di Federica Marengo mercoledì 19 marzo 2025

-Da ieri, dopo l’ok all’operazione dato dal Premier israeliano Netanyahu e dal ministro della Difesa Katz, l’esercito di Tel Aviv ha interrotto la tregua a Gaza, in atto dal 19 gennaio scorso, lanciando una serie di attacchi aerei contro obiettivi di Hamas. Secondo i media israeliani, l’Aeronautica israeliana ha condotto raid contro centinaia di nuovi siti che Hamas avrebbe ricostruito durante il cessate il fuoco , reclutando oltre 20.000 terroristi, nei quali sono state uccise 436 persone, di cui 130 bambini, e altre 562 sono state ferite.
La ripresa dei bombardamenti di Tel Aviv è avvenuta in seguito al rifiuto da parte di Hamas di un accordo sul piano dell’inviato USA per il Medio Oriente Witkoff, di prorogare la tregua fino a dopo la Pasqua ebraica (19 aprile), di rilasciare nel primo giorno 11 ostaggi vivi e metà dei defunti, per poi liberare tutti gli ostaggi israeliani alla fine del cessate il fuoco.
Ancora questa notte, l’Idf ha fatto sapere di aver colpito obiettivi di Hamas e della Jihad islamica palestinese nella Striscia di Gaza e , ancora stamane, ha lanciato un nuovo appello alla popolazione di Gaza affinché evacuino le “zone pericolose di combattimento” nel nord e nel sud del territorio palestinese.
Sempre l’esercito israeliano ha confermato di aver lanciato operazioni terrestri “mirate” nel centro e nel sud della Striscia, per ampliare la zona di sicurezza, mentre, secondo quanto riferito dal Times of Israel, “le truppe della 252esima Divisione sono entrate nell’area del corridoio di Netzarim, conquistandone circa la metà, fino a Salah al-Din Street e la Brigata Golani è stata schierata nella parte meridionale, in vista di future azioni nella Striscia”.
Lo stesso ministro della Difesa Katz , in un videomessaggio, ha lanciato un ultimatumai cittadini di Gaza, esortandoli ad ascoltare il consiglio del Presidente degli Stati Uniti Trump e restituire gli ostaggi israeliani e rimuovere Hamas dal potere o l’alternativa sarà “la distruzione e la devastazione totale”.
Smentito , invece, l’attacco a un edificio dell’Onu denunciato da Hamas ,che avrebbe causato la morte di due dipendenti.
Il Premier Netanyahu , in un messaggio, dichiarando che “E’ solo l’inizio”, ha sottolineato: “Israele non prende di mira i civili palestinesi. Prendiamo di mira i terroristi di Hamas. E quando questi terroristi si insediano in aree civili, quando usano i civili come scudi umani, sono loro i responsabili di tutte le vittime. D’ora in avanti, Israele agirà con una forza crescente contro Hamas e i negoziati avverranno solo sotto il fuoco. Continueremo a combattere fino a raggiungere tutti gli obiettivi della guerra: la liberazione degli ostaggi, l’eliminazione di Hamas e la fine della minaccia da Gaza”.
Hamas, invece, ha accusato il Premier Netanyahu di “usare la guerra a Gaza come ancora di salvezza politica” e , chiedendo di fare pressione sugli USA per fermare i raid di Israele, ha ribadito all’agenzia di stampa Afp , tramite un suo leader, di “non aver chiuso la porta ai negoziati”, di “non avere precondizioni”, e di chiedere ai mediatori del Cairo che “Israele sia costretto a cessare immediatamente le ostilità e ad avviare la seconda fase dei negoziati previsti dall’accordo di tregua entrato in vigore il 19 gennaio”.
L’interruzione della tregua da parte di Israele e la ripresa dei bombardamenti sulla Striscia è stata condannata dalla comunità internazionale .
La vicepresidente della Commissione Ue e Alta rappresentante della politica estera dell’Unione europea (Ue) Kallas ha definito ”inaccettabili” i nuovi raid aerei che Israele ha ripreso sulla Striscia.
Migliaia , i manifestanti che hanno partecipato a una protesta contro il governo, bloccando l’ingresso principale di Gerusalemme e marciando verso la residenza del Premier Netanyahu, in segno di protesta contro la decisione del Primo ministro di rimuovere il capo dei servizi segreti Shin Bet, Bar e contro la ripresa dei bombardamenti nella Striscia di Gaza. In tale contesto, si sono verificati scontri tra manifestanti e polizia.
I familiari degli ostaggi ancora prigionieri di Hamas hanno rilasciato una dichiarazione in seguito alla ripresa degli attacchi aerei da parte dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza, accusando il governo d’Israele di “aver scelto di rinunciare alla vita degli ostaggi” e chiedendo il “cessate il fuoco”.
Tutto ciò, mentre il gabinetto dei ministri israeliano ha approvato all’unanimità la rielezione di Ben Gvir, a ministro della Sicurezza nazionale, determinando il rientro di quest’ultimo nel Governo, da cui era uscito per la contrarierà all’accordo sul cessate il fuoco con Hamas e il Premier Netanyahu , in visita alla base della Border Police della Cisgiordania, non ha escluso possa aprirsi un fronte più ampio proprio in Cisgiordania.
Sul fronte del Mar Rosso, sono stati almeno 10 gli attacchi degli Stati Uniti a diverse aree nello Yemen, tra cui la provincia di Saada e Hodeidah.
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