di Federica Marengo lunedì 31 agosto 2026

-Giovedì 6 agosto, nel giorno della festa della Trasfigurazione del Signore, nell’anno che segna l’ottavo centenario del Transito e della morte di San Francesco, Papa Leone XIV si è recato in Visita Pastorale ad Assisi, dove si è svolto l’evento annuale, cui hanno partecipato oltre 2.500 giovani :“Go! Franciscan Youth Meeting 2026!”.
Dopo l’atterraggio nel campo sportivo “Migaghelli”, il trasferimento in auto presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove il Pontefice è stato accolto dai Ministri Generali degli Ordini Francescani, l’incontro e il dialogo con i giovani in Piazza Santa Maria degli Angeli e il saluto ai rappresentanti degli Ordini Francescani, il Santo Padre ha presieduto la Santa Messa nella Basilica in Porziuncola.
Nel corso della celebrazione, dopo la Liturgia della Parola, Papa Leone XIV ha pronunciato la Sua omelia, nella quale, soffermandosi sulla Festa della Trasfigurazione, rievocata dal brano evangelico dell’apostolo Matteo, ha sottolineato che, come San Francesco e Santa Chiara, anche noi possiamo “trasfigurare”, ovvero: cambiare la nostra vita e “sprigionare luce”, mentre attorno a noi è buio, scegliendo di seguire Gesù, vincendo la rassegnazione e la paura e, sciogliendo i dubbi che ci trattengono.
Poi il Pontefice, rivolgendosi ai giovani, ha evidenziato: “La Chiesa esiste per portarci in questo dinamismo di ascolto e di decisione, in cui comprendere per chi vivere e come vivere. È la comunità in cui imparare a distinguere la voce di Dio, che non coincide mai semplicemente con le nostre opinioni, e osare quell’obbedienza allo Spirito Santo che ha reso audaci e creativi tutti coloro che hanno accettato di seguire Gesù: noi ci de-figuriamo separandoci da Lui e dagli altri; ci trasfiguriamo, invece, nei legami che nutrono e chiamano alla vita. La spiritualità francescana, nella quale siete stati formati, è tra le più attente a riparare i rapporti fondamentali con Dio e con tutte le sue creature: un’armonia da custodire e coltivare, oggi più che mai”.
Quindi, il Santo Padre, ricordando Papa Francesco e la Sua Esortazione Apostolica “Evangelii gaudium”, ha esortato i giovani ad essere “i nuovi Santi che l’Europa e il mondo intero cercano” , a credere nella parola del Vangelo, a diventare umani con la libertà di Gesù Cristo, abbracciando sorella povertà, e ad andare “ dove l’ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti”, toccando così “la miseria umana, la carne sofferente degli altri” e rinunciando a “ cercare quei ripari personali o comunitari che ci permettono di mantenerci a distanza dal nodo del dramma umano”, a costo anche di non essere compresi “persino da quelli di casa, come avvenne a San Francesco”.
Ciò, ha sottolineato Papa Leone XIV, è necessario perché: “Sottrarsi alla cultura della potenza e abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani non è mai tradire la famiglia, la città, la tradizione, ma liberarle dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza, dalla violenza con cui si vorrebbe imporre il proprio piccolo ordine su una realtà che da ogni parte ci supera” e perché “Fidarsi di Dio è ritrovare, come Francesco e Chiara, un mondo di fratelli e sorelle da apprezzare e servire, non da sfruttare e dominare. Non un mondo da difendere, ma da abbracciare”.
Infine, al termine della Sua omelia, il Pontefice, affidando ai giovani le parole della preghiera attribuita a San Francesco, ha rivolto loro un’ultima esortazione: “Votatevi, cari giovani, alla civiltà dell’amore, di cui avete incontrato i germogli in tanti esempi di gratuità, e che trasfigura ,a immagine di Cristo , innumerevoli operatori di pace anche oggi impegnati a servire la vita nei più tragici scenari di morte. Unite le migliori energie della vostra magnifica umanità , gli studi, le competenze, il lavoro, le amicizie, l’amore, la preghiera, attualizzando in modi diversi la visione di Francesco”, così da essere “strumenti di pace” e “portare amore dove c’è odio”, “speranza dove c’è disperazione”, “luce dove ci sono tenebre”.
Conclusa la Santa Messa, dopo il ringraziamento da parte del Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, Monsignor Felice Accrocca e di un giovane in rappresentanza di tutti, Papa Leone XIV, a bordo dell’elicottero papale , è decollato alle 12:16 da Santa Maria degli Angeli, per poi rientrare in Vaticano.
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