di Federica Marengo venerdì 4 settembre 2026

-Nel pomeriggio del 29 agosto, Festa della Madonna del Lago, Papa Leone XIV si è recato a Castel Gandolfo per celebrare la Santa Messa nella Chiesa di Maria Santissima del Lago, consacrata nell’agosto del 1977 da San Paolo VI, parte del complesso della parrocchia pontificia di San Tommaso Villanova.
Nel corso della celebrazione, conclusa la Liturgia della Parola, il Pontefice ha pronunciato la Sua omelia, nella quale, ricordando San Paolo VI e San Giovanni Paolo II , che volle rinnovare la memoria e il messaggio della Festa della Madonna del Lago, si è soffermato sulla prima Lettura dal profeta Geremia (20,7.9) , in cui quest’ultimo parla del suo “bisogno irresistibile” di corrispondere alla chiamata ricevuta e il brano del Vangelo di Matteo (15, 32-38), in cui Gesù annuncia ai discepoli la Sua Passione, per poi evidenziare: “Gesù spiega come, dopo i tanti miracoli compiuti, manifesterà definitivamente la sua gloria: sacrificando liberamente la sua vita e offrendo sé stesso sulla Croce come pane spezzato. E precisa che lo stesso dovrà fare chiunque voglia continuare la sua missione: “Se qualcuno vuole venire dietro a me , ci dice , rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Gesù rivela, così, che solo l’amore salva. L’amore che Dio ci ha mostrato facendosi uomo, morendo e risorgendo per noi e, in risposta, quello con cui anche noi ci offriamo umilmente a Lui e ai fratelli: nella costanza fedele della carità di ogni giorno come nei gesti più straordinari, fino al martirio, a volte, come accade purtroppo anche oggi a molti cristiani, in varie parti del mondo”.
Tuttavia, ha sottolineato il Santo Padre: “Non tutti comprendono la bellezza, la bontà e la concretezza di questo sogno del Creatore, anzi molti pensano che sia un’utopia. Porgere l’altra guancia, dicono, è da perdenti, donare di fronte al rifiuto è da ingenui, perdonare senza limiti è da deboli. Non c’è da stupirsi. Perfino per Pietro è stato difficile accettare questo modo nuovo e diverso di ragionare. Ma Gesù rimane categorico: solo la via dell’amore è la via della vita”, per cui ha ammonito: “ L’odio e la violenza non portano nulla di buono, ma solo distruzione e morte, sempre, anche quando sono risposta a ingiustizie subite. Lo vediamo ogni giorno, dal piccolo del nostro vissuto domestico alla grande scena del mondo. Tutto conferma quello che Gesù ci ha insegnato: “chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà””.
Pertanto, Papa Leone XIV ha esortato: “Per questo, qualunque sia la ferita, qualunque l’offesa, non permettiamo al male di sfigurare la nostra umanità e di corromperci nel cuore!. Non conformiamoci alla mentalità del mondo. Continuiamo ad amare, a donare, a perdonare, offrendoci “come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio” , per preservare e far crescere, in noi e negli altri, la dignità infinita dell’immagine divina che portiamo nell’anima. E non scoraggiamoci se è difficile: la nostra forza è nel Signore, e con il suo aiuto tutto è possibile”.
Infine, a conclusione della Sua omelia, il Pontefice, parlando del rito della processione del Lago, ha ricordato il miracolo del Lago di Tiberiade, in cui Gesù raggiunse i discepoli impauriti camminando sulle acque e li condusse a riva sedando la tempesta e, “proprio quando erano più spaventati, in balia dei venti contrari, li ha esortati ad avere fede, a pregare, per ritrovare pace e, insieme a Lui, continuare a navigare verso la meta desiderata”.
Così, ha proseguito il Santo Padre, dopo l’Eucaristia, “Come i discepoli, lasceremo assieme la riva, recando con noi l’immagine di Maria, nostro modello e guida, per portare lungo le sponde del lago, la benedizione che abbiamo ricevuto”, facendo di questo luogo di devozione mariana “un segno di come la Chiesa si sforzi, giorno per giorno, di fare di tutti noi un corpo solo, nella preghiera, nei sentimenti, nei propositi, nello sviluppo ordinato e unanime del nostro essere insieme, e un simbolo dell’amore con cui il Signore, per mezzo della sua Santissima Madre, ha voluto avvicinarsi a noi come uno di noi, fino a confondersi con la grande folla della nostra umanità”.
Terminata la celebrazione, sul far della sera, Papa Leone XIV (primo Pontefice della storia) ha partecipato alla Processione con il simulacro della Madonna del Lago a bordo di un battello che ha percorso le acque del Lago di Albano, per poi raggiungere la spiaggia di uno stabilimento dove ad attenderlo vi erano: fedeli, pellegrini e autorità civili e religiose.
Qui, il Pontefice ha rivolto “con cuore filiale” alla Vergine Maria una supplica , affidandoLe la Chiesa: coraggiosa, perseverante, umile nell’annuncio, nel servizio e nella carità; tutti i popoli della Terra ; i figli feriti dalla guerra e coloro che vivono nella paura, nella sofferenza e nella solitudine, affinché incoraggi in tutti il desiderio della pace e, dove cresce l’odio, insegni il perdono.
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