di Federica Marengo venerdì 31 luglio 2026

-La settimana politica, si è aperta lunedì 27 luglio, con il sopralluogo della Presidente del Consiglio Meloni e del ministro dell’Interno Piantedosi a Chiomonte, in Val di Susa, nei cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, devastati nel fine settimana scorso, dalla guerriglia scatenatasi nel corso di una manifestazione No Tav, in cui centoventi operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti.
Nel pomeriggio, poi, la Premier ha presieduto il Consiglio dei Ministri nel quale sono stati approvati alcuni provvedimenti, tra cui un decreto-legge che introduce “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali” e un decreto legge in materia di Ilva.
Il decreto sui carburanti, illustrato dal ministro dell’Economia Giorgetti in conferenza stampa, al termine del Consiglio dei Ministri, prevede, alla luce del nuovo incremento dei prezzi, la riduzione di 17 centesimi al litro del prezzo del gasolio usato come carburante, tramite una riduzione dell’aliquota di accisa di 14 centesimi e dell’IVA di ulteriori 3 centesimi, per il periodo dal 30 luglio al 6 agosto 2026.
Inoltre, Palazzo Chigi, nel suo comunicato stampa, ha precisato che analoga riduzione sarebbe stata prevista anche per i giorni 28 e 29 luglio con decreto ministeriale, che , per lo stesso periodo, la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti e che, per tutto il mese di luglio 2026, è prorogato il credito d’imposta riconosciuto in favore dell’autotrasporto, commisurato alla maggiore spesa sostenuta per l’acquisto del gasolio rispetto al prezzo del mese di febbraio 2026.
Il ministro dell’Economia Giorgetti, quindi, ha evidenziato: “Il costo dell’operazione si aggira sui 125 milioni di euro. Si tratta di due articoli, il primo è relativo alle accise, al provvedimento che deve essere visto insieme al decreto interministeriale Mef-Mase ,che prevede uno sconto sul gasolio, e solo sul gasolio, di 17 centesimi fino al 6 agosto. È già previsto un Cdm il 4 di agosto che valuterà cosa fare in base alla situazione è stato inoltre prorogato fino a luglio lo sconto per gli autotrasportatori e il credito di imposta per gli agricoltori”.
Infine, sull’ipotesi circolata alla vigilia del Consiglio dei Ministri di un aumento delle accise sui tabacchi per finanziare la misura, il ministro Giorgetti ha detto: “Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi. Monitoreremo giornalmente l’andamento dei prezzi che evolvono in base alle situazioni di conflitto. È chiaro che la situazione evolve di giorno in giorno. Oggi ad esempio il prezzo del Brent è in calo, la speranza è che questo si traduca tra qualche giorno anche in una diminuzione del prezzo alla pompa”.
La Presidente Meloni, ha così commentato, via social, il provvedimento: “Le tensioni internazionali stanno facendo salire di nuovo il prezzo dei carburanti e, con esso, il costo di tutto quello che viaggia su strada. Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire, abbiamo deciso di intervenire subito: oggi il CdM ha approvato, con decreto, un taglio immediato sul gasolio, il carburante che pesa di più su trasporti, agricoltura e sui prezzi che ogni famiglia paga. Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione”.
L’altro decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, riguardante l’Ilva, prevede, per assicurare la continuità operativa degli impianti siderurgici della società in amministrazione straordinaria, nelle more della procedura di vendita in corso, l’autorizzazione da parte del Ministero delle imprese e del Made in Italy a trasferire alla società Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, su richiesta dell’organo commissariale, fino a ulteriori 100,5 milioni di euro per il 2026, a titolo di finanziamento oneroso e in conformità alla disciplina europea in materia di aiuti di Stato e che la restituzione del finanziamento avvenga entro sei mesi dalla scadenza del contratto di affitto stipulato con ILVA in amministrazione straordinaria o, se anteriore, entro sei mesi dalla vendita dei compendi aziendali.
Tuttavia, nello stesso giorno, la Corte d’Appello di Milano ha disposto la sospensione dell’attività produttiva nell’area a caldo dell’ Ilva di Taranto, con la conseguente chiusura entro 90 giorni.
Ciò, mentre era attesa la formalizzazione dell’accordo per la cessione dell’intero complesso industriale a un primario operatore siderurgico ed era previsto per l’indomani un tavolo con i sindacati.
Alla luce di ciò, prima del Consiglio dei Ministri, si è svolta a Palazzo Chigi una riunione, cui hanno partecipato : la Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, il ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Pnrr, Foti, il ministro dell’Economia Giorgetti, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Urso e i Sottosegretari Mantovano e Fazzolari, al termine della quale, in una nota è stato spiegato che: “Il Governo prende atto del provvedimento della Corte di Appello di Milano, che interviene alla vigilia del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali previsto per domani e che, alla luce di tale decisione, rende tale confronto ancora più necessario” e che “ Nonostante i nuovi sviluppi, il Consiglio dei ministri avrebbe confermato “lo stanziamento di un’ulteriore tranche del prestito necessaria ad assicurare la continuità operativa dell’azienda in attesa del perfezionamento della cessione con riferimento all’area a freddo”.
In merito, il ministro dell’Economia Giorgetti, ha dichiarato: “L’altro articolo in Cdm, che era stato concepito prima della sentenza del Tribunale di Milano, su cui aveva commentato direttamente Palazzo Chigi, sono ulteriori 100 milioni a favore dell’amministrazione straordinaria di Ilva per completare il percorso a questo punto di cessione delle attività.
In questo caso mi sembra vada a circoscrivere le attività a freddo che erano in fase di avanzata definizione e che adesso dovranno essere, diciamo così, aggiornate in base alla sentenza che è intervenuta. Le sentenze sono sentenze, valgono per tutti. La sentenza mi sembra chiara con l’ordine di fermare l’area a caldo, e questo è un fatto su cui stiamo ragionando. Domani, c’è un incontro con i sindacati, ma questo fatto stravolge la fase di cessione che era prossima ad una definizione con la controparte e ora cambia le condizioni della vicenda”.
Indetto dalle organizzazioni sindacali uno sciopero di otto ore per lunedì 3 agosto in tutti gli stabilimenti ex Ilva, con mobilitazione anche a Taranto, mentre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato un nuovo tavolo per martedì 4 agosto alle ore 10, nella sala del Parlamentino del Mimit, al fine di discutere del futuro dell’impianto siderurgico di Taranto.
Critiche le opposizioni, con il Pd, che ha sottolineato: “La decisione della Corte d’Appello di Milano va rispettata e impone a tutti un’assunzione di responsabilità. La politica ha il dovere di farsi trovare pronta e di governarne le conseguenze. Da troppo tempo il Governo ha affrontato la vicenda rincorrendo le emergenze, senza costruire un progetto credibile capace di tenere insieme salute, ambiente, lavoro e futuro industriale. Serve la immediata convocazione del tavolo interministeriale con gli enti territoriali”.
Dal M5S, si evidenzia: “Sull’Ilva sono stati persi quattro anni e sprecati quattro miliardi. Avevamo stanziato anche un miliardo con il Pnrr per la transizione ambientale con idrogeno verde e forni elettrici e invece non si è fatto nulla. Le gare sono andate deluse, una privatizzazione e un progetto falliti. Il governo deve assumersi le proprie responsabilità, anche se ora sarà difficile rimediare in un contesto diventato complicatissimo, fermo restando il rispetto assoluto per il provvedimento giudiziario”.
Le altre due questioni che hanno connotato la settimana politica, sono state quelle dell’annuncio da parte del Vicepremier e ministro degli Affari Esteri Tajani, nell’ambito dell’informativa sugli esiti del Vertice Nato di Ankara resa col ministro della Difesa Crosetto alle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, della decisione del Governo di utilizzare i fondi Ue Safe per la Difesa, chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, precisando che il governo deciderà quanto utilizzare e lo schema di decreto legislativo relativo all’utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale e dell’intelligenza artificiale in ambito di sicurezza, in discussione alle Commissioni delle due Camere.
Quanto ai fondi Safe, il ministro della Difesa Crosetto, nella sua Audizione , ha dichiarato che: “Il programma Safe per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un’alternativa al Bot. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro la fine dell’anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria. La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio”.
Il fondo messo a disposizione dall’Ue, è pari a 150 mila euro da restituire in quarantacinque anni a tasso agevolato, con lo scopo di potenziare la difesa entro il 2030. L’Italia a fine agosto 2025, aveva presentato domanda per 14,9 miliardi di euro, poi accettata da Bruxelles, che attende solo la firma del contratto con il governo, in stallo per un dibattito interno alla maggioranza, vista la cautela al riguardo della Lega, per cui l’ultima parola sull’uso dei fondi spetta al Parlamento.
Tra i partiti di opposizione, positivo il ricorso al fondo Safe per Azione, +Europa e Italia Viva, mentre contrari sono AVS e M5S.
Da Bruxelles, però, il portavoce della Commissione Thomas Regnier ha esortato l’Italia a chiarire il più velocemente possibile.
Riguardo lo schema di decreto legislativo relativo all’utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale e dell’intelligenza artificiale in ambito di sicurezza, per aiutare le forze dell’ordine a prevenire e punire i crimini gravi, in discussione presso le Commissioni parlamentari, esso prevede all’articolo 8 la possibilità di usare sistemi di IA per l’identificazione biometrica remota in tempo reale di persone presenti a manifestazioni in piazza, allo stadio oppure a un corteo e in casi di urgenza (minacce di terrorismo, persone scomparse) e la possibilità da parte della Polizia dell’ uso dei dati biometrici raccolti con l’IA integrati con i sistemi di videosorveglianza presenti nelle città ,attraverso una semplice “comunicazione, anche orale” al pubblico ministero, senza cioè l’autorizzazione di un giudice.
L’art10 del suddetto testo prevede , invece, l’uso di sistemi di videosorveglianza con riconoscimento facciale a posteriori, ammesso però esclusivamente dopo che sia stato commesso un reato, anche tentato, e al solo fine di identificare persone già indiziate.
Ciò vuol dire che, in caso di particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica, i dati biometrici personali potranno essere memorizzati in una banca dati di riferimento, ma solo per 7 giorni; materiale che poi, eventualmente, sarà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Un portavoce della Commissione UE, in merito ha evidenziato che, pur non conoscendo nel dettaglio il provvedimento del governo italiano, il riconoscimento facciale negli spazi accessibili al pubblico è una pratica vietata dalla legge sull’AI (AI Act).
Fonti di Palazzo Chigi, quindi, hanno replicato al rilievo UE, precisando che: “Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’Ai Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorita giudiziaria” e che “L’Italia si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale”, essendo tra i primi Stati in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione.
Contrarie al provvedimento, le opposizioni , che hanno chiesto all’esecutivo di modificare le norme, rafforzando le garanzie a tutela dei diritti fondamentali e adeguandole pienamente alla normativa europea , sottolineando che il governo ha affrontato una materia “così delicata con uno strumento inadeguato, impedendo un confronto parlamentare approfondito” e dicendosi “favorevoli all’utilizzo di strumenti innovativi a disposizione della magistratura e delle forze dell’ordine, ma che, in questo caso, si è andati oltre, prevedendo un uso invasivo per finalità ulteriori”, in quanto “Questi strumenti sono importanti, ma devono essere utilizzati nel rispetto delle norme europee, della Costituzione e delle nostre leggi”.
Infine, a seguito dell’arrivo a nuoto in questi ultimi giorni a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, di quasi 60 mila persone (di cui 48 mila, secondo il ministero dell’Interno spagnolo, già tornate in Marocco), la Presidente del Consiglio Meloni ha confermato la decisione, ventilata già nelle scorse ore, di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera, spiegando in un post social: “Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi. Parallelamente, l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.
Favorevole alla decisione la Maggioranza, con il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Tajani, che ieri ha detto: “È sbagliata la scelta di Madrid, l’immigrazione incontrollata è un pericolo per la sicurezza” , in riferimento alla procedura straordinaria di regolarizzazione dei migranti, attuata dal governo spagnolo.
Parole cui ha replicato il ministro degli Esteri spagnolo Albares, sottolineando: “Da un Paese amico e partner ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica”, annunciando di aver convocato l’ambasciatore d’Italia per protesta.
Fonti del governo spagnolo citate da El Pais, infatti, ritengono che la crisi sarebbe stata innescata non dalle politiche migratorie del governo Sanchez, ma dall’interpretazione di una sentenza della Corte Suprema che vieta il rimpatrio di quanti raggiungono la costa a nuoto e che, tale circostanza sarebbe stata “sfruttata da mafie e organizzazioni criminali per approfittare della vulnerabilità dei migranti”.
Quest’oggi, poi Tajani ha ribadito: “La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile. La crisi dei migranti a Ceuta ci ricorda che la gestione dei confini dell’Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l’uno verso l’altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell’UE, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze”.
Il Premier spagnolo Sanchez , ha poi dichiarato, via social: “La solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no” ed ha elencato il “numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex”: “Attraverso l’Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760. Attraverso il confine orientale: 48.000. Non è tempo di dividere. È tempo di continuare a costruire un’Ue forte e unita”.
Critiche le opposizioni di centrosinistra , che accusano il governo di strumentalizzare la vicenda per fini di propaganda e per alimentare lo scontro politico, sottolineando che il tema dell’immigrazione dovrebbe essere affrontato in chiave europea comune.
Fonti del Viminale , presso cui si è tenuta stamane una riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, ha fatto sapere che “Il ripristino dei controlli in ingresso alle frontiere aeree e marittime con la Spagna non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia che continueranno, come di consueto, a poter arrivare nel nostro Paese senza alcun aggravio burocratico” e che “ Per chi dall’Italia si recherà in Spagna non cambia nulla e la sospensione resterà in vigore per un mese a partire da domani, 1 agosto”, mentre “ i controlli saranno mirati e riguarderanno solo i cittadini di Paesi terzi (extra Ue) provenienti dalla Spagna al fine di verificare la loro regolarità in ingresso in Italia”.
Infine, la settimana politica appena conclusa ha visto dati positivi per il governo, in materia di crescita, come certificato da Istat; dati, così commentati dalla Premier Meloni, via social: “Ancora una volta l’Italia fa meglio delle previsioni. Gli analisti stimavano una crescita tendenziale del PIL dello 0,7%. I dati diffusi oggi dall’ISTAT certificano invece una crescita dell’1,0%, con una crescita acquisita per il 2026 pari allo 0,8%. E mentre a sinistra c’era chi tifava per il rallentamento dell’Italia, i fatti raccontano un’altra storia. Continuate pure a sottovalutarci. Noi continueremo a lavorare e l’Italia continuerà a sorprendervi”.
Positivi, anche i dati in materia di Sanità, visto il rinnovo del contratto del comparto con cui si è completato il percorso dei rinnovi dei principali comparti della Pubblica Amministrazione per il triennio 2025-2027.
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