di Federica Marengo martedì 13 gennaio 2026

-Proseguono gli attacchi israeliani su Gaza, nonostante la tregua in vigore dal 10 ottobre scorso.
Secondo quanto riferito da Al Jazeera, che cita fonti della Striscia, tre palestinesi sono stati uccisi in seguito ad un lancio di droni da parte dell’esercito di Tel Aviv.
Un’altra persona, poi, in un altro attacco delle forze israeliane , è rimasta ferita nella zona di al-Batn al-Sameen, a Khan Younis.
Dal 7 ottobre del 2023 ad oggi, in base a quanto riferito da fonti palestinesi, sono più di 71.400 le persone, in maggioranza donne e bambini, uccise dall’ esercito di Tel Aviv e oltre 171.000, quelle ferite.
A conferma dei ripetuti attacchi di Tel Aviv a Gaza, nonostante il cessate il fuoco, il New York Times , che ha pubblicato un suo report basato su immagini satellitari di PlanetLabs, secondo cui Israele starebbe continuando a demolire Gaza, nonostante il Piano di pace USA.
Infatti, sottolinea la testata americana, dall’inizio del cessate il fuoco, le Idf hanno distrutto più di 2.500 edifici e, “seppure la maggior parte della distruzione sia avvenuta all’interno della linea gialla, ovvero nelle aree sotto il controllo delle Idf, decine di edifici sono stati distrutti oltre la linea gialla, come nelle aree effettivamente sotto il controllo di Hamas, dove l’esercito israeliano aveva accettato di interrompere le sue operazioni”.
Inoltre, nel rapporto del New York Times, si legge che “Interi isolati di edifici, terreni agricoli e serre sono stati rasi al suolo all’interno della linea gialla”.
Anche sul fronte del Libano, continuano gli attacchi delle forze di difesa israeliane contro le forze dell’Unifil. Lo Stato maggiore della Difesa iberico , infatti, ha fatto sapere che carri armati da combattimento delle forze di Israele hanno aperto il fuoco ieri ,contro una pattuglia spagnola di caschi blu della missione Onu e che non vi sono state conseguenze né feriti.
In seguito a ciò, il ministero della Difesa spagnolo, in una nota diffusa quest’oggi, ha ricordato che “Qualunque azione ostile contro le forze Unifil rappresenta una seria violazione della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1701, oltre a mettere a rischio la loro sicurezza”.
Intanto, mentre secondo il Times of Israel, che cita un funzionario israeliano e un diplomatico arabo , Israele starebbe elaborando dei piani per lanciare nuove operazioni militari intensive a Gaza a marzo, con un’offensiva mirata a Gaza City , per spingere la linea di cessate-il-fuoco chiamata “Yellow Line” verso ovest, fino alla costa dell’enclave palestinese, al fine di ampliare ulteriormente il controllo israeliano sul territorio, sottolineando che l’operazione non potrà procedere senza il sostegno degli Stati Uniti, che stanno ancora cercando di procedere verso la seconda fase del Piano di pace e il disarmo di Hamas, proprio una delegazione di Hamas, con rappresentanti delle fazioni palestinesi, si è recata al Cairo per avviare un nuovo ciclo di negoziati sul meccanismo di attuazione per la seconda fase del Piano Trump.
In particolare, secondo fonti della stampa araba, le fazioni starebbero discutendo al Cairo la formazione del Comitato tecnico e ,l’Egitto starebbe organizzando incontri allargati di diverse fazioni palestinesi per discutere le modalità di attuazione della prossima fase del piano USA per Gaza.
Tuttavia, Hamas ha fatto sapere che , come previsto dal piano di pace mediato dagli Stati Uniti, scioglierà il suo attuale governo nella Striscia di Gaza quando un Comitato direttivo di tecnocrati palestinesi avrà preso il controllo del territorio. Hamas e l’Autorità Nazionale Palestinese, però, non hanno ancora annunciato le tempistiche e i nomi dei tecnocrati e, non si hanno informazioni riguardo al fatto che tali figure debbano ricevere o meno il via libera da Israele e dagli USA.
A giorni, inoltre, dovrebbero essere annunciati da Washington i nomi degli esponenti del Consiglio di Pace, voluto dal Presidente USA Trump, che supervisionerà il governo e altri aspetti del cessate il fuoco ,tra cui il disarmo di Hamas e l’invio nella Striscia di una forza di sicurezza internazionale.
Quanto alla situazione in Siria, secondo i media di Damasco, nelle ultime ore, si sono registrati diversi scontri armati tra le Forze Democratiche curdo-siriane e le fazioni governative agli ordini del Presidente al-Sharaa, nella Siria nord-orientale, a sud e a nord di Raqqa e nel distretto di Tabqa, tra Aleppo e Raqqa, due giorni dopo la resa e l’evacuazione da Aleppo dei feriti e dei civili e delle Forze democratiche curdo-siriane , sconfitte dall’avanzata governativa nei quartieri di Sheikh Maqsud e Ashrafiye.
Tuttavia, in una dichiarazione, le Forze Democratiche curdo-siriane hanno affermato che continueranno a combattere ora che i feriti e i civili sono stati evacuati, in un “cessate il fuoco parziale”.
Gli scontri erano scoppiati martedì scorso, nei quartieri a maggioranza curda di Sheikh Maqsoud, Achrafieh e Bani Zaid, dopo che il governo e le Forze Democratiche curdo- siriane, non sono riusciti a trovare un accordo su come integrare le suddette forze, sostenute dagli USA, nell’esercito nazionale, nel quale vi sono alcune delle fazioni che in precedenza costituivano gruppi ribelli, sostenuti dalla Turchia, a lungo contro le forze curde.
Infine, in merito alla situazione in Iran dove, secondo l’ Iran International”, media di opposizione con base a Londra, “almeno 12.000 persone, molte under 30, sarebbero state uccise” nelle proteste contro il regime e la crisi economica, le forze di difesa israeliane (Idf) , pur non avendo modificato le linee guida per i civili, come invece accade in caso di minaccia , hanno fatto sapere di essere in allerta per “scenari a sorpresa”, legati alle proteste in corso nel Paese e dopo che gli Usa hanno annunciato di valutare la possibilità di un intervento militare contro il regime di Teheran.
L’Iran, infatti, nei giorni scorsi ha dichiarato che avrebbe reagito in caso di attacco da parte di Israele o degli Stati Uniti.
Il Presidente USA Trump, che nelle prossime ore terrà un discorso televisivo in cui parlerà dell’Iran, ha così esortato i manifestanti , definiti “patrioti iraniani”: “L’aiuto è in arrivo. Continuate a manifestare. Prendete il controllo delle istituzioni. Salvate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto”.
©Riproduzione riservata