di Federica Marengo sabato 21 marzo 2026

-Domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15, si vota per il Referendum costituzionale sulla Giustizia. La scheda di colore verde ,che verrà consegnata agli elettori e alle elettrici presso i seggi elettorali, contiene il seguente quesito: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”, cui rispondere apponendo una croce sul Sì o sul No.
Il Referendum è confermativo e non abrogativo: ciò, vuol dire che il risultato sarà valido con qualunque affluenza e non sarà necessaria la partecipazione del 50%+1 degli aventi diritto al voto.
Il quesito chiede agli elettori e alle elettrici di approvare o respingere la legge costituzionale, approvata dal Parlamento, che interviene sull’assetto della Magistratura e modifica 7 articoli della Costituzione, introducendo : la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) e di un’Alta Corte Disciplinare.
Ma vediamo nello specifico, in cosa consistono le modifiche apportate dalla riforma.
La riforma introduce:
1)La Separazione delle carriere: fino ad oggi, l’assetto costituzionale ha previsto che esistano due tipologie di magistrati: il giudice, che emette le sentenze, e il pubblico ministero, che indaga e sostiene l’accusa. Con la riforma Cartabia del 2022, finora ,è stato possibile cambiare carriera una sola volta entro i primi dieci anni di servizio, passando dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero e viceversa.
Con la nuova riforma costituzionale , non sarà più possibile cambiare funzione neppure una volta e i magistrati dovranno decidere a inizio carriera se ricoprire la funzione di giudice o di pubblico ministero (separazione delle carriere).
2) Due Consigli Superiori della Magistratura. Ad oggi, vi è un solo Consiglio Superiore della Magistratura, un organo che governa la Magistratura, composto da 33 membri, alcuni membri di diritto, altri, i magistrati , eletti per 2/3 dai loro colleghi e i laici , ovvero: avvocati o docenti universitari con almeno 15 anni di esperienza, eletti per 1/3 dal Parlamento, in seduta comune , con un’ampia maggioranza, e presieduto dal Presidente della Repubblica. Tale organo ha il compito di decidere su concorsi, trasferimenti, promozioni e di vigilare sul corretto operato di tutti i magistrati, sia giudici che pubblici ministeri.
Con la nuova riforma, che modifica l’art.87 della Costituzione, sono introdotti due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti, presieduti dal Capo dello Stato.
3)Il sorteggio per entrare nei due Consigli Superiori della Magistratura. Finora , i componenti dell’unico Consiglio Superiore della Magistratura sono stati eletti. Con la nuova riforma, che modifica l’art.104, i componenti dei due Consigli Superiori della Magistratura, sia magistrati che laici, verranno estratti a sorte tra chi ha i requisiti richiesti da elenchi stilati dal Parlamento (sia dai partiti di maggioranza che di opposizione) e dalla Magistratura.
4)L’Alta Corte Disciplinare. Con la modifica dell’art.105, viene istituita l’Alta Corte Disciplinare, un organo composto da 15 membri, in parte “laici” e in parte “togati”, ovvero magistrati e non, scelti tramite nomina e sorteggio.
Lo scrutinio inizierà lunedì, subito dopo la chiusura dei seggi, mentre i dati sull’affluenza saranno comunicati dal Viminale domenica alle 12, alle 19 e alle 23.
Se a vincere sarà il sì, la legge di riforma costituzionale entrerà in vigore entro un anno, ma perché ciò accada, occorreranno delle norme attuative per le procedure di sorteggio, il procedimento davanti all’Alta Corte, la determinazione dei nuovi illeciti disciplinari.
Per il sì, tutti i partiti del centrodestra: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati , il movimento Futuro Nazionale di Roberto Vannacci e il partito di opposizione Azione.
Per il No, gran parte dei partiti di opposizione: il Pd, (sebbene alcuni esponenti di area riformista si siano schierati per il sì), il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, secondo cui la riforma avrebbe lo scopo di comprimere i poteri della Magistratura, subordinandoli all’esecutivo.
Tra i partiti di opposizione , vi sono poi posizioni come quella del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha dichiarato di sostenere la riforma, pur riconoscendovi alcune incertezze tecniche e del leader di Italia Viva ,Matteo Renzi, che ha lasciato libertà di voto ai propri elettori ed elettrici.
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