di Federica Marengo martedì 22 ottobre 2024

– Nella mattinata di ieri, la Presidente del Consiglio ha incontrato a Villa Doria Pamphilj, l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani , in visita di Stato nei Paesi dell’Ue.
Al centro del bilaterale, come si legge nella nota di Palazzo Chigi al riguardo, la guerra in Medio Oriente e le recenti missioni della Presidente Meloni in Giordania e Libano.
Nel colloquio con al-Thani, la Premier ha confermato il sostegno italiano alla mediazione intrapresa dal Qatar insieme con l’Egitto e gli USA, per un accordo tra Israele e Hamas sul cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi e ha affrontato anche la questione della situazione umanitaria nella Striscia e della grave crisi degli sfollati in Libano. Inoltre, l’emiro del Qatar e la Premier Meloni hanno ribadito “il comune fermo sostegno a UNIFIL e la necessità di garantire in ogni momento la sicurezza del suo personale, lavorando per una piena applicazione della risoluzione 1701 anche attraverso il necessario sostegno internazionale alle forze armate libanesi”.
Infine, in merito alle relazioni bilaterali, la reciproca volontà di rafforzare la collaborazione tra Roma e Doha, “anche con riferimento al continente africano nella cornice del Piano Mattei per l’Africa”, è stata espressa in una dichiarazione congiunta, accompagnata dalla firma di una serie di intese in molteplici settori.
A seguire, nel pomeriggio, la Presidente del Consiglio Meloni ha presieduto il Consiglio dei ministri, nel quale sono stati approvati diversi provvedimenti, a cominciare dal Decreto recante disposizioni urgenti in materia di procedura per il riconoscimento della protezione internazionale. Come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, “Il testo, analogamente a quanto previsto da altri Paesi europei, aggiorna con atto avente forza di legge l’elenco dei Paesi di origine sicuri. Tenuto conto dei criteri di qualificazione stabiliti dalla normativa europea e dei riscontri rinvenuti dalle fonti di informazione fornite dalle organizzazioni internazionali competenti, sono considerati come Paesi di origine sicuri i seguenti: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Capo Verde, Costa d’Avorio, Egitto, Gambia, Georgia, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Perù, Senegal, Serbia, Sri Lanka e Tunisia”.
Nel Decreto, quindi, il governo ha indicato una lista di Paesi sicuri per i rimpatri, dopo che il Tribunale di Roma non ha convalidato il trattenimento dei primi dodici migranti negli hub in Albania. Si tratta di una norma primaria, ovvero di una legge che il giudice dovrà obbligatoriamente prendere in considerazione nelle sue valutazioni e che si pone come obiettivo quello di blindare l’espulsione immediata verso i Paesi compresi nell’elenco.
Il provvedimento, insieme con gli altri approvati dal Consiglio dei ministri, è stato illustrato in una conferenza stampa, tenutasi a Palazzo Chigi al termine della riunione di governo, dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dal Ministro della Giustizia Nordio e dal Ministro dell’Interno Piantedosi.
Il ministro dell’Interno Piantedosi, nel suo intervento, ha sottolineato: “Offriamo ai giudici l’applicazione di una legge rispetto a qualche ondivaga interpretazione, a nostro modo di vedere; gli offriamo una valutazione fatta per legge”, mentre il ministro della Giustizia Nordio, ha detto: “Nel momento in cui l’elenco dei Paesi sicuri è inserito in una legge , il giudice non può disapplicare la legge”. Stop, dunque, ha sottolineato il Guardasigilli, a verdetti come quelli che nei giorni scorsi non hanno convalidato il trattenimento dei migranti trasferiti in Albania “sulla base di una sentenza della Corte di Giustizia Europea che non è stata ben compresa”.
La Presidente del Consiglio, Meloni, alla vigilia del Consiglio dei ministri, in un post sui social, aveva scritto: “Finché avremo il sostegno dei cittadini, continueremo a lavorare con determinazione, a testa alta, per realizzare il nostro programma e aiutare l’Italia a crescere, diventare forte, credibile e rispettata. Lo dobbiamo agli italiani, a chi ci ha scelto e a chi, pur non avendo votato per noi, spera che facciamo bene il nostro compito. Al lavoro, senza sosta, senza paura”, per poi ribadire che “In Italia, si entra solo legalmente” e che l’esecutivo continuerà a lavorare per “difendere i confini, fermare l’immigrazione illegale e fermare la tratta di essere umani”.
Critici, tutti i partiti dell’Opposizione, che ritengono il Decreto sui Paesi sicuri “inutile”, con il M5S che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sui Centri per i rimpatri in Albania, mentre il Pd, dinanzi alla proposta di una legge costituzionale che definisca il confine tra politica e giustizia e di fronte all’ipotesi di un’accelerazione del governo sulla riforma della separazione delle carriere dei magistrati, ha già fatto sapere che “la separazione dei poteri non si tocca”.
Tornando ai provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri, via libera anche a un Decreto legge contenente disposizioni urgenti in materia di lavoro, Università e Ricerca per la migliore attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Infatti, come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi: “Il testo, al fine di garantire il raggiungimento di specifiche milestone del Piano nazionale di ripresa e resilienza in scadenza entro il prossimo 31 dicembre, introduce misure di contrasto al lavoro sommerso, interventi urgenti per fronteggiare la crisi occupazionale dei lavoratori dipendenti delle imprese del settore moda, misure relative al Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria, disposizioni urgenti in materia di reclutamento del personale docente, disposizioni urgenti riguardanti il Consiglio universitario nazionale, misure per l’accelerazione degli interventi strategici in materia di alloggi e residenze universitarie, interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico del Campus del Politecnico di Milano”.
Ok, poi, anche a un Decreto che introduce disposizioni integrative e correttive al Decreto legislativo del 31 marzo 2023, n° 36, riguardante il Codice dei contratti pubblici , volte, come spiega la medesima nota di Palazzo Chigi, a “razionalizzare e semplificare la disciplina recata dal vigente codice dei contratti pubblici, risolvendo alcune criticità emerse in sede applicativa, tenuto conto delle principali esigenze rappresentate dagli stakeholder di settore e delle richieste, presentate in sede europea, di modifica e integrazione di alcuni istituti giuridici introdotti. Le nuove norme rilevano anche ai fini del perseguimento di alcune milestone PNRR che rientrano nella riforma 1.10 – Riforma del quadro legislativo in materia di appalti pubblici e concessioni”.
Le novità introdotte, quindi, riguardano : l’equo compenso, le tutele lavoristiche, la digitalizzazione, la revisione dei prezzi, la qualificazione , i consorzi, la tutela delle Micro, Piccole e Grandi Imprese, la fase esecutiva e il Partenariato pubblico privato.
Ancora, via libera del Consiglio dei ministri al Decreto legislativo che introduce il Codice degli incentivi, volto a riordinare l’offerta degli incentivi statali, rafforzando il coordinamento tra amministrazioni centrali ed enti locali, e a semplificare le procedure e la relativa strumentazione tecnica.
Approvati anche: un regolamento, da adottarsi con Decreto del Presidente della Repubblica, che introduce modifiche al Decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1998, n. 217, concernente regolamento recante norme in materia di procedure istruttorie di competenza dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), e un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che introduce modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero della Giustizia e relative dotazioni organiche. Previsti : ” l’aumento di venti unità della dotazione organica del personale dirigenziale penitenziario e di una unità di dirigente generale penitenziario, con decorrenza non anteriore al 1° ottobre 2024, al fine di realizzare il compiuto svolgimento delle attribuzioni demandate all’amministrazione penitenziaria e di garantire il raggiungimento degli obiettivi di efficientamento e innovazione, in coerenza con le linee progettuali del PNRR”.
Infine, dichiarato lo stato di emergenza per la durata di sei mesi, “in relazione alla situazione di grave deficit idrico in atto nel territorio della Regione Basilicata servito dallo schema del Basento-Camastra relativamente ai comuni di Potenza, Acerenza, Albano di Lucania, Avigliano, Banzi, Baragiano, Brienza, Brindisi di Montagna, Campomaggiore, Cancellara, Castelmezzano, Forenza, Genzano di Lucania, Laurenzana, Marsico Nuovo, Maschito, Oppido Lucano, Picerno, Pietragalla, Pietrapertosa, Pignola, Ruoti, San Chirico Nuovo, Satriano di Lucania, Tolve, Trivigno e Vaglio Basilicata, in provincia di Potenza e ai comuni di Irsina e Tricarico, in provincia di Matera” e stanziati 2.500.000 del Fondo per le emergenze nazionali.
Prorogato di dodici mesi “lo stato di emergenza già dichiarato in conseguenza degli eventi sismici che si sono verificati il giorno 18 settembre 2023 nel territorio dei comuni di Brisighella in provincia di Ravenna, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Modigliana, Predappio, Rocca San Casciano, Tredozio e della frazione di Bocconi del comune di Portico e San Benedetto in provincia di Forlì-Cesena; e prorogato di altrettanti dodici mesi lo stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati, a partire dal giorno 2 novembre 2023, nel territorio delle province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia e Prato, e delle ulteriori ed eccezionali avverse condizioni meteorologiche che si sono verificate, a partire dal 29 ottobre 2023 e nelle province di Massa-Carrara e di Lucca”.
Nella giornata di oggi, invece, la Premier Meloni ha ricordato i due anni dall’insediamento del governo, il primo guidato da una donna e il settimo più longevo della Repubblica, con un video-messaggio social e con un documento pubblicato da Palazzo Chigi nei quali fa il punto sui risultati conseguiti, evidenziando il rilancio dell’economia e dell’occupazione e il ruolo internazionale dell’Italia.
Pertanto, nella nota di Palazzo Chigi che accompagna il documento in cui sono riassunti i principali provvedimenti attuati in ambito del Lavoro e dell’occupazione, dell’economia, della sanità, dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca, della Famiglia e della natalità, della disabilità e del welfare, della politica estera e della Difesa, del contrasto all’immigrazione illegale, per il Sud e la Coesione e per il PNRR, e le riforme finora varate, dal Fisco alla Giustizia, alle riforme costituzionali del Premierato e dell’Autonomia differenziata, si legge: “Il 22 ottobre 2022, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini e i Ministri del Governo hanno prestato giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Il 22 ottobre 2024, il Governo Meloni, il primo nella storia d’Italia ad essere guidato da una donna, compie due anni ed è diventato il settimo Esecutivo più longevo della Repubblica. Questo documento elenca in modo sintetico i numeri più importanti e i provvedimenti più significativi approvati e avviati dall’insediamento ad oggi, frutto del lavoro corale del Governo con il prezioso sostegno della macchina amministrativa dello Stato. Stella polare dell’azione di governo è il rispetto e l’attuazione puntuale del programma comune, con il quale la coalizione di centrodestra si è presentata al cospetto del popolo italiano e ha ricevuto la sua fiducia con le elezioni politiche del 25 settembre 2022. È un percorso che ha consentito all’Italia di acquisire una nuova centralità e un rinnovato protagonismo a livello internazionale, di rilanciare la crescita economica e l’occupazione, di avviare riforme attese da molto tempo, di proteggere il tessuto produttivo e industriale dall’impatto del caro energia e dalle conseguenze delle crisi geopolitiche in atto, di mettere in sicurezza i conti dello Stato e difendere il potere d’acquisto delle famiglie, in particolare quelle con figli e più fragili. In un orizzonte di legislatura, il Governo continuerà a lavorare per consolidare i risultati raggiunti e per rispettare integralmente il patto programmatico sottoscritto con i cittadini”.
Al videomessaggio e al documento della Presidente del Consiglio, Meloni, rilanciato con soddisfazione da tutta la maggioranza, però, hanno replicato le Opposizioni, criticando l’operato del governo.
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