di Federica Marengo martedì 1°aprile 2025

-Ieri, la Presidente del Consiglio Meloni è intervenuta al Border Security Summit, riunione organizzata dal Premier britannico Starmer, incentrata sul tema della sicurezza dei confini.
Nel suo intervento, la Premier, ringraziando l’omologo britannico per l’invito, ha sottolineato come la questione sia una priorità per l’Italia e per il Regno Unito e rappresenti “un punto fondamentale della cooperazione bilaterale tra le due Nazioni”, entrambe convinte che dalla sicurezza dipenda la libertà, la prosperità e il benessere dei rispettivi popoli.
La Presidente del Consiglio ha quindi evidenziato come la sicurezza dei confini passi “anche e soprattutto dal governo dei flussi migratori e dal contrasto all’immigrazione illegale di massa”, “fenomeno globale che interessa l’Europa dentro e fuori i confini Ue”, per cui i due Governi lavorano insieme “per sconfiggere le organizzazioni criminali che lucrano sulla disperazione e sul legittimo desiderio delle persone di avere condizioni di vita migliori”.
A tal riguardo, vi è una collaborazione tra le Forze di polizia, i servizi di intelligence e le autorità giudiziarie d’Italia e Gran Bretagna per realizzare l’obiettivo comune, ovvero: “puntare al cuore del problema, che sono i profitti di scafisti e trafficanti”, utilizzando il modello investigativo, diventato internazionale, dei due grandi giudici italiani, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, riassunto nelle parole: “follow the money”. Per questo, fondamentale, “è il rafforzamento della cooperazione di Europol e Eurojust con i Paesi terzi”.
La Premier Meloni, poi, nel suo intervento, si è soffermata sulla necessità di “affrontare le cause profonde della migrazione e garantire così il diritto a non dover migrare”, costruendo “ un modello di cooperazione con le Nazioni di origine e transito dei flussi migratori, affinché possano prosperare con le risorse che possiedono”.
In merito, la Presidente del Consiglio, si è detta “molto felice” “dell’ottima collaborazione avviata con il Regno Unito nell’ambito del Processo di Roma, soprattutto sul fronte dei rimpatri volontari assistiti”.
Tuttavia, ha evidenziato la Premier, “combattere l’immigrazione illegale significa, anche, favorire quella legale e riaffermare il principio che spetta ad ogni Nazione, e non ai trafficanti, decidere chi deve entrare e chi no sul proprio territorio”.
Infine, la Presidente Meloni, parlando del coraggio premiato dell’Italia nel fare da apripista, ha sottolineato la convergenza con il Premier britannico Starmer sulle “soluzioni innovative, come quella avviata dall’Italia con l’Albania” , “modello criticato all’inizio, ma che ha poi raccolto sempre più consenso, tanto che oggi l’Unione Europea propone di creare centri per i rimpatri nei Paesi terzi”.
In conclusione, la Premier, dicendosi “ molto contenta di poter contare sul sostegno e sulla collaborazione del Regno Unito”, ha auspicato che il Summit dia luogo a un rafforzamento ulteriore della sinergia tra i due Paesi e permetta di “spingere l’acceleratore verso nuovi progetti e iniziative concrete”.
Restando in tema di migrazione, sempre ieri, il portavoce della Commissione Ue, Markus Lammert, rispondendo alla domanda di un giornalista in un punto stampa, in merito al nuovo decreto Albania sui centri per migranti approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri, ha detto che il provvedimento “è in linea con il diritto europeo”, spiegando: “Siamo in contatto con le autorità italiane. Secondo le nostre informazioni nei centri gestiti dall’Italia in Albania si applicherà il diritto italiano, come è stato in precedenza. Tuttavia, in linea di principio, questo è legale in base al diritto Ue. A quanto ci risulta, si applicano le leggi nazionali. E i centri in Albania rientrano nella procedura precedente al rimpatrio nei Paesi di origine. Secondo le nostre informazioni, questi individui hanno ricevuto un ordine di rimpatrio dall’Italia. E sarebbero detenuti in attesa dell’attuazione di questa decisione di rimpatrio da parte dell’Italia. È fondamentalmente diverso dal concetto di hub di rimpatrio. Continueremo a monitorare l’attuazione del protocollo nella sua nuova versione e a rimanere in contatto con le autorità italiane”.
Inoltre, il portavoce della Commissione Ue ha ribadito che Bruxelles è aperta a “esplorare soluzioni innovative” nel contrasto all’immigrazione irregolare, “sempre nel rispetto degli obblighi previsti dal diritto dell’Ue e internazionale”.
Critiche , invece, nei riguardi del nuovo decreto sui centri per il rimpatrio in Albania, le opposizioni, che parlano di “spreco di denaro pubblico” e di “fallimento del modello Albania”.
Non solo migrazione, però, al centro del dibattito politico. Altro tema dibattuto dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione, quello dei dazi USA applicati alla Ue, su alluminio , acciaio e componenti auto, cui seguiranno altri, che entreranno in vigore da domani, 2 aprile, ai quali la Commissione Ue risponderà con una linea dura “necessaria” per poter negoziare da una posizione di forza”, anche se Bruxelles non chiude alla possibile mediazione e individua la forza dell’Unione nel mercato unico, sebbene servano dei correttivi per eliminare le barriere interne che pesano più dei dazi stessi, e guarda ad altri partner come: il Sud America, l’India, il Sud Africa e l’Asia centrale dove si recheranno in settimana la Presidente dell’Esecutivo Ue, von der Leyen e il Presidente del Consiglio Ue Costa, per un vertice sul tema a Samarcanda.
In merito ai dazi, per quanto riguarda le forze di maggioranza, FdI respinge la politica del “muro contro muro” con il Presidente USA Trump e invita all’equilibrio e alla mediazione per trovare un’intesa, mentre per FI deve essere la Ue a trattare con gli USA e non i singoli Stati membri.
Per la Lega : “L’Italia deve essere il ponte tra Ue e Stati Uniti, perché il vero nemico per le aziende italiane oggi non è Trump, ma le folli imposizioni di Bruxelles”.
Le opposizioni , invece, parlano di “Governo troppo remissivo con gli USA”, esortando l’Esecutivo alla fermezza e il M5S si prepara a scendere in piazza il 5 aprile contro il riarmo Ue e le politiche di austerità dell’Esecutivo. Per il “campo largo”, prevista la partecipazione alla manifestazione di AVS.
Il tema dazi potrebbe essere tra le questioni da affrontare nel bilaterale che la Presidente del Consiglio Meloni dovrebbe avere con il Vicepresidente USA Vance, che, secondo fonti statunitensi, potrebbe essere in Italia dal 18 al 20 aprile.
Sul fronte dei lavori parlamentari, la Camera ha approvato in via definitiva, con 144 voti favorevoli, 91 astenuti e 2 contrari, il ddl recante misure in materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia, delle Forze armate nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mentre la Conferenza dei capigruppo al Senato ha stabilito che il ddl Sicurezza approderà in Aula il 15 aprile , fissando il termine per la presentazione degli emendamenti per il 7 aprile.
Inoltre, sempre in Senato, è stato approvato in via definitiva il disegno di legge che cancella 30.709 leggi emanate fra il 1861 e il 1946 (epoca pre-repubblicana).
Al riguardo, la ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Alberti Casellati, autrice del disegno di legge, in un post social, ha dichiarato: “È uno shock normativo, un passo storico per la semplificazione del nostro ordinamento giuridico. Con questo provvedimento ho ridotto del 28% lo stock normativo, che oggi conta ancora più 110.000 atti. È stata una vera e propria maxioperazione di pulizia, condotta con rigore e con l’obiettivo di garantire la certezza dei rapporti giuridici. Ma poco serve semplificare a livello nazionale se poi veniamo soffocati da una iper-regolamentazione di livello europeo. Per questo, il 4 marzo scorso, ho incontrato il Commissario Dombrovskis e ho avviato una nuova fase di collaborazione tra Roma e Bruxelles sulla semplificazione normativa. Perché semplificare non significa solo ridurre il numero delle leggi, ma rendere l’Italia e l’Europa più moderne, competitive e vicine ai bisogni di cittadini e imprese”.
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