di Federica Marengo venerdì 28 marzo 2025

-Dopo la tregua raggiunta con la mediazione di USA e Francia, che prevedeva il ritiro di Israele dal Libano e il dispiegamento delle forze libanesi nel sud e , dopo il mantenimento da parte di Israele di cinque postazioni militari, l’esercito israeliano è tornato ad effettuare raid nel sud del Libano , in particolare su un sobborgo di Beirut (preventivamente evacuato), per colpire una base militare di Hezbollah, in risposta a due razzi lanciati dal Libano verso il territorio israeliano, uno dei quali è stato intercettato, mentre il secondo è caduto in territorio libanese.
Per l’agenzia Reuters, “si tratta del primo bombardamento pesante da quando la tregua di novembre ha posto fine alla guerra tra Israele e Hezbollah”. Tuttavia, Hezbollah ha negato ogni coinvolgimento, ribadendo il proprio impegno nella tregua.
L’Idf hapoi dichiarato, via social, di aver colpito “un sito di infrastrutture terroristiche utilizzato come magazzino di Uav dall’unità aerea di Hezbollah (127) nell’area di Dahieh, una roccaforte terroristica chiave di Hezbollah a Beirut”.
Il ministro della Difesa israeliano Katz ha invitato il governo libanese a far rispettare l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e il movimento Hezbollah sul suo lato del confine o Israele continuerà a condurre attacchi.
Il Premier israeliano Netanyahu, si è impegnato a continuare a colpire in tutto il Libano qualsiasi minaccia si presenti, dichiarando in un comunicato: “Coloro che non hanno ancora accettato la nuova situazione in Libano hanno ricevuto oggi un altro esempio della nostra determinazione. L’equazione è cambiata: ciò che è accaduto prima del 7 ottobre non si ripeterà. Non permetteremo che si spari sulle nostre comunità. Continueremo a far rispettare con forza il cessate il fuoco. Attaccheremo ovunque in Libano contro qualsiasi minaccia a Israele e faremo in modo che tutti nel nord tornino nelle loro case in sicurezza”.
Il Premier libanese, Nawaf Salam , secondo un comunicato del suo ufficio stampa, ha “denunciato l’attacco israeliano, definendolo una “pericolosa escalation”, e “ha condannato gli attacchi israeliani che hanno preso di mira i civili e le aree residenziali dove si trovano scuole e università”.
Anche il Presidente libanese Aoun ha condannato “ogni detestabile tentativo di trascinare nuovamente il Libano in un vortice di violenza” e la missione Unifil ha lanciato l’allarme per l’escalation.
Secondo il Times of Israel, il vice inviato degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Morgan Ortagus, avrebbe dichiarato ad Asharq News che : “Gli Stati Uniti d’America, il Presidente Trump, la nostra amministrazione sostengono pienamente lo Stato di Israele nella risposta alla violazione del cessate il fuoco avvenuta dal Libano questa mattina”.
In merito agli attacchi israeliani nel Libano, il Presidente francese Macron, che stamane ha ricevuto a Parigi l’ omologo libanese Joseph Aoun, ha dichiarato: “Gli attacchi israeliani in Libano sono inaccettabili e in violazione del cessate il fuoco. Gli attacchi sono azioni unilaterali che tradiscono una promessa fatta e fanno il gioco di Hezbollah”.
Il Dipartimento di Stato USA, ha dichiarato in un comunicato che: “Gli Stati Uniti hanno emesso nuove sanzioni contro Hezbollah che colpiscono cinque persone e tre entità” e che “le sanzioni hanno preso di mira lo staff finanziario di Hezbollah, che supervisiona i progetti commerciali e le reti di contrabbando di petrolio che generano entrate per il gruppo”, precisando che “tra i destinatari delle sanzioni vi sono anche familiari e stretti collaboratori di importanti funzionari di Hezbollah”.
Proprio gli USA, poi, hanno effettuato altri attacchi aerei in diverse zone dello Yemen, tra cui la capitale San’a, dove sarebbe stato colpito l’aeroporto internazionale, la città portuale di Hodeida sul Mar Rosso, la roccaforte dei ribelli di Saada e i governatorati di al-Jawf, Amran e Marib, causando numerose vittime e danni.
Intanto, mentre proseguono gli attacchi dell’Idf a Gaza, così come continua la protesta (sostenuta dal partito palestinese Fatah) della popolazione della Striscia contro Hamas, cui viene chiesto di lasciare il potere per porre fine alla guerra, sebbene Hamas sostenga che, in realtà, le manifestazioni siano contro Israele, proprio il portavoce di Hamas ha fatto sapere che i colloqui per un accordo di cessate il fuoco a Gaza tra le rispettive delegazioni e i mediatori si stanno intensificando.
©Riproduzione riservata