di Federica Marengo giovedì 3 aprile 2025

-Ieri, la Presidente del Consiglio Meloni ha partecipato alla cerimonia di consegna del Premio Maestro dell’arte della cucina italiana, svoltasi nel cortile d’onore di Palazzo Chigi. Presente anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Lollobrigida.
All’inizio del suo intervento, la Premier ha spiegato il motivo per il quale il cortile di Palazzo Chigi è stato scelto come luogo dell’evento: “Questo luogo è uno dei luoghi più simbolici e solenni delle nostre istituzioni, di solito il Presidente del Consiglio in questo luogo, come sanno bene gli ambasciatori, riceve i propri omologhi, qui ci sono schierati reparti d’onore, suonano gli inni nazionali. Insomma, è un luogo molto solenne per il nostro lavoro e noi abbiamo voluto che questa cerimonia si celebrasse esattamente in questo luogo. Per una ragione precisa: noi oggi abbiamo consegnato un riconoscimento che non esisteva. Aggiungo che incredibilmente non esisteva. Incredibilmente nessuno fin qui aveva pensato a un modo per valorizzare il contributo di chi, con la sua opera, con il suo ingegno, con la sua passione, con la sua competenza, esalta ogni giorno il prestigio della cucina italiana e facendolo rende lustro alla nostra Nazione, valorizza il nostro straordinario patrimonio enogastronomico, lo rende apprezzato e desiderato in tutto il mondo. Cioè proprio l’Italia, la Nazione che più di ogni altra è famosa nel mondo per la sua arte culinaria non ha mai ritenuto di dover rendere il giusto merito a chi fa grande quest’arte, a chi la esporta, a chi di fatto costruisce un pezzo fondamentale della nostra reputazione e ci garantisce quella ammirazione che il mondo intero ci tributa”.
Poi, sottolineando l’importanza del settore agroalimentare e della cucina italiana, candidata a patrimonio immateriale dell’Unesco, e il sostegno dato dal Governo a tali attività, la Presidente del Consiglio Meloni, nel giorno dell’annuncio da parte del Presidente USA Trump dell’applicazione dei dazi a vari Paesi partner commerciali, si è soffermata sulla questione per ciò che riguarda l’Italia: “I prodotti agroalimentari italiani sono richiesti in tutto il mondo, a partire ovviamente dall’Europa, mentre bisogna ricordare che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di destinazione con un export che è salito nel 2024 del 17%. Quello statunitense per noi è un mercato fondamentale, è evidente che l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani. Penso personalmente che sarebbe anche un’ingiustizia per molti americani perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi ha la possibilità economica di spendere di più, è la ragione per la quale resto convinta che si debba lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti e né l’Europa, il che ovviamente non esclude, se necessario, di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni”.
Quindi, infine, la Presidente del Consiglio ha rivendicato le misure adottate finora dall’Esecutivo per sostenere il comparto: “Del resto la difesa del nostro agroalimentare è stata una priorità per questo Governo fin dal suo insediamento. Lo abbiamo fatto con stanziamenti e investimenti record, come mai si erano visti. Lo abbiamo fatto investendo sulla competitività delle filiere, contrastando la contraffazione e la concorrenza sleale, lo abbiamo fatto puntando sulla formazione per avvicinare sempre di più i giovani a un mondo che ha bisogno del loro entusiasmo e della loro capacità di innovare, lo abbiamo fatto anche affermando in Europa e non solo che gli agricoltori e i produttori non sono nemici dell’ambiente ma sono semmai i primi custodi della natura. Questa è la visione che abbiamo incarnato finora, che intendiamo portare avanti, perché l’arte culinaria e l’agroalimentare sono sinonimi di identità e di cultura, ma anche di qualità, di solidarietà, di sostenibilità, di cura del territorio, di energia pulita. Finché ci sarà chi semina, chi coltiva, chi raccoglie e chi trasforma quei prodotti in opere d’arte sulla nostra tavola, ci saranno anche un’Italia e un’Europa capaci di guardare al futuro con speranza e con ottimismo”.
Nel pomeriggio, poi, la Premier Meloni ha partecipato alla messa celebrata presso la Basilica di San Pietro in occasione del ventennale dalla morte di San Giovanni Paolo II°.
In serata, dopo l’annuncio sui dazi da parte del Presidente USA Trump , che vede per l’UE una tariffa del 20% e del 25% per il settore automobilistico, la Presidente Meloni è nuovamente intervenuta con una nota sul tema, pubblicata da Palazzo Chigi, nella quale ha dichiarato: “L’introduzione da parte degli USA di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti. Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali. In ogni caso, come sempre, agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei”.
“Un errore profondo” , i dazi, per il Presidente della Repubblica Mattarella, che, incontrando al Quirinale il Presidente estone Alar Karis, ha invitato la Ue a dare una “risposta compatta, serena e determinata”.
Stamane, come reso noto da Palazzo Chigi, la Premier ha annullato tutti gli impegni in agenda previsti per la giornata in modo da poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito all’introduzione dei dazi.
Il primo passo in tal senso è stata la costituzione di una task force con i ministri competenti e la convocazione di una riunione cui hanno preso parte alcuni ministri come: il ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Urso, il ministro per gli Affari europei, la Coesione e il PNRR Foti e il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Lollobrigida, cui si sono uniti il Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini e, in videocollegamento da Bruxelles, il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Tajani.
Proprio il Vicepremier e ministro Tajani, quest’oggi si è recato a Bruxelles, per incontrare il Commissario Ue al Commercio Sefcovic. In merito, al termine dell’incontro, Tajani ha scritto in un post social: “Abbiamo concordato sulla necessità di mantenere nella sfida sui dazi la schiena dritta e di seguire un approccio basato sul dialogo. Al Commissario ho consegnato il Piano d’Azione per l’export italiano per rafforzare la presenza delle imprese italiane in tutti i mercati in crescita. Siamo al lavoro per rafforzare gli interessi delle aziende italiane in tutto il mondo. È essenziale continuare a lavorare per creare nuovi sbocchi per l’export e per evitare guerre commerciali che non convengono a nessuno”.
Più tardi, a margine della ministeriale Nato sulla Difesa, il Vicepremier e ministro Tajani ha fatto sapere di “aver consegnato al commissario Sefcovic una lunga lista di prodotti italiani sui quali bisogna intervenire affinché possano essere tutelati” e che tale lista comprende almeno una trentina di prodotti appartenenti al settore vinicolo (per questo si chiede l’esclusione del whisky dalle contromosse Ue) , il motociclo e la gioielleria. Inoltre, Tajani ha sottolineato: “Abbiamo una visione, sappiamo cosa si deve fare. La cosa da fare è quella di non farsi prendere mai dal panico, perché non c’è bisogno di mettersi paura, bisogna occuparsi e non preoccuparsi. Come se stai nuotando e si alza il mare, l’unica cosa che devi fare è nuotare con calma e tornare in riva senza farti prendere dalla paura. Noi non ci siamo assolutamente fatti prendere dalla paura. Devono sapere le imprese che noi non intendiamo affatto dar vita a una guerra commerciale, come ci chiedono tutte le imprese italiane e che agiremo insieme all’Unione europea, perché poi la competenza esclusiva è dell’Unione europea in materia commerciale e lunedì verranno prese le decisioni durante la riunione dei ministri del Commercio internazionale, alla quale parteciperò a Lussemburgo”.
Infine, riguardo alle dichiarazioni del segretario di Stato Usa, Rubio, che nel corso della ministeriale Nato sulla difesa ha detto che gli Stati membri dell’Alleanza Atlantica devono delineare un percorso “credibile” per arrivare a spendere il 5% del Pil per la difesa, il Vicepremier e ministro Tajani ha detto: “L’Italia è pronta ad arrivare al 2% del Pil nelle spese per la difesa, ma se si chiede di arrivare al 5% e contemporaneamente si pongono i dazi, è un po’ difficile fare entrambe le cose”.
Critiche in merito alla linea del Governo, le opposizioni, con il Pd, secondo cui l’esecutivo “ha fatto arrivare impreparata l’Italia al disastro dei dazi”, che “faranno perdere alle imprese miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro”, per “non urtare l’amico Donald Trump” ed ha esortato il Governo a “svegliarsi e a scegliere di stare con Europa”.
Sulla stessa linea il M5S, che ha sottolineato: “Meloni ha strappato l’accordo della Via della Seta che era un utilissimo strumento per diversificare il nostro export. Ora deve chiedere scusa a Xi Jinping e recuperare questa prospettiva”.
Per Italia Viva, invece, che critica la politica internazionale della Premier , “l’Italia si è isolata in Europa ed è stata punita dagli USA”.
In serata, la Premier Meloni è intervenuta al Tg1 sull’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump ,ribadendo che si tratta di una “scelta sbagliata, che non favorisce né l’economia europea né quella americana”, ma che “non si deve alimentare l’allarmismo sentito in queste ore”.
La Presidente del Consiglio ha poi sottolineato la necessità di “condividere le proposte italiane con i partener europei” e ha espresso la convinzione che “ la scelta migliore sia quella di non rispondere ai dazi con altri dazi”.
Infine, evidenziando come l’impatto dei dazi USA potrebbe essere maggiore sulla nostra economia, rispetto a quello che accade fuori dai nostri confini, la Premier ha detto: “Ci confronteremo la settimana prossima con i rappresentanti delle categorie produttive per confrontarci anche con le stime che hanno loro, cercare le soluzioni migliori. Dopodiché bisogna ovviamente aprire una discussione franca nel merito con gli americani con l’obiettivo dal mio punto di vista di arrivare a rimuovere i dazi, non a moltiplicarli”.
Ma in cosa consistono i dazi introdotti dal Presidente Trump, mediante un ordine esecutivo, e che saranno in vigore dal 5 aprile?. A spiegarlo ieri, lo stesso numero uno della Casa Bianca dal Rose Garden : si tratta di un dazio universale del 10% sulle merci importate negli USA dagli oltre 180 Paesi partner commerciali (dalla Cina all’Artico), oltre cui, in alcuni casi, si somma un’altra aliquota, in vigore dal 9 aprile. La tariffa del 25% riguarderà invece, dal 3 aprile, tutte le automobili prodotte all’estero.
Per i Paesi con cui gli USA hanno un deficit commerciale (“bad actors”), ovvero i beni importati sono maggiori rispetto alla merce venduta all’estero, saranno in vigore tariffe calcolate sul rapporto tra deficit e le importazioni da quel Paese verso gli USA, diviso e per due.
Quindi, nel caso dell’Ue (e dell’Italia), essa pagherà il 20% in più di aliquote su tutti i beni che esporta negli USA; la Cina il 54%, il Vietnam il 46%, il Giappone il 24% e Taiwan il 32%.
Esenti dalla tassazione universale del 10%, Messico e Canada, anche se per loro è in vigore dal 2 aprile un dazio del 25% su determinate merci.
Le suddette misure, a detta dell’amministrazione USA , hanno lo scopo di rafforzare l’economia americana e riequilibrare il commercio globale.
All’indomani di tale annuncio, la reazione dei mercati è stata negativa, con il crollo di Wall Street e, in Europa , di Piazza Affari, Parigi, Francoforte e Amsterdam, Madrid e Londra. A registrare un crollo, anche il prezzo del petrolio con il Wti a 66,84 dollari al barile (-6,8%).
La risposta di Bruxelles è poi arrivata questa mattina all’alba dalla Presidente della Commissione Ue von der Leyen, in missione con il Presidente del Consiglio Ue Costa a Samarcanda in Asia centrale.
La Presidente dell’Esecutivo Ue, esprimendo “profondo rammarico” per la decisione USA , che è un “colpo all’economia globale”, ha dichiarato: “Stiamo già ultimando il primo pacchetto di contromisure in risposta alle tariffe sull’acciaio e ora ci stiamo preparando per ulteriori contromisure per proteggere i nostri interessi e le nostre attività se i negoziati falliscono. Esiste un percorso alternativo: non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati. Il nostro Commissario al Commercio, Maros Sefcovic, è costantemente impegnato con i suoi omologhi statunitensi: lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle. I dazi colpiranno milioni di cittadini, le bollette aumenteranno, il pezzo dei farmaci aumenterà. Ne risentiranno aziende grandi e piccole. Siamo in una tempesta, ma la nostra unità è la nostra forza. Abbiamo tutto ciò di cui c’è bisogno per superare la tempesta. Siamo in questa situazione insieme. Se colpisci uno di noi, colpisci tutti noi. Quindi resteremo uniti e ci difenderemo a vicenda. L’Europa ha il più grande mercato unico al mondo, 450 milioni di consumatori. Questo è il nostro porto sicuro in tempi tumultuosi e l’Europa starà al fianco di coloro che sono direttamente colpiti”.
Tuttavia, la Presidente von der Leyen non ha chiuso al dialogo e alla mediazione con gli USA, precisando però: “Sono d’accordo con Trump sul fatto che altri approfittano ingiustamente delle regole attuali. E sono pronta a sostenere qualsiasi sforzo per rendere il sistema commerciale globale adatto alle realtà dell’economia globale. Voglio anche essere chiara: ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolverà il problema”.
Più tardi, da Samarcanda, la Presidente von der Leyen ha annunciato il partenariato strategico con l’Asia centrale , per poi tenere una serie di colloqui con i leader di Uzbekistan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, and Turkmenistan, per ampliare la cooperazione nell’ambito di: trasporti, materie prime critiche, digitale, energia e protezione del clima.
Intanto, il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic ha reso noto in un post social che domani parlerà con i suoi omologhi statunitensi, evidenziando: “I dazi ingiustificati inevitabilmente si ritorcono contro. Agiremo in modo calmo, graduale e unificato” e “calibriamo la nostra risposta, lasciando tempo adeguato per i colloqui. Ma non resteremo inerti se non riuscissimo a raggiungere un accordo equo”. Lunedì, il commissario al Commercio Sefcovic si riunirà con i suoi omologhi europei.
Ciò, mentre i funzionari della Commissione Ue, che non condivide “né la scelta di adottare i dazi per affrontare le eventuali criticità nei rapporti commerciali né tanto meno la metodologia adottata”, parlano di numeri “distorti”, in quanto “ la media dei dazi effettivamente applicati agli Usa è dell’1,4%, mentre quelli degli Usa all’Ue sono l’1,2% .
Pertanto, la Commissione Ue ha annunciato che il 9 aprile presenterà agli Stati la prima lista di contromisure per rispondere ai dazi sull’alluminio e l’acciaio (del valore di una ventina di miliardi di euro). Le tariffe che erano solo sospese dalla prima battaglia dei dazi con gli USA torneranno in vigore dal 15 aprile (non è ancora chiaro se ci sarà o meno il whisky); la nuova lista, invece , sarà in vigore da metà maggio.
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