il sostegno a Kiev, ha dichiarato: “La Russia ha dimostrato di non prendere sul serio i colloqui di pace, rispondendo alla proposta statunitense di una tregua energetica con nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche civili ucraine. Ed è per questo che manteniamo le nostre sanzioni contro la Russia. A seguito degli spietati attacchi di Mosca alle infrastrutture energetiche civili ucraine, dobbiamo anzi inasprirle ulteriormente”.
In Italia, invece, in vista del Consiglio Ue del 15 e 16 ottobre , la maggioranza lavora alla bozza di risoluzione da presentare nell’ambito delle Comunicazioni in Parlamento di domani della Presidente del Consiglio Meloni, nella quale , secondo l’agenzia LaPresse, l’Italia confermerebbe” la continuità del sostegno multidimensionale all’Ucraina , l’impegno nel sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell’indipendenza dell’Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti , a promuovere un ruolo attivo dell’Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale e la pressione sulla Russia, volta , come primo risultato, a raggiungere un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato”; ribadendo che “tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa”.
Negli USA, il Presidente Trump, tornando sull’accordo relativo al gasolio siglato con il Presidente russo Putin, criticato dai leader Ue e da sette senatori repubblicani e democratici , che ne chiedono lo stop, ha rivendicato tale intesa, sottolineando in un post sul suo social network: “L’Unione Europea ha versato alla Russia 250 miliardi di dollari per l’energia, ma i media che diffondono fake news non vogliono nemmeno sfiorare questa notizia. Ho fatto la scelta giusta per il popolo americano: SEMPRE, L’AMERICA PRIMA DI TUTTO!”.
Per la Nato, dal Vertice sulla sicurezza a Varsavia, il comandante supremo dell’Alleanza in Europa, Alexus Grynkewich ha affermato che “Un conflitto con la Russia non è imminente né inevitabile”, ma che “la Nato deve prepararsi anche agli scenari meno probabili”, spiegando: “Essere pronti significa pianificare interventi non solo per gli scenari probabili, ma anche per quelli semplicemente possibili. La Nato punta innanzitutto alla deterrenza, mantenendo trasparenza e canali di comunicazione aperti per evitare incomprensioni. E’ “improbabile” che l’Alleanza venga colta di sorpresa, perché dispone di sistemi di intelligence e analisi capaci di individuare per tempo eventuali preparativi di un attacco e consentire il rapido dispiegamento delle forze. Grazie alla nostra forza collettiva manterremo la pace. Ma se qualcuno fosse così folle da attaccarci, combatteremmo. Fermerebbero l’attacco e impediremmo all’aggressore di raggiungere i suoi obiettivi. In sintesi, qualsiasi aggressione contro un alleato dovrebbe rivelarsi “del tutto vana. L’obiettivo sarebbe esclusivamente difensivo. Non abbiamo né la necessità né l’interesse a innescare un’escalation. Un avversario dovrebbe capire rapidamente che il costo militare di un’escalation sarebbe eccessivo di fronte a un’Alleanza unita, forte e pronta. Sono fondamentali gli investimenti nella difesa e nella base industriale, non solo per fornire capacità militari immediate ma anche per sostenere un conflitto prolungato come quello osservato in Ucraina, dicendosi soddisfatto delle attuali scorte dell’Alleanza”.
Sul fronte dei combattimenti, nelle ultime ore, le forze di Mosca hanno attaccato Kharkiv, Dnipro e Kramatorsk, causando morti e feriti, mentre le forze di Kiev hanno colpito il terminal di carico del petrolio di uno stabilimento di prodotti petroliferi di Novoshakhtinsky ,causando un incendio, poi domato, e mettendo fuori uso sette serbatoi su dodici.
Colpiti con droni, per il secondo giorno consecutivo, anche i data center di un’azienda russa a Vladimir, determinando l’inaccessibilità di un servizio di pagamento.
In merito, secondo l’agenzia Tass, i ministeri russi della Difesa e dello Sviluppo digitale starebbero discutendo misure per proteggere i centri dati dagli attacchi dei droni.
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