di Federica Marengo lunedì 24 marzo 2025

-Si sono svolti ieri a Riad, in Arabia Saudita, i colloqui tra la delegazione USA, composta dal Direttore senior per l’Europa presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale, Peake, il Direttore per la pianificazione politica presso il Dipartimento di Stato, Anton, gli assistenti dell’inviato speciale Witkoff e il consigliere per la Sicurezza nazionale, Waltz e la delegazione ucraina, guidata dal ministro della Difesa, Umerov, con il vice ministro degli Esteri Oleksandr Karasevych, i vice capi dell’ufficio presidenziale Pavlo Palisa e Ihor Zhovkva e il vice ministro dell’Energia Mykola Kolisnyk, riguardo un possibile accordo di tregua parziale tra Ucraina e Russia.
Secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa ucraino Umerov, la discussione con la delegazione USA è stata “produttiva e mirata” e centrata su argomenti chiave come l’energia e le proposte per la sicurezza delle strutture critiche presenti sul territorio ucraino e della navigazione, ribadendo che Kiev è al lavoro per una pace giusta e duratura.
Al termine dei colloqui, anche il Presidente ucraino Zelensky ha definito i negoziati “produttivi” e ha chiesto agli USA e agli alleati di “fare pressione su Putin affinché cessi gli attacchi e ponga fine all’invasione”.
Un ottimismo , quello di Zelensky sui negoziati, condiviso anche dal Presidente degli USA, Turmp che, in un’intervista al sito di notizie sportive, Outkick, ha dichiarato: “Ho un buon rapporto con Putin e Zelensky e nessun altro, a parte me, è in grado di fermare la guerra in Ucraina. Voglio impedire che muoiano altri soldati ,anche se non sono americani, perché tutto questo potrebbe portare alla terza guerra mondiale. Gli sforzi per evitare un’ulteriore escalation nella guerra tra Ucraina e Russia sono in atto”.
Secondo Bloomberg , che cita fonti vicine al dossier, “La Casa Bianca punta a raggiungere un accordo di tregua tra l’Ucraina e la Russia entro il 20 aprile, che quest’anno fa coincidere la Pasqua sia per la Chiesa cattolica che per quella ortodossa, mentre Vladimir Putin sembra non avere fretta. Gli Usa riconoscono che i tempi potrebbero slittare”.
Il consigliere del capo dell’ufficio del Presidente Zelensky, Serhiy Leshchenko ha fatto sapere che la delegazione di Kiev sarebbe rimasta a Riad e che non sarebbe tornata subito “per poter avere consultazioni dopo i negoziati americani con lo Stato aggressore”.
Oggi, infatti, si sono svolti, sempre a Riad, i colloqui tra la delegazione USA e la delegazione di Mosca, composta dal Presidente della commissione Esteri del Senato russo, Karasin e dal consigliere del Direttore del Fsb, Besida.
Alla vigilia dei colloqui con la delegazione russa, l’inviato speciale USA Witkoff si è detto fiducioso, prevedendo “progressi concreti” come “un primo cessate il fuoco nel Mar Nero che porterà poi alla tregua totale”, ma il portavoce del Cremlino Peskov ha dichiarato che i negoziati con gli Stati Uniti sarebbero stati “difficili”, sottolineando: “Siamo solo all’inizio di questo percorso” e spiegando che l’attenzione principale di Mosca sarebbe stata sulla ripresa di un accordo per garantire una navigazione sicura alle navi commerciali nel Mar Nero, in particolare per i cereali, come è già stato tra il 2022 e il 2023.
Il colloquio tra le due delegazioni, quindi, come riferito dallo stesso Cremlino, è stato incentrato su una possibile intesa per garantire una navigazione sicura per le navi commerciali nel Mar Nero, proposta del Presidente USA Trump e accettata dal Presidente russo Putin.
A tal riguardo, il Presidente della commissione Esteri del Senato russo Karasin ha detto che le consultazioni tra gli esperti russo-americani a Riad “sono creative e in pieno svolgimento” e che “ si discute in modo interessante di questioni piuttosto attuali”.
Inoltre, il Cremlino ha reso noto che il Presidente russo Putin e quello degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, hanno discusso del “dialogo tra Russia e Usa nel contesto della guerra tra Russia e Ucraina” e “dell’obiettivo di trovare modi per risolvere pacificamente il conflitto”, sottolineando che il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, “si è espresso a sostegno degli sforzi intrapresi dalla Russia e dagli Stati Uniti” e “ha accolto con favore le consultazioni dei gruppi di esperti dei due Paesi che si svolgono oggi a Riad” e che “la parte russa ha espresso gratitudine per l’attiva assistenza di mediazione fornita dagli Emirati Arabi Uniti nello scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina”. Il Cremlino, in ultimo, ha affermato che il Presidente Putin e il Presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan hanno deciso di mantenere “uno stretto coordinamento nell’ambito del formato Opec+”.
Secondo l’agenzia Reuters, conclusi i colloqui Russia-USA, i funzionari statunitensi e ucraini terranno un altro round negoziale.
Nel frattempo, il Presidente USA Trump, parlando alla Casa Bianca , a margine di una una riunione di gabinetto della sua Amministrazione, ha dichiarato che l’accordo sulle terre rare con l’Ucraina sarà firmato a breve e che i negoziati fra Stati Uniti e Russia sull’Ucraina in corso a Riad stanno affrontando non solo le questioni legate alla sicurezza della navigazione, ma anche territoriali e di infrastrutture, ovvero : questioni riguardanti le linee di demarcazione, l’ energia, la proprietà delle centrali elettriche, come Zaporizhzhia, in quanto gli USA hanno le competenze per farla funzionare.
Quanto a Bruxelles, in attesa della nuova riunione a Parigi dei Paesi “volenterosi”(ovvero che sostengono l’invio di truppe di pace in Ucraina come garanzia di sicurezza, sotto l’egida Onu, in caso di un accordo tra Ucraina e Russia), guidati da Francia e Regno Unito, prevista per giovedì, cui parteciperà anche la Presidente del Consiglio Meloni e cui la Cina ha smentito di voler aderire, la Vicepresidente della Commissione Ue e Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in visita ufficiale in Israele e Palestina, in conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri di Tel Aviv, Sa’ar, ha dichiarato: “La Russia ha attaccato brutalmente l’Ucraina, colpendo l’integrità territoriale e la sovranità di un altro Stato.E se smettono di uccidere persone in Ucraina, la guerra finirà, perché la guerra non è sul suolo russo”.
Intanto, sul campo, continuano gli attacchi da parte delle forze russe anche sugli impianti energetici, nonostante il Cremlino sostenga che la sospensione dei raid contro le infrastrutture energetiche ucraine, concordata nella telefonata di martedì scorso tra Vladimir Putin e Donald Trump resti in vigore e inviti Washington “a monitorare le violazioni dell’accordo da parte dell’Ucraina”, che, a sua volta, accusa Mosca di “fare dichiarazioni vuote sulla pace”, esortandola a fermare i suoi attacchi.
Nelle ultime 24 ore, infatti , sono state colpite dalle forze russe, con droni: la capitale Kiev, dove 3 persone sono state uccise, tra cui una bambina, e 10 sono state ferite; 2 persone sono state uccise nella regione di Donetsk (una a Pokrovsk e una nel villaggio di Donetsk) e 2 nella regione di Sumy, dove il lancio di missili su una scuola ha causato il ferimento di 88 persone, tra cui dei bambini.
L’esercito ucraino ha annunciato anche di aver riconquistato la cittadina di Nadia, nella regione orientale di Lugansk, mentre l’esercito russo, in avanzata contro l’esercito di Kiev, ha affermato di aver conquistato la città di Sribne, nell’Ucraina orientale.
La Difesa russa ha fatto anche sapere di aver abbattuto nella notte 28 droni ucraini lanciati sulle regioni di: Bryansk, Rostov, sulla Crimea e su Krasnodar.
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