di Federica Marengo martedì 18 febbraio 2025

-Nella giornata di ieri, la Presidente del Consiglio Meloni, prima di recarsi a Parigi per il Vertice informale sulla sicurezza e la guerra in Ucraina, ha partecipato presso la Scuola Superiore Amministrazione dell’Interno alla “Conferenza dei prefetti e dei questori d’Italia. Linee d’indirizzo per le politiche di contrasto all’immigrazione irregolare”.
Presenti all’evento, il ministro dell’Interno Piantedosi, i sottosegretari all’Interno Prisco, Ferro e Molteni, il Capo della Polizia Pisani, il Generale Capo dei Carabinieri, il Generale Capo della Guardia di Finanza, il Capo di Gabinetto e i dirigenti del ministero dell’Interno.
La Premier, nel suo intervento, introdotto dal ministro Piantedosi, ha sottolineato la centralità per l’Esecutivo della questione del governo dei flussi migratori e ha fatto il punto sul lavoro fatto finora e sui nuovi obiettivi da raggiungere.
Dapprima , però, si è soffermata sulle figure del prefetto e del questore, in merito alle quali ha detto: “Il prefetto è l’immagine e la sostanza dello Stato sul territorio, lo è sempre, ma lo è soprattutto nelle aree nelle quali i problemi di tenuta sociale sono più complessi. Lì i prefetti sono il punto di riferimento per ritrovare equilibrio, per riaffermare il rispetto della legge, per dirimere i conflitti, per confermare che le istituzioni ci sono. E così il questore, ancora prima di dirigere la Polizia di Stato nella provincia dalla quale opera, è colui che coordina gli sforzi per garantire la sicurezza. E le funzioni di queste due ramificazioni dello Stato, come delle altre che sono qui rappresentate, sono fortemente interconnesse tra loro”, per poi ricordare il prefetto Carlo Mosca.
Poi, la Presidente Meloni ha evidenziato come la legalità sia la priorità assoluta del Governo, così come la lotta a ogni mafia, alla criminalità diffusa e il contrasto all’immigrazione irregolare di massa.
Quindi, in merito al governo dei flussi migratori, la Premier ha rivendicato gli obiettivi conseguiti finora dall’Esecutivo, quale “aprire una fase nuova in Italia e anche in Europa, per disegnare un modello di contrasto all’immigrazione irregolare”, che si basa su quattro direttrici: “lotta senza quartiere ai trafficanti di esseri umani; costruzione di un nuovo modello di cooperazione e sviluppo con i Paesi di partenza e di transito dei migranti; la promozione di percorsi di migrazione legale concordata e conseguentemente più integrabile; soluzioni innovative per ridisegnare il governo dei flussi migratori”, grazie alle quali sono state raggiunte la drastica riduzione degli sbarchi sulla rotta del Mediterraneo centrale , la diminuzione dei morti in mare, grazie al crollo delle partenze dalla Tunisia e dalla Libia, la riduzione complessiva degli ingressi irregolari nell’Ue anche su altre rotte come quella balcanica.
Da qui, la Presidente del Consiglio Meloni ha ricapitolato i dati del Viminale relativi al 2024 in materia: “Nel 2024, gli sbarchi si sono ridotti del 60% rispetto al 2023 e del 35% rispetto al 2022, però io penso che non sia questo l’unico dato significativo. Penso che sia, per esempio, significativo il fatto che l’Organizzazione delle Migrazioni ci dice che nel 2024, sulla rotta del Mediterraneo centrale, a fronte di circa 66 mila arrivi, si sono registrati 1695 morti e dispersi.
Nel 2023, con oltre 157.000 arrivi irregolari, i morti e i dispersi sono stati 2.526. Nel 2014, l’anno dell’operazione Mare Nostrum, che come voi sapete nasceva proprio per salvaguardare la vita in mare, si sono contati 3.126 morti a fronte di 170 mila arrivi”, sottolineando come “diminuire le partenze e stroncare il business dei trafficanti sia l’unico modo per ridurre il numero delle persone che perdono la vita nel tentativo di raggiungere l’Italia e l’Europa”.
La Premier, poi, ha parlato del Piano Mattei, soluzione strutturale guardando alle cause della migrazione, riguardo cui ha evidenziato come la prossima sfida sia quella di europeizzarlo e internazionalizzarlo, per costruire sempre nuove sinergie “tra quello che noi stiamo portando avanti a livello nazionale e gli strumenti che esistono agli altri livelli”, come : il Global Gateway dell’Unione Europea, il PGII del G7, il piano di investimenti infrastrutturali del G7, parte del lavoro fatto dall’Italia nel 2024 con la sua presidenza.
Del Piano Mattei, inoltre, la Presidente del Consiglio Meloni ha sottolineato la concretezza, che lo distingue da altre iniziative, e l’articolazione in interventi sul campo, concordati con i partner e basati su traguardi verificabili, la cui attuazione è già partita in nove Nazioni del Continente africano e che si sta allargando ad altre cinque.
Proseguendo con il suo intervento, la Presidente Meloni ha ricordato il ruolo decisivo avuto dall’Italia a Bruxelles per cambiare l’approccio alla politica migratoria europea; infatti , oggi, la priorità “non è più la distribuzione all’interno dei confini europei di una flusso migratorio che non si può gestire non si può fermare”, ma la difesa dei confini esterni; il rafforzamento della politica dei rimpatri,( prossima sfida della Commissione e del Consiglio Ue) e le soluzioni innovative come il Protocollo Italia-Albania, cui ha dato il suo ok anche il nuovo Commissario europeo alle migrazioni, Brunner, ritenuta dalla Premier una soluzione pragmatica e non ideologica per cercare di trovare una risposta al fenomeno per tutti, in quanto “non si può pensare di risolvere il problema della migrazione come Italia, scaricandolo su un altro partner, come spesso è stato fatto nei nostri confronti”.
La Premier ha quindi elogiato il lavoro di squadra fatto sia a livello tecnico che politico per arrivare a tali obiettivi, ringraziando i funzionari dello Stato per il loro impegno e per la loro professionalità, per poi illustrare le priorità del Governo, quali: una revisione della Direttiva di rimpatri del 2008, il concetto di Paese terzo sicuro, con l’anticipazione dell’entrata in vigore di quanto previsto dal nuovo Patto di migrazione e asilo sulla definizione di Paese di origine sicuro, per “fare chiarezza su un tema molto controverso e
oggetto di provvedimenti giudiziari che appaiono disattendere quanto stabilito con legge dal Parlamento italiano”.
A tal riguardo, la Presidente del Consiglio Meloni ha evidenziato: “Voglio dirlo anche alla luce di quello che leggevo nelle ultime ore, anche l’argomentazione della “supremazia” della normativa europea rispetto alla normativa italiana, in base alla quale si giustificherebbe la disapplicazione della norma italiana sui Paesi sicuri, se posso dire, appare fragile, atteso che per esempio il più grande Paese europeo, la Germania, rimpatria migranti dall’Afghanistan in Afghanistan, senza che questo sia reputato dai giudici tedeschi in contrasto con la normativa europea. Chiaramente sarà importante su questo fare chiarezza e l’auspicio è che la Corte di Giustizia dell’Unione europea scongiuri il rischio di compromettere le politiche di rimpatrio, non solo dell’Italia chiaramente, ma di tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Lavoriamo per aumentare l’attenzione nei confronti di questa sfida”.
Ancora, riferendosi alle iniziative in campo a Bruxelles, come : il gruppo di lavoro a margine del Consiglio europeo con i Paesi like-minded, guidato proprio dall’Italia insieme alla Danimarca e all’Olanda, le lettere della Presidente della Commissione von der Leyen sull’attuazione della politica migratoria prima di ogni Consiglio europeo, la Premier, riguardo al Protocollo Italia-Albania, ha ribadito: “Il Governo è determinato a portarlo avanti proprio e soprattutto alla luce dell’interesse e del sostegno mostrato da sempre più Nazioni europee, noi siamo determinati a trovare una soluzione ad ogni ostacolo che appare, non solo perché crediamo nel protocollo ma anche perché rivendichiamo il diritto della politica di governare secondo le indicazioni dei cittadini, il dovere della politica di assumersi le sue responsabilità. Il Governo dei flussi migratori è una questione sulla quale l’indicazione che arriva dalla maggioranza dei cittadini è molto chiara e i cittadini ci chiedono di fermare l’immigrazione illegale perché l’immigrazione illegale produce insicurezza, mancata integrazione, incapacità di garantire lo Stato di diritto e anche perché l’immigrazione illegale di massa è la prima nemica della migrazione legale. Quindi noi siamo impegnati a ristabilire un principio banale, cioè in Italia si entra solo legalmente”.
Quanto allo sfruttamento da parte della criminalità organizzata dei canali legali della migrazione, la Presidente Meloni ha detto: “Non è consentito, aggiungo, alla criminalità organizzata sfruttare in modo fraudolento i canali legali della migrazione. Lo dico per ricordare che siamo intervenuti anche qui con il vostro supporto, anche su questo, quando ci siamo resi conto dell’enorme sproporzione in alcune zone d’Italia tra le domande di nulla osta al lavoro per extracomunitari rispetto sia al numero di potenziali datori di lavoro sia al numero di domande che poi si tramontavano effettivamente in un contratto di lavoro. Non abbiamo esitato, abbiamo presentato un esposto alla Procura Nazionale Antimafia, abbiamo introdotto regole e controlli più stringenti e il risultato è che le richieste di nulla osta sono adesso in linea con le quote previste. Significa che abbiamo buttato fuori la criminalità organizzata che si era infiltrata nelle regole per la migrazione legale e penso che anche questo sia un altro grande risultato che dobbiamo tutti insieme rivendicare”.
Infine, ringraziando i prefetti e i questori per il loro lavoro, la Premier ha evidenziato: “E’ finito il tempo del lassismo, è finito il tempo della sottovalutazione, è finito il tempo di uno Stato che si volta dall’altra parte. Io penso che questo debba essere il tempo della legalità, del rispetto delle regole di uno Stato autorevole che sa dimostrare con i fatti che la legalità e la sicurezza dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa”.
Restando in tema di politiche migratorie, questo pomeriggio, la Presidente del Consiglio Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi il Commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner.
Dell’incontro, ha dato conto Palazzo Chigi con una nota nella quale spiega che al centro del colloquio vi sono state “le prossime iniziative di politica migratoria della Commissione europea a partire dal rafforzamento dei partenariati con i Paesi di origine e transito dei migranti e dall’attuazione del Patto Migrazione e Asilo, incluso il possibile anticipo del nuovo concetto di Paese sicuro di origine” e che la Presidente Meloni “ha, inoltre, ribadito il suo sostegno per un nuovo e più efficace quadro normativo europeo in tema di rimpatri in vista dell’imminente presentazione da parte della Commissione di una specifica proposta legislativa”.
Infine, Palazzo Chigi sottolinea che “Particolare attenzione è stata riservata alle soluzioni innovative in ambito migratorio e, in primis, all’attuazione del Protocollo Italia-Albania per cui è stato concordato di continuare a mantenere uno stretto raccordo operativo tra servizi della Commissione e autorità italiane”.
Al termine del confronto con la Premier, il Commissario Ue Brunner, in un post social, ha scritto: “Grazie Giorgia Meloni per il caloroso benvenuto a Palazzo Chigi. L’Italia è un partner chiave per la Commissione nella gestione delle migrazioni. L’attuazione del Patto sull’asilo e le migrazioni è una priorità per quest’anno: dove possibile, faremo le cose più velocemente. Abbiamo anche discusso di un approccio comune sui rimpatri come anello mancante del Patto e abbiamo esplorato nuove idee per la gestione delle migrazioni. Per quanto riguarda la sicurezza interna, abbiamo affrontato le minacce geopolitiche e online emergenti, elementi chiave della strategia che presenterò a marzo”.
Poi, ha dichiarato: “Con Giorgia Meloni abbiamo avuto una buona conversazione. Abbiamo parlato del Patto sull’immigrazione e l’asilo. Siamo allineati su tutti gli argomenti discussi. E’ stato un ottimo colloquio. Con l’Italia c’è un’ottima base, da implementare in Europa. Ci sono dei pezzi mancanti sui rimpatri. E stiamo lavorando a una normativa. L’Italia è partner importante sulle migrazioni”.
Anche il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri Tajani ha incontrato il Commissario Brunner e in merito al colloquio avuto con quest’ultimo, in un post social, ha scritto: “Con il Commissario Ue per le migrazioni Brunner, abbiamo sottolineato la priorità politica della lotta al traffico di migranti e per la gestione delle frontiere. Occorre lavorare su nuovi partenariati con Paesi di origine e transito dei flussi migratori, in particolare nel continente africano. Il Governo italiano vuole contribuire con soluzioni innovative all’attuazione del nuovo Patto Migrazione e Asilo”.
Sempre quest’oggi, la Presidente del Consiglio Meloni ha pubblicato via social un videomessaggio per commentare i dati resi noti dall’Agenzia delle Entrate riguardo l’evasione fiscale, secondo cui nel 2024 , le entrate sono state pari a 33, 4 miliardi , ovvero due miliardi in più rispetto al 2023 e di questi, quasi l’80% dal recupero dell’evasione fiscale.
In merito, la Premier ha sottolineato: “Condivido con voi una buona notizia sul lavoro del governo nel contrasto all’evasione fiscale. Il ministro Giorgetti e il vice ministro Leo hanno presentato oggi gli ultimi dati dai quali emerge che la somma recuperata nel 2024 ha raggiunto la cifra record di 33,4 miliardi di euro, ben 8,2 miliardi in più rispetto al 2022, quando questo governo non si era ancora insediato. Una somma mai raggiunta prima nella Storia della nostra Nazione”.
Quindi, la Presidente Meloni ha spiegato: “Grazie all’ottimo lavoro dell’Agenzia delle Entrate e a norme introdotte dal Governo, come quella dell’odioso fenomeno delle attività apri e chiudi che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo non pagando tasse e contributi e poi riaprendo con un altro nome, un fenomeno che riguardava soprattutto gli extracomunitari, nel 2024 sono state chiuse quasi 6.000 attività. Un risultato importante per lo Stato, ma ancora più importante per gli imprenditori onesti che subiscono” questa “concorrenza sleale”.
In conclusione, poi, in risposta alle accuse mosse dalle opposizioni all’Esecutivo di “aiutare gli evasori”, la Presidente Meloni ha sottolineato: “Ci accusano di aiutare gli evasori, di allentare le maglie del fisco, persino di nascondere dei condoni immaginari. Sono tutte bugie. La nostra visione è chiara: non c’è spazio per chi vuole fare il furbo, ma chi è onesto e magari si trova in difficoltà merita di essere messo nelle condizioni di pagare ciò che deve, merita di essere aiutato dallo Stato. Lo hanno capito bene le famiglie e le imprese, come dimostra l’andamento dei versamenti spontanei, che sono aumentati di circa 70 miliardi in solo due anni. Con questo stesso approccio abbiamo approvato la riforma del fisco che l’Italia aspettava da oltre mezzo secolo. Una riforma alla quale stiamo dando velocemente attuazione. Siamo già al quattordicesimo decreto legislativo, quindi decreto di attuazione, e che intende costruire un sistema tributario più equo e più moderno. Insomma, meglio uno Stato che non opprima più famiglie e imprese , ma che aiuti la società a crescere e a prosperare , che chieda il giusto per i servizi che eroga, che utilizzi i soldi dei cittadini con lo stesso criterio che utilizzerebbe un buon padre di famiglia, senza buttare i soldi in cose inutili, senza sprecare quelle risorse così preziose. Questo è l’impegno che abbiamo preso con i cittadini e che intendiamo rispettare punto per punto, con coraggio e determinazione”.
Sul fronte dei lavori parlamentari, quest’oggi, via libera della Camera ,con 151 voti favorevoli, 82 contrari e 3 astenuti al disegno di legge recante misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l’attuazione del PNRR, che ora passa all’esame del Senato.
In discussione, poi, a Montecitorio la mozione riguardante le iniziative per contrastare il rincaro dei costi dell’energia per famiglie e imprese e il disegno di legge di conversione, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi , già approvato dal Senato, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.
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