di Federica Marengo venerdì 3 gennaio 2026

–Nel pomeriggio del 31 dicembre, Papa Leone XIV ha celebrato nella Basilica Vaticana i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e l’inno Te Deum di ringraziamento in occasione della conclusione dell’anno trascorso.
Nel corso della celebrazione, al termine dei riti introduttivi e della Salmodia, il Pontefice ha pronunciato la Sua omelia, nella quale ha sottolineato come la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, che conclude l’Ottava del Natale, coincida con il passaggio da un anno all’altro e con la fine dell’anno giubilare, per cui ringraziare il Signore con l’inno del Te Deum.
Il Santo Padre , si è poi soffermato sulle Letture odierne, sottolineando: “Abbiamo ascoltato nella Lettura biblica una delle stupefacenti sintesi dell’apostolo Paolo: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”. Questo modo di presentare il mistero di Cristo fa pensare a un disegno, un disegno grande sulla storia umana. Un disegno misterioso ma con un centro chiaro, come un alto monte illuminato dal sole in mezzo a una fitta foresta: questo centro è la “pienezza del tempo”. E proprio questa parola , “disegno” , è riecheggiata nel cantico della Lettera agli Efesini: “Il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose / quelle del cielo come quelle della terra. / Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito / per realizzarlo nella pienezza dei tempi”. Sorelle, fratelli, in questo nostro tempo sentiamo il bisogno di un disegno sapiente, benevolo, misericordioso. Che sia un progetto libero e liberante, pacifico, fedele, come quello che la Vergine Maria proclamò nel suo cantico di lode: “Di generazione in generazione la sua misericordia / si stende su quelli che lo temono”.
Tuttavia, ha proseguito Papa Leone XIV, “Altri disegni, oggi come ieri, avvolgono il mondo. Sono piuttosto strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi. Ma la Santa Madre di Dio, la più piccola e la più alta tra le creature, vede le cose con lo sguardo di Dio: vede che con la potenza del suo braccio l’Altissimo disperde le trame dei superbi, rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, riempie di beni le mani degli affamati e svuota quelle dei ricchi “.
Questo, ha evidenziato il Pontefice, perché: “Dio ama sperare con il cuore dei piccoli, e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza. Quanto più bello è il disegno, tanto più grande è la speranza. E in effetti il mondo va avanti così, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute, ma non a Dio, che malgrado tutto credono in un domani migliore, perché sanno che il futuro è nelle mani di Colui che gli offre la speranza più grande. Una di queste persone era Simone, un pescatore di Galilea, che Gesù ha chiamato Pietro. Dio Padre gli ha donato una fede così schietta e generosa che il Signore ha potuto costruirci sopra la sua comunità. E noi siamo ancora oggi qui a pregare presso la sua tomba, dove pellegrini di ogni parte del mondo vengono a rinnovare la loro fede in Gesù Cristo Figlio di Dio. Ciò è accaduto in modo speciale durante l’Anno Santo che sta per concludersi”.
Quindi, a conclusione della Sua omelia, in merito alla fine dell’anno giubilare, il Santo Padre ha detto: “Il Giubileo è un grande segno di un mondo nuovo, rinnovato e riconciliato secondo il disegno di Dio. E in questo disegno la Provvidenza ha riservato un posto particolare a questa città di Roma. Non per le sue glorie, non per la sua potenza, ma perché qui hanno versato il loro sangue per Cristo Pietro e Paolo e tanti altri Martiri. Per questo Roma è la città del Giubileo”, auspicando per la Capitale di “essere all’altezza dei suoi piccoli. Dei bambini, degli anziani soli e fragili, delle famiglie che fanno più fatica ad andare avanti, di uomini e donne venuti da lontano sperando in una vita dignitosa” e ringraziando “ Dio per il dono del Giubileo, che è stato un grande segno del suo disegno di speranza sull’uomo e sul mondo” e “ tutti coloro che nei mesi e nei giorni del 2025 hanno lavorato al servizio dei pellegrini e per rendere Roma più accogliente”.
Infine, Papa Leone XIV, affidando Roma all’intercessione della Santa Madre di Dio, Salus Populi Romani, ha auspicato che essa, “animata dalla speranza cristiana, possa essere al servizio del disegno d’amore di Dio sulla famiglia umana”.
Il Pontefice, poi, terminata la celebrazione, si è recato in Piazza San Pietro per visitare il presepe ivi allestito e salutare i fedeli e le fedeli.
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