di Federica Marengo mercoledì 2 aprile 2025

-Dopo l’interruzione della tregua, proseguono i raid israeliani su Gaza, che, dopo l’annuncio del ministro della Difesa Katz, si espandono su un’area più vasta, quale Khan Younis , Rafah (dove sono state uccise 21 persone, Jabalia (dove sono state uccise 16 persone) , al fine, a detta dello stesso ministro, di “eliminare e bonificare il territorio dai terroristi e da infrastrutture terroristiche e conquistarne parti che saranno incorporate nelle zone di sicurezza israeliane”. Inoltre, Katz ha invitato la popolazione di Gaza “ ad agire subito per cacciare Hamas e restituire tutti gli ostaggi”.
A tal proposito, il Premier israeliano Netanyahu, riferendosi a tale espansione nella zona cuscinetto al confine tra la Striscia e l’Egitto, in un videomessaggio, ha dichiarato: “Stasera abbiamo cambiato marcia nella Striscia di Gaza. L’Idf sta conquistando territorio, colpendo i terroristi e distruggendo le infrastrutture. Israele si sta impossessando della ‘Morag Route’.Questo sarà il secondo corridoio Philadelphi. Dato che stiamo attualmente dividendo la Striscia, stiamo aumentando la pressione passo dopo passo, in modo che i nostri ostaggi ci vengano consegnati. E più a lungo non ce li riportano indietro, più aumenteremo la pressione”.
In merito, il sottosegretario britannico agli Affari esteri Hamish Falconer, dicendosi “profondamente preoccupato per la ripresa delle ostilità”, ha dichiarato che : “Il Regno Unito non sostiene l’estensione delle operazioni militari israeliane a Gaza”, sottolineando che: “Continuare a combattere e a versare sangue non è nell’interesse di nessuno. Tutte le parti, compreso Israele, devono rispettare il diritto umanitario internazionale”.
Per l’Italia, il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani , nel Question time alla Camera ha detto: “Il governo è in prima linea nell’impegno prioritario per il cessate il fuoco e la liberazione di tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e per favorire l’accesso dei beni umanitari a Gaza. Hamas è responsabile di quanto sta avvenendo nella Striscia per il brutale attacco terroristico del 7 ottobre, ma allo stesso tempo il governo nei contatti con Israele ribadisce costantemente la necessità di una reazione proporzionata, perché siamo preoccupati per la situazione della popolazione civile e per le troppe vittime. L’Italia insiste per la soluzione dei due Stati e vanno create le condizioni per riavviare il dialogo politico in questa direzione”.
Intanto, il Premier Netanyahu si è recato quest’oggi in Ungheria per incontrare il Premier Orban. Si tratta del primo viaggio di Netanyahu in Europa da quando la Corte penale internazionale, l’anno scorso, ha emesso un mandato di arresto a suo carico e a carico di esponenti di Hamas per presunti crimini di guerra nella Striscia di Gaza. Pertanto, i Paesi firmatari dello Statuto di Roma, tra cui l’Ungheria, sarebbero obbligati ad arrestarlo, ma il Primo ministro ungherese Orban ha respinto la decisione della Cpi di chiedere l’arresto di Netanyahu e , secondo il Times of Israel , Budapest dovrebbe annunciare, proprio durante la visita di Netanyahu , che si ritirerà dalla Corte penale internazionale.
Nel frattempo, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha visitato il Monte del Tempio a Gerusalemme, sulla spianata delle Moschee, il terzo sito più sacro dell’Islam e il più sacro dell’ebraismo, a Gerusalemme Est, un settore della Città Santa occupato e annesso da Israele, e Hamas, contro cui vi sono state nuove proteste da parte della popolazione, nel nord della Striscia di Gaza, a Beit Lahiya, in un comunicato, ha definito la visita: “Una provocazione e una pericolosa escalation”.
Quanto ai rapporti USA-Iran sul nucleare, Axios, che cita fonti Usa, ha fatto sapere che : “La Casa Bianca sta prendendo seriamente in considerazione la proposta dell’Iran di colloqui indiretti sul nucleare, aumentando al contempo in modo significativo le forze statunitensi in Medio Oriente nel caso in cui il presidente Donald Trump scelga di condurre attacchi militari”.
Il Pentagono, infatti, ha comunicato che: “Gli Stati Uniti hanno aumentato a due il numero di portaerei dispiegate in Medio Oriente, mantenendone una già presente e inviandone un’altra dall’Indo-Pacifico”.
Sul fronte del Mar Rosso, il portavoce del ministero della Salute ha fatto sapere che negli attacchi notturni condotti dagli Stati Uniti contro gli Houthi nella provincia yemenita di Hodeida sono state uccise almeno quattro persone.
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