di Federica Marengo lunedì 31 marzo 2025

-Proseguono i raid dell’esercito israeliano su Gaza. Le forze di Tel Aviv, infatti, hanno emesso un avviso di evacuazione per la popolazione palestinese nell’intera area di Rafah, a sud della Striscia, dichiarando che “l’esercito sta tornando a combattere con grande forza per eliminare le capacità delle organizzazioni terroristiche in queste aree”.
La stessa Idf ha poi fatto sapere di aver distrutto a Gaza un tunnel sotterraneo di Hamas lungo un chilometro e di aver localizzato , in un’altra operazione, un’officina utilizzata per la produzione di razzi e lanciatori, neutralizzando oltre 50 terroristi.
Secondo al Jazeera, almeno 10 persone, tra cui 3 bambini, sono state uccise e altre sono rimaste ferite in un raid israeliano che ha colpito Gaza city. Per i media palestinesi, invece, 3 persone sono morte in un attacco aereo israeliano nella zona di Abasan, alla periferia di Khan Younis.
La Mezzaluna Rossa di Gaza ha recuperato nelle scorse ore i corpi di 15 soccorritori ,dopo che Israele, nel corso di un’operazione di terra a Rafah, ha sparato contro le ambulanze. L ‘esercito israeliano ha ammesso di avere sparato su ambulanze nella Striscia di Gaza dopo averle identificate come “veicoli sospetti”. Quest’oggi, si è svolto il funerale di alcuni dei 15 soccorritori uccisi e la Croce rossa italiana, tramite nota, ha espresso il proprio cordoglio per le vittime, esortando a rispettare il diritto internazionale.
Intanto, il Premier israeliano Netanyahu, in apertura della riunione di governo, ha dichiarato: “La pressione militare funziona. Funziona perché opera simultaneamente: da un lato, schiaccia le capacità militari e governative di Hamas e, dall’altro, crea le condizioni per il rilascio dei nostri ostaggi. Hamas deporrà le armi. Ai suoi leader sarà permesso di andarsene. Garantiremo la sicurezza generale nella Striscia di Gaza e permetteremo l’attuazione del piano Trump, il piano di immigrazione volontaria”.
Netanyahu, che stamane ha nominato come direttore dello Shin Bet l’ex comandante della Marina, ammiraglio (in riserva) Eli Sharvit, nonostante la Corte Suprema abbia sospeso il licenziamento dell’attuale capo dello Shin Bet, Ronen Bar, in attesa che vengano esaminati entro l’8 aprile i ricorsi contro la decisione del governo, rispetto alla quale si è opposto il procuratore generale, mercoledì sarà in Ungheria per incontrare l’omologo Orbán. Si tratta della prima visita in una nazione europea, dopo che, lo scorso novembre, la Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso un mandato di arresto nei suoi confronti, che Budapest ha subito annunciato che non eseguirà.
Al centro del colloquio tra i due leader, il possibile sostegno ungherese al piano per Gaza di Trump, che vedrebbe gli Stati Uniti alla guida della ricostruzione per trasformare la Striscia in una località turistica e la popolazione civile trasferita all’estero su base volontaria.
Il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni, riguardo a tale visita ha dichiarato: “L’Ue sostiene la Corte penale internazionale e i principi stabiliti nello Statuto di Roma ed è fortemente impegnata nella giustizia penale internazionale e nella lotta contro l’impunità. Il Consiglio invita tutti gli Stati a garantire la piena cooperazione con la Corte, anche mediante la rapida esecuzione dei mandati di arresto pendenti”.
Intanto, quanto alla ripresa dei negoziati per un cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi, un alto funzionario di Hamas ha annunciato che Hamas ha approvato una nuova proposta di cessate il fuoco a Gaza avanzata dai mediatori, esortando Israele ad appoggiarla.
Inoltre, Hamas, il cui ministero della Sanità ha fatto sapere che sono 1.001 i morti dalla ripresa dei raid israeliani su Gaza, il 18 marzo scorso, di cui 80 nelle ultime 48 ore, tramite un suo leader ha invitato i suoi sostenitori in tutto il mondo a “ imbracciare le armi e a combattere il piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di trasferire più di due milioni di abitanti di Gaza in Paesi confinanti come Egitto e Giordania”.
Quanto all’Iran, il Presidente USA , Trump , in un’intervista rilasciata ieri a Nbc News, ha minacciato Teheran di bombardamenti e dazi secondari se non accetterà un accordo con Washington sul suo programma nucleare.
A tale avvertimento, la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha replicato che: “Se gli USA attaccheranno , ci sarà una risposta forte”.
Inoltre, secondo quanto riportato dal Tehran Times, “le forze armate iraniane avrebbero preparato missili in grado di colpire obiettivi legati agli Stati Uniti”.
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