di Federica Marengo mercoledì 26 marzo 2025

-Al termine della due giorni di colloqui separati svoltasi a Riad tra la delegazione degli USA e le delegazioni di Kiev e di Mosca, la Casa Bianca ha pubblicato due note nelle quali sono stati illustrati i punti dell’intesa raggiunta dalle parti sulla tregua parziale, che stabilisce di garantire la sicurezza di porti , depositi di carburante e navi commerciali nel Mar Nero per consentire l’esportazione di prodotti agricoli ucraini e di non attaccare le centrali energetiche per un periodo di 30 giorni già iniziato dal 18 marzo.
Tuttavia, anche Mosca potrà esportare i suoi prodotti agricoli su cui gli USA hanno promesso di togliere le sanzioni, decisione in merito alla quale il Presidente ucraino Zelensky ha espresso le sue rimostranze, avvertendo: “Mosca sta già manipolando l’intesa, se colpiti reagiremo. Riteniamo che questo sia un indebolimento della nostra posizione e un indebolimento delle sanzioni. Questa possibilità non era nella nostra agenda, l’ha sollevata la parte americana durante i negoziati a Riad”.
Il portavoce del Cremlino Peskov, però, ha precisato che Mosca rispetterà la tregua del Mar Nero solo dopo la revoca di alcune sanzioni bancarie, che l’Ue ha mantenuto in vigore, in quanto le sue esportazioni agricole sono state colpite dalle sanzioni su porti e banche.
A tal proposito, un portavoce della Commissione Ue ha dichiarato alla testata ucraina Suspilne che Bruxelles non revocherà né modificherà le sanzioni contro la Russia prima del ritiro “incondizionato” delle forze di Mosca dall’Ucraina.
Intanto, il Presidente ucraino Zelensky è arrivato a Parigi per partecipare domani al vertice dei Paesi “volenterosi” e in serata avrà una cena di lavoro con il Presidente francese Macron per preparare la riunione nella quale, oltre a ribadire il proseguimento e il rafforzamento del sostegno militare e finanziario a Kiev , si discuterà dell’invio di truppe in territorio ucraino, anche alla luce della richiesta del capo di governo ucraino di sapere “chi è pronto a partecipare a un contingente di pace”.
L’ordine del giorno, infatti, secondo quanto comunicato dalla presidenza francese, verterà su 4 punti: il proseguimento degli aiuti militari all’Ucraina; le modalità di un cessate il fuoco “completo”; la preparazione di un potenziale “dopo-tregua”; le condizioni del dispiegamento di una forza europea in Ucraina per garantire la pace, iniziativa che vede in prima linea Francia e Regno Unito.
Tra i Paesi Ue che domani parteciperanno al Vertice sulla pace e la sicurezza dell’Ucraina anche l’Italia. Stamane, quindi, in vista del summit, la Presidente del Consiglio Meloni ha convocato una riunione a Palazzo Chigi , cui hanno preso parte il Vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani (in videocollegamento), il Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Secondo quanto riportato da Palazzo Chigi in una nota: “Nel corso della riunione è stato riaffermato l’impegno alla costruzione, insieme ai partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti, di garanzie di sicurezza solide ed efficaci per l’Ucraina che trovino fondamento nel contesto euroatlantico. Ciò anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington, ipotesi che sta riscontrando sempre più interesse tra i partner internazionali. L’incontro ha inoltre permesso di ribadire che non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno. È stato, infine, affrontato il tema dell’attuazione e del monitoraggio del cessate il fuoco, su cui si sta facendo spazio un possibile ruolo delle Nazioni Unite, che il Governo italiano sostiene da tempo”.
Sempre a proposito del Vertice di domani a Parigi, sarà presente anche il Segretario generale della Nato, Rutte, quest’oggi in Polonia, dove ha incontrato il Premier Tusck con cui, al termine del colloquio, ha tenuto una conferenza stampa congiunta.
Il Segretario Generale della Nato Rutte, nel suo intervento ha evidenziato che “La Russia è e resta la più significativa e diretta minaccia alla nostra alleanza” e che “l’Alleanza sarà sempre al fianco della Polonia o di qualsiasi altro membro” e che “Se qualcuno dovesse sbagliare i calcoli e pensare di poterla fare franca con un attacco alla Polonia o a qualsiasi altro alleato, si scontrerà con la piena forza di questa feroce alleanza. La nostra reazione sarà devastante. Questo deve essere molto chiaro a Vladimir Putin e a chiunque altro voglia attaccarci”.
Poi, Rutte ha aggiunto: “Sono fiducioso sui negoziati di pace condotti da Donald Trump, lo stallo doveva essere infranto e sono grato al presidente americano per averlo fatto. Qualunque sia il risultato, deve essere stabile e duraturo. Parigi e Londra stanno lavorando sodo per aiutare l’Ucraina a mantenere la pace. Ma per mantenerla, la pace, prima deve essere raggiunta”.
Il Premier polacco Tusk, invece, sottolineando l’ importanza della “garanzia dell’articolo 5, garanzia di ‘uno per tutti, tutti per uno’, che rimane in vigore”, ha detto: “Sull’Ucraina sono in corso colloqui e trattative, ma siamo onesti: la nostra influenza su queste trattative è limitata, per usare un eufemismo. Quindi dobbiamo essere ancora più preparati, come Nato, come Polonia, per affrontare degli scenari che non sono stati scritti da noi al cento per cento. I rappresentanti degli Stati Uniti hanno ripetutamente sottolineato che saranno sempre pronti a difendere la Polonia e gli altri Paesi della Nato in una situazione di pericolo. Ringrazio il Segretario della Nato Rutte per l’inequivocabile sostegno e interesse per un progetto che è molto importante per la Polonia, per l’Europa, per l’intera NATO, vale a dire lo Scudo orientale: come Polonia, ci assumiamo la piena responsabilità della sicurezza del confine orientale della Polonia, ma anche dei nostri partner europei e della Nato. E’ chiaro a tutti che la situazione in Ucraina influisce direttamente sulla sicurezza sia della Polonia che dell’Europa. Quindi non c’è bisogno di giustificare nulla. Considerando che al momento ci sono colloqui e negoziati e, diciamolo chiaramente, la nostra influenza su questi negoziati è, per usare un eufemismo, limitata, dobbiamo essere ancora più preparati, come Nato e come Polonia, per scenari che non sono scritti al cento per cento da noi. Lavoreremo sicuramente a stretto contatto per una giusta pace in Ucraina. Nessuno , credetemi , nessuno è così desideroso di una pace rapida come i polacchi: ma sappiamo molto bene che questa pace deve anche essere una garanzia della piena sovranità dell’Ucraina. Solo un’Ucraina sovrana, solo una pace giusta darà a tutti noi un senso di sicurezza”.
Nel frattempo, nella giornata di oggi, si sono recati a Kiev: il Premier finlandese Stubb, che, intervistato dal quotidiano Ilta-Sanomat, escludendo di inviare un contingente finlandese nel corso di un cessate il fuoco, ha dichiarato: “Se a un certo punto dovessimo gestire un’operazione con un mandato internazionale, come un’operazione di peacekeeping delle Nazioni Unite, allora, ovviamente, dovremmo valutare l’ipotesi”.
In visita a Kiev, anche il Ministro degli Affari Esteri norvegese Espen Barth Eide e il Ministro del Lavoro e dell’Inclusione Sociale norvegese, Tonje Brenna, che, incontrato il Ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha e deposto dei fiori in memoria delle vittime della guerra in corso, hanno ribadito il loro sostegno all’Ucraina.
A Bruxelles, invece, la Commissione europea ha presentato la strategia di preparazione e gestione delle crisi, illustrando le trenta azioni principali per affrontare le emergenze, come il rischio di un conflitto, le catastrofi ambientali, gli attacchi informatici e le pandemie.
Pertanto, la Commissaria Ue per la Gestione delle crisi ,Lahbib ,ha mostrato in un video il kit di sopravvivenza o borsa della resilienza che tutti i cittadini degli Stati membri dovranno avere per essere autonomi per almeno 72 ore e che dovrà contenere una decina di prodotti essenziali tra cui: acqua, medicinali, una torcia, documenti d’identità , fiammiferi, cibo. Tra le proposte inerenti, anche quella di indire una “giornata nazionale di preparazione” per sensibilizzare i cittadini dell’Ue ad essere preparati in caso di catastrofe e misure strategiche specifiche per le scuole.
Infine, sul campo continuano gli attacchi russi con droni su diverse regioni dell’Ucraina, come: Kherson, dove una persona è rimasta ferita, Mykolaiv e Odessa.
La Difesa russa, a sua volta, ha reso noto di aver abbattuto 9 droni ucraini lanciati sulle strutture energetiche nelle regioni di Bryansk e Kursk e in Crimea. Lo Stato maggiore ucraino ha però respinto le accuse della Russia.
Una corrispondente di guerra del principale canale televisivo statale russo, è stata uccisa da una mina nella regione di Belgorod, al confine con l’Ucraina.
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