di Federica Marengo venerdì 14 marzo 2025

-Dopo i negoziati a Gedda tra le delegazioni di Stati Uniti e Ucraina, conclusisi con il sì di Kiev alla proposta americana di una tregua con la Russia di trenta giorni, il Presidente russo Putin ha risposto in diretta televisiva dichiarando che Mosca sostiene l’idea di una tregua in Ucraina, ma che vi sono una serie di “sfumature” che vanno ancora analizzate e, sottolineando che, “ad ogni modo, ogni cessate il fuoco deve essere tale da portare ad una pace a lungo termine e affrontare le cause di fondo del conflitto”.
Il numero uno del Cremlino ha poi aggiunto che: “I particolari vanno messi a punto con ulteriori consultazioni con gli Stati Uniti, magari a livello di presidenti”, esprimendo “gratitudine” per gli sforzi del suo omologo americano Trump per porre fine al conflitto.
Inoltre, il Presidente Putin ha evidenziato il successo delle truppe russe, registrato negli ultimi giorni nella regione di Kursk, dove si è recato ieri, in tenuta militare per visitare le forze impegnate nei combattimenti, affermando: “Qui tutto è sotto il nostro completo controllo e nei prossimi giorni alle truppe ucraine ancora presenti resteranno solo due opzioni: arrendersi o morire. Sulla base di come si svilupperà la situazione sul terreno, concorderemo i prossimi passi per la cessazione del conflitto e per raggiungere accordi accettabili per tutti”.
Dubbi sulla proposta di tregua sono stati espressi dal consigliere di politica estera del Presidente Putin, Ushakov, secondo cui la proposta di un cessate il fuoco per trenta giorni è una soluzione “affrettata” che non condurrebbe ad una soluzione “duratura” del conflitto e , comunque, deve essere modificata per tenere conto degli interessi della Russia, perché “rappresenta solo l’approccio dell’Ucraina”.
Tra le condizioni di Mosca, per una pace duratura, come ribadito dal portavoce del Cremlino Peskov, sicuramente, la rinuncia (per sempre) dell’Ucraina all’adesione alla Nato; il riconoscimento da parte dell’Ucraina della sovranità russa oltre che sulla Crimea, annessa dal 2014, anche sulle quattro regioni di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, parzialmente occupate; la creazione di zone cuscinetto demilitarizzate a nord-est, in prossimità delle regioni russe di Bryansk e Belgorod e, a sud, nei pressi di Odessa; la deposizione di Zelensky e la convocazione di nuove elezioni da cui dovrà scaturire un esecutivo filo-russo o neutrale; lo stop a ogni aiuto (specie militare) a Kiev dall’Occidente appena scatterà la tregua; nessun contingente di pace sul territorio, con la Russia che potrebbe accettare di non schierare i suoi missili a medio raggio in Bielorussia, al confine con la Ue; la riduzione dell’esercito ucraino da 1.000.000 uomini a poche decine di migliaia e l’invio di osservatori per verificare il rispetto della tregua.
Intanto, il Presidente degli USA Trump, a margine dell’incontro con il Segretario generale della Nato Rutte ha così commentato la risposta del Presidente russo Putin: “Putin ha fatto una dichiarazione molto promettente, ma non completa. Sarebbe un momento molto deludente per il mondo, se la Russia rifiutasse un piano di pace. Mi piacerebbe incontrarmi, parlare con Putin”.
Nelle scorse ore, però, il Presidente Putin e l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, si sono incontrati a Mosca, a porte chiuse, per discutere della tregua e delle possibili condizioni per la pace.
Witkoff è quindi tornato negli USA con un messaggio da parte di Putin.
Quest’oggi, il Presidente degli USA Trump, in un post sul suo social network, ha scritto: “Abbiamo avuto discussioni molto buone e produttive con il presidente russo Vladimir Putin ieri, e ci sono ottime possibilità che questa orribile e sanguinosa guerra possa finalmente giungere alla fine. Ho chiesto a Putin di risparmiare le vite delle truppe ucraine completamente circondate nella regione di Kursk , in una posizione molto difficile e vulnerabile. Ho chiesto con forza al Presidente Putin che le loro vite vengano risparmiate. Questo sarebbe un massacro orribile, uno come non si vedeva dalla Seconda Guerra Mondiale. Dio li benedica tutti”.
Infatti, il portavoce del Cremlino Peskov aveva fatto sapere che “vi è ragione di essere cautamente ottimisti su una soluzione del conflitto in Ucraina”, sottolineando che una decisione su un nuovo colloquio telefonico fra Putin e il presidente americano Donald Trump sarebbe stata presa dopo che l’inviato speciale USa Witkoff avesse riferito a Washington un messaggio di Putin.
Secondo l’agenzia Tass, il Presidente russo Putin, riguardo ai rapporti con l’amministrazione Trump ha dichiarato: “La nuova amministrazione Usa guidata dal presidente Trump sta facendo di tutto per ripristinare almeno qualcosa di ciò che è stato praticamente ridotto a zero e distrutto dalla precedente amministrazione americana e in generale, la situazione nei rapporti tra Mosca e Washington sembra iniziare a muoversi. Ma la ripresa delle relazioni con Washington è un processo che non è facile, per non dire complicato”.
Poi , il Presidente Putin ha anche affermato che, “in caso di resa e deposizione delle armi, ai soldati ucraini nella regione di Kursk saranno garantite la vita e un trattamento dignitoso”.
Il Presidente ucraino Zelensky, invece, in un post social ha scritto: “Vladimir Putin sta facendo tutto il possibile per sabotare la diplomazia ponendo condizioni estremamente difficili e inaccettabili fin dall’inizio, anche prima di un cessate il fuoco. Putin non riuscirà a porre fine a questa guerra da solo. Ma la forza dell’America è sufficiente per farlo” e ha invitato Washington a “prendere misure forti’.
Ancora, il Presidente Zelensky, che ha avuto un colloquio con il con il Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin e con il Patriarca ortodosso di Costantinopoli ,Bartolomeo, con cui ha parlato della liberazione dei prigionieri di guerra e dei civili, nonché del ritorno dei bambini ucraini deportati, in un altro post social ha dichiarato: “Non auguriamo a nessuna nazione anni e decenni di guerra. In Ucraina vogliamo la pace. Fin dai primi momenti di questa guerra, volevamo solo una cosa: che la Russia lasciasse in pace il nostro popolo e che gli occupanti russi se ne andassero dalla nostra terra. Questo è un desiderio naturale per qualsiasi nazione: il desiderio di indipendenza e sicurezza. È per questo che stiamo combattendo. Stiamo combattendo sia con le armi che con la diplomazia. Ora abbiamo una buona opportunità per porre fine a questa guerra, per porvi fine rapidamente e per garantire la pace”.
Tuttavia, Zelensky ha ammesso che nella regione di Kursk la situazione in questi giorni “è molto difficile” per le truppe ucraine, per via dell’avanzata delle forze russe. A tal riguardo, lo Stato Maggiore delle Forze armate dell’Ucraina ha smentito la notizia del presunto “accerchiamento” delle unità ucraine da parte di Mosca.
Nel frattempo, in Canada si è svolto il G7 dei ministri e delle ministre degli Esteri, nel quale si è discusso della guerra in Ucraina , della proposta americana di tregua e della guerra in Medio Oriente. Al termine del summit, si è poi riusciti a raggiungere una sintesi.
Infatti, come si legge nella bozza della dichiarazione finale: “ Il G7 ha accolto con favore gli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco in Ucraina, in particolare l’incontro Usa-Kiev in Arabia Saudita. I membri del G7 hanno applaudito l’impegno dell’Ucraina per un cessate il fuoco immediato, passo essenziale verso una pace globale, giusta e duratura in linea con la Carta Onu. I membri del G7 hanno chiesto alla Russia di ricambiare accettando un cessate il fuoco a parità di condizioni e di attuarlo pienamente”.
I leader e le leader del G7, inoltre, hanno riaffermato il loro “incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua integrità territoriale e del suo diritto di esistere, nonché della sua libertà, sovranità e indipendenza”, e chiesto assicurazioni per la sicurezza di Kiev, per garantire che “ possa dissuadere e difendersi da qualsiasi nuovo atto di aggressione” ,avvertendo la Russia che, “qualora non accettasse un cessate il fuoco, potrebbe subire ulteriori sanzioni, tra cui i limiti al prezzo del petrolio”.
Presente al G7 in Canada, per l’Italia, il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Tajani che ha tenuto una serie di incontri a margine della ministeriale come quello con l’omologo francese Barrot ,con cui ha “ribadito l’importanza di lavorare assieme alla competitività dell’Europa e alla costruzione di un futuro di pace ,anche rafforzando le capacità di difesa comune in raccordo con la NATO, in quanto l’UE deve restare unita per affrontare con efficacia le principali crisi internazionali.
Altro incontro poi, quello con l’omologa canadese, Joly, con cui ha “ribadito il ruolo chiave del partenariato politico ed economico con il Canada, definendo “eccellente” il coordinamento tra la presidenza italiana e quella canadese del Gruppo dei Sette e sottolineando la volontà di “preservare la solidità dei legami transatlantici per affrontare insieme le sfide del nostro tempo”.
Infine, il Vicepremier e ministro Tajani ha incontrato il Segretario di Stato USA Rubio, e ha così commentato in un post social il colloquio avuto con quest’ultimo: “Le relazioni tra Italia e Stati Uniti sono solide e rivolte al futuro. L’amichevole incontro che ho avuto con il Segretario di Stato Rubio è servito a confermare la centralità della collaborazione transatlantica nella politica estera italiana. Abbiamo parlato delle iniziative per raggiungere la pace in Ucraina, della sicurezza del continente europeo, concordando sulla necessità anche da parte dell’Italia e dell’Europa di investire di più in difesa. Ho ribadito la necessità del dialogo per evitare guerre commerciali”.
Proprio il Segretario di Stato USA Rubio, nell’ambito del G7, ha ribadito la sua richiesta di fare “concessioni” alla Russia e all’Ucraina dopo la dichiarazione finale del G7 che afferma il suo “incrollabile sostegno all’integrità territoriale”: “L’unico modo per porre fine a questa guerra è attraverso un processo di negoziazione”, ha dichiarato ai giornalisti dopo i colloqui tra i capi delle diplomazie del G7 in Canada. I negoziati, che siano nel campo degli affari, del commercio o della geopolitica, richiedono che entrambe le parti facciano concessioni. Continuiamo a riconoscere che è una situazione difficile e complessa e che non sarà facile, non sarà semplice, ma noi sentiamo con certezza che siamo almeno qualche passo più avanti verso la fine di questa guerra e portare la pace”.
Quanto a Bruxelles, dopo il via libera al piano di riarmo dell’Unione da parte dell’Europarlamento, il Consiglio Ue ha approvato stamane con procedura scritta il rinnovo periodico del regime sanzionatorio nei riguardi di una lista di individui accusati di violare o minacciare l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Ciò dopo aver raggiunto un compromesso con l’Ungheria, che inizialmente si era dichiarata contraria e aveva chiesto di cancellare nove nomi dalla lista, affinché non ponesse il veto, per consentire il rinnovo. Quindi, si è deciso di rimuovere dalla lista quattro nomi, (su uno dei quattro vi era già l’accordo fra tutti gli Stati membri, in quanto nel suo caso erano state ritenute deboli le motivazioni legali delle sanzioni).
In merito, la Presidente della Commissione von der Leyen ha scritto in un post social: “L’Ue aumenta la pressione sulla Russia. Estendiamo le nostre sanzioni a circa 2400 individui ed entità per l’aggressione in corso della Russia contro l’Ucraina, tra cui:- Divieti di viaggio – Congelamento dei beni – Divieto di finanziamenti/risorse. La nostra determinazione a sostenere l’Ucraina è decisiva”.
Sempre Bruxelles, poi,è a lavoro per un nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina da 40 miliardi di euro.
Infine, domani, si terrà il summit in video-call della “Coalizione dei Volenterosi”, voluto dal Premier britannico Starmer, cui parteciperanno 37 Paesi europei, asiatici e membri del Commonwealth, per discutere “le possibili strategie per un cessate il fuoco duraturo, ma anche il modo in cui sostenere l’Ucraina nella sua posizione, qualora dovesse essere raggiunto un accordo negoziato con la Russia”.
Le proposte elaborate verranno presentate al Presidente USA Trump.
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