di Federica Marengo giovedì 3 settembre 2026

-Sabato 22 agosto, Papa Leone XIV si è recato in Visita Pastorale nella Repubblica di San Marino.
Qui, dopo essere atterrato alle 8:45 sull’Aviosuperficie di Torraccia ed essere stato accolto dalle autorità religiose e civili (i Capitani reggenti) e dai rappresentati delle istituzioni locali, il Pontefice ha raggiunto in auto il Palazzo Pubblico della Repubblica di San Marino, dove, visionata la lettera che il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln inviò nel 1861 a San Marino per l ’assegnazione della cittadinanza onoraria e, firmato il Libro degli Ospiti illustri, ha incontrato le autorità e la società civile, in occasione del centenario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e San Marino, per poi tenere il Suo discorso, incentrato sul tema della “libertà”, in riferimento alla storia stessa del microstato e al testamento spirituale del suo omonimo fondatore.
Il Santo Padre, quindi, ha sottolineato come per “libertà” si intenda il rispetto e la promozione della dignità della persona e della difesa della coscienza, così come tale parola significhi “comunione, incontro, dialogo , costruzione del bene comune e della pace”, attraverso la diplomazia e il multilateralismo, nonché “accoglienza e cura dell’altro”, con l’impegno a difesa del diritto internazionale umanitario.
Al termine dell’incontro, Papa Leone XIV si è affacciato dal balcone del Palazzo Pubblico e ha ringraziato i fedeli radunatisi e il popolo di San Marino, auspicando che esso viva “sempre con l’autentica libertà in Cristo Gesù, con la verità”, e che sia “sempre unito con questo spirito accogliente”.
Successivamente, il Pontefice si è recato in auto alla Basilica di San Marino dove ha venerato le reliquie del Santo Fondatore e Patrono e ha partecipato all’adorazione eucaristica con la comunità ecclesiale.
Il Santo Padre ha poi tenuto il Suo discorso in cui, ricordando l’eredità di San Marino e San Leo, ha invitato i giovani ad avere coraggio e a mettere i propri doni al servizio del bene, della carità e della giustizia, evidenziando l’importanza della famiglia e della Chiesa nella formazione alla fede e al Vangelo, via di libertà , in cui trovare la risposta alle domande dell’uomo.
Infine, Papa Leone XIV ha esortato la comunità ecclesiale ad accrescere l’unità e la comunione tra religiosi e laici, pastori e fedeli e ad essere testimone di fraternità e pace.
A seguire, alle 12: 05 , il Pontefice è partito in elicottero dall’Aviosuperficie di Torraccia per raggiungere Pennabilli, in provincia di Rimini, dove ha fatto visita al Monastero Sant’Antonio da Padova, retto dalle Monache Agostiniane.
Nel pomeriggio, alle 14:53, il Santo Padre è atterrato in elicottero presso l’eliporto della Fiera di Rimini da dove ha raggiunto il Grande Auditorium della Fiera, per visitarne i padiglioni (in particolare la mostra dedicata a Sant’Agostino) e partecipare al 47° “Meeting per l’amicizia fra i popoli”.
Nel Suo discorso, Papa Leone XIV, soffermandosi sul tema annuale del Meeting : “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, ultimo verso del Paradiso della Divina Commedia, ha evidenziato come esso continui ad agire nella storia, nonostante prevalgano la forza, i conflitti e le divisioni, cui opporre la misericordia e l’apertura all’altro, in cui riconoscere un fratello.
Da qui, il Pontefice ha rivolto un appello alla responsabilità, a liberarsi dalla cultura del sospetto e della prepotenza , dall’idolatria del profitto, dalla tecnologia come “business della morte”, per realizzare una conversione sul piano personale e sociale.
Ancora, rivolgendosi ai giovani, il Santo Padre ha esortato questi ultimi a costruire “la civiltà dell’amore”, il cui fondamento è Dio stesso, senza aver paura di andare incontro a chi soffre o vive ai margini del mondo, come pure ha invitato tutti i fedeli ad amare la Chiesa e a custodirne l’unità, continuando a lasciarsi guidare dall’Amore “che move il sole e l’altre stelle”.
Terminato l’intervento alla 47° edizione del Meeting di Rimini, Papa Leone XIV si è recato in auto alla Cattedrale della città dove ha incontrato persone ammalate, persone con disabilità e in condizioni di povertà, assistite dalla Caritas diocesana e da altre realtà.
In serata, poi, il Pontefice ha presieduto la Santa Messa al porto di Rimini e, nel corso della celebrazione, dopo la Liturgia della Parola, ha pronunciato la Sua omelia, nella quale, riflettendo sul brano del Vangelo di Matteo (16,13-20) dove Pietro riconosce in Gesù “il Cristo , il Figlio del Dio vivente”, ricordando la figura del Servo di Dio don Oreste Benzi, ha sottolineato: “Anche noi, dopo due millenni, siamo chiamati a rinnovare la stessa professione di fede: siamo qui perché crediamo che Gesù è il Messia, il Figlio eterno del Padre, consacrato e inviato nel mondo «per servire e dare la sua vita in riscatto per molti». Sì, carissimi, nelle parole di Pietro, noi riconosciamo la verità che ci riempie di gioia e di speranza, e troviamo la via che conduce alla vita: la via di Dio che si mette al servizio dell’uomo , del Maestro che si china a lavare i piedi ai discepoli , del Pastore che si sacrifica per il suo gregge. Ed è in questa luce che guardiamo al gesto di Gesù che consegna a Pietro le chiavi, perché nella Chiesa, ad ogni livello, l’autorità è servizio. Il Papa, i Vescovi, i sacerdoti e i diaconi sono chiamati per primi a viverla così, e ad essi deve unirsi tutto il Popolo di Dio, ciascuno secondo la sua specifica chiamata”.
Quindi, commentando la prima Lettura, tratta dall’Antico Testamento e dal Libro del Profeta Isaia (Is 22,19-23) in cui la figura di Sebna, un funzionario a cui il re Ezechia aveva affidato un grande progetto di rinnovamento religioso, morale e sociale di Gerusalemme e del regno di Giuda, che per ambizione e avidità, abusò del potere ricevuto, il Santo Padre ha sottolineato che : “Aveva dimenticato che la cosa più importante dell’avventura in cui il suo Signore lo aveva coinvolto, non erano i mezzi economici e il potere, ma la possibilità, attraverso di essi, di promuovere un disegno di rinascita per il bene di tutta la comunità. Per questo venne destituito e la sua missione affidata a Eliakim, uomo onesto e libero da condizionamenti, solido nella sua rettitudine come un piolo piantato nel muro, secondo le parole del Profeta Tutto ciò che siamo e abbiamo è dono di Dio, affidatoci perché, nelle sue mani, possiamo essere gli uni per gli altri, strumenti di salvezza nella giustizia, a partire dai luoghi e dalle persone con cui viviamo e lavoriamo ogni giorno, per rivolgerci, con un cuore grande e aperto, al mondo intero”.
Nella seconda Lettura, ha proseguito Papa Leone XIV, “San Paolo, ci parla dei disegni di Dio e dice che sono imperscrutabili: non per la complessità dei suoi ragionamenti, ma per l’immensità disarmante del suo amore, che supera ogni nostra capacità e attesa, “poiché da lui , dice l’Apostolo , per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose”. Dio è semplice, perché è pura carità, e chiama anche noi ad amare con un cuore simile al suo, conformando alle sue vie le nostre vie e ai suoi pensieri i nostri pensieri”.
In ultimo, al termine della Sua omelia, il Pontefice , rivolgendosi alla Chiesa di Rimini, ha invitato quest’ultima a cercare di rendere il territorio accogliente non solo per il ristoro e il divertimento, ma anche per lo spirito, in quanto: “Il mondo in cui viviamo offre tante forme di svago, alcune delle quali, però, portano piuttosto alla dispersione e alla rovina che non a un vero “tornare in sé”, e lasciano il vuoto nel cuore”, mentre “noi sappiamo che il luogo più vero in cui trovare ristoro, in cui incontrare Dio per incontrarci davvero tra noi, non è fuori, nel caos, ma dentro di noi, nel profondo dell’anima”.
Da ciò, il Santo Padre, ringraziando per l’accoglienza e , affidando i fedeli di Rimini all’intercessione di Maria Santissima, di San Gaudenzio e dei Santi Patroni, ha esortato la comunità cristiana: “A coltivare tale esperienza e a trasmetterla, nell’apertura e nell’ospitalità personale e delle strutture, nella cura e nel raccoglimento delle chiese, nella predisposizione all’aiuto e alla carità. E questo sia nei confronti di chi cerca un meritato tempo di riposo dopo un anno di lavoro, sia verso chi, ferito nel corpo e nello spirito, chiede rifugio, cibo e assistenza lontano dalla propria terra”.
Al termine della celebrazione, dopo i ringraziamenti da parte del Vescovo di Rimini , Monsignor Anselmi, e il reciproco scambio dei doni, Papa Leone XIV è partito in elicottero alle ore 20:20 dal Campo sportivo San Giuliano , da dove ha fatto rientro in Vaticano alle 21:14.
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