di Federica Marengo venerdì 14 marzo 2025

-A Doha in Qatar, sede dei negoziati tra Israele e Hamas, mediati da Qatar, Egitto e USA, l’amministrazione Trump ha elaborato una nuova proposta di tregua presentata a Tel Aviv e ad Hamas che prevede la proroga del cessate il fuoco a Gaza fino alla fine del Ramadan e della Pasqua ebraica e il rilascio da parte di Hamas di 5 ostaggi vivi e dei corpi di 9 ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi nel primo giorno di tregua. Poi, previsti negoziati per una tregua di lunga durata e, in caso di accordo, il rilascio di tutti gli ostaggi nell’ultimo giorno del cessate il fuoco temporaneo.
Hamas ha dapprima respinto la proposta, esortando Israele a rispettare l’accordo di tregua sulla prima fase siglato il 19 gennaio scorso e ad avviare i negoziati sulla seconda fase che prevede il ritiro dell’esercito dal Sud della Striscia e la fine della guerra.
Tuttavia, nelle ultime ore, Hamas, tramite il suo portavoce, ha annunciato di essere disposto ad accettare la proposta USA di rilasciare un ostaggio israelo-americano vivo e di restituire i corpi di quattro ostaggi con doppia cittadinanza, israelo-americana.
Dopo l’annuncio di Hamas, il Premier israeliano Netanyahu ha convocato per domani una riunione per valutare la situazione e i prossimi passi. I media israeliani hanno poi fatto sapere che “il team negoziale israeliano tornerà in serata da Doha” e che “a Gerusalemme si teme un tentativo del gruppo palestinese di creare tensioni tra Israele e Stati Uniti”.
Ma secondo il quotidiano Asharq al-Awsat, l’approvazione da parte di Hamas della proposta degli USA è ancora in sospeso e la delegazione discuterà ulteriormente i dettagli con i mediatori egiziani. Infatti, Hamas ha dichiarato in una nota ufficiale che “una delegazione è partita per il Cairo per incontrare funzionari egiziani e monitorare gli sviluppi relativi all’accordo di cessate il fuoco”.
Al riguardo, l’inviato speciale USA per il Medio Oriente Witkoff ha fatto sapere tramite nota: “Hamas sta facendo una scommessa molto sbagliata, pensando che il tempo sia dalla sua parte. Non lo è. Hamas è ben consapevole della scadenza e dovrebbe sapere che risponderemo di conseguenza se essa scade”: Purtroppo Hamas ha scelto di rispondere rivendicando pubblicamente flessibilità, mentre in privato avanza richieste del tutto impraticabili senza un cessate il fuoco permanente. “Mercoledì sera a Doha, l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e il direttore senior del Consiglio per la sicurezza nazionale per il Medioriente e il Nord Africa Eric Trager hanno presentato una proposta ‘ponte’ per estendere il cessate il fuoco oltre il Ramadan e la Pasqua ebraica e dare tempo per negoziare un quadro per un cessate il fuoco permanente. In base alla proposta ‘ponte’, Hamas rilascerebbe ostaggi in vita in cambio di prigionieri in conformità con le formule precedenti; il cessate il fuoco di fase uno verrebbe esteso per consentire la ripresa di un’assistenza umanitaria significativa; e gli Stati Uniti lavoreranno per una soluzione duratura a questo conflitto intrattabile durante il periodo di cessate il fuoco esteso. Tramite i nostri partner qatarioti ed egiziani, ad Hamas è stato detto in termini inequivocabili che questo ‘ponte’ avrebbe dovuto essere implementato presto e che il cittadino statunitense-israeliano avrebbe dovuto essere rilasciato immediatamente”.
Intanto, sul fronte libanese, il ministro della Difesa israeliano Katz ha annunciato: “L’Idf rimarrà in cinque punti controllati in Libano a tempo indeterminato, al fine di proteggere i residenti del nord di Israele e indipendentemente dai negoziati sui punti contesi al confine” e, a tal fine, ha ordinato di rafforzare le forze dell’esercito nelle cinque aree e di “agire con un’applicazione potente e intransigente contro le violazioni di Hezbollah”.
In Canada, invece, dove si è tenuto il G7 dei ministri e delle ministre degli Esteri, questi ultimi hanno elaborato una dichiarazione finale nella quale è stato sottolineato: “L ‘imperativo di un orizzonte politico per il popolo palestinese, raggiunto attraverso una soluzione negoziata al conflitto israelo-palestinese che soddisfi le legittime esigenze e aspirazioni di entrambi i popoli e promuova una pace, una stabilità e una prosperità globali in Medio Oriente”. Non vi sarebbe quindi il riferimento a una soluzione a due Stati, menzionata in una precedente bozza.
Inoltre , nella dichiarazione finale si legge che “I membri del G7 hanno affermato la loro disponibilità a collaborare con i partner arabi sulle loro proposte per tracciare una via da seguire per la ricostruzione di Gaza e costruire una pace duratura tra israeliani e palestinesi”.
Presente al G7 in Canada anche il Segretario di Stato USA Rubio, il quale sull’annuncio di Hamas di aver accettato di rilasciare l’ultimo ostaggio americano-israeliano ancora in vita insieme ai corpi di quattro persone con doppia cittadinanza israelo-americana, non rispondendo alla domanda se l’amministrazione Trump accetterà o meno l’offerta, ha dichiarato: “La nostra priorità come governo degli Stati Uniti è sempre quella di preoccuparci di tutti gli ostaggi. Vogliamo che tutti gli ostaggi siano rilasciati”.
In merito al mancato riferimento alla soluzione dei due Stati nella dichiarazione finale del G7, per l’Italia, il ministro degli Affari Esteri Tajani, ha dichiarato in un punto stampa che: “La posizione italiana non cambia assolutamente. Il nostro obiettivo è sempre due popoli e due Stati; nel documento si fa riferimento alle aspirazioni dei due popoli, che devono essere ottenute attraverso una trattativa, quindi si va in quella direzione”.
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