di Federica Marengo venerdì 24 luglio 2026

-La settimana politica, appena trascorsa, si è aperta lunedì 20 luglio con il bilaterale a Palazzo Chigi tra la Presidente del Consiglio Meloni e il Premier portoghese Luís Montenegro, incentrato sulle principali questioni internazionali, quali la guerra in Ucraina e in Medio Oriente e l’allargamento Ue e, seguito da dichiarazioni congiunte alla stampa.
Nel suo intervento, la Premier ha sottolineato la necessità di rafforzare l’amicizia e la cooperazione tra i due Paesi, entrambi marittimi e, accomunati dalla posizione privilegiata rispetto al Mar Mediterraneo e all’Oceano Atlantico, in ambiti come: la sicurezza, l’energia, le interconnessioni economiche, la competitività e l’autonomia strategica.
Per questo, ha proseguito la Presidente Meloni, il Ministro degli Esteri Tajani e il suo omologo portoghese, Rangel, hanno firmato un documento per rilanciare a 360° tale cooperazione bilaterale, anche alla luce delle solide relazioni commerciali tra Italia e Portogallo , che nel 2025 hanno raggiunto il valore più alto degli ultimi anni, sfiorando i dieci miliardi di euro.
La Premier , quindi, ha evidenziato che il primo settore di cooperazione in cui fare un salto di qualità : è quello della Difesa , delle filiere marittime e della blue economy, vista la decisione delle Autorità portoghesi di acquistare tre fregate FREMM EVO, costruite da Fincantieri e che, lo stesso approccio verrà seguito per settori strategici, come : l’ energia, le infrastrutture, la logistica portuale e i trasporti.
Altro ambito di collaborazione tra Italia e Portogallo, ha evidenziato la Presidente del Consiglio Meloni ,è quello del Piano Mattei per l’Africa, dato il comune approccio rispetto al Continente africano, rilevando l’enorme potenziale di cooperazione, non più solo bilaterale, ma anche multilaterale ed europea, per quel che riguarda l’Angola e il Mozambico.
Quanto ai dossier europei, la Premier ha parlato di un confronto sul tema del bilancio pluriennale, partendo dalla comune convinzione che “il Quadro Finanziario Pluriennale debba essere all’altezza delle nuove sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare, senza però mettere in discussione politiche che rappresentano da sempre il cuore del progetto europeo”, quali : la PAC e la Politica di Coesione, “che non sono dal nostro punto di vista retaggi del passato, ma presupposti per la crescita, per la competitività e per l’autonomia strategica”, così come sul tema del governo dei flussi migratori, in merito a cui ha sottolineato la necessità di “continuare a rafforzare la dimensione esterna, a lavorare per andare all’origine delle cause della migrazione”.
Italia e Portogallo, infine, si sono confrontati anche sul tema dell’allargamento, in vista del dibattito previsto nel Consiglio europeo di ottobre e sui principali dossier internazionali come: la guerra in Ucraina, in merito alla quale è stato ribadito il comune sostegno e impegno a lavorare a una pace giusta e duratura, e la guerra in Medio Oriente, condividendo la necessità di perseguire ogni sforzo per una de-escalation, la preoccupazione per i nuovi fronti di scontro che si aprono nella regione e l’impegno, particolarmente sul tema della libertà di navigazione.
Altra cooperazione solida dell’Italia, quella con la Gran Bretagna, che lunedì ha visto insediarsi a Downing Street in, luogo del dimissionario Starmer, il nuovo Premier Andy Burnham, con cui la Presidente Meloni ha avuto un colloquio telefonico, nel quale, congratulatasi per il nuovo incarico e, invitandolo a recarsi a Roma per un incontro di lavoro nel prossimo futuro, “ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente la solida collaborazione e le eccellenti relazioni bilaterali tra Roma e Londra”.
Come riportato da Palazzo Chigi in una nota: “Il Presidente Meloni e il Primo Ministro Burnham hanno condiviso la necessità di perseguire ogni sforzo per una de-escalation nello Stretto di Hormuz, con particolare riferimento al tema della libertà di navigazione, e riaffermato la determinazione di continuare a sostenere l’Ucraina, lavorando per il raggiungimento di una pace giusta e duratura. Nel corso del colloquio, i due Leader hanno espresso soddisfazione per i progressi del Global Combat Air Programme (GCAP). Al riguardo, è stato valorizzato il recente incontro tra i Ministri della Difesa di Italia, Regno Unito e Giappone, al quale si è associato per la prima volta il Canada con lo status di osservatore, a conferma della centralità di questo comune programma tecnologico e industriale. Il Presidente Meloni e il Primo Ministro Burnham hanno poi concordato di mantenere uno stretto raccordo in vista del Vertice UE-UK, auspicando che l’appuntamento possa rappresentare un’importante occasione per offrire un rinnovato impulso alla cooperazione euro-britannica”.
In ultimo, giovedì 23 luglio, la Premier ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abdel Fattah Al Sisi, in occasione della Festa nazionale egiziana, nel quale si è discusso delle relazioni bilaterali tra i due Paesi “a livello politico, economico e nel quadro delle attività del Piano Mattei, particolarmente nel settore della formazione tecnica e professionale”, e degli “sforzi comuni per il contrasto alla migrazione irregolare”, ma anche del “difficile contesto regionale”, convenendo sulla necessità di rimanere in contatto “con l’obiettivo di favorire la ricerca di soluzioni diplomatiche sostenibili che possano garantire la stabilità dell’area e riaffermare il principio chiave della libertà di navigazione”.
Riguardo alla politica interna, martedì 21 luglio, la Presidente del Consiglio Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi i leader della maggioranza , Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, per un confronto sulle principali questioni dell’azione di Governo e , in particolare, alla luce degli alti costi dell’energia e dei carburanti, innescati dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz in seguito alla guerra tra Iran e USA, sui provvedimenti da mettere in campo per supportare famiglie e imprese.
Nel dettaglio, come riferito da Palazzo Chigi in una nota, durante la riunione, si è parlato dell’estensione della National Escape Clause (clausola di salvaguardia nazionale) anche agli investimenti nel settore dell’energia, ottenuta dal Governo italiano grazie all’iniziativa promossa in sede europea” , su cui “ è emersa piena condivisione sull’ipotesi di accedere alla maggiore flessibilità consentita dalle regole europee e di concentrare nel prossimo biennio la maggiore capacità di spesa per il contrasto al caro energia” ed è stato “ ribadito che ogni decisione di accedere alla National Escape Clause per le spese di difesa, sicurezza ed energia sarà assunta nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento e sarà sottoposta al previsto iter di approvazione”.
Altro ambito verso cui si è indirizzata l’azione di governo: è quello della sicurezza, con l’introduzione nel Ddl Sicurezza di una norma che esclude la possibilità di ottenere un risarcimento civile a chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato.
A tal proposito, la Premier , in un’intervista al quotidiano Il Giornale, ha detto: “È un provvedimento di buon senso, per scongiurare la possibilità che una persona che si è difesa possa essere condannata due volte, rischiando anche di perdere il frutto del lavoro di una vita intera e di finire sul lastrico. Tradotto: se entri in casa mia per rapinarmi, sequestrarmi o aggredire me o la mia famiglia e mentre lo stai facendo subisci un danno perché io ho reagito, io risponderò delle eventuali responsabilità penali ma tu in ogni caso non hai diritto a chiedere alcun risarcimento in sede civile. Non si può tollerare che chi delinque abbia più tutele di chi subisce un infortunio sul lavoro”.
A ciò, si aggiunge il Ddl approvato ieri in Consiglio dei Ministri sull’imputabilità dei minori, illustrato a seguire dal ministro della Giustizia Nordio in una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Come spiegato in una nota da Palazzo Chigi e dallo stesso Guardasigilli: “Il provvedimento interviene sull’articolo 98 del Codice penale, introducendo una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi, al momento del fatto, abbia compiuto quattordici anni e non ancora diciotto”, mutando così il criterio di accertamento od onere della prova, in quanto “la capacità non deve più essere positivamente verificata caso per caso, ma si presume fino a prova contraria, restando ferma la possibilità di escludere l’imputabilità quando risulti, sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento, che il minore ne fosse privo al momento del fatto. Resta ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili”.
Pertanto, “Il disegno di legge modifica, di conseguenza, l’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448, prevedendo che il giudice e il pubblico ministero possano acquisire anche elementi ai fini del giudizio sull’imputabilità del minore”.
Il ministro della Giustizia Nordio ha così illustrato in conferenza stampa il provvedimento, sottolineando: “Non abbiamo abbassato l’età per la imputabilità del minore, che rimane di 14 anni, e non abbiamo inasprito le pene. La novità riguarda la presunzione di imputabilità. Oggi la imputabilità del minore deve essere accertata positivamente caso per caso perché c’è una sorta di presunzione di non imputabilità, cioè di incapacità di intendere e di volere da parte dell’infra-diciottenne ultra-quattordicenne. Con questa norma noi invertiamo l’onere della prova, nel senso che diamo per presupposta, cioè proviamo, una presunzione di capacità di intendere e di volere per l’ultra-quattordicenne infra-diciottenne, salvo ovviamente la prova contraria, che può essere trovata a seguito di indagini che possono essere disposte dal pubblico ministero o dal giudice nei casi di competenza. Il significato politico è quello di facilitare le indagini, perché partendo dal presupposto che una persona che commette un reato a 16 anni sia presumibilmente cosciente di quello che sta facendo, spetta al diretto interessato a dare la prova contraria della sua capacità di intendere e di volere, mentre oggi l’indagine è resa più difficoltosa dal fatto che la presunzione sarebbe esattamente opposta”.
In seguito all’approvazione del Ddl in Consiglio dei Ministri, la Presidente Meloni, ha pubblicato un videomessaggio social, in cui ha così spiegato il provvedimento ratificato dal governo: “Oggi, il governo ha approvato un provvedimento che cambia le regole sull’imputabilità dei minori, una norma che colpisce soprattutto chi crede di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i proprio affari ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà loro nulla. Comincio da un principio che stiamo cercando di affermare in ogni ambito: chi aggredisce, chi rapina chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni, per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire, arresto per i minorenni sorpresi con un’arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. Oggi un passo ulteriore. Il nostro ordinamento prevede attualmente che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere e di volere. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre. Significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia, prima si presumeva l’incapacità oggi si presume la responsabilità. E’ chiaro che la norma da sola non risolve il problema, né quando si parla di giovanissimi si può ragionare solo sul piano della repressione. Questo provvedimento è un tassello in un percorso molto più difficile, spesso silenzioso, perché un ragazzo di 15 o 16 anni che diventa violento o commette reati quasi mai ci arriva da solo. Molto spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c’è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro, sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centri sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili. E noi stiamo lavorando su tutti questi fronti, tutto si tiene insieme: la fermezza senza alternativa non basta ,ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema. Alcuni risultati si iniziano a vedere, per questo vogliamo insistere. Perché uno Stato giusto ha il coraggio di cambiare le regole quando non funzionano e ha il dovere di essere severo con chi sbaglia, ma anche presente con chi rischia di perdersi perché non c’è vera libertà senza responsabilità”.
Soddisfatta la maggioranza di centrodestra , per cui la stretta sulla sicurezza è una risposta all’aumento della criminalità giovanile, seppur in quadro di interventi molteplici, non solo repressivi, mentre i partiti delle opposizioni di centrosinistra , critici nei confronti del Ddl , ritengono il provvedimento “prevalentemente repressivo e propagandistico, incapace di affrontare le cause del disagio giovanile”, sottolineando che l’esecutivo “continua a criminalizzare un’intera generazione, anziché investire in prevenzione, educazione, inclusione e sostegno” e offrire “ opportunità, servizi e strumenti per contrastare fragilità ed esclusione” e che , per questo, “Serve una politica capace di ascoltare e accompagnare i ragazzi, non di etichettarli e punirli”.
Nel corso del Consiglio dei Ministri ,poi, sono stati varati anche altri provvedimenti, anch’essi illustrati in conferenza stampa dal ministro Zangrillo (Pubblica Amministrazione), dalla ministra Bernini (Università e Ricerca), dalla ministra Calderone (Lavoro e politiche sociali), e dal Sottosegretario Prisco (Interno), hanno illustrato in conferenza stampa, quali: un decreto-legge che introduce misure urgenti per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo, avvenuto il 16 luglio 2026, dell’immobile in cui hanno sede il tribunale di Bolzano e la procura della Repubblica, che ne ha determinato l’inagibilità; il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026; in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce una nuova disciplina in materia di funzioni, compiti e rapporto di impiego del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali ; in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, recante le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, lo sviluppo e la valutazione del sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.
In ultimo, il Consiglio dei Ministri ha deliberato di autorizzare il Ministro per la pubblica amministrazione, Zangrillo, a esprimere il parere favorevole del Governo in relazione all’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto Funzioni centrali per il triennio 2025-2027, sottoscritta il 9 giugno 2026 dall’ARAN e dalle Confederazioni e organizzazioni sindacali di categoria, a condizione che in sede di sottoscrizione definitiva si tenga conto dei rilievi formulati dal Ministero dell’economia e delle finanze.
In merito al comparto sanitario, secondo i primi dati del 2026, certificati da Agenas, sono state effettuate 1,6 milioni di visite ed esami in più entro i tempi previsti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il dato è stato così commentato dalla Premier Meloni, in un post social: “E’ un risultato incoraggiante, frutto del lavoro avviato con la riforma sulle liste d’attesa. Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare e che troppi cittadini aspettano ancora troppo per una prestazione sanitaria. Per questo continueremo a lavorare con determinazione, insieme alle Regioni, per garantire tempi sempre più rapidi e un servizio sanitario più efficiente”.
Tuttavia, dalle opposizioni , il Pd ha evidenziato: “I dati diffusi da Agenas parlano chiaro: in sei mesi 2,8 milioni di cittadini non hanno ricevuto una visita o un esame nei tempi previsti dalla legge, il 21,5% di chi ha chiesto una prima visita e il 15,4% di chi ha chiesto un esame. Un’Italia a due velocità, con la Basilicata che assicura l’87,7% delle prestazioni programmate e il Piemonte fermo al 6,5%. Sono numeri che certificano il fallimento delle politiche di questo Governo sulle liste d’attesa, altro che ‘strada giusta’ come sostiene la premier Meloni”.
Sul fronte dei lavori parlamentari, dopo le tragedie verificatesi nelle ultime settimane, presso alcune piscine, la Camera ha approvato ,con 244 voti favorevoli, un emendamento al decreto Sport che introduce nuove misure per gli impianti pubblici, privati aperti al pubblico e ad uso collettivo.
Le nuove norme prevedono: l’obbligo che bocchettoni, griglie e sistemi di aspirazione siano progettati in modo da evitare il cosiddetto effetto ventosa, responsabile di alcuni degli incidenti avvenuti negli ultimi anni e che le piscine che non rispetteranno gli standard di sicurezza chiudano immediatamente fino alla messa a norma.
Al fine che gli impianti pubblici si adeguino a tali norme è stato stanziato per il 2026 un fondo da 4,7 milioni di euro.
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