di Federica Marengo domenica 26 maggio 2024

E’ iniziata ieri pomeriggio, a Roma, presso lo stadio Olimpico, la prima Giornata Mondiale dei Bambini e delle Bambine ,voluta da Papa Francesco e, patrocinata dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Proprio lo stadio Olimpico è stato lo scenario dell’incontro tra il Pontefice e i bambini e le bambine provenienti da tutto il mondo, apertosi con la sfilata di oltre 100 delegazioni in abiti tradizionali e scandita da intermezzi musicali.
Al suo arrivo, il Santo Padre è stato accolto dagli organizzatori della Giornata e da 5 bambini in rappresentanza dei loro 5 Continenti di provenienza.
Poi, Papa Francesco ha pronunciato un discorso di saluto ai bambini e alle bambine e ai 50 mila presenti, rispondendo alle domande postegli da alcuni/alcune di loro, cui sono seguiti momenti di testimonianza e di riflessione.
Nel Suo saluto, il Pontefice, ha esordito, dicendo : “Ci siamo! È iniziata l’avventura della GMB, la Giornata Mondiale dei Bambini. Ci siamo radunati qui allo Stadio Olimpico, per dare il “calcio d’inizio” a un movimento di bambine e bambini che vogliono costruire un mondo di pace, dove siamo tutti fratelli, un mondo che ha un futuro, perché vogliamo prenderci cura dell’ambiente che ci circonda. “Bello mondo”, dice il vostro canto. Grazie di questo!. In voi, bambini, tutto parla di vita, di futuro. E la Chiesa, che è madre, vi accoglie, vi accompagna con tenerezza e con speranza. Lo scorso 6 novembre ho avuto la gioia di accogliere in Vaticano alcune migliaia di bambini di tante parti del mondo. Quel giorno avete portato un’ondata di gioia; e mi avete manifestato le vostre domande sul futuro. Quell’incontro ha lasciato un’impronta nel mio cuore e ho capito che quella conversazione con voi doveva continuare, doveva allargarsi a tanti altri bambini e ragazzi. Ed è per questo che oggi siamo qui: per continuare a dialogare, a porci domande e risposte”.
Quindi, Papa Francesco ha interagito con i bambini e le bambine, chiedendo loro: “So che siete tristi per le guerre. Io vi domando: voi siete tristi per le guerre?” e , a seguire, ricevendo come risposta un sì, gli ha raccontato: Oggi, ho ricevuto bambini fuggiti dall’Ucraina che avevano tanto dolore per le guerre. Alcuni di loro erano feriti”.
Ancora, il Pontefice ha domandato loro ,nuovamente, “La guerra è una cosa bella?”,per poi proseguire al loro “No!”, con un’altra domanda: “E la pace, è una cosa bella?”, ricevendo in risposta un “Sì!”.
Da qui, la riflessione del Santo Padre sul dolore dei bambini e delle bambine per i loro coetanei e le loro coetanee che non possono andare a scuola: “Ci sono bambine e bambini che non possono andare a scuola. Sono realtà che anch’io porto nel cuore, e prego per loro. Preghiamo per i bambini che non possono andare a scuola, per i bambini che soffrono le guerre, per i bambini che non hanno da mangiare, per i bambini che sono malati e nessuno li cura”.
Infine, ancora una serie di domande e risposte tra il Pontefice e i bambini e le bambine: “Una domanda. Sentite bene. Voi sapete qual è il motto di questa Giornata Mondiale dei Bambini? Sapete qual è il motto? Il motto è una frase presa dalla Bibbia: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Lo avete ascoltato? ; “Sì!”. “Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Lo diciamo insieme? ,“Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Un’altra volta: “Ecco io faccio nuove tutte le cose”. Questo è il motto. È bellissimo. Pensate: Dio vuole questo, tutto ciò che non è nuovo passa. Dio è novità. Sempre il Signore ci dà la novità. Cari bambini, andiamo avanti e abbiamo gioia. La gioia è salute per l’anima. Care bambine e bambini, Gesù nel Vangelo ha detto che vi vuole bene. Una domanda: Gesù vi vuole bene? Non si sente! ; “Si!. E il diavolo, vi vuole bene? ; “No!”. Bravi! Coraggio e avanti”.
Con la recita della preghiera dell’Ave Maria, si è dunque concluso il saluto di Papa Francesco ai Bambini e alle Bambine, seguito dal dialogo con alcuni di loro, che gli hanno posto delle domande su vari temi come la pace, la fratellanza, la povertà , la sofferenza di alcuni bambini e bambine nel mondo e la solitudine degli anziani.
In particolare, a una bambina che gli ha chiesto “quale miracolo farebbe, se potesse”, il Pontefice ha risposto: “Se io potessi fare un miracolo, quale miracolo farei?. È facile: che tutti i bambini abbiano il necessario per vivere, per mangiare, per giocare, per andare a scuola. Questo è il miracolo che a me piacerebbe fare. Che tutti i bambini siano felici. Preghiamo il Signore, perché Lui faccia questo miracolo”.
Un’altra bambina, invece, gli ha chiesto come si faccia “ad aprire le porte del cuore dei grandi?”, Papa Francesco ha risposto: “Non è facile questo. Ma voi bambini dovete avere questa illusione di fare delle cose che facciano pensare ai grandi. Voi dovete bussare alla porta dei grandi: papà, mamma, perché ci sono bambini che non hanno da mangiare? Papà, mamma, perché c’è gente che dorme sulla strada? Papà, mamma, perché c’è gente che non ha lavoro? Voi dovete fare queste domande e, anzi, dovete farle a Dio! Dio, perché questo? Che il Signore ci aiuti. Voi bambini potete fare una vera rivoluzione con queste domande e con queste inquietudini. Avanti e coraggio!”.
Al termine dell’incontro, ringraziando i bambini e le bambine per essere venuti e gli organizzatori, il Pontefice ha impartito loro la benedizione, esortandoli a “tornare a casa gioiosi” per tale incontro.
Stamane, invece, nel giorno della Solennità della Santissima Trinità, il Santo Padre ha presieduto la Messa sul sagrato della Basilica vaticana, durante la quale, dopo la proclamazione del Vangelo, ha pronunciato un’omelia a braccio , in cui rivolgendosi ai bambini e alle bambine, ai fedeli e ai pellegrini (in Piazza San Pietro erano presenti circa 50 mila persone ,tra cui anche la Presidente del Consiglio Meloni), spiegando loro, come un catechista, il significato della Trinità e dello Spirito Santo ,ha detto: “Cari bambini, care bambine, siamo qui per pregare, pregare insieme, pregare Dio. D’accordo? Siete d’accordo con questo? Sì? E preghiamo Dio, Dio Padre, Dio Figlio, e Dio Spirito Santo. Quanti “dei” sono? Uno in tre persone: il Padre che ci ha creato tutti, che ci ama tanto Dio e quando noi preghiamo Dio Padre, qual è la preghiera, qual è la preghiera che tutti preghiamo?. Chiediamo sempre a Dio, il Padre Nostro, che ci accompagni nella vita e che ci faccia crescere e come si chiama il Figlio? Qual è il nome del Figlio? ; Gesù!. Non sento bene! Gesù! E Gesù, preghiamo Gesù , perché ci aiuti, perché sia vicino a noi e anche quando facciamo la Comunione noi riceviamo Gesù e Gesù ci perdona tutti i peccati. È vero questo che Gesù perdona tutto? ; sì!. Non si sente, cosa succede… È vero? Sì! Ma sempre perdona tutto?; sì!. Sempre, sempre, sempre?; sì!. E se c’è un uomo o una donna, peccatore, peccatore, peccatore con tanti peccati Gesù li perdona? ; sì!. Perdona anche il più brutto dei peccatori?; sì!. Sì! Non dimenticatevi questo: Gesù perdona tutto e perdona sempre e noi dobbiamo avere l’umiltà di chiedere perdono. “Perdona me, Signore, ho sbagliato. Sono debole. La vita mi ha messo in difficoltà ma tu perdoni tutto. Io vorrei cambiare vita e tu aiutami”. Ma non ho sentito bene, è vero perdona tutto? ; sì!. Eh bravi, non dimenticatevi di questo”.
Poi, continuando, Papa Francesco, ha spiegato: “Il problema è: chi è lo Spirito Santo? Eh, non è facile, perché lo Spirito Santo è Dio, è dentro di noi. Noi riceviamo lo Spirito Santo nel Battesimo, lo riceviamo nei Sacramenti. Lo Spirito Santo è quello che ci accompagna nella vita. Pensiamo questo e lo diciamo insieme: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”. Tutti insieme: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”. È quello che ci dice nel cuore le cose buone che dobbiamo fare. Un’altra volta: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”. È quello che quando facciamo qualcosa male ci rimprovera dentro. “Lo Spirito Santo …” Avete dimenticato, non sento… Un’altra volta! Lo Spirito Santo è quello che ci dà la forza, ci consola nelle difficoltà. Insieme: “Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita”. Così, carissimi fratelli e sorelle, bambini e bambine, siamo tutti felici, perché crediamo. La fede ci fa felici. E crediamo in Dio che è “Padre, Figlio e Spirito Santo”. Tutti insieme: “Padre, Figlio e Spirito Santo”. Il Padre che ci ha creato, Gesù che ci ha salvato e lo Spirito Santo che fa?”.
Quindi, in conclusione, il Pontefice ha invitato bambini e bambine a pregare la Vergine Maria, Madre del Cielo per tutti, per i genitori, per i nonni e per gli altri bambini e bambine ammalati, ma “soprattutto”, ha evidenziato Papa Francesco, “per la pace, perché non ci siano più guerre”.
Terminata la Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre, nel corso dell’Angelus, ha salutato e ringraziato i bambini e le bambine che hanno partecipato alla prima Giornata Mondiale loro dedicata e gli organizzatori, tra cui Padre Enzo Fortunato, giornalista, scrittore, direttore Comunicazione della Basilica papale di San Pietro in Vaticano e coordinatore della GMB , già direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, affidandoli allo Spirito Santo e, rivolgendo un pensiero nuovamente anche ai nonni e alle nonne.
A chiudere la prima Giornata Mondiale dei Bambini e delle Bambine, però, è stato l’intervento dell’attore e regista Premio Oscar, Roberto Benigni, che ha tenuto un monologo incentrato sui temi del sogno , dell’amore e della fiaba come strumento per sconfiggere l’orrore delle guerre e la sofferenza dell’Umanità.
Benigni , infatti, ha esordito, rivolto ai bambini e alle bambine, dicendo: “Guardate questo cielo azzurro, oggi tutto azzurreggia, nella Città del Vaticano. Lo Stato più piccolo del mondo dove c’è l’uomo più grande del mondo”, per poi continuare: “La cosa più sensata del mondo l’ho sentita da una sola persona, Gesù, quando nel discorso della Montagna ha detto: “Beate i misericordiosi”.
Quindi, esortandoli ad amare, ha detto: “Prendete il volo, prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro, costruite un mondo migliore, noi non ci siamo riusciti. Rendete il mondo più bello: il mondo ne ha bisogno, e voi lo potete fare. Cercate di fare le cose belle, rendete gli altri felici, e per farlo bisogna essere felici. Siate felici, diventate l’adulto che avreste voluto accanto quando eravate bambini”.
Infine, una riflessione sull’orrore della guerra: “Il mondo è governato da persone che non sanno cosa sia la misericordia, l’amore. E così commettono il più stupido dei peccati, la guerra: una parola brutta, che sporca tutto. Dobbiamo porre fine a questa cosa. Perché quando i bambini giocano, appena uno si fa male, si fermano, fine del gioco, e invece quelli che fanno la guerra, perché non si fermano al primo bambino che si fa male? La guerra deve finire. Dobbiamo trovare le parole giuste, cha facciano diventare le cose vere, nessuno ha trovato la parola giusta per fermare la guerra: “guerra fermati”, un po’ come “apriti sesamo”. Eppure, sono convinto che in mezzo a voi ci sia chi troverà la parola per fermare la guerra, dobbiamo cercarla insieme”.
Dopo l’intervento-monologo di Roberto Benigni, Papa Francesco ha annunciato che la seconda Giornata Mondiale dei Bambini e delle Bambine si terrà a Roma nel settembre del 2026.
In ultimo, il Pontefice , dopo aver effettuato alcuni giri in Piazza San Pietro a bordo della papamobile, per salutare i 50 mila presenti, tra bambini e bambine, fedeli e pellegrini, è rientrato a Casa Santa Marta.
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