di Federica Marengo venerdì 28 marzo 2025

-Ieri, si è tenuto a Parigi il Vertice sulla pace e la sicurezza in Ucraina cui hanno preso parte i rappresentanti di 30 Paesi e i vertici di Ue e Nato, i quali hanno concordato sul no alla revoca delle sanzioni a Mosca, ribadendo il sostegno a Kiev, ma si sono divisi sull’eventuale invio di truppe in Ucraina in caso di cessate il fuoco, come garanzia di sicurezza chiesta da Kiev.
Tuttavia, Francia e Gran Bretagna, fautrici della proposta e promotrici dell’iniziativa, hanno confermato l’invio di loro truppe al fine di creare una coalizione di “volenterosi”, ovvero una “forza di rassicurazione”, diversa però dal contingente di peacekeeping evocato finora.
Presente per l’Italia alla riunione, cui seguirà il 10 aprile un nuovo incontro nella capitale francese tra i ministri della Difesa dei Paesi “volenterosi”, la Presidente del Consiglio Meloni, che ha ribadito il no dell’Italia all’invio di truppe tra le forze di pace per garantire una eventuale tregua in Ucraina e ha auspicato di vedere al prossimo vertice gli USA con una propria delegazione, incassando l’apertura del Presidente francese Macron sulla possibilità di valutare la fattibilità tecnica dell’art.5 del Trattato Nato, mentre riguardo al ruolo dell’Alleanza Atlantica e dell’Onu per il cessate il fuoco, sostenuto dalla stessa Premier, bisognerà confrontarsi con il Presidente USA Trump, anche vista della conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina in programma a Roma il 10 e 11 luglio.
Tuttavia, riguardo al possibile invio di truppe Ue sotto l’egida delle Nazioni Unite, il sottosegretario generale dell’Onu, dopo aver incontrato a Roma il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato all’Ansa : “Sempre più spesso ci viene sollevata la questione del mantenimento della pace e del possibile ruolo delle Nazioni Unite in Ucraina. Ma continuo a dirlo: al momento, tutto questo resta altamente ipotetico e l’Onu non sta pianificando nulla. A maggio, a Berlino, si terrà un importante incontro ministeriale sul mantenimento della pace e sulle possibili missioni future”.
Intanto, il Presidente russo Putin, da Murmansk, dove si è recato per un vertice sull’Artico nel quale ha autorizzato il volo di un sommergibile a propulsore nucleare, il primo a trasportare missili ipersonici, ha lanciato la sua proposta di un’amministrazione transitoria per l’Ucraina sotto l’egida dell’Onu per organizzare le elezioni presidenziali e, successivamente, negoziare un accordo con il sostituto di Zelensky, sottolineando che i negoziati per un accordo di pace possono essere tenuti solo con nuove autorità.
Il Presidente Putin ha poi aggiunto di essere aperto al dialogo con gli USA, il cui Presidente Trump ha lodato per la volontà di porre fine al conflitto, con i partner amici e con l’Ue, che però ha detto essere “incoerente”, sottolineando di essere favorevole a una soluzione pacifica, ma non a scapito degli interessi della stessa Russia.
Infine, in merito ai combattimenti, il Presidente Putin ha affermato che Mosca sta raggiungendo i suoi obiettivi, ma non così velocemente come alcuni vorrebbero.
Le dichiarazioni del Presidente Putin, erano state precedute dall’intervento della portavoce del ministero degli Esteri russo Zakharova, che, riguardo al vertice di Parigi, aveva prospettato uno scontro con la Nato in caso di invio di truppe Ue in Ucraina, accusando Francia e Gran Bretagna di voler attuare “piani militari mascherati da forze di peacekeeping”.
Contrarietà al dispiegamento di qualsiasi unità militare di Paesi stranieri nel territorio ucraino, perché “si tratterebbe molto probabilmente di unità militari degli Stati membri della Nato”, secondo l’agenzia Interfax, è stata ribadita anche dal Presidente della Commissione Esteri del Senato russo e membro della delegazione russa ai colloqui con gli Usa a Riad, Grigory Karasin.
Il portavoce del Cremlino Peskov, invece, come riportato dall’agenzia Ria Novosti, riguardo al no da parte dell’Ue alla revoca delle sanzioni a Mosca, ha sottolineato che: “Se la Ue non vuole seguire la strada dell’allentamento delle sanzioni a Mosca, significa che non vuole seguire la via della pace”.
Nella giornata di oggi, il Presidente russo Putin ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente turco Erdogan nel quale i due Presidenti hanno concordato di lavorare insieme per risolvere le crisi regionali.
La presidenza turca ha sottolineato in un comunicato, che “Durante la conversazione, il Presidente Erdogan ha affermato che la cooperazione tra Turchia e Russia è di vitale importanza per risolvere le crisi regionali”.
Il Cremlino, invece, ha reso noto che: “I due leader hanno scambiato opinioni sul dialogo russo-americano a favore di una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina” e sul “rilancio di un accordo nel Mar Nero” e che “Putin ha insistito sulla sicurezza della navigazione e l’eliminazione degli ostacoli all’esportazione di prodotti alimentari e fertilizzanti russi”, in quanto, “questa clausola, inizialmente concordata nel luglio 2022, all’epoca dell’accordo sui cereali nel Mar Nero con la mediazione della Turchia e del Segretario generale delle Nazioni Unite, non è mai stata attuata, secondo Mosca”.
Il Cremlino ha aggiunto che “durante lo scambio, il capo di Stato turco, il cui Paese è membro della Nato, ha dichiarato di “seguire da vicino il processo avviato per porre fine alla guerra in corso tra Russia e Ucraina”, ribadendo che “la Turchia è pronta ad ospitare i negoziati di pace” e che “secondo Ankara, Erdogan ritiene che “le misure di buona volontà per garantire la sicurezza della navigazione commerciale nel Mar Nero contribuirebbero al processo di pace, con la Turchia che farebbe la sua parte per evitare che il Mar Nero diventi una zona di conflitto”.
Il ministro degli Esteri russo Lavrov, poi, ha fatto sapere che la prossima settimana è prevista la visita a Mosca del ministro degli Esteri cinese Wang Yi per discutere della risoluzione della crisi ucraina, delle relazioni bilaterali Mosca-Pechino e di contatti al massimo livello.
Nel frattempo, la Casa Bianca ha respinto la proposta avanzata da Vladimir Putin di affidare temporaneamente l’Ucraina a un’amministrazione sotto l’egida delle Nazioni Unite, in attesa di nuove elezioni. Infatti, secondo un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano, citato dall’agenzia Reuters, “la proposta è irricevibile”, in quanto: “Il governo dell’Ucraina è determinato dalla sua Costituzione e dai suoi cittadini”.
Ieri, al termine del vertice di Parigi, il Presidente ucraino Zelensky, presente anch’egli alla riunione dei “volenterosi”, ha dichiarato che : “La Russia non vuole alcun tipo di pace”, anche alla luce dei continui attacchi con droni e missili sulle diverse regioni e sui diversi impianti energetici dell’Ucraina.
In merito all’intesa sulle terre rare tra gli USA e l’Ucraina, il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Podolyak ha fatto sapere che non vi è ancora nessuna bozza definitiva per l’accordo.
Riguardo alla situazione sul campo, il ministero della Difesa di Mosca ha accusato Kiev di nuovi attacchi agli impianti energetici russi in violazione degli accordi di tregua parziale in vigore dal 18 marzo. In particolare, le forze ucraine avrebbero distrutto una stazione di misurazione di gas a Sudzha, nel Kursk. Inoltre, Mosca ha rivendicato la riconquista di un altro insediamento nel Kursk, Gogolevka, e di un insediamento rurale nella regione di Kharkiv.
Kiev, a sua volta, ha fatto sapere che Mosca continua ad attaccare con droni gli impianti di produzione del gas ucraini e che in un raid sulla regione di Kherson tre persone sono state uccise.
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