di Federica Marengo lunedì 31 marzo 2025

-In un’intervista a Nbc News, il Presidente degli USA Trump ha dichiarato di essersi “infuriato” quando il Presidente russo Putin ha criticato la credibilità della leadership del Presidente ucraino Zelenskyy e ha ipotizzato un’amministrazione transitoria per l’Ucraina, in quanto “i commenti non vanno nella giusta direzione”, sottolineando: “Se io e la Russia non saremo in grado di trovare un accordo per fermare lo spargimento di sangue in Ucraina, e se riterrò che sia colpa della Russia , cosa che potrebbe non essere , ma se riterrò che sia colpa della Russia, metterò delle tariffe secondarie sul petrolio, su tutto il petrolio che esce dalla Russia. Ci sarà una tariffa del 25% su tutto il petrolio, una tariffa da 25 a 50 punti su tutto il petrolio”.
Più tardi, come riportato da Bloomberg, lo stesso Presidente Trump, che ha annunciato che in settimana avrà un nuovo colloquio con il Presidente Putin, ha detto: “Non penso che Putin si rimangerà la parola” ,mentre a un giornalista tra quelli al seguito sull’Air Force Once ,che gli ha chiesto se vi fosse una scadenza entro la quale Putin possa accordare il cessate il fuoco con l’Ucraina, ha risposto: “È una scadenza psicologica. Se penso che ci stanno prendendo in giro, non sarò felice”.
Infine, riguardo all’accordo con l’Ucraina sulle terre rare, il Presidente Trump, in merito al Presidente ucraino Zelensky, ha detto: “Vedo che sta cercando di tirarsi indietro dall’accordo sulle terre rare. E se lo fa avrà alcuni problemi. Grossi, grossi problemi. Abbiamo fatto un accordo sulle terre rare e ora sta dicendo, beh, sai, voglio rinegoziare l’accordo. Vuole diventare membro della Nato. Beh, non diventerà mai membro della Nato. Lui lo capisce. Quindi, sta cercando di rinegoziare l’accordo”.
Proprio il Presidente ucraino Zelensky , nelle scorse ore, in un messaggio social, ha affermato: “La Russia merita una pressione maggiore, merita tutti i duri provvedimenti che possono indebolire la sua capacità di combattere il suo sistema che altro non vuole che la guerra. Sono necessarie sanzioni contro la Russia. L’Ucraina ha bisogno di più forze di difesa aerea. È necessaria maggiore interazione e unità tra tutti i partner”.
Oggi, invece, sempre Zelensky ha così ricordato, via social, il terzo anniversario della liberazione di Bucha e gli orrori che ivi furono scoperti: “Il mondo vide com’è veramente l’occupazione russa: persone uccise per strada, gente torturata, tombe nei cortili delle case. Da allora, nessuno al mondo può dire di non sapere cosa sta difendendo l’Ucraina. L’Ucraina sta combattendo per la vita della sua gente. Sta combattendo per garantire che nessuno, mai più, faccia sulla Terra ciò che hanno fatto gli occupanti russi. Non perdoneremo i crimini della Russia e questa guerra, perché perdonare significherebbe accettare che un sistema come quello russo attuale abbia il diritto di esistere e di espandersi a spese di altri popoli. Difenderemo l’Ucraina e ristabiliremo la giustizia: la Russia deve essere chiamata a rispondere di questa guerra”.
Poi, in un altro passaggio di un post social, Zelensky ha sottolineato: “Oggi, a Bucha, ho detto che tutti noi vogliamo porre fine a questa guerra il prima possibile, con una sicurezza garantita, una pace duratura e con dignità. Cosa significa con dignità? Che la Russia non deve trarre alcun beneficio da questa guerra e non deve sottrarsi alla giusta responsabilità per ciò che ha fatto. Dal villaggio di Yahidne, nella regione di Chernihiv, dove gli occupanti russi hanno tenuto tutti i residenti rinchiusi nel seminterrato di una piccola scuola per oltre tre settimane, alla nostra Mariupol, distrutta e bruciata dagli attacchi russi. Ricordiamo la devastazione di ogni città e villaggio in Ucraina.
Tutti vedono cosa è successo a Bakhmut, Avdiivka, Vuhledar e a molte altre delle nostre città e villaggi che hanno effettivamente cessato di esistere: non rimane altro che rovine, perché è così che arriva la bandiera russa.
Chiedo a tutti i nostri partner di continuare a sostenere la nostra difesa, la nostra ricerca della pace, la diffusione della verità su questa guerra e tutto il necessario per garantire una pace dignitosa e una reale responsabilità nei confronti dei criminali di guerra”.
Secondo l’Economist, che cita sue fonti, il capo del Governo ucraino, nel corso di una riunione sul tema svoltasi la scorsa settimana, avrebbe “dato istruzioni per avviare i preparativi per il voto questa estate, una volta che sarà entrato in vigore un cessate il fuoco totale, procedendo velocemente per lasciare poco tempo all’opposizione di organizzarsi e non permettere così un disgregamento dell’unità nazionale”.
Ad oggi, con la legge marziale in vigore ,non possono svolgersi elezioni in Ucraina, ma entro il prossimo 5 maggio il Parlamento( Verkhovna Rada) dovrà votare se estendere o meno la legge marziale introdotta subito dopo l’inizio dell’invasione della Russia. Inoltre, la legge richiede un periodo minimo di 60 giorni per la campagna elettorale.
Sempre secondo le fonti citate dall’ Economist, saranno necessari almeno tre mesi per aggiornare i registri elettorali e si starebbe discutendo della possibilità di usare la app del governo Diia per consentire ai soldati al fronte e agli sfollati di votare.
A tal proposito, la Commissione Elettorale Centrale di Kiev, nella sua valutazione pubblica, ha evidenziato che “sarà necessario più tempo del previsto per organizzare le elezioni in Ucraina che rispettino gli standard democratici dopo la guerra con la Russia, almeno rispetto ai termini stabiliti dalla legge di 60 giorni per il processo elettorale per il Parlamento e di 90 giorni per le presidenziali” e che “uno dei problemi principali sarà garantire la partecipazione di milioni di ucraini all’estero e nelle aree attualmente occupate dalla Russia”, perché “ tra i 5 e i 6 milioni di elettori si trovano fuori dal Paese, ma meno di 400.000 sono registrati presso i consolati”.
Tuttavia, il Presidente della Commissione Elettorale, Oleh Didenko, in un’intervista a Ukrainska Pravda, ha precisato che “Si prevede comunque la presenza di diversi milioni di elettori all’estero, motivo per cui si sta valutando l’apertura di seggi elettorali aggiuntivi al di fuori delle ambasciate e dei consolati. Tra le opzioni discusse, vi sono anche il voto per corrispondenza e il voto elettronico”.
A Mosca, il portavoce del Cremlino, Peskov, smentendo le tensioni con la Casa Bianca, dopo le dichiarazioni del Presidente Trump e, sottolineando come non sia stato formato ancora alcun documento e come le sanzioni alla Russi siano ancora in vigore, ha dichiarato che Russia e Stati Uniti continuano a lavorare per risolvere il conflitto in Ucraina, ma che per ora non vi sono dettagli perché si tratta di un processo che richiederà tempo, ribadendo che Mosca continua a lavorare con gli Stati Uniti, “in primo luogo per ricostruire le nostre relazioni che hanno subito enormi danni sotto la precedente amministrazione”.
Intanto, secondo le agenzie Tass e Interfax, il Presidente russo Putin ha firmato l’ordine di coscrizione di primavera. Secondo quanto stabilito dal decreto, “la cartolina per la leva obbligatoria sarà invitata ai giovani di età compresa tra 18 e 30 anni che non sono riservisti, per un totale di 160.000 persone”, ovvero più dei 150mila del 2024 e dei 147mila del 2023, al fine di accrescere gradualmente il numero di appartenenti alle forze armate.
Quanto agli alleati europei dell’Ucraina, la Vicepresidente della Commissione Ue e Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, a margine della riunione del G5+, ovvero dei ministri degli Esteri di Francia, Spagna, Polonia, Italia ( presente, la segretaria di Stato, Maria Tripodi, delegata dal Vicepremier e ministro Antonio Tajani), e del Regno Unito e dell’Ucraina, gruppo creato a novembre per garantire la continuità del sostegno a Kiev, e del commissario Ue alla Difesa Kubulius, tenutasi quest’oggi a Madrid, ha detto: “Abbiamo bisogno che la Russia mostri buona volontà e che gli Usa facciano più pressioni su Mosca perché interrompa la guerra. Sono passate tre settimane da quando l’Ucraina ha accettato una tregua senza condizioni e la Russia continua fare giochetti e non vuole la pace. La Russia deve smetterla con le tattiche dilatorie. Deve ricambiare accettando senza indugio, come ha fatto l’Ucraina, un cessate il fuoco immediato e incondizionato. Dobbiamo vedere dei progressi entro un lasso di tempo definito”.
Durante la riunione, dedicata ai temi dell’autonomia e della sovranità europea e della sicurezza, per cercare un “migliore coordinamento per continuare ad aiutare l’Ucraina a conquistare la pace”, il ministro degli Esteri iberico Albares ha criticato le “tattiche di rinvio da parte di Mosca del cessate il fuoco proposto dall’Ucraina, poiché non vuole la pace”, ribadendo il sostegno a Kiev: “Dobbiamo prendere decisioni perché la voce dell’Europa possa unirsi a quelle di coloro che vogliono la pace”.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, invece, ha dichiarato: “Diverse settimane fa l’Ucraina ha acconsentito a un cessate il fuoco incondizionato, tuttavia la Russia continua i suoi crimini di guerra e credo che oggi la Russia debba agli Stati Uniti d’America, che si sono impegnati molto per raggiungere un cessate il fuoco, una risposta chiara sulla sua volontà o meno di procedere verso la pace, è sì o è no”.
Al termine del vertice, i ministri degli Esteri di Francia, Italia, Spagna, Polonia, Germania e Regno Unito e l’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, nella dichiarazione congiunta, hanno affermato: “In occasione del terzo anniversario della strage russa a Bucha, Occidente ribadisce “l’incrollabile sostegno all’indipendenza, sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina” ed esorta la Russia “a porre fine alle sue tattiche dilatorie ed accordare senza esitazioni, come ha fatto l’Ucraina, un cessate il fuoco immediato e incondizionato, a parità di condizioni e applicandolo pienamente”, ribadendo la necessità di una pace globale, giusta e duratura, basata sui principi delle Nazioni Unite e il diritto internazionale e, sottolineando che “L’aggressione russa contro l’Ucraina non è cessata” e che “Mosca deve accettare il cessate il fuoco con un quadro temporale chiaro rispetto ai progressi”.
Il G5+ ,poi, si è impegnato ad assumere più responsabilità nella sicurezza e difesa europee, sulla base delle recenti riunioni a Parigi e Londra , a un maggiore sostegno politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico a Kiev e ad aumentare la pressione sulla Russia.
Infine, nelle conclusioni della dichiarazione congiunta, si legge che: “Il futuro dell’Ucraina è in Europa e nell’Unione Europea”, e si assicura che “i beni russi devono restare congelati, fino a quando Mosca non porrà fine alla sua aggressione e risarcirà i danni causati”.
Sul fronte dei combattimenti, proseguono gli attacchi russi sull’Ucraina. Nella notte, infatti, colpite le regioni di Kharkiv, dove 2 persone sono rimaste ferite, Sumy e Chernihiv. Quest’oggi, invece, le forze russe hanno colpito la città di Kupiansk nell’Oblast di Kharkiv con diverse bombe aeree guidate, ferendo un uomo e due donne.
La Difesa russa, invece, ha fatto sapere di aver abbattuto 66 droni ucraini su diverse regioni , quali: Bryansk, Kaluga e Kursk.
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