di Federica Marengo martedì 11 aprile 2023

-Nella 411° giornata di guerra in Ucraina, la Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, ha votato una serie di emendamenti al sistema di registrazione militare che rende più severe le regole sulla ricezione delle cartoline per l’arruolamento, ma sia lo stesso Peskov che il capo per la difesa della Duma di Stato russa, Kartapolov, hanno smentito che sia prevista una nuova mobilitazione, regolata da un’altra legge.
Il portavoce del Cremlino, Peskov, poi, ha ribadito quanto dichiarato ieri, che la Francia non può essere un Paese UE mediatore ,perché troppo a sostegno, direttamente e indirettamente, dell’Ucraina e che in occasione della Pasqua ortodossa non vi sarà alcune tregua nei combattimenti.
A Kiev, invece, mentre le forze armate sono impegnate sul campo a resistere a Bakhmut (secondo il leader del gruppo militare filorusso Wagner, Prigozhin, le forze russe controllerebbero l’80% della città) e , come annunciato dal ministro della Difesa ucraino, Reznikov,sarebbero pronte ad attaccare la flotta russa nel Mare Nero con un’operazione a sorpresa simile a quella che ha portato all’affondamento dell’incrociatore della Moskva, si sono tenuti una serie di colloqui anche a distanza con gli alleati sul tema della ricostruzione del Paese.
In merito, il Presidente ucraino, Zelensky ha incontrato un imprenditore britannico, parte della squadra di ambasciatori della piattaforma di raccolta fondi United24 a favore dell’Ucraina, per discutere della ricostruzione delle infrastrutture, puntando su digitalizzazione, dotazione di attrezzature adeguate e rifugi antiaerei, ma anche dello sminamento, per cui occorre un’assistenza tecnologica.
Coinvolta nella ricostruzione del Paese , anche l’Italia. Questo pomeriggio, infatti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso ha tenuto una videoconferenza con una delegazione del governo dell’Ucraina guidata dal capo dell’amministrazione presidenziale Andrej Yermak e dal vice primo ministro e ministro dell’Economia Natalja Svyrydenko, per parlare di due progetti per il sostegno ai prodotti e alle imprese ucraine, con Kiev che ha chiesto all’Italia assistenza tecnica per giungere alla creazione di un marchio ‘Made in Ucraina’. Proposta , quest’ultima accolta con favore dal ministro Urso, che già aveva lanciato il progetto nel gennaio scorso durante la sua visita a Kiev, a cui ha assicurato il massimo sostegno. Al vaglio, però, gli aspetti tecnici del progetto per renderlo compatibile con le norme Ue e con gli impegni già presi dall’Ucraina con Bruxelles.
Il secondo progetto riguarda invece la cooperazione tra i sistemi industriali di Italia e Ucraina nel settore dell’industria leggera con il coinvolgimento delle associazioni di categoria italiane e ucraine. Al termine della videoconferenza, hanno evidenziato fonti di Governo, “è stato auspicato il successo della prossima conferenza sulla ricostruzione che si terrà a Roma il 26 aprile: un evento, che si spera possa tradursi presto in un attivo contributo alla ripresa produttiva dell’Ucraina”.
Il sostegno dell’Italia all’Ucraina è stato poi ribadito anche dal Vicepremier e ministro degli Esteri Tajani, nel corso del suo colloquio telefonico con l’omologo ucraino, Kuleba, durante il quale si è parlato anche della protezione della centrale nucleare di Zaporizhzhia da parte dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica AIEA, e del duo direttore Grossi.
Sul fronte dei combattimenti, l’attacco da parte delle forse di Mosca si è concentrato sulla regione orientale dell’Ucraina, in particolare su Donetsk, ma anche su quella meridionale, con circa 56 raid su Kherson, nei quali sono state colpite zone residenziali, un ospedale, un edificio amministrativo , un museo e la chiesa della Natività, causando ingenti danni a tetto, pareti e finestre di quest’ultima.
Per lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, però, nelle ultime 24 h, l’Aeronautica delle Forze di Difesa ucraine avrebbero effettuato otto attacchi contro aree occupate dalle forze di Mosca e un attacco al sistema missilistico antiaereo del nemico.
Secondo quanto riportato da diversi canali social e, confermato dall’agenzia Ria Novosti, un funzionario dei servizi di emergenza ha riferito che un drone armato di ordigno esplosivo e di provenienza sconosciuta sarebbe caduto ieri sull’aeroporto russo di Belgorod, mentre per il governatore ad interim della regione di Dnipro, le truppe di Kiev si starebbero preparando ad attraversare il fiume omonimo nella regione di Kherson.
Quanto alla politica italiana , se in mattinata la Presidente del Consiglio Meloni, ha ricordato con una dichiarazione la Giornata nazionale del mare, nel pomeriggio , quest’ultima, ha presieduto a Palazzo Chigi il Consiglio dei Ministri nel quale , su proposta del ministro dell’Economia Giorgetti, atteso nelle prossime ore a Washington per gli Spring meeting ,gli incontri del Fondo Monetario Internazionale, è stato approvato il Documento di Economia e Finanza (DEF), la cornice economico-finanziaria che, previo aggiornamento, la Nadef ,prevista a settembre, prelude al varo in autunno della legge di Bilancio.
Il Def 2023, si legge nella bozza del documento, pubblicata sul sito del ministero dell’Economia, “tiene conto di un quadro economico-finanziario che, nonostante l’allentamento negli ultimi tempi degli effetti negativi derivanti dalla pandemia e dal caro energia, rimane incerto e rischioso a causa della guerra in Ucraina, di tensioni geopolitiche elevate, del rialzo dei tassi di interesse ma anche per l’affiorare di localizzate crisi nel sistema bancario e finanziario internazionale. In questo contesto, l’economia italiana continua a mostrare una notevole dose di resilienza e vitalità”.
Quindi, sono stati fissati gli obiettivi, quali la riduzione graduale, ma in misura rilevante e sostenuta nel tempo, del deficit e del debito pubblico in rapporto al Pil, confermando gli obiettivi di indebitamento netto fissati nel precedente documento: 4,5% nel 2023, 3,7 nel 2024, 3,0 nel 2025, fino al 2,5 nel 2026. Lo 0,15% di indebitamento in più rispetto al 4,35% previsto nel quadro tendenziale, “permetterà di introdurre, con un provvedimento di prossima attuazione, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull’anno in corso. Ciò sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie e allo stesso tempo , contribuirà alla moderazione della crescita salariale contro una pericolosa spirale salari-prezzi”.
Pertanto, il Pil per quest’anno, nello scenario tendenziale a legislazione vigente, dovrebbe crescere dello 0,9% (all’1% nel quadro programmatico), e dell’1,4% nel 2024(1,5% programmatico), dell’1,3% nel 2025 e dell’1,1% nel 2026 (stesse percentuali nel programmatico) e il Mef precisa nella medesima nota che il dato relativo al 2023 è rivisto al rialzo in confronto al Documento programmatico di bilancio di novembre in cui la crescita del 2023 era fissata allo 0,6%, la stima per il 2024 è rivista al ribasso, dall’1,9 %, in confronto allo scorso novembre. E la proiezione per il 2025 è in linea con il Documento programmatico di bilancio, mentre la decelerazione prevista per il 2026 è dovuta a prassi metodologiche concordate a livello di Unione europea”.
Sempre nella nota del Tesoro, è stato precisato che : “Nel 2022 ,il rapporto debito/pil è risultato pari al 144,4%, 1,3 punti percentuali inferiore rispetto alla previsione del Dpb dello scorso novembre. Una diminuzione che, coerentemente agli obiettivi indicati nello scenario programmatico continuerà progressivamente a scendere nel 2023 al 142,1%, nel 2024 al 141,4, fino a raggiungere il 140,4% nel 2026. Tuttavia, non possono essere ignorati gli effetti di riduzione del rapporto debito/pil che si sarebbero potuti registrare se il super bonus non avesse avuto gli impatti sui saldi di finanza pubblica che sono stati finora registrati”.
Inoltre, il Ministero dell’Economia ha sottolineato come “Per rendere il nostro Paese più dinamico , innovativo e inclusivo non basta soltanto il Pnrr, sebbene il Governo sia al lavoro per ottenere la terza rata del Piano. E’ necessario infatti investire anche per rafforzare la capacità produttiva nazionale e lavorare su un orizzonte temporale più esteso di quello del Piano e che consenta di creare condizioni adeguate a evitare nuove fiammate inflazionistiche. E’ questo un tema che deve essere affrontato non solo in Italia, ma anche in Europa”.
Infine, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa , la Presidente del Consiglio Meloni, durante il CdM, avrebbe sottolineato che “dalla prossima legge di Bilancio bisognerà porsi con concretezza il problema del calo demografico e delle nuove nascite , con misure adeguate”.
Tutto ciò, mentre la Banca mondiale, ha rivisto al rialzo le stime di crescita globali del 2023, ipotizzando un 2% contro l’1,7% precedente, fatto così commentato dalla direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Georgieva, che ha sottolineato: “Nonostante la resilienza dei consumatori, le riaperture della Cina, la crescita globale rimarrà sotto il 3% quest’anno e, cosa più preoccupante, rimarrà intorno al 3% per i prossimi 5 anni . Questo preoccupa soprattutto per quanto riguarda le fasce più deboli e per i paesi più poveri”.
Proprio il Fondo Monetario Internazionale, tramite il capo economista Pierre-Oliver Gourinchas, ha rese note le sue previsioni secondo cui: “La graduale ripresa dalla pandemia e dall’invasione dell’Ucraina continua” ma la “nebbia” si è “addensata” sulle prospettive dell’economia globale: l’incertezza è “alta e la bilancia dei rischi” pende al ribasso. I rischi per il sistema finanziario restano tutto sommato contenuti” e le politiche monetarie “dovrebbero continuare a essere concentrata alla lotta all’inflazione. Il pil dell’Italia crescerà quest’anno dello 0,7%, lo 0,1% in più rispetto alle precedenti stime, dice il Fmi. Ritoccata invece al ribasso dello 0,1% la crescita italiana per il 2024 al +0,8%, un livello con il quale il Belpaese è il fanalino di coda del G7 il prossimo anno”.
Nell’ambito del Consiglio dei Ministri, poi, su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare Musumeci,e dopo un confronto con il ministro dell’Interno Piantedosi, alla luce del fenomeno degli sbarchi che ha registrato nelle ultime settimane un aumento del 300% e, in attesa di un intervento e di una soluzione da parte della UE, l’Esecutivo ha proclamato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale a seguito dell’eccezionale incremento dei flussi di persone migranti attraverso le rotte del Mediterraneo, che avrà la durata di sei mesi e un primo finanziamento di 5 milioni di euro.
Lo stato di emergenza nazionale consentirà di velocizzare le procedure di accoglienza per i migranti, avvalendosi anche del coinvolgimento della Protezione civile e della Croce Rossa italiana, nonché di aumentare e rafforzare le strutture, i Cpr, per i rimpatri dei non aventi diritto alla permanenza in Italia, potenziando le attività di identificazione e di espulsione.
Infine, il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro della Cultura Sangiuliano, ha dato il via libera al Dl che introduce nuove sanzioni penali ed amministrative contro gli atti di eco-vandalismo, in materia di distruzione , dispersione ,deterioramento , deturpamento , imbrattamento e uso illecito dei beni culturali o paesaggistici, che vanno 20 a 60 mila , più le sanzioni penali , per chi distrugga , disperda , deteriori o renda in tutto o in parte inservibile o non fruibile i beni culturali, ed altre sanzioni amministrative, che vanno da 10 a 40 mila euro ,per chi deturpa o imbratta questi beni o destina ad un uso pregiudizievole per la loro conservazione o incompatibile con il loro carattere storico o artistico.
I proventi delle multe saranno destinati al Ministero della Cultura affinché siano impiegati per il ripristino dei beni.
Il ministro Sangiuliano ha infatti spiegato che : “Gli attacchi ai monumenti e ai siti artistici producono danni economici alla collettività. Per ripulire occorrono l’intervento di personale altamente specializzato e l’utilizzo di macchinari molto costosi. Chi compie questi atti deve assumersi la responsabilità anche patrimoniale”.
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